Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

PROSPETTIVE PER LE CASE IN LEGNO

IN ITALIA, LE CASE PREFABBRICATE SI TROVANO DAVANTI AD UN BIVIO.
L’EDILIZIA DEVE AL PIU’ PRESTO DARE RISPOSTE CONCRETE AL PROBLEMA AMBIENTALE, INVESTENDO NELLA BIOEDILIZIA E NEL RISPARMIO ENERGETICO.

Le emissioni di CO2 in atmosfera, ma anche di altri gas serra e sostanze nocive prodotte per la produzione, trasporto e montaggio di materiali da costruzione vanno drasticamente e velocemente ridotte, da subito.
La regolamentazione legislativa del settore va necessariamente verso questa direzione.
I prossimi anni verranno premiati gli edifici a basso consumo, che impiegano materiali naturali, penalizzando, anche economicamente le costruzioni disperdenti.
Le case in legno rispondono perfettamente alle richieste delle attuali e future normative in materia di costruzioni, al punto che quali tutti gli edifici realizzati con questa tecnologia potrebbero vantarsi di prestazioni energetiche passive, con un minimo aggravio economico (aumentando gli spessori dei cappotti termici, in genere modesti, installando tripli vetri sugli infissi, dotandosi di un impiantistica basata sullo sfruttamento dell’energia solare e montando una ventilazione meccanica controllata a recupero di calore).
La gran parte delle aziende di case in legno offre soluzioni costruttive pienamente bioedili, utilizzando materiali naturali e riciclati.
Il ciclo produttivo delle case prefabbricate ha un impatto ambientale limitato rispetto alle costruzioni che impiegano il cemento e l’acciaio, comunque inferiore all’edilizia in muratura, che utilizza molte risorse per la produzione dei laterizi.
Il legno è rinnovabile, di semplice prelievo, trasporto e lavorazione, con un basso valore di energia primaria contenuta in un unità di materiale finito.
Eppure le case prefabbricate restano confinate in un ambito di nicchia.
Non esistono dati ufficiali, ma le associazioni di categoria forniscono numeri abbastanza attendibili, che danno un trend in crescita costante, in netta controtendenza rispetto alle costruzioni tradizionali, ma limitato a poche migliaia di case in legno montate sul territorio italiano all’anno.
E tuttavia il loro potenziale è assai importante, le qualità ed i vantaggi sono indiscutibili.
Restano gli ostacoli culturali, il forte ostruzionismo messo in atto dai soggetti in posizione dominante, l’incertezza economica che frena il settore immobiliare nel suo complesso.
Ci vorrà dunque del tempo per erodere maggiori fette di mercato alle costruzioni in laterocemento, ma prevedo una forte crescita nei prossimi 3-4 anni, soprattutto se dovesse verificarsi la tanto auspicata ripresa dei mercati.
Nel frattempo le case in legno a basso consumo rappresentano una soluzione concreta, collaudata, sicura ed efficace alle moderne esigenze abitative.

IL PREZZO BASE DELLE CASE PREFABBRICATE

IL PREVENTIVO FORNITO DAI COSTRUTTORI DI CASE PREFABBRICATE NON E’ DI FACILE INTERPRETAZIONE, IN QUANTO MOLTE DITTE INCLUDONO MOLTE VOCI DELLA COSTRUZIONE IN UN PREZZO BASE, RELATIVO ALLA FORMA ED ALLA DIMENSIONE DELL’EDIFICIO.

Vorrei chiederle un consiglio su un preventivo che ho ricevuto recentemente da una ditta di case prefabbricate.
La ditta in questione (partner CasaClima) dovrebbe costruirmi pareti esterne e tetto per una sopraelevazione.

Il prezzo al mq per il tetto mi sembra molto buono,  mentre il costo delle pareti esterne mi sembra eccessivo.
La struttura prevede un isolante di qualità come la fibra di legno, il tetto avrà U 0.17 e le pareti esterne 0.21 con struttura a telaio. 

Tutti gli altri lavori saranno eseguiti da manodopera locale.
So che è difficile fare paragoni, ma indicativamente
quanto può costare una parete al metro quadro
?
Strutture in laterizio isolato di pari U hanno un costo comprensivo di manodopera di 100 €/mq.

Per una parete in legno, mi sarei aspettato qualcosa un aumento non superiore al 30% (visto comunque alcune caratteristiche migliori), ma non così tanto.
Riporto per completezza gli strati della parete (fibra gesso 12.5mm, pannello fibra legno 50kg/m3, listelli 6x6cm per intercapedine, pannello OSB 15mm, telaio in legno di abete 60x120 con montanti da 62,5cm, pannello fibra legno 120mm 50kg/m3, assito grezzo 25mm, telo traspirante, pannello portaintonaco in lana di legno mineralizzata 25mm, intonaco premiscelato in calce e cemento a due strati con finitura malta fine).


case-prefabbricateCome progettista, non mi occupo di questo genere di consulenze.
Queste valutazioni risultano in genere poco significative, in quanto la maggior parte dei costruttori non dichiara un prezzo unitario per le pareti esterne o il tetto, ma li accorpa nel prezzo base dell’edificio.
Tale costo dipende dalla dimensione (metri quadri lordi di costruzione) e dallo sviluppo verticale (monopiano, piano terra + piano mansardato, piano terra + primo piano, piano terra + primo piano + piano mansardato) ed è relativo alla costruzione al grezzo.
Relativamente alla richiesta del lettore, ho preferito non indicare gli importi, poiché mi sembrava più interessante trarre alcuni spunti generali, che l’entrare nello specifico.
Le pareti prefabbricate comprendono gli infissi (a basso consumo), che incidono notevolmente sul prezzo. 
Il costo unitario di un muro in laterizio di pari isolamento, comprensivo di cappotto intonacato e serramenti a basso consumo non credo possa limitarsi a soli 100 €/mq di parete.
Un confronto con il tradizionale è pertanto possibile solo sull’intero edificio, al primo livello, il grezzo avanzato, avendo l’accortezza di inserire nel preventivo della muratura le predisposizioni impiantistiche, comprese le assistenze murarie, basandosi su valori energetici analoghi.  .
In questo caso i costi dovrebbero risultare molto simili.
Gli edifici in legno a basso consumo non costano meno del tradizionale.
Anche questo è un luogo comune, forse indotto dalla presenza sul mercato di ditte che realizzano strutture in legno a prezzi stracciati, non isolati e comparabili qualitativamente alle casette da giardino.  
Concludendo, il prezzo di una costruzione in legno dipende in gran parte dal rapporto di forma dell’edificio e dalla sua dimensione, più che dal prezzo unitario dei singoli elementi costruttivi ed è definito in buona parte nel prezzo base.

VARIANTI EDILIZIE PER LE COSTRUZIONI ECOLOGICHE

SE IL PROGETTO ORIGINARIO E’ CONCEPITO PER UNA REALIZZAZIONE TRADIZIONALE, L’ADATTAMENTO STATICO – COSTRUTTIVO ALLA TECNOLOGIA DELLE CASE IN LEGNO RISULTA INEVITABILE.

Stiamo valutando l'acquisto di un bel pezzo di terreno con progetto già approvato per la costruzione di un edificio e saremmo interessati all'edificazione di una casa in legno di buona qualità, non molto grande, ma il progetto approvato prevede la costruzione tradizionale.
E’ possibile modificare i materiali da costruzione rielaborando opportunamente il progetto già approvato senza andare incontro alla ripresentazione di un nuovo progetto alla commissione edilizia oppure bisogna ricominciare l'iter burocratico da capo, con annesse spese?

Le aziende di case in legno sono in grado di realizzare, con minimi adeguamenti, la maggior parte dei progetti ideati per la muratura mista a cemento armato.
Il problema principale riguarda gli spessori di parete che, quasi sempre, variano parecchio.
Una parete esterna in laterizio isolato misura sino a 50 centimetri, rispetto ai 30 necessari per un muro di una casa in legno (a telaio o massiccia).
Le pareti interne, a funzione portante, presentano spessori maggiorati di circa 5 centimetri rispetto alle tramezze leggere in mattoni.
Possono inoltre essere necessarie altre modifiche, in base alle specifiche costruttive dell’azienda, ma il progetto non ne dovrebbe uscire quasi mai troppo alterato.
Una piccola variante alla concessione edilizia originaria, per esperienza, è quasi sempre indispensabile per introdurre in progetto piccole modifiche funzionali, spostare una finestra, adattare le misure all’arredamento, migliorare la distribuzione dei sanitari.
Con il massimo rispetto per il denaro della lettrice, non mi sembra certo una tragedia.
Oltretutto l’acquisto di un terreno con progetto approvato ha il vantaggio di velocizzare i tempi generali dell’intervento, non richiedendo un iter di approvazione burocratico, ma impone scelte progettuali generiche, non pensate specificatamente per chi vi andrà ad abitare.
L’adattamento alle case in legno andrà abbinato alle modifiche suddette, necessarie per personalizzare il progetto e renderlo “a misura” dell’acquirente.
I costi per una variante progettuale sono minimi rispetto ad una presentazione ex novo e possono essere spalmati sulle altre spese tecniche che il cliente dovrà affrontare per lo svolgimento del cantiere secondo normativa, che includono:

-      Direzione dei Lavori
-      Progetto delle strutture
-      Direzione lavori delle strutture
-      Piano di sicurezza e coordinamento
-      Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione
-      Collaudatore statico
-      Accatastamento finale

Tutte queste mansioni andranno affidate a tecnici incaricati formalmente e comporteranno una certa spesa della quale, mi auguro, la lettrice dovrebbe essere al corrente, difficilmente incluse nella vendita del terreno.

LE FINESTRE DELLE CASE PREFABBRICATE

LE COSTRUZIONI ECOLOGICHE A BASSO CONSUMO MONTANO …. SERRAMENTI A BASSO CONSUMO.
LAPALISSIANO E TUTTAVIA LE SOLUZIONI PRESENTI SUL MERCATO DELLE CASE IN LEGNO SONO VARIE ED INTERESSANTI, CHE CONVIENE CONOSCERE.

I serramenti esterni rappresentano uno dei punti deboli dell’involucro edilizio.
Dalle vetrate fuoriesce nella stagione invernale la maggior parte del calore dell’abitazione. 
Per quantificare con dei numeri questo aspetto, basti pensare che la trasmittanza termica di una parete di una casa in legno si aggira intorno a 0,18 W/m² K, un valore di tutto rispetto, contro gli 1,1 W/m² di un serramento a basso consumo energetico.
La dispersione di un buon infisso è quindi di sei volte superiore a quanto ceduto per convenzione dagli elementi opachi dell’involucro edilizio (tetto e pareti esterne).
Il progettista dovrà pertanto disporre con accuratezza le aperture, limitando le fonometrie a nord, ove le finestre dovranno essere piccole, mentre a sud andranno le vetrate di maggiore dimensione (opportunamente calcolate per captare la radiazione solare, ma non sovradimensionate, per evitare il surriscaldamento estivo degli ambienti e l’inevitabile dispersione in assenza di sole (nuvole, nebbia, ore notturne).
La trasmittanza termica di un serramento esterno in legno non particolarmente isolato si aggira solitamente intorno a 2 W/m², un valore assolutamente non compatibile con il sofisticato fine energetico delle case prefabbricate. Un’ulteriore miglioramento può essere realizzato adottando dei vetrocamera a triplo strato, che possono spingere il valore dell’isolamento sino a 0,5-0,7 W/m².
I costi non sono eccessivi ed è quindi un’opzione senza dubbio consigliabile per la maggior parte delle case in legno, soprattutto quelle montate nel nord Italia.
case-in-legno, case-di-legnoQuali sono i serramenti più indicati per le case prefabbricate?
In passato i serramenti erano per lo più in legno.
Si tratta ancora di una buona soluzione, grazie alle buone proprietà isolanti di questo materiale. 
Sarà necessaria una regolare manutenzione degli infissi, poiché le vernici tendono a perdere le proprietà protettive a causa dell’azione degli agenti atmosferici.
Un’alternativa molto in voga ed altamente consigliabile per le case prefabbricate è il serramento in legno con la protezione esterna in alluminio.
All’interno l’infisso in legno avrà un aspetto tradizionale, e non necessiterà più interventi di manutenzione nel tempo.
L’alluminio potrà inoltre essere di qualsiasi colore si desideri, offrendo un’opzione in più per l’architettura dell’edificio.
Anche il pvc è un materiale molto utilizzato per la realizzazione di infissi isolati, con una buona durata nel tempo e costi generalmente inferiori al legno-alluminio.
Un buon serramento dovrebbe inoltre prevedere di serie l’apertura a vasistas su tutte le ante apribili ed un adeguato sistema di sicurezza.
Un semplice punto di chiusura può pertanto essere insufficiente. 
Meglio tre per anta.
Verificate infine la possibilità di installare un sensore antifurto sugli infissi.
Ogni aspetto delle case prefabbricate deve essere adeguato all’insieme.
Le finestre costituiscono sovente un punto trascurato dell’edificio, ma rappresentano un elemento estremamente delicato che, se mal concepito, può abbattere di molto il rendimento energetico dell’involucro.

IL RISCHIO ALLAGAMENTO PER GLI EDIFICI IN LEGNO

LE CASE IN LEGNO TEMONO L’ACQUA QUANTO QUELLE IN MURATURA.
LA PRESENZA DI ISOLANTI NELLA PARETE, ORAMAI UNA REGOLA ANCHE NEGLI EDIFICI TRADIZIONALI, RENDE ANALOGA L’ENTITA’ DEGLI EVENTUALI DANNI DOVUTI AD UN EPISODIO ALLUVIONALE.

Mi sto apprestando a costruire una casa nuova, e tra le varie opportunità sono attratto dalle case prefabbricate e mi sono chiesto se questa tipologia di casa può andare bene anche in zone ad alto tenore di umidità.
La zona in cui sta nascendo la nuova lottizzazione è in provincia di Vicenza.
La zona è più bassa del fiume che le passa a fianco, ma una serie di pompe mantiene la zona scarica dall'acqua.
Queste zone in precedenza erano paludose, ora questa lottizzazione ha creato un bacino di recupero acque per non andare ad intaccare i livelli di permeabilità del terreno.
Con l'inondazione di Vicenza dell'anno scorso la zona è andata sotto acqua, ora hanno rifatto gli argini e la situazione assicurano che non si ripeterà, ma nel pensiero comune rimane la paura che la cosa possa nuovamente accadere.
Con la lottizzazione stessa i terreni verranno alzati di circa 30 cm portando questo rischio al minimo e le case non dovranno avere piani interrati per non rischiare, ma la mia domanda è se è meglio una casa in muratura o una in legno che probabilmente teme di più l'umidità?
La casa in legno con il basamento in cemento assorbe umidità o rimane isolata?

Ho scritto vari articoli su questo argomento, ma la lettera del lettore mi permette di chiarire una volta per tutte il mio pensiero sul rischio alluvione, trattandosi di una delle condizioni peggiori possibili per qualsiasi genere di costruzione e non solo per le case in legno.
Le case prefabbricata vanno salvaguardate dalle risalite di umidità dal terreno che, anche in condizioni normali, sono possibili, soprattutto nei mesi caratterizzati da precipitazioni abbondanti.
In Germania ed Austria esistono severe normative che impongono ai costruttori di case di legno di sopraelevare il piano di appoggio dell’edificio (l’estradosso grezzo della soletta in cemento armato) di almeno 15 centimetri dal terreno.
Il cliente italiano non accetta volentieri tale soluzione, che comporta un inevitabile salto di quota tra gli esterni e il pavimento finito al piano terra.
Molte aziende di case prefabbricate appaiono tolleranti sull’argomento o non sollevano affatto il problema, ma inviterei a riflettere sul valore di tale disponibilità, non necessariamente un pregio.
Le soluzioni per aggirare tale barriera architettonica esistono e vanno studiate caso per caso, ma non devono mai comportare il contatto delle strutture in legno con il terreno.
Le costruzioni prefabbricate vanno sopraelevate, almeno un po’.
Chiaramente ogni accortezza progettuale appare vana di fronte all’evento eccezionale dell’alluvione.
In questi casi i danni possono risultare devastanti e non solo per le case in legno, trattandosi di acqua mista a fango ed altre sostanze.
Il laterizio è un materiale estremamente poroso e può mantenere l’umidità al suo interno per tempi estremamente lunghi, rendendo permanentemente insalubre un abitazione colpita da allagamento.
Se alle murature vengono abbinati (come è prassi in tempi di certificazione energetica degli edifici, anche tradizionali) pannelli isolanti in fibre e lane minerali, vegetali o animali, questi ultimi saranno certamente da buttare.
La scelta del terreno su cui edificare la costruzione (in legno o laterizio) dovrebbe essere ponderata, scartando senza indugi luoghi ad alto rischio esondazione.

CASE PREFABBRICATE E SOPRAELEVAZIONI

LE CASE IN LEGNO POSSONO ESSERE IMPIEGATE ANCHE PER INTERVENIRE IN AMPLIAMENTO A FABBRICATI PREESISTENTI, ANCHE COME SOPRAELEVAZIONE, IN QUANTO IL PESO RIDOTTO PERMETTE DI LIMITARE I CARICHI GRAVANTI SULLE STRUTTURE DI FONDAZIONE.

Abito con la mia famiglia in una palazzina di due piani di nostra proprietà e, volendo sfruttare lo spazio perimetrale che offra l'ampio terrazzo, avremmo intenzione di realizzare un terzo piano in un futuro più o meno prossimo.
Parlando con il titolare della ditta che sta ristrutturando la casa, sono venuto a sapere che fare questa operazione non è possibile poiché, essendo questa costruita alla fine degli anni '50 in pietra alla base e in mattoni pieni al primo piano e non in cemento armato, la legge non permette di sopraelevare edifici di questo tipo.
Innanzitutto vorrei sapere se questa cosa è vera, e in secondo luogo, se costruire un terzo piano prefabbricato, in acciaio o in legno, è una buona soluzione o meno, anche a livello di costi.

Come regola generale, la sopraelevazione con le case prefabbricate è possibile per gran parte degli edifici, anche per i vecchi stabili degli anni ’50.
All’epoca la normativa in materia di strutture imponeva il rispetto di parametri più flessibili e non esisteva alcuna regolamentazione antisismica.
La recente introduzione di norme tecniche sulle costruzioni più restrittive (D.M. 14/01/2008) si basa sul fatto che il nostro paese è a grande rischio sismico a causa della particolare posizione geografica.
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Le nuove costruzioni vanno pertanto progettate con criteri di sicurezza, in base ad una mappatura del territorio che individua 4 zone di pericolosità sismica che determina gli effetti di un possibile terremoto entro una particolare magnitudo.
La classificazione va dalla zona 1 (alta sismicità), sino alla zona 4 (la meno pericolosa).
In quest’ultimo caso le Regioni possono esentare o meno il progettista dal calcolo antisismico.
Qualsiasi intervento edilizio (anche le sopraelevazioni) deve soddisfare la normativa in vigore che, come detto, è influenzata dalla zona sismica specifica in cui rientra l’intervento.
I vecchi fabbricati possono essere mantenuti senza problemi in uno stato di equilibrio, ma andrebbe sempre prevista una verifica periodica sulle strutture.
Suppongo che il costruttore interpellato dal lettore abbia parlato con cognizione di causa.
L’assenza di acciaio nella costruzione rende l’edificio vulnerabile alle sollecitazioni orizzontali ed alle forze dinamiche e di trazione che si generano durante i terremoti.
Non escludo affatto che possano essere possibili interventi di consolidamento, con l’introduzione di nuove strutture portanti (in acciaio o cemento armato), in grado di soddisfare il calcolo e permettere di sopraelevare il fabbricato, comportando un aggravio dei costi di costruzione che andrà valutato con attenzione.
In un quadro di fattibilità, il minore peso delle case in legno rende interessante questo genere di interventi, anche in virtù della velocità di montaggio ed esecuzione dei lavori.