Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

DURATA, CALDO E PREZZI DELLE CASE IN LEGNO

LE TEMATICHE TRATTATE NELLA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE RIGUARDANO ABITUALMENTE ASPETTI MOLTO SPECIFICI E PUNTUALI, MENTRE LA RISPOSTA AD ALCUNI QUESITI DI UN LETTORE MI PERMETTE DI COLLEGARE ARGOMENTI ASSAI DIVERSI TRA LORO.

E’ fondamentale comprendere che l’affidarsi ad una ditta di case in legno seria e qualificata garantisce una lunga durata della costruzione, eccellenti prestazioni energetiche ed elevato comfort termico, a prezzi sicuramente interessanti.

Abito nella umida bassa mantovana.
La scorsa settimana mi hanno comunicato dall'ufficio tecnico del comune che un terreno agricolo di mia proprietà sta per passare edificabile
Avevo chiesto l'edificabilità anni indietro e avevo perso le speranze.
Io e mia moglie con i nostri due figli abitiamo in una villetta angolare, essendo vegetariani e amanti della natura e degli animali ci piacerebbe costruirci una casa in legno, ma, essendo completamente ignorante in materia, le chiedo:
E’ possibile costruire una casa in legno che duri almeno trenta/quaranta anni senza grossi problemi?

Primo punto.
La vita di una costruzione dipende soprattutto dalla “qualità” costruttiva.
Questo termine non si deve limitare ad un banale slogan commerciale, ma deve sottendere, ad esempio, un’accurata selezione del legname (dal taglio al processo di essicazione, sino alla lavorazione degli elementi, tanto per accennare ad un aspetto).
La scelta di un legno tenero, facilmente attaccabile da insetti o deperibile, ricco di acqua, con molti nodi ed imperfezioni, non sufficientemente stagionato e lavorato grossolanamente comporta ovviamente un notevole risparmio, tanto per il costruttore, quanto per l’acquirente.
Per questo motivo prezzi a troppo bassi non può quasi mai corrispondere un’accettabile qualità costruttiva.

Nel periodo estivo all'interno della casa fa molto caldo?

Punto secondo.
Le case in legno sono concepite per offrire un eccellente comfort climatico, in ogni stagione dell’anno, compresa l’estate.
Stiamo parlando di case in legno a basso consumo, le cui partizioni opache sono concepite come barriera termica a bassa trasmittanza.
Allo stesso modo gli infissi e i vetri devono risultare isolati, per non inficiare il risultato energetico complessivo.
L’inerzia termica, pur minore rispetto agli edifici in muratura deve essere garantita, impiegando materiali di buona densità, in grado di fornire uno sfasamento dell’onda di calore superiore alle 10 ore.
E’ ancora evidente che le case in legno realizzate in economia non raggiungono prestazioni energetiche accettabili, risultando fortemente dispersive nei mesi invernali e surriscaldandosi durante l’estate.

I costi sono maggiori o minori rispetto a una casa tradizionale?


Punto terzo.
Sul mercato delle costruzioni in legno sono reperibili costruzioni dalle caratteristiche assai disparate.
Anche le costruzioni tradizionali possono essere isolate o disperdenti.
In tutti i casi le prestazioni energetiche sono direttamente correlate ai costi.
Le imprese edili e le ditte di case in legno più a buon mercato difficilmente soddisfano il cliente, realizzando edifici poco durevoli e termicamente scomodi (limitiamoci a questi argomenti).
Stabilito il budget, andrà dunque ricercato il costruttore più adeguato alle specifiche esigenze, con un rapporto qualità/prezzo ottimale.
Il risparmio andrà ricercato in un progetto più semplice e razionale (acquistando una casa a catalogo, ed esempio), un’impiantistica razionale ed efficiente e finiture sobrie e funzionali.

QUANDO GLI EDIFICI IN BIOEDILIZIA NON SONO REALIZZABILI

LE ABITAZIONI PREASSEMBLATE POSSONO SOSTITUIRE LE COSTRUZIONI IN MURATURA, MA VANNO PROGETTATE CORRETTAMENTE. 
L’ADATTAMENTO AL PREFABBRICATO E’ QUASI SEMPRE POSSIBILE, MA NON MANCANO LE ECCEZIONI.

Sto per avere i permessi a costruire per una casa e, ovviamente, è mia intenzione realizzarla in legno.
Quest’estate sono andato a visitare varie case in esposizione in Alto Adige e ho portato le bozze del progetto.
A settembre ho mandato il progetto definitivo ad alcune tra le principali aziende di case prefabbricate in legno, ma, con mia sorpresa mi è stato detto da una di queste che il progetto della mia casa non è realizzabile con le strutture prefabbricate.
In particolare mi si dice che l’ufficio tecnico ritiene che la casa sia stata pensata per una struttura in cemento armato e non possa essere garantita dal costruttore, in cui l’impermeabilizzazione del terrazzo dovrebbe essere realizzata, posando una o due pellicole bituminose sulla struttura in cemento e al di sopra dell’impermeabilizzazione verrebbero semplicemente posate le piastrelle.
Al contrario, la stessa metodologia non può essere utilizzata in una casa in legno, in quanto, per proteggere il solaio da possibili infiltrazioni, il terrazzo dovrebbe avere una impermeabilizzazione con una leggera inclinazione verso l´esterno che permetta il deflusso delle acque e con una grondaia che scende esternamente, attualmente non progettata.
Al di sopra di tale impermeabilizzazione dovrebbe essere prevista una inghiaiatura, sia per appesantire la guaina sottostante, che per proteggere la guaina dai raggi solari UV.
Qualora sia necessaria una piastrellatura, l’unica possibilità per realizzarla è di prevederla galleggiante, con scarse possibilità di una tenuta duratura nel tempo e con costi talmente elevati da rendere la realizzazione della struttura assolutamente fuori mercato rispetto alla sua realizzazione con tecniche tradizionali.
Altre ditte non hanno sollevato alcun problema di sorta, ma, a questo punto, il dubbio è che la casa non sia effettivamente realizzabile.

La ditta di case prefabbricate citata dal lettore è un’azienda tipicamente industriale che propone delle ottime costruzioni in legno, ma richiede necessariamente l’adattamento ai propri standard costruttivi.
Il caso in questione è piuttosto comune nelle case in legno, in quanto le garanzie offerte dai produttori di guaine sono limitate rispetto al rischio di infiltrazioni.
L’acqua deve essere convogliata dalla terrazza all’esterno mediante un’adeguata pendenza dell’estradosso, scongiurando i ristagni, sempre possibili sui tetti piani.
E’ chiaro che il costruttore in questione è da apprezzare, poiché si tratta di un comportamento corretto, a tutela del cliente e contro il proprio interesse.
Le altre aziende contattate possono avere sottovalutato il problema in buona fede o, molto probabilmente, rimandato il tutto ad una fase successiva.
Non escludo pertanto che l’azienda costruttrice possa affrontare il dilemma dopo la firma del contratto o, addirittura, in campionatura, contando sul fatto che il cliente sarà costretto ad accettare le soluzioni proposte, pur di costruire la propria casa.

RISPARMIARE CON LE COSTRUZIONI ECOLOGICHE

IN AUSTRIA E GERMANIA, LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO VENGONO CONSIDERATE SOLUZIONI COSTRUTTIVE ECONOMICHE, RIVOLTE IN PARTICOLARE ALLE GIOVANI FAMIGLIE. 

La clientela italiana più esigente, alla ricerca di soluzioni personalizzate e dettagli fuori standard non apprezza la mancanza di flessibilità dei grandi costruttori, diretta conseguenza della produzione industriale delle case prefabbricate, rivolgendosi alle imprese tradizionali del mattone.
La realizzazione di una casa prefabbricata a basso consumo richiede una buona disponibilità economica, soprattutto se nel budget complessivamente a disposizione deve rientrare un lotto edificabile.

Acquistato il terreno e conteggiate le spese per i tecnici, gli oneri comunali e le opere tradizionali, la somma residua si rivela spesso insufficiente per la costruzione vera e propria.
L’accollo di un mutuo incide sul bilancio familiare per decenni, sconsigliando un’eccessiva esposizione, in tempi di crisi finanziaria e di prospettive lavorative incerte.
I principali produttori si posizionano una fascia di prezzo medio-alta, ma altre aziende di case in legno propongono le proprie costruzioni a prezzi molto allettanti.
Si tratta chiaramente di soluzioni con caratteristiche assai lontane dagli edifici a basso consumo energetico, poco idonee ad un utilizzo abitativo, con qualità climatiche assai scadenti, sia d’estate (a causa dell’inevitabile surriscaldamento dovuto ai minimi spessori delle pareti e del tetto), che d’inverno (mancando quasi del tutto gli isolamenti termici).
La grande offerta sul mercato di edifici a basso costo rende la tematica tutt’altro che scontata, poiché le case prefabbricate non costano meno di quelle in laterocemento, fatta eccezione per le costruzioni in muratura isolata.
Le strutture supereconomiche, basate su un generico utilizzo del legno come materiale da costruzione, non sempre si propongono con onestà per quello che sono, spacciando semplici casette da giardino per edifici in bioedilizia con prestazioni termiche superiori.
Il termine “prefabbricato” indica una costruzione pronta al montaggio e può essere più o meno correttamente utilizzato per definire un annesso per attrezzi o un bungalow da campeggio.

In Italia non esiste una cultura delle costruzioni in legno, mancando il settore di esperienza. Il cliente fatica a reperire informazioni ed è male supportato tecnicamente, faticando a comprendere le differenze tra le diverse soluzioni ed attirato dal notevole risparmio apparente (sino al 70%).
Si tratta in genere di semplici strutture realizzate in assi di legno poco stagionato,
che impiegano collanti tossici, lasciate a vista senza isolamenti e predisposizioni impiantistiche.
Il basso prezzo in genere sottende la sola fornitura del materiale, escluso il montaggio, che andrà effettuato incaricando una ditta locale.
Scartate senza indugi queste soluzioni e prima di ripiegare sulle costruzioni in edilizia tradizionale, l’acquisto di una casa prefabbricata a basso consumo a prezzi interessanti è ancora possibile adottando alcuni semplici accorgimenti.
I costruttori, comprese le aziende del settore legno, hanno tutto l’interesse commerciale a “gonfiare” il prezzo dell’immobile, sovradimensionando gli impianti e indirizzando verso soluzioni tecniche più costose e finiture extra capitolato.
Il progetto deve risultare il più possibile semplice, a partire dalla pianta, che dovrebbe avvicinarsi il più possibile alla forma quadrata.
Il rapporto di forma ideale richiede un volume compatto, che limita le dispersioni termiche dell’involucro, diminuendo le superfici delle pareti esterne.
Analogamente, un edificio di configurazione semplice limita le lavorazioni complesse e riduce la quantità di materiale, abbassando di conseguenza il prezzo.
Le case prefabbricate a catalogo,sono termicamente efficienti ed economiche, applicando accuratamente questo principio fisico.
Un progetto razionale permetterà inoltre uno sfruttamento intelligente degli spazi, anche per fabbricati di piccole dimensioni.

Un edificio correttamente orientato rispetto al moto solare, usufruirà di apporti energetici gratuiti, permettendo un sottodimensionamento degli impianti termici, con conseguente risparmio sui costi della casa.
Le scelte progettuali corrette non comportano maggiore impegno per il progettista e nessun aggravio sulle parcelle.
Il tecnico deve condividere la scelta costruttiva sin dal principio e possedere una sufficiente competenza nell’architettura bioclimatica, poiché un progettista inadatto può fare lievitare inconsapevolmente il costo della costruzione.
Individuate le ditte, si può risparmiare parecchio limitandoci alla dotazione standard.
Il livello base è qualitativamente elevato e consente prestazioni energetiche di rilievo, senza particolari compromessi, mentre scelte costruttive e finiture fuori capitolato possono incidere parecchio sul prezzo finale dell’edificio.
Un notevole risparmio può essere raggiunto sviluppando l’edificio su due piani fuori terra, in luogo del monopiano, limitando l’incidenza della copertura al 50% della superficie complessiva.
Il primo piano (solitamente adibito a zona notte) può essere ricavato nella mansarda, portando a 1,80–2,00 metri l’altezza della banchina di appoggio (il punto più basso del sottotetto, posto all’incrocio tra le falde del tetto e la parete esterna).
La minore quantità di materiale impiegato abbasserà il prezzo della costruzione, senza penalizzare l’abitabilità indoor.
I posti auto possono essere ricavati all’esterno, sotto un semplice porticato, evitando la realizzazione di un piano scantinato e limitando ad una semplice platea di fondazione le opere interrate.
Se il budget non consente una costruzione chiavi in mano, alcuni locali possono essere mantenuti al grezzo e completati successivamente.
L’acquisto di un edificio al grezzo avanzato permette il completamento delle opere da parte di ditte esterne.  
Meglio ancora un livello impianti, che limita i lavori in proprio alle finiture, consentendo un buon risparmio, senza troppi rischi.
Scegliendo un contratto chiavi in mano, meglio optare per un capitolato intelligente, con delle finiture semplici e sobrie, privilegiando la qualità dei materiali alla marca.
Vanno possibilmente evitate le porte scorrevoli, costose e mai indispensabili.
All’interno comportano l’ispessimento delle pareti per l’alloggiamento dei relativi scrigni, mentre gli infissi esterni, di notevole dimensione, possono essere efficacemente rimpiazzati da grandi vetrate fisse ed ad anta semplice.
L’impiantistica, infine, dovrebbe essere dimensionata correttamente.
Una casa in legno a basso consumo, utilizza poca energia per il riscaldamento e non richiede impianti di climatizzazione estiva.
Nella maggior parte dei casi,
un impianto semplice ed efficiente, adeguato alle richieste di calore degli edifici in legno isolati, può limitarsi all’installazione di una caldaia a condensazione con radiatori muniti di valvola termostatica ed un paio di pannelli solari termici.

LA FLESSIBILITA’ DELLE COSTRUZIONI PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE PREVEDONO CHE IL PROGETTO DEBBA ADATTARSI ALLE SOLUZIONI TECNICHE UTILIZZATE DALL’AZIENDA SCELTA.
QUESTO NON SIGNIFICA CHE DEBBA VENIRNE STRAVOLTO, MA E’ INEVITABILE QUALCHE MODIFICA NELLA FASE ESECUTIVA.

Il progetto della mia abitazione è uscito dalla campionatura totalmente alterato rispetto a quanto da me ipotizzato.
L’agente mi ha garantito la fattibilità di molte soluzioni che, ovviamente, non erano possibili (se l’avessi saputo prima avrei costruito in tradizionale o avrei scelto un’altra azienda di case prefabbricate).
Adesso è un po’ tardi, ma mi viene voglia di lasciargli la caparra e mollare tutto.

Sarebbe bello sapere cosa è stato violentato del suo progetto originario e perché l’agente della ditta ha adottato questa strategia di vendita, ma posso solo fare delle ipotesi.
Sicuramente l’adattamento è inevitabile, soprattutto se il progetto è stato inizialmente ideato per il laterocemento.
Partire con la convinzione di costruire una casa in legno costituisce un notevole vantaggio rispetto al risultato finale.
Ancora meglio sarebbe conoscere in anticipo la tecnica costruttiva da adottare e la ditta selezionata.
Senza arrivare a questo punto, se desideriamo una casa in legno a basso consumo, chiediamo al nostro tecnico di fare lo sforzo di calarsi nella realtà delle case prefabbricate.
I vantaggi per il progettista sono molteplici, soprattutto in sede di elaborazione dei disegni esecutivi e dei dettagli.
Se il progetto nasce su queste basi, gli interventi della ditta saranno minimi e comunque accettabili.
Ogni ditta di case prefabbricate in legno ha limiti e punti di forza, per cui anche la scelta dell’azienda costruttiva andrà basata sulla capacità di quest’ultima di fornire una sistema costruttivo rispondente alle nostre esigenze.
Solitamente le piccole ditte di case in legno non si affidano alla prefabbricazione, ma arrivano in cantiere con il materiale e montano in opera la struttura. Il taglio del legno viene fatto su misura ed è possibile accontentare il cliente in quanto non esistono misure standard.
Le grandi aziende di case prefabbricate, al contrario, preferiscono realizzare le pareti in stabilimento secondo un processo meccanizzato senz’altro meno flessibile. 
Solitamente vengono offerte varie tipologie di pareti, tetti e solai, sufficienti ad accontentare la maggior parte delle esigenze.
Molti clienti (che sia il suo caso?) vorrebbero personalizzare lo spessore dei muri o la stratificazione dei materiali, pur non configurandosi un reale vantaggio.
Faccio un banale esempio.
Supponiamo che la ditta di case prefabbricate scelta offra una parete base a telaio in abete massiccio da 20 cm, e che le variazioni consistano nella scelta del cappotto (in polistirene o fibra minerale) e nello spessore dello stesso (da 4 o 10 cm), nelle opzioni per l’isolante interno (lana di roccia o fibra di legno), nel tipo di pannelli impiegati (multistrato o truciolare).
Il cliente pignolo vorrebbe che i montanti fossero in lamellare da 16 cm, richiede una fibra di legno a densità maggiorata e un cappotto sempre in fibra di legno da 6 cm. 
A questo punto la ditta di case prefabbricate dovrebbe stravolgere il proprio processo produttivo, producendo il materiale fuori standard (possibile, ma a prezzi molto superiori), acquistando gli isolamenti da altri produttori (con una fornitura limitata ad una singola abitazione).
Esiste inoltre un problema legato alle garanzie fornite dal costruttore.
Un’abitazione realizzata con un procedimento fuori standard (qualora tecnicamente possibile) dovrebbe rispondere agli stessi requisiti qualitativi di qualsiasi altra abitazione.
E’ chiaro che le ditte di case in legno più piccole sono disposte a qualsiasi compromesso, pur di non perdere il cliente.
A volte riescono ad accontentare queste esigenze, altre volte si limitano a qualche promessa prima della campionatura…
Il cliente dovrebbe essere conscio che le caratteristiche di questi sistemi costruttivi vanno compresi, accettandone i minimi compromessi.
Difficilmente ci si mette a discutere con l’impresario tradizionale sulla disposizione delle armature, ma non è raro (per esperienza) il cliente che entra nel minimo dettaglio strutturale della propria casa in legno.

DIVAGAZIONI SULLE CASE IN LEGNO

HO DECISO DI NON RISPONDERE PIU’ A CHI MI CHIEDE SE E’ POSSIBILE REALIZZARE CASE IN LEGNO SENZA AUTORIZZAZIONI EDILIZIE.

Secondo lei e' possibile costruire una piccola casa prefabbricata in montagna (tipo “shelter”), oppure si va incontro a tutte le normative edilizie come per una casa in muratura.

Nel caso, lei tratta aziende che possano consegnare simili progetti chiavi in mano?

In questo caso faccio un’eccezione perché lo spunto fornitomi dal lettore è interessante, pur non trattandosi di una costruzione in legno.
La “Delta Shelter” è unità abitativa progettata dallo studio di architettura Olson Sundberg Kundig Allen Architects, con una struttura completamente in acciaio, resistente ad ogni evento atmosferico.
L’edificio (a tre piani) è sollevato dal suolo su palafitte in acciaio e può essere ermeticamente chiuso quando il proprietario è assente mediante un meccanismo molto simile ad un timone di una nave.
La zona è soggetta a piogge torrenziali e si trova vicina ad un fiume in una pianura alluvionale.
Essendo sollevata dal suolo ed ancorata ad una struttura a pali in acciaio, non vi è il rischio di danni anche in caso di inondazione.
E’ inoltre possibile richiudere completamente le facciata, sigillando completamente l’edificio, senza rischio di infiltrazioni di acqua.
Si tratta senz’altro di un edificio interessante, ma espressamente realizzato per resistere ad un evento specifico, nonché in acciaio.
Le case prefabbricate a basso consumo energetico sono edifici a struttura lignea che vanno ancorate ad una platea di fondazione in cemento armato che deve essere realizzata secondo le specifiche esecutive fissate dal costruttore.
Necessitano di permessi edilizi (mi dispiace davvero di deludere il lettore), come per qualsiasi altro edificio permanente e devono soddisfare tutte le normative in materia di strutture, risparmio energetico, acustica, impiantistica, sicurezza.
Vi sono sul mercato italiano molte aziende di case in legno, facilmente reperibili ed in grado di costruire edifici (non solo residenziali) partendo da un livello di costruzione grezzo avanzato sino al chiavi in mano, comprensivo delle finiture.

I PRECONCETTI SULLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL LEGNO E’ IL MATERIALE DA COSTRUZIONE DEL FUTURO?
E’ DIFFICILE IPOTIZZARE SE LE METODOLOGIE COSTRUTTIVE ALTERNATIVE ALLA MURATURA TRADIZIONALE COME LE CASE PREFABBRICATE POTRANNO AFFERMARSI O, QUANTO MENO RITAGLIARSI UNA FETTA DI MERCATO IMPORTANTE IN TEMPI BREVI.


Le resistenze all’impiego strutturale del legno nel nostro paese restano forti e dipendono da molteplici fattori.
Tradizionalmente il legno trova larga applicazione in edilizia per la realizzazione di tetti e solai e come materiale di finitura.
Se si escludono tettoie e porticati, le tecnologie costruttive basate sull’impiego del legno restano confinate alla fascia alpina ed in particolare al territorio del Trentino-Alto Adige, con poche altre eccezioni.
L’ampia disponibilità di questo materiale, economico e facilmente lavorabile sul posto e la forte influenza culturale dei paesi nordeuropei hanno consentito alle costruzioni in legno di divenire la principale metodologia costruttiva, in particolare per la realizzazione di edifici abitativi.
Come detto più volte, le case prefabbricate in legno rappresentano una novità per il nostro paese, ma altrove vengono prodotte e montate in grandi numeri, scelte per gli innumerevoli vantaggi che possiedono.
Economiche, ecologiche, flessibili.
Le case prefabbricate a basso consumo permettono di costruire in tempi certi, con costi certi e di risparmiare sulle bollette grazie all’ottimo isolamento.
Per quale motivo le case in legno non riescono a soppiantare i sistemi tradizionali, poco efficienti e costosi?
La causa principale è soprattutto legata all’incultura generale che circonda di sospetto le case prefabbricate in legno, senza addurre particolari motivazioni a sostegno.
Se non si realizzano case prefabbricate qualche valido motivo ci sarà……Saranno solide? Il legno brucia, teme l’umidità, viene attaccato dagli insetti, si svalutano tantissimo, durano poco, vanno bene per la montagna, d’estate si surriscaldano, costano troppo….e potrei continuare per molto.
Questo blog nel suo piccolo spera di essere riuscito a rispondere efficacemente a molti di questi interrogativi, contribuendo magari ad aiutare la diffusione delle case prefabbricate in Italia.
E tuttavia luoghi comuni e pregiudizi frenano irrazionalmente la diffusione delle case in legno.
In questo senso poco viene fatto dai media e dalle amministrazioni, mentre mancano vere occasioni di divulgazione di massa, se si eccettuano le fiere del settore, peraltro sempre più frequentate.
Spesso l’interesse, per quanto sincero ed entusiasta, non è sufficiente per orientare la scelta finale verso le case prefabbricate.
La mia esperienza mi conferma che le paure nei confronti delle case in legno trovano terreno fertile soprattutto in famiglia e portano a rinunciare all’acquisto nella maggior parte dei casi.
Il pentimento avviene in questi casi a posteriori, dopo che l’impresa di costruzioni amica di nostro cugino geometra (che ci ha fatto il progetto a buon prezzo) ci avrà prodotto uno splendido esempio di edificio altamente disperdente, i cui costi saranno ovviamente lievitati rispetto al preventivo iniziale (non si preoccupi, le faccio un buon prezzo….), in tempi biblici (le piogge, il ghiaccio, le ferie….).
Ma noi che amiamo investire nel mattone non possiamo di certo pensare che le case in legno possano avere valore e durare nel tempo.
D’altronde, se le favole hanno una valida morale, ci ricordiamo bene che la casetta in mattoni resiste a tutto, anche al lupo cattivo.
Non spetta assolutamente al sottoscritto il ruolo di avvocato difensore delle case prefabbricate e tuttavia invito chi si sta avvicinando solo ora alle case in legno ad essere “apertamente scettico”.
Fare domande e nutrire dubbi è importante, molto più scaltro che prendere per oro colato qualsiasi informazione ci venga data.
Personalmente mi è capitato in tante occasioni di consigliare di intervenire in tradizionale, scartando a priori le ditte di case prefabbricate, ma si deve sempre fare un’approfondita valutazione tecnico-qualitativa.
In questo, non mi mancherò mai di ripeterlo, resta fondamentale il ruolo del progettista, che deve essere preparato e non condizionato da interessi personali.