Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

L’ARCHITETTO DELLE CASE PREFABBRICATE – PT.1

QUESTO SITO CRESCE OGNI GIORNO, ANCHE GRAZIE AL FONDAMENTALE CONTRIBUTO DI CHI MI CONTATTA PER PORMI DEI QUESITI O, SEMPLICEMENTE, PER RINGRAZIARMI PER LE INFORMAZIONI MESSE GRATUITAMENTE A DISPOSIZIONE CON QUESTA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO.
RIPORTO AL PROPOSITO LE RISPOSTE AD ALCUNE TRA LE TANTE DOMANDE CHE MI SONO STATE POSTE.

Lei crede molto nelle case prefabbricate, ma non ha mai dei dubbi sulla reale convenienza a costruire con il legno?
Come tutti i tecnici di formazione tradizionale, l’avvicinamento al legno come materiale da costruzione è stato graduale e, per certi versi, del tutto casuale. La sensibilità verso i temi della sostenibilità ambientale e del rispetto del paesaggio hanno caratterizzato fortemente il mio lavoro negli ultimi anni. Spazzati via i preconcetti, il legno è un materiale dagli innumerevoli pregi che risponde perfettamente agli impegni che l’edilizia moderna deve assumersi nei confronti delle generazioni future. Ritengo tuttavia che si debba conoscere a fondo limiti di impiego e potenzialità per sfruttare al meglio le strutture in legno; perciò, come progettista, mi interessa comprendere a fondo la tecnica e la cultura del legno e non limitarmi ad un utilizzo sporadico e superficiale delle case prefabbricate.

paolo crivellaro, arch. paolo crivellaro, arch. crivellaro, architetto crivellaroIl mio geometra mi sconsiglia le case prefabbricate in legno. La lettura dei suoi articoli mi ha però convinto che potrebbe essere una buona scelta. Cosa dovrei fare? Sarebbe disposto a chiarirmi le idee?
Se la fiducia con il proprio tecnico viene meno dovrebbe trarne le dovute conclusioni. Nel caso contrario ritengo che dovrebbe seguire il consiglio del suo geometra. Io posso solo dare delle indicazioni generali attraverso i miei scritti, ma ogni caso concreto richiede un’analisi approfondita e dettagliata che può portare in molti casi a sconsigliare le case prefabbricate. Dal di fuori non mi è pertanto possibile rispondere ed un mio eventuale coinvolgimento non dovrebbe in nessun caso creare un conflitto di competenze con il suo tecnico e il rischio del mancato rispetto della deontologia professionale da parte mia.

Che differenza c’è tra un bioarchitetto ed un architetto tradizionale?
Non amo molto le etichette. Un buon progetto dipende da una moltitudini di fattori, ma fondamentalmente dovrebbe essere una valida risposta ad una serie di vincoli (tipologici, funzionali, edilizi, urbanistici…). L’architettura dovrebbe dare forma a questi ed altri temi e le nostre città stanno a dimostrare amaramente che è sempre più difficile parlare di architettura in Italia. La bioarchitettura tiene conto di questi e di ulteriori aspetti, quali la sostenibilità ambientale, la costruzione ecologica, il benessere indoor, il risparmio energetico. Allo stesso modo, mira a superare la semplice definizione di “bioedilizia”.
Un progetto di un bioarchitetto non dovrebbe comunque costare di più rispetto a quello di un tecnico tradizionale.

Quanto è importante tenere conto del clima e dell’orientamento in un suo progetto?
Si tratta di elementi importantissimi, ma non si deve commettere l’errore di dare un peso eccessivo ad un singolo tema. Un buon progetto è come una buona portata gastronomica. La semplice somma dei fattori non necessariamente porta ad un valido risultato. E’ un fatto di equilibrio. Le risposte devono essere mirate e funzionali, senza penalizzare l’uso dell’edificio. L’abitazione è una “macchina per abitare”, ma non solo. I temi ambientali e bioenergetici, costringono ad una maggiore attenzione il progettista. Le case prefabbricate in legno sono una risposta che agevola notevolmente il mio compito.

Mi piacerebbe farmi progettare la mia futura casa in legno da lei. Qual è il suo metodo di lavoro?
Il progetto di una singola abitazione non richiede particolari attenzioni, ma permette grandi risultati solo se si segue un approccio coerente con la tecnica delle case prefabbricate, attento ai principi bioclimatici e con un occhio al risparmio. Solitamente le case più riuscite sono le più semplici e sono il frutto di un dialogo continuo tra progettista e cliente. Un mio progetto difficilmente viene concluso in poco tempo, poiché è essenziale che l’edificio venga realizzato solo dopo aver affrontato scrupolosamente ogni aspetto dell’abitazione.

Cosa pensa dei suoi colleghi architetti? 
A volte ho la sensazione che lei non ne abbia troppa stima.
Fare l’architetto non dovrebbe essere un impiego od un semplice lavoro (con tutto il rispetto e la stima per impiegati e lavoratori). Credo però che per l’architetto si debba parlare prima ancora che di professione, di “mestiere”. Laddove il professionista coniuga competenza, conoscenza, studi approfonditi, aggiornamenti periodici, il “mestiere” dovrebbe attingere dalla cultura e dall’esperienza “sul campo”, in un misto si sapienza tecnica ed umanistica.
Nella media gli architetti italiani sono molto preparati.

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO “ABUSIVE”

POSSONO LE CASE PREFABBRICATE SUPERARE LE LIMITAZIONI IMPARTITE DAI PIANI URBANISTICI A COSTRUIRE SU TERRENI NON EDIFICABILI, ZONE AGRICOLE, AREE VINCOLATE?

Assolutamente NO! E potrei fermarmi qui.
Dato che le aspettative in gioco sono comprensibilmente alte e che questa richiesta mi viene POSTA QUOTIDIANAMENTE (!!!), si deve comprendere che non vi sono differenze dal punto di vista della consistenza edilizia di un fabbricato in legno e uno in laterocemento. Basti pensare che le case prefabbricate in legno, unico oggetto di questo blog, vanno montate su platea o scantinato in cemento armato, sono strutture permanenti ed hanno aspettative di vita pari a quelle tradizionali.
Va da se che l’iter per la progettazione, la presentazione presso i competenti uffici tecnici comunali e la realizzazione stessa delle case prefabbricate, segue sostanzialmente la stessa strada di qualsiasi altra costruzione.
Se un terreno non prevede insediamenti, è evidente che non si potrà costruirvi sopra nessun edificio, a prescindere dai materiali e dalle tecniche realizzative impiegate. 
A maggior ragione, le case in legno ecologiche a basso consumo, sia che si tratti di una blockhaus o di un edificio con struttura a telaio, non sono in nessun modo costruzioni precarie o provvisorie, smontabili o spostabili.
case abusive, ecomostro, ecomostri, abusivismo
Se è vero che nei paesi di origine l’iter avviene con modalità burocratiche assai semplificate rispetto all’Italia, la realtà urbanistica del nostro paese prevede procedure complesse, il rispetto delle norme di zona e delle leggi in vigore, una concessione edilizia (che potrà essere una D.I.A. o un Permesso di Costruire), la comunicazione all’Amministrazione dell’Inizio e della Fine dei lavori. La costruzione dovrà seguire le direttive di sicurezza sui cantieri secondo il Testo Unico 81/08, con la redazione dei vari piani generale ed operativi, oltre all’individuazione delle figure tecniche di responsabilità.
Non vi è e non vi può, ovviamente, essere alcuna differenza tra una costruzione tradizionale in mattoni e una casa prefabbricata. 
Ma se le case in legno fossero mobili o su ruote? Pur entrando questo genere “ibrido” di pseudo-edifici in quella zona franca che piace tanto a noi italiani, la tendenza delle amministrazioni comunali è di considerare le case mobili degli edifici a tutti gli effetti. Il rischio è quindi alto, certamente non proporzionale alla spesa da sostenere per l’acquisto di queste strutture. “Ma la casa non si vedrebbe, perché è lontana dalla strada e nascosta dagli alberi…”. Chiediamoci perché allora non facciamo tutti i passi necessari alla luce del sole se le case su ruote sono strutture non stanziali a norma. Se così fosse non dovremmo avere nulla da temere ed, al massimo, avremmo bisogno di una semplice autorizzazione. La realtà è che il nostro territorio è stato martoriato oltre che dall’abusivismo selvaggio e dai condoni a pioggia, anche da piani regolatori insensati frutto di interessi economico-politici, con minimo interesse alla tutela dell’ambiente e delle fragilità del tessuto urbano. 
Il cittadino non comprende il perché ciò che gli è vietato sia permesso ad altri, perché l’abuso di uni sia il diritto di altri. Spesso basta spostarsi di pochi chilometri, da un Comune a quello confinante per percepire delle scelte urbanistiche diametralmente opposte e contrastanti. Non è questa la sede per dare giudizi, ma, pur rispettando la comprensibile frustrazione di chi si scontra con un mercato immobiliare in cui la dinamica dei prezzi dei terreni segue logiche speculative, ed il sogno di costruire la propria casa ha le sembianze di un incubo, si deve ribadire che il suolo è di tutti e va preservato per le generazioni future.
L’obiettivo di una casa è di durare nel tempo e di sopravvivere a noi stessi. Un giorno forse la venderemo o sarà lasciata ai nostri figli o nipoti.
Costruire un edificio è un atto di responsabilità condivisa tra il privato cittadino e chi (tecnici e amministrazioni) ha il dovere di far rispettare le leggi che tutelano il territorio. Sotterfugi e furbizie non sono certamente la strada migliore per garantire un corretto impatto ambientale delle nostre scelte.
Per fortuna le case prefabbricate in legno anche in questo senso sono pienamente sostenibili.

L’ARCHITETTO DELLE CASE PREFABBRICATE – PT.2

LA MIA ATTIVITA’ DI BIOARCHITETTO DELLE CASE IN LEGNO RESTA LA MIA PRIORITA’, MA VORREI FOSSE RICORDARE CHE, A FIANCO DEL DIVULGATORE APPASSIONATO, RESTA IL FATICOSO IMPEGNO QUOTIDIANO DI UNO STUDIO DI PROGETTAZIONE PROFESSIONALE.

Non pensa che il legno soffra l’umidità? Il legno brucia, ho molti dubbi. Potrebbe indicarmi qualche ditta? Quanto verrò a spendere al mq? Cosa mi consiglia…….
Questo blog sulle case prefabbricate è online da settembre 2008. Vengono pubblicati nuovi articoli anche due volte alla settimana e praticamente ogni tema è stato affrontato nel dettaglio. Mi rendo conto che reperire le esatte risposte in questa mole di informazioni non è semplice e richiede al lettore uno sforzo di tempo, ma è l’unica possibilità. Le varie tematiche sono state raggruppate per categorie e non dovrebbe essere ostico individuare i post specifici. Scrivere un articolo con regolarità, affrontando tematiche sempre nuove è molto impegnativo, ma viene messo a piena disposizione di ogni lettore. Al contrario, fornire singole risposte alle molte richieste che ricevo quotidianamente, richiede molto tempo e non è compatibile con il mio impegno professionale.

arch. paolo crivellaro, bioarchitetto paolo crivellaro, bioarchitetto, architetto, arch. crivellaro, paolo crivellaroAvrei bisogno di un consiglio per realizzare la mia casa, potrebbe darmi una mano….?
(Questo è il genere di richieste più frequente che ricevo, il che mi fa pensare di essere stato frainteso).
Un professionista che mette a disposizione il proprio tempo e la propria esperienza con passione senza richiedere nulla in cambio non deve essere confuso con il “telefono amico” delle case prefabbricate in legno. Non a caso il mio recapito di cellulare è stato rimosso ben presto da queste pagine a causa di questa spiacevole incomprensione.
I miei clienti che hanno deciso di farsi seguire dal mio studio di bioarchitettura mi hanno richiesto formalmente un preciso incarico professionale. Questa è l’unica modalità possibile, compatibile con le mie capacità e disponibilità professionali, di tempo e di energia. Non sono perciò assolutamente in grado di fornire consulenze vaghe che non ho materialmente il tempo di gestire.

Non è che la sua posizione sulle imprese tradizionali dipenda da un suo interesse personale a spingere le case prefabbricate.
Lo escludo categoricamente. Lavoro con le imprese di costruzioni tutti i giorni con profitto. Costruire è diventato sempre più difficoltoso e richiede competenza, onestà, rispetto delle leggi. Il settore è in crisi e non per colpa delle imprese edili. Questo porta molte imprese a ricercare appalti e contratti ad ogni costo, non sempre con mezzi etici. Preventivi troppo bassi e il ricorso a subappalti al limite della legalità non sono la regola, ma invitano ad aprire gli occhi. Le case prefabbricate in legno seguono una strada diversa, fatta di tempi e costi certi, contratti trasparenti ed alti standard costruttivi. Io, nel mio piccolo, mi limito a farle conoscere, ma la scelta spetta sempre al cliente finale.

Il suo lavoro mi interessa e mi piacerebbe sapere quanto mi verrebbe a costare una casa progettata da lei?
Ovviamente tutte le prestazioni professionali vanno calcolate nel dettaglio secondo l’entità del lavoro e delle competenze che vengono richieste. Un preventivo per il progetto di una casa prefabbricata in legno segue la stessa procedura di qualsiasi altra prestazione e va redatto dopo aver compreso le esigenze del cliente, la disponibilità economica in rapporto ad un piano di fattibilità generale che tenga conto di tutti i costi che dovranno essere affrontati, delle potenzialità edificatorie del lotto, dei regolamenti edilizi e delle norme di attuazione. Qualora vi siano le possibilità concrete per operare, verrà fornita una valutazione di spesa particolareggiata. Non è possibile chiaramente fornire una cifra a caso a forfait.

Ho notato che da qualche mese compaiono sul blog degli annunci di alcune aziende di case prefabbricate; sono imprese che lei consiglia?
In effetti dal mese di dicembre 2009 ho deciso di inserire alcuni box di annunci all’interno del sito. Non ho un controllo diretto sui nominativi di queste ditte, né un interesse personale verso alcuna di esse, ma provvedo personalmente alla rimozione delle eventuali comunicazioni non in linea con il tema delle case prefabbricate in legno.
Mi sembra tuttavia che non disturbino assolutamente la navigazione, ma che, al contrario, diano un certo valore aggiunto agli articoli, contestualizzando gli inserzionisti rispetto all’argomento trattato ed invitando all’approfondimento diretto di quanto trattato in modo mirato e pertinente.

SCONSIGLIARE LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

COSTRUIRE CASE IN LEGNO SI RIVELA NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI UNA SCELTA VINCENTE, MA NON SEMPRE LE CASE PREFABBRICATE POSSONO OPPORTUNAMENTE SOSTITUIRE ALTRE TECNICHE COSTRUTTIVE.

L’entusiasmo dei miei clienti per le case prefabbricate non di rado trova un inatteso ostacolo nel sottoscritto. 
Ma come, Architetto, proprio lei che ha sempre decantato senza riserve i pregi delle case in legno?In effetti la tecnica costruttiva delle case prefabbricate in legno, proprio perché possiede determinate caratteristiche, richiede che l’edificio rispetti in pieno alcuni concetti di fondo.
Una tipica situazione è un progetto non pensato per essere realizzato in legno. 
Capita di frequente il cliente che ha già ottenuto la sua bella concessione edilizia e desidera un preventivo. 
Il progetto dell’architetto, nel 99% dei casi, ha previsto una costruzione tradizionale in laterocemento, basata sull’impiego di pilastri in c.a., muri esterni in poroton con cappotto, tramezze in laterizio da 10 cm., con muri in pietra a vista, logge, rientri, sporti, enormi vetrate. Il tutto basato su di una pianta estremamente “movimentata”, con poca o nulla attenzione all’orientamento. 
Parlando di efficienza energetica degli involucri edilizi questa è senz’altro una situazione sfavorevole, che fa crescere proporzionalmente i costi a causa delle “inutili” complessità costruttive.
case prefabbricate, case in legno
Un'altra circostanza frequente è la richiesta di piccole o piccolissime case prefabbricate. In questo caso molte aziende non sono interessate a costruire questi edifici ponendo il vincolo di una superficie coperta minima di almeno 60-70 mq. La ragione è che ogni costruzione è gravata da molti costi fissi che rendono il costo della piccola abitazione fuori mercato. Per essere più chiari, il costo al mq è inversamente proporzionale alla superficie dell’intervento e diventa eccessivo sotto una certa soglia. 
Architetto, ma quanto costano queste belle case prefabbricate? 
Ebbene, dipende soprattutto dalla grandezza, ancora più che dalle finiture e dall’impiantistica. 
Sparare una cifra indicativa come 1.300 €/mq significa poco o nulla se il cliente non ha chiarito le proprie esigenze.
Gli interventi in tecnica mista sono quasi sempre poco graditi a chi costruisce case prefabbricate. Presenza di vincoli come ascensori o muri esistenti da mantenere possono essere aggirati non senza difficoltà, ma non pretendiamo di far coesistere strutture in cemento armato o laterizio all’interno di queste case in legno. In questo caso l’unico approccio accettabile è quello della costruzione di legno in opera, senz’altro più flessibile della prefabbricazione (ma scordiamoci certe prestazioni energetiche).
Infine ecco l’ultima categoria, purtroppo anche la più diffusa. 
Ho un grande rispetto per chi deve fare i conti con un budget limitato, ma prendere lucciole per lanterne non è sempre giustificabile. 
Le case prefabbricate in legno costano almeno quanto quelle tradizionali. 
Si tratta di un prezzo equo e ampiamente legittimato dall’alto isolamento termico che consente grandi economie negli anni sulle bollette di luce e gas. Tuttavia non conosco nessun produttore che costruisca case prefabbricate ecologiche a risparmio energetico a prezzi irrisori. 
O meglio, si trovano sul mercato molte ditte di case prefabbricate che offrono “casette” in legno a prezzi bassi spacciate più o meno in buona fede per case in legno a basso consumo (e vorrei evitare di parlare delle famigerate “case su ruote”). 
Si tratta, spero sia chiaro, di “qualcos’altro” rispetto all’oggetto di questo blog, poiché sotto certe cifre non è oggettivamente possibile scendere. 
Un buon rapporto qualità/prezzo è sempre auspicabile, ma non abbiate la pretesa di acquistare per cifre a soli 4 zeri una villetta singola a basso consumo realizzata in bioedilizia. 
La qualità costruttiva, certificata e garantita dalle ditte serie del settore, unitamente all’adozione di sistemi costruttivi collaudati e condivisi da parte dei maggiori produttori di case prefabbricate porta i prezzi ad essere piuttosto livellati in una precisa fascia di prezzo.
Una progettazione accorta e scelte intelligenti consentiranno comunque notevoli risparmi senza compromessi qualitativi, ma ritengo molto arduo abbinare una realizzazione affidabile ed efficiente ad un costo inferiore a 1.000 €/mq “chiavi in mano” per le case prefabbricate.

PIANO INTERRATO O PLATEA PER LE CASE PREFABBRICATE?

LE CASE IN LEGNO VANNO SEMPRE REALIZZATE SU FONDAZIONI IN CEMENTO ARMATO, COME LE COMUNI COSTRUZIONI IN MURATURA. MEGLIO SU PLATEA O SU PIANO SCANTINATO?

Sto seguendo con molto interesse i suoi articoli sulle case prefabbricate perché la mia intenzione è, appunto di costruire una casa prefabbricata in legno; sono ancora in alto mare per quanto riguarda la scelta della società con la quale fare il lavoro perché prima voglio fare bene il mio business plan; vorrei fare un piano interrato con garage e un locale con un sistema di recupero dell’acqua piovana e se necessario altri impianti (voglio infatti mettere i pannelli fotovoltaici e solari); secondo lei è meglio fare questo piano interrato oppure, parlando di costi fare questo “locale di servizio” a piano terra e sopraelevare la casa (che poi sarebbe una villetta ad un piano solo di circa 90-100 mq?

I pro e contro non dipendono tanto dal fatto di realizzare la sua abitazione con le case prefabbricate in legno, quanto da motivazioni economiche, volumetriche e funzionali. Infatti se c’è un’ampia disponibilità di volume urbanistico, converrebbe evitare un piano interrato per ovvie ragioni igieniche.
Gli ambienti realizzati sotto il piano del terreno soffrono inevitabilmente di problematiche legate alla costruzione contro terra e difficilmente presentano rapporti di aeroilluminazione sufficienti.
La compresenza di un alto tasso di umidità e di una bassa circolazione d’aria naturale crea frequenti fenomeni di condensa. case prefabbricate, case su platea, case passive, case ecologiche
Un locale seminterrato può in parte ovviare a questa situazione (ma è probabile che comporti un carico di volume), costringendo inevitabilmente a rialzare il piano di accesso all’abitazione. Le autorimesse al piano interrato saranno inoltre accessibili mediante una rampa di accesso che avrà un forte impatto sulle sistemazioni esterne del giardino creando un vincolo non sempre facilmente gestibile. Un piano interrato richiede infine una scala di collegamento con il piano superiore, comportando una maggiore scomodità d’utilizzo, in particolare se l’abitazione vera e propria sarà su due piani fuori terra (chiaramente questo limite non vale nel suo caso, trattandosi di una casa prefabbricata monopiano).
I costi per realizzare un piano interrato sono ovviamente superiori a quelli di una semplice platea di fondazione, ma in molti casi potrebbe trattarsi di una scelta obbligata per alcune case prefabbricate. In presenza di lotti piccoli o con un basso indice di fabbricabilità il volume potrebbe rivelarsi insufficiente per le esigenze abitative, costringendo a relegare alcune funzioni accessorie al livello scantinato (lavanderia, spazi di servizio, locale tecnico, autorimesse). Il semplice rispetto delle distanze minime da confini ed edifici esistenti può limitare l’ utilizzazione del lotto al punto di non consentire nemmeno lo sfruttamento dell’intera volumetria disponibile. Anche in questo caso realizzare un piano interrato permetterà di ricavare una casa prefabbricata in legno adeguata a tutte le necessità.
Se il carico urbanistico del lotto lo permette, sarebbe comunque buona cosa limitarci alla realizzazione della platea di fondazione. In molte zone di pianura non è possibile ricavare locali scantinati a causa dell’altezza delle falde acquifere. La platea andrà comunque realizzata con criterio per evitare ristagni d’acqua e risalita di umidità verso la struttura in legno.
Con una platea, tutti i locali dell’edificio godranno di ottimali condizioni di aerazione, illuminazione ed isolamento termico, mentre la fruizione degli spazi interni sarà più comoda grazie al piano in meno.
I minori costi di una platea compenseranno in buona parte la maggiore incidenza al metro quadro della casa in legno rispetto allo scantinato in cemento armato.
Si potrà risparmiare ulteriormente ricavando le autorimesse sotto ad un porticato esterno o ricavando un box auto in legno, le cui caratteristiche di isolamento termico e finitura potranno essere senz’altro inferiori all’abitazione vera e propria.
Evidentemente non esiste la soluzione ideale per tutte le case prefabbricate, ma si dovrà valutare le singole problematiche per fare la scelta migliore.

I COSTI DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

PIANIFICARE ECONOMICAMENTE LA COSTRUZIONE DELLA PROPRIA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO E’ UNO DEI PRIMI PASSI DA COMPIERE PER VERIFICARNE IN CONCRETO LA FATTIBILITA’.
LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO PERMETTONO UN CONTROLLO PRESSOCHE’ TOTALE DELLA SPESA, SINO ALL’ULTIMO CENTESIMO, MA……..

Solo per la parte relativa all’edificio in se, ovvero alla parte fuori terra.
Vi è tutta una lista di spese "accessorie", il cui peso sui costi finali delle case prefabbricate incide per almeno il 30% e di cui è saggio tenere conto.
Per evitare che i sogni si trasformino in amare illusioni, vediamo di fare un po’ di chiarezza, magari aiutandoci con un caso concreto.
Marco e Laura sono impiegati e vivono in affitto. 

Vogliono sposarsi a breve ed hanno deciso di costruire in proprio la loro casa. 
I genitori hanno messo a loro disposizione una certa somma e, con un po’ di sacrifici, riescono a mettere da parte un po’ di soldi a fine mese. 
costi case in legnoSi sono rivolti, senza troppo successo, a qualche agenzia immobiliare, prendendo la decisione di realizzare una casa in legno, attratti dalla costruizione ecologica e dai bassi consumi.
Riescono a trovare un piccolo lotto, dopo una lunga ricerca. 

Hanno sottovalutato l’incidenza del terreno ed ora si ritrovano con un budget piuttosto ristretto, 200 – massimo 220.000 € per costruire la casa prefabbricata.Iniziano a richiedere informazioni, vanno a fiere, scaricano depliant da internet. Hanno individuato un paio di ditte a cui richedere un preventivo. I costi si equivalgono, ma è evidente che per una casa in legno di 140 mq ci vogliono almeno 180.000 €. Sembra fattibile,…… o no?
La casa andrà realizzata su una platea in cemento armato. Bisognerà dunque rivolgersi ad un’impresa di costruzioni, ma quanto costerà? Oltretutto bisognerà presentare un progetto in Comune e sarà necessario un tecnico. PANICO!
Purtroppo Marco e Laura non hanno ancora esaurito la lista della spesa. Molte sono le voci a 3 o 4 zeri da aggiungere e che sarà meglio prepararsi ad affrontare.

1. IMPRESA DI COSTRUZIONI
Supponendo che si scelga una banale platea e non siano previste opere più consistenti come la realizzazione un piano scantinato, molto probabilmente dovremmo effettuare opere di sistemazione esterne, scavi e tracce che andranno a gravare sull’importo finale.
Spesa ipotizzabile 25.000 €.
2. SPESE TECNICHE
Oltre alla redazione e presentazione di un progetto per l’ottenimento della concessione edilizia andrà calcolata la direzione lavori, il piano di sicurezza (che prevede un coordinatore in fase di progettazione ed uno in fase di esecuzione), l’indagine geologica, la progettazione e la direzione lavori della statica.
Spesa ipotizzabile 22.000 €.
3. ONERI COMUNALI
Al Comune sono dovuti gli oneri per l’urbanizzazione primaria e secondaria ed il costo di costruzione. Rateizzabili fin che si vuole, ma vanno pagati.
Spesa ipotizzabile 18.000 €.
4. ALLACCIAMENTI
Per le reti dell’acqua, telefonica, elettrica, fognaria, del gas.
Spesa ipotizzabile 5.000 €.
5. IMPREVISTI
In fase di preventivo qualche piccola svista è da prevedere. In campionatura sarà necessario tenerne conto e un piccolo ritocco verso l’alto del prezzo della casa in legno è difficilmente evitabile. Oltretutto è meglio aggiungere qualche presa, predisporre qualche split per l’aria condizionata, inserire un velux in falda, migliorare il parquet, cambiare la porta, le maniglie……
Spesa ipotizzabile 10.000 €.

Ricapitolando fanno 80.000 € da aggiungere al budget di Marco e Laura e che sommati al costo della casa di legno portano la cifra a 260.000 € tondi.
E chiara dunque l’importanza di una corretta pianificazione della costruzione delle case prefabbricate, che consente un preciso controllo della spesa, evitando spiacevoli sorprese e il sovraccarico del mutuo o drastici (e poco controllabili) ridimensionamenti del progetto in corso d’opera.