Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

LEGNO VS TRADIZIONALE

GLI EDIFICI IN LATERIZIO RESTERANNO PER I PROSSIMI ANNI LA PRINCIPALE SOLUZIONE COSTRUTTIVA DEL NOSTRO PAESE, PUR NELLA NECESSITA' DI ADEGUARE I VALORI TERMICI ALLE NORMATIVE ENERGETICHE SEMPRE PIU' RESTRITTIVE.
LE CASE PREFABBRICATE TROVERANNO COMUNQUE NOTEVOLE SPAZIO, USCENDO DALL'ATTUALE NICCHIA DI MERCATO.

Noto quasi un complesso di inferiorità tra i costruttori/progettisti/promotori delle case in legno, sempre e continuamente in paragone con il laterocemento.
E' come se andassi a chiedere alla Fiat "Quando devo fare il tagliando?" e mi rispondessero "Quando lo fa la Peugeot!".

Non mi ero posto il problema.
Le case prefabbricate sono un fenomeno nuovo per il nostro paese e le cifre parlano chiaro. 
I montaggi di case in legno sono in aumento, ma difficilmente si supera il migliaio di edifici l’anno in tutta Italia.
Al momento non mi sembra una concorrenza preoccupante per l’edilizia tradizionale del mattone.
E’ chiaro che le case prefabbricate si pongono come alternativa alle costruzioni in muratura e non costituiscono un settore a se stante, almeno nel nostro paese. 
Chi acquista una casa prefabbricata potrebbe sempre e comunque edificare in laterizio, nel senso che non esistono tipologie edilizie specifiche per il legno, ma è sempre possibile scegliere il sistema costruttivo più idoneo, in base alle esigenze. 
In Italia vi è poi un fattore culturale, che relega il legno a specifiche funzioni in edilizia e ne limita tradizionalmente i campi di applicazione.
Ma, soprattutto, le case prefabbricate sono una novità per il settore edile, praticamente sconosciuta sino a pochi anni fa e del tutto ignorata dalla grande massa (anche se la situazione sta lentamente cambiando).
In effetti i costruttori del legno, così come i vari operatori del settore, devono necessariamente fare informazione.  
I paragoni ed i confronti con l’edilizia tradizionale sono difficilmente evitabili e servono per mettere in luce le caratteristiche delle case in legno rispetto a ciò che è più conosciuto. 
Questo blog si pone l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle case prefabbricate a basso consumo, utilizzando spesso il benchmark delle costruzioni in muratura.
Non penso che si tratti di complesso di inferiorità, ma di una semplice modalità per raccontare le case in legno, comprensibile ed intuitiva per chiunque.

VANO SCALA E DISPERSIONI IN UNA CASA DI LEGNO

LA TENUTA ALL’ARIA E’ UNO DEI PRINCIPALI REQUISITI PER GARANTIRE ELEVATI VALORI DI ISOLAMENTO TERMICO NELLE CASE IN LEGNO.
LE PRESTAZIONI ENERGETICHE DI UNA BUONA PARETE POSSONO ESSERE ABBATTUTE SE L’INVOLUCRO PRESENTA DEI PUNTI CRITICI.

Ho da poco preso residenza in una casa nuova prefabbricata in legno costruita su una base (scantinato) internamente ancora grezzo che attualmente utilizzo solo come autorimessa con chiusura ingresso-uscita (portone a chiusura sezionale).
Ho una scala in muratura che dallo scantinato mi da' l'accesso in casa, per legge è stata installata una porta R.E.I.
Ora che la temperatura esterna inizia a scendere riscontro una notevole differenza di temperatura e disagio tra l'abitazione e l'accesso scala dallo scantinato.Mi può consigliare quale intervento utile per risolvere questo inconveniente.


L’efficienza energetica di un edificio dipende soprattutto dall’assenza di criticità nell’involucro. 
Trascurare del tutto la coibentazione dell’attacco al suolo potrà determinare una prestazione termica insoddisfacente rispetto alla spesa sostenuta, pur scegliendo una buona parete di adeguato spessore e composizione, dei serramenti isolati con tripli vetri ed un buon pacchetto di copertura.
La tenuta all’aria è un altro requisito importante che non sempre viene assicurato dalle case in legno, soprattutto in presenza di canne fumarie o fori per l’areazione e per la cappa in cucina. 
La scala di collegamento tra il piano terra (realizzato in legno ed altamente coibentato) e il piano interrato (in cemento armato, molto più disperdente) causa un inevitabile spreco di calore, soprattutto se non è presente al piano inferiore un locale che funga da filtro, in grado di arrestare lo scambio termico.
In questo caso può essere efficace isolare l’intero vano scala mediante una semplice controparete in cui sia inserita della lana di roccia.
La porta REI resta un problema, a causa delle caratteristiche del serramento, ma le dispersioni saranno comunque limitate.
Consiglio in ogni caso di aggiungere un termosifone o un ventilconvettore ad aria per scaldare il vano, da posizionarsi al piano interrato (l’aria calda sale verso l’alto).
Se non è presente una porta di separazione al piano terra, si dovrebbe prevederla, per compartimentare il più possibile la scala dal resto dell’edificio.
Le case prefabbricate consentono elevate prestazioni energetiche, ma vanno sempre eliminati i punti di criticità che causano dispersioni termiche, dovuti generalmente ad errori progettuali e/o costruttivi che possono abbattere drasticamente l’isolamento complessivo del fabbricato.
In presenza di un piano interrato, il progettista ha il dovere di trovare le soluzioni tecnico-progettuali più appropriate per evitare indesiderabili dissipazioni di calore.

STRUTTURE IN LEGNO LITUANE

I PREZZI DELLA GRAN PARTE DEI COSTRUTTORI PIU’ NOTI DI CASE PREFABBRICATE SONO SOSTANZIALMENTE EQUIPARABILI, A PARITA’ DI CARATTERISTICHE, MA NON MANCANO LE ECCEZIONI. 

Gentilissimo Architetto, sono sconcertato dai prezzi molto bassi che ho potuto reperire nei siti di alcune ditte di case in legno dei paesi dell’Est, in particolare Lituane.
Per un chiavi in mano siamo sotto ai 1.000 € al metro quadro, contro i 1.500 € (se ho capito bene) delle aziende tedesche o italiane.
Le risulta possibile? 

Parliamo di case in legno Lituane, ma anche Russe, Estoni e, perché no, Rumene.
Premetto che non conosco direttamente aziende produttrici di questi paesi e non mi permetto di esprimere giudizi di alcun tipo, non avendo nessun elemento concreto su cui basarmi.
Non è pertanto mio interesse catalogare in alcun modo tutte le imprese di questi paesi che operano sul mercato italiano, limitandomi ad alcune riflessioni generali, valide per qualsiasi azienda di case prefabbricate, non necessariamente proveniente dell’est Europa.
Tutte le costruzioni, non solamente in legno, devono soddisfare precisi criteri normativi in materia di isolamento termico ed acustico, statica, antisismica e sicurezza (durante il montaggio e il successivo utilizzo).
Il cantiere deve possedere i necessari requisiti tecnici ed il montaggio deve essere eseguito da una ditta specializzata in grado di operare in Italia, mediante manodopera regolarmente assunta.
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La struttura delle case in legno deve essere inoltre collaudabile da parte di un tecnico incaricato dalla committenza e, pertanto, vanno prodotti idonei certificati statici, attestanti la provenienza del legname, l’essenze impiegate, il grado di stagionatura, gli attestati di controllo europei relativi alla produzione degli elementi portanti e delle varie parti della costruzione.
Se l’edificio non possiede certificati di alcun tipo a norma CE, il collaudo statico della costruzione corrisponderà ad una dichiarazione incompleta o addirittura falsa (auguri a chi si assume tale responsabilità davanti alla legge….).
Sembra logico che qualsiasi azienda di case di legno dell’est Europa che lavori in Italia (o Francia, Spagna, Germania…), abbia provveduto ad adeguare i propri prodotti al rispetto di tutte le normative in vigore in materia di costruzioni.
Fatto salvo questo requisito, va comunque evidenziato che la grande maggioranza delle proposte costruttive delle aziende di questi paesi rientra negli edifici blockhaus o similari, con strutture massicce a travi e non a pannelli (xlam, mhm), senza isolamenti a cappotto o interni alla parete.
Il legno è una materiale a bassa conducibilità, naturalmente isolato, per cui le prestazioni termiche di questi edifici non sono necessariamente scadenti, se in presenza di infissi discreti e di un pacchetto di copertura decente.
E’ comunque evidente che non si tratta di soluzioni mirate al basso consumo, ma piuttosto al minor prezzo possibile.
Il risparmio economico però non è automaticamente interessante, poiché non sono quasi mai esposti i costi relativi al montaggio (in genere calcolati ad ore per ogni montatore, a cui vanno sommati vitto ed alloggio), la gru ed i ponteggi di cantiere.  
Peggio ancora se dobbiamo incaricare una ditta esterna per la costruzione.
Va infatti ricordato che il prezzo finale della costruzione dipende anche dall’impiantistica e dalle finiture, quasi sempre esclusi, che vanno quantificati come costi fissi ed indipendenti dal costruttore dell’edificio (tedesco o lituano che sia).

LO SPAZIO INTERNO DEGLI EDIFICI IN BIOEDILIZIA

LA DIMENSIONE DEGLI AMBIENTI INTERNI ALL’ABITAZIONE E’ STRETTAMENTE CONNESSA ALLA QUALITA’ DEGLI SPAZI E AL BENESSERE DEI PROPRI OCCUPANTI.
LE LOGICHE SPECULATIVE TIPICHE DELLA SPECULAZIONE IMMOBILIARE NON DOVREBBERO TROVARE APPLICAZIONE NEL SETTORE DELLE CASE PREFABBRICATE.

Uscendo per un attimo dall'ambito delle strutture in legno a basso consumo, il mercato immobiliare ha immesso negli ultimi anni una grande quantità di realizzazioni, raramente soddisfacenti sotto il profilo energetico ed ancor meno della qualità degli spazi abitativi.
I riferimenti minimi normativi, come i rapporti di aeroilluminazione e la dimensione delle camere o degli ambienti di soggiorno sono stati ripresi alla lettera, pur di riuscire a ricavare il famigerato “locale in più”.
Il valore di un immobile dipende purtroppo non solo dalla consistenza commerciale, ma anche dalla proprie capacità di insediamento possibili.
In poche parole un trilocale ed un quadrilocale, a parità di superficie, non possiedono lo stesso valore di mercato. 
Logico ed ineccepibile, apparentemente.
Peccato che le dimensioni dei singoli ambienti del trilocale saranno sensibilmente superiori a quelle dell’appartamento con l’ambiente in più.
Non sempre una camera singola da 9 mq risulta decentemente arredabile a causa dell’inevitabile presenza dei vincoli di porte e finestre.
Una camera matrimoniale da 14 mq può creare notevoli difficoltà di utilizzo o imporre un mini-arredamento di compromesso, non sempre gradito.
Le proposte a catalogo delle aziende offrono solitamente soluzioni spaziali confortevoli ed adeguate ad un razionale sfruttamento delle superfici indoor. Correttamente, una cameretta singola dovrebbe avere una superficie di 11-12 mq, mentre una matrimoniale dovrebbe partire da almeno 16 mq.
I bagni rappresentano un altro punto debole delle abitazioni speculative.
La normativa in vigore per l’eliminazione delle barriere architettoniche prevede l’adattabilità di almeno un bagno all’interno dell’abitazione.
Lo spazio di rotazione di una carrozzella per disabili è di 150 cm.
Si tratta chiaramente di una misura minima, ma assai poco funzionale nell’utilizzo quotidiano, ma non sono per nulla sporadici gli alloggi con il bagno di questa larghezza.
Tornando alle case prefabbricate, gli edifici modello prevedono dimensioni assai generose per il bagno principale, spesso anche di 8-10 mq.
Le logiche speculative impongono di ricavare il massimo dalle (preziose) superfici interne, mentre una progettazione razionale può limitare le dispersioni planimetriche (piccoli ambienti, ma lunghissimi e tortuosi corridoi) a tutto vantaggio del benessere e della vivibilità.
A proposito di corridoi, anche il locale di distribuzione ai vari ambienti, in particolare nella zona notte, può essere concepito come un ambiente di soggiorno e non solo di passaggio.
Anche in questo caso la misura minima (1 metro) dovrebbe essere vista solo come un riferimento normativo e non come un dogma progettuale, trattandosi di una larghezza del tutto insufficiente per il passaggio agevole di due persone e di gran parte degli arredi.
La dimensione degli spazi ne determina pertanto la qualità e il livello di comfort.
E’ chiaro che acquistando un appartamento esistente sarò vincolato all’offerta del mercato immobiliare.
Il progetto della nostra abitazione in legno, al contrario, dovrebbe essere basato su criteri lontani dalle logiche commerciali e speculative.
Le case prefabbricate a catalogo pongono in primo piano pochi semplici principi, come la compattezza dell’involucro edilizio, la disposizione degli ambienti secondo l’orientamento della pianta, la protezione-captazione solare.
La qualità degli spazi delle soluzioni a catalogo dovrebbe essere ripresa in ogni caso anche dal singolo progetto personalizzato, sacrificando il famigerato “locale in più” per una migliore fruizione degli ambienti.

CASE IN LEGNO E VETRO

LE COPERTINE DEI CATALOGHI DI MOLTI COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO RITRAGGONO EDIFICI GENEROSAMENTE VETRATI, CHE ATTRAGGONO L’ATTENZIONE E FANNO SOGNARE IL POTENZIALE ACQUIRENTE.


Mi sto informando sui prezzi delle case prefabbricate e vorrei sapere (a grandi linee) per un edificio di circa 200 metri quadri, su due piani, con un 60 per cento delle facciate in vetro, a quanto ipoteticamente ammonterebbe il suo prezzo?

Le case in legno prefabbricate sono costruzioni mirate al massimo isolamento termico dal freddo e dal caldo.
La struttura in legno (di per se un eccellente isolante) abbinata a pannelli leggeri posizionati nella struttura, all’interno o come cappotto esterno intonacato, garantiscono prestazioni energetiche eccellenti, soprattutto in presenza di una corretta progettazione bioclimatica.
Valori di trasmittanza termica U inferiori a 0,20 W/m² K sono piuttosto agevoli da ottenere per le pareti esterne delle case di legno, mentre difficilmente si è in grado di scendere sotto un valore U di 1,00 W/m² K  per gli infissi ed i vetri.
E’ evidente che un edificio molto vetrato risulterà inevitabilmente più dispersivo (a parità di forma) rispetto ad un fabbricato con vetrate standard posizionate correttamente, a causa della maggiore trasmittanza dei vetri e dei serramenti (circa 5 volte di più).
Di contro, edifici molto vetrati consentono un notevole guadagno termico passivo nelle giornate invernali più assolate, sfruttando l’effetto serra durante il giorno.
una villa in legno e vetro
E’ comunque evidente che la dispersione notturna sarà maggiore, richiedendo complessivamente un maggiore utilizzo degli impianti di riscaldamento.
In regime estivo le vetrate andranno schermate per evitare il surriscaldamento dovuto all’incidenza diretta della radiazione solare, ma poco può essere fatto per lo sfasamento, che per i vetri e gli infissi resta molto limitato rispetto ad una parete correttamente calcolata per isolare dal caldo.
In ogni caso il ricorso massiccio al condizionamento risulta pressochè inevitabile, almeno per i nostri climi.
Non a caso questi edifici vengono quasi sempre realizzati nei paesi del nord Europa, con inverni rigidi, ma complessivamente asciutti (senza nebbie) ed estati brevi e miti.
Le case in legno ampiamente vetrate non possono dunque rientrare nella categoria degli edifici a basso consumo energetico, salvo eccezioni, in presenza di soluzioni costruttive mirate ed inevitabilmente più costose, come serre solari apribili d’estate, tripli vetri altamente efficienti e/o bassoemissivi, serramenti esterni a coibentazione maggiorata, schermatura attive e passive.
I prezzi di una casa prefabbricata con ampie vetrate, sino al 60% della superficie, possono aumentare del 30-40%, ma molto dipende dalle specifiche soluzioni costruttive che andranno adottate (vetri fissi, ante, porte scorrevoli, tipo vetri doppi o tripli, di sicurezza, antisfondamento).
E’ infine probabile che per il lettore gli aspetti architettonici siano preminenti rispetto alla pura prestazione energetica, rendendo poco interessanti le contro argomentazioni elencate.
Gli impianti termici possono comunque risolvere egregiamente le problematiche suddette, soprattutto nei periodi dei picchi invernali ed estivi, ma una progettazione corretta può comunque limitare gli effetti della dispersione del calore e del surriscaldamento.

EDIFICI IN LEGNO AL “GREZZO AVANZATO”

UN TERMINE SENZ’ALTRO FAMILIARE A CHI HA GIA’ INIZIATO AD INFORMARSI SULLE ABITAZIONI ECOLOGICHE DI LEGNO, CHE RAPPRESENTA UNA SOGLIA DI INGRESSO “MINIMA” PER L’ACQUISTO DELLE CASE PREFABBRICATE.

Quando di parla di una struttura al grezzo solitamente si intende una costruzione in cui sono state completate le opere strutturali, le pareti perimetrali, le tramezze, i solai ed il tetto, escludendo i serramenti esterni, gli intonaci, i sottofondi, i massetti, gli impianti ed, ovviamente, le finiture interne.
Il termine “avanzato” introduce un livello superiore in cui l’abitazione all’esterno appare finita, completa di serramenti, isolamento a cappotto (ove previsto), intonaci e tinteggiature esterne, eventuali scale, predisposizione per gli impianti elettrico ed idraulico.
Un bel passo in avanti, soprattutto se l’oggetto in questione è una casa in legno e non un cantiere tradizionale.
Si tratta, come detto, di una minimo costruttivo per le case prefabbricate non derogabile per il semplice motivo che a questo livello l’edificio è “certificabile”. Gli interventi successivi infatti non modificano le caratteristiche energetiche dell’involucro, a prescindere dalle scelte che verranno fatte in campionatura o, al limite, possono migliorare l’efficienza con l’adozione di impianti che abbassano il fabbisogno di energia come la ventilazione meccanica a recupero del calore.
Uno dei vantaggi principali delle case prefabbricate è proprio la realizzazione fuori dal cantiere dell’involucro esterno finito, indirizzata al massimo isolamento termico.
Il buon esito di una costruzione tradizionale in opera dipenderà inevitabilmente da fattori ambientali, climatici, dalle capacità dell’impresa costruttrice e dei suoi operai, dalle scelte esecutive del direttore dei lavori, con una buona componente di “fortuna”.
case-prefabbricate, case-prefabbricate-in-legnoAssestamenti, sbalzi climatici e igrometrici, più o meno veniali errori di esecuzione, qualità dei materiali, ponti termici, scelte progettuali, possono pregiudicare di molto l’efficienza energetica dell’edificio, anche ove vi è stata grande attenzione per le scelte costruttive, a causa delle caratteristiche intrinseche del cantiere stesso.
La realizzazione di un edificio nell’ambiente esterno rende virtualmente impossibile il controllo di tutti i fattori che andranno ad influenzare il risultato finale.
Non tutte le aziende di case in legno hanno interesse a seguire il cliente ai livelli successivi.
Chi acquista una casa prefabbricata in legno si rivolge al settore per avere un prezzo certo “chiavi in mano” e una tempistica realizzativa senza sorprese. Ovviamente lo scorporo dell’impiantistica e delle finiture può portare in molti casi ad un (piccolo) risparmio economico, a fronte di una inevitabile indeterminatezza sul fronte del risultato e della programmazione.
Una scelta comprensibile per chi deve necessariamente contenere i costi, ma possibilmente da evitare, con l’accortezza di verificare l’adeguatezza delle opzioni e della campionatura offerta dalla varie ditte, aspetto che dovrebbe essere basilare nella scelta finale dell’azienda costruttrice.
Lo stesso risparmio economico può rivelarsi solo apparente in quanto l’eventuale ricorso a ditte esterne comporterà il classico aggravio dovuto a costi fissi tipico dei piccoli lavori “in economia” (quelli in cui il committente acquista il materiale per conto proprio e lo fa installare da figure specializzate), spesso con minime attenzioni per la sicurezza.
Paradossalmente questo livello di finitura appare maggiormente consigliabile a che necessita di una spinta personalizzazione della propria abitazione e pretenda la massima qualità tecnico-costruttiva, impiantistica e nelle finiture, senza limiti di budget di spesa.
In tutti gli altri casi, preso atto della definizione di “grezzo avanzato”, l’acquisto un’abitazione “chiavi in mano” è soprattutto una comoda e sicura opportunità che il settore delle case in legno offre ai propri clienti per determinare costi e tempi di costruzione certi, con il migliore rapporto qualità/prezzo possibile, senza rischi e sorprese.