Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
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UNA PARETE LEGGERA PER IL CENTRO ITALIA

LE PARETI OFFERTE DALLA MAGGIOR PARTE DEI COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO SONO ABBASTANZA STANDARDIZZATE NEI VALORI TERMICI, PER RAGGIUNGERE SODDISFACENTI VALORI DI ISOLAMENTO TERMICO, ANCHE NEL NOSTRO PAESE.

Da tempo seguo con interesse i post del suo blog e ho trovato interessanti gli articoli trattati nel suo libro.
Mi accingo a posizionare una casa di circa 70 mq nel Lazio zona collinare ed un artigiano del posto che da tempo si occupa di prefabbricati in legno mi ha proposto l’acquisto di una casa con le seguenti stratigrafie che Le riassumo sommariamente:
Doppia Parete dall’interno verso l’esterno: perline o cartongesso 18 mm, freno vapore, lana di roccia 40mm, travi legno massiccio abete certificato 100 mm.
Copertura tetto dall’interno verso l’esterno: perline 20 mm, coibentazione eps 50 mm, camera ventilazione, osb 20 mm, guaina ardesiata, copertura coppo portoghese.
Finestre vetrocamera 10/14/10.
Premetto che la casa diventerebbe la mia residenza abituale solo tra qualche anno, quindi la stratigrafia delle pareti perimetrali e il tetto è evidentemente un compromesso tra una spesa contenuta ed un minimo di confort termico, potendo poi eventualmente intervenire con la posa di un cappotto esterno.
Avendo la possibilità di intervenire nella scelta dei materiali mi chiedevo quale tra EPS, XPS o lana di roccia fosse il materiale coibente migliore da utilizzare all’interno delle pareti magari sostituendo le perline con pannelli di cartongesso.
I miei dubbi riguardano le stratigrafie che mi sembrano deboli dal punto di vista dello spessore, perciò sfasamento estivo scarso e coibentazione invernale scarsa anche se l’utilizzo del tetto ventilato dovrebbe essere d’aiuto; non vorrei che una costruzione così leggera soffrisse dei problemi tipici degli edifici privi di massa.

una casa in legno in costruzione
La parete scelta dal lettore (probabilmente per abbassare i costi) appare abbastanza leggera e”dovrebbe” raggiungere valori di trasmittanza invernale insufficienti, anche per una costruzione realizzata nel centro Italia, per non parlare dello sfasamento estivo, certamente carente per la zona.
E’ comunque possibile migliorare parecchio le prestazioni termiche montando un isolamento a cappotto ad alta densità.
Eviterei polistiroli o polistireni, che ostacolano la traspirabilità del muro e non consentono di aumentare la “massa” della parete, mentre mi orienterei verso pannelli in fibra di legno e lana di roccia o vetro, con lo scrupolo di scegliere prodotti ad alta inerzia termica.
I costi per il montaggio incidono parecchio sul prezzo complessivo e conviene sicuramente optare per gli spessori maggiori per raggiungere valori termici adeguati alla zona climatica, evitando cappotti sottili da 4-6 cm (partirei come minimo 10 cm).
Il tetto ventilato dovrebbe limitare il surriscaldamento, sperando in una corretta progettazione ed esecuzione della camera di ventilazione, anche se 5 cm di isolamento sono sicuramente esigui.
Un punto debole dell’edificio sono sicuramente le vetrate, mentre non ho elementi per giudicare gli infissi attualmente installati sulla costruzione.
Prima di procedere con i lavori mi rivolgerei comunque ad un termotecnico per analizzare mediante calcolo i punti critici dell’involucro edilizio su cui intervenire.

CELENIT O ERACLIT PER UN EDIFICIO IN LEGNO

RISPONDO (UN PO’ MALVOLENTIERI, QUESTI SONO I QUESITI CHE GRADISCO DI MENO) ALLA RICHIESTA DI UN LETTORE CHE MI DESCRIVE MINUZIOSAMENTE LA PARETE DELLA SUA FUTURA CASA.

Sto ultimando la lettura del Suo libro, ma non ho trovato indicazioni riguardo alcuni materiali come legno cemento o Eraclit.
La scusa è per chiederLe un parere riguardo le effettive potenzialità di sfasamento riguardo pareti composte nel seguente modo (con struttura tipo Platform-frame).
Dall'esterno fino all'interno:
Intonaco 5mm
Cappotto Eraclit 50mm
Pannello OSB 10mm
Telo traspirante
Lana di roccia 160mm (o trave legno)
Freno vapore interno
Pannello OSB 18mm
Cemento legno per cavedio impianti 50mm
Pannello cartongesso mm13
Può andare bene per costruire in zona climatica D e cosa ne pensa riguardo ad uno sposalizio di questo tipo di pareti con la mia città?
La ringrazio infinitamente per il Suo prezioso contributo.

costruzioni-legno, case, legno
Mi scuso (sinceramente, non ne voglia a male) con il lettore, ma, da buon architetto, sono più interessato agli aspetti progettuali e compositivi che non a dettagli meramente tecnici della costruzione, per cui non riesco ad appassionarmi troppo alla meticolosa descrizione della sua parete.
Non sembra comunque un muro particolarmente performante per quella zona climatica a causa del mediocre isolamento invernale, anche se bisognerebbe valutarne soprattutto le prestazioni estive ed, in particolare, lo sfasamento termico, che potrebbero risultare soddisfacenti.
La parete rappresenta comunque un aspetto parziale della costruzione (sicuramente importante), da affiancare al pacchetto di copertura ed agli infissi, in rapporto alle scelta progettuali (orientamento, disposizione delle vetrate, schermature…).
Il pannelli in Celenit sono realizzati legando fibre di legno a cemento Portland, mentre quelli in Eraclit utilizzano la magnesite come legante per le fibre di legno.
Si tratta di prodotti idonei per la realizzazione di cappotti isolanti, effettivamente poco utilizzati dai costruttori di case prefabbricate, in quanto i valori termici (generalmente superiori a 0,1 W/m2K) sono abbastanza distanti da quelli raggiungibili mediante i pannelli isolanti leggeri come le fibre minerali, di legno o di vetro o in EPS, mentre trovano applicazione sugli edifici tradizionali, soprattutto al centro sud Italia.
Il principale vantaggio dei cappotto in Celenit o Eraclit è l’elevata resistenza meccanica, con la possibilità di intonacare direttamente i pannelli (senza retina aggrappante) per l’estrema ruvidità della superficie.

FIBRA DI LEGNO: VANTAGGI E LIMITI

LA FIBRA DI LEGNO E’ LARGAMENTE UTILIZZATA PER L’ISOLAMENTO TERMICO DELLE CASE PREFABBRICATE CHE VENGONO REALIZZATE NEL NOSTRO PAESE, MA E’ UN MATERIALE CHE VA CONOSCIUTO ED IMPIEGATO CORRETTAMENTE. 

Mi sono indirizzato su una casa con struttura a telaio così composta dall'interno all'esterno:
- Fibrogesso 1.25 cm
- Intercapedine in fibra di legno 50kg 4cm
- Freno vapore
- Pannello in legno compensato 1.5cm
- Aria 2cm
- Fibra di legno 160kg 14cm
- Pannello in legno compensato 1.5cm
- Cappotto in lana di roccia 150kg 6cm
- Intonaco
Il produttore mi fornisce i seguenti dati: trasmittanza 0.17 e sfasamento 17h.
Mi sembra tutto perfetto, se non fosse la mia non completa fiducia sull'utilizzo della fibra di legno per quanto riguarda la durata del prodotto nel tempo nel caso si dovessero formare delle condense in parete.
A questo punto le mie domande sono le seguenti. 
Mi sto facendo dei problemi assurdi e posso stare tranquillo nell'utilizzo della fibra di legno? 
Secondo lei la sostituzione della fibra di legno con della lana di roccia 150 o 175 kg/mc mi può provocare delle problematiche riguardo l'abitabilità estiva dell'edificio?
Temo la brusca diminuzione dello sfasamento termico.
Ci sono delle soluzioni che posso adottare per migliorarlo(ad esempio introduzione del legno mineralizzato nell'intercapedine di 4cm)? 


CASE PREFABBRICATE
La fibra di legno è una materiale isolante naturale di origine vegetale prodotto con la lavorazione del legname di conifere come gli abeti rossi e bianchi, i pini ed i larici.
Gli scarti e i residui di segheria, ma anche di manutenzione dei boschi possono fornire la materia prima, senza trattamenti chimici e con una notevole disponibilità e capacità di rigenerazione.
Con le fibre vengono prodotti pannelli di diversi spessori, formati e densità, impastandole con acqua, pressandole ed essiccandole.
Un grande vantaggio è l’assenza di colle, dovuta alla naturale presenza di resine, che hanno una naturale funzione adesiva.
I pannelli in fibra di legno sono utilizzati nelle costruzioni prefabbricate a basso consumo per le notevoli capacità isolanti termoacustiche, sia a cappotto che all’interno delle pareti.
Come ripetuto spesso, si tratta di un materiale ecocompatibile che può essere facilmente riciclato, con un’eccellente traspirabilità e capacità igroscopica.
Quest’ultima proprietà rende necessario un corretto utilizzo dei pannelli che non devono essere lasciati a contatto del vapore per un tempo eccessivo, per non sviluppare muffe o funghi.
Al proposito, molti costruttori di case in legno non montano una barriera al vapore, preferendo un freno o non montando teli sul lato interno, in abbinamento ad un cappotto traspirante.
Le soluzioni sono molte e quasi sempre efficaci, a patto di non abbinare un freno vapore ad un cappotto in polistirene.
La parete del lettore è correttamente concepita e presenta buoni valori termici e di sfasamento (quest’ultimo dato è forse un po’ ottimistico).
Ricordo che anche i pannelli in lana di roccia possono essere prodotti ad alta densità, poiché tale valore dipende dalla pressatura delle fibre, con i medesimi vantaggi in regime estivo.

ISOLAMENTO A CAPPOTTO INTERNO

L’ISOLAMENTO A CAPPOTTO E’ POSIZIONATO QUASI SEMPRE ALL’ESTERNO DELL’EDIFICIO.  
E’ POSSIBILE METTERLO SUL LATO INTERNO DELLA PARETE?

Ho intenzione di costruire nella campagna toscana un annesso in legno dove potrò sistemare tutto il mio studio musicale. 
L'architettura è piuttosto minimalista, ma a me piace. 
La mia preoccupazione maggiore riguarda il comfort termico che vorrei si avesse all'interno adottando un cappotto estivo/invernale e curando la coibentazione del tetto. 
Come dire, vorrei avvicinarmi al sistema passivo o di "studio" green, con rispetto per il consumo di energia. 
Ebbene, questo annesso prefabbricato, in kit, si presenta con uno spessore di soli 7 cm (a richiesta si potrebbe avere di 9 cm). 
Leggendo però vari articoli e tra cui il Suo blog, sembra che non sia affatto sufficiente. Si parla di almeno 20/25 cm di spessore. 
La mia domanda è questa, il cappotto, di ulteriori 10/15 cm potrei inserirlo all'interno o sarebbe pressochè inutile. 
E quindi, 9 cm di legno parete esterna, pannelli di legno interno 10 cm e cartongesso di 1,5 cm. 
A Suo giudizio sarebbe un'opzione sufficiente per il clima della Maremma toscana? 
Consideri che al suo interno, per l'inverno, inserirei una stufa a pellet ed un bel camino. 
Per il pavimento adotterei le "sottomisure" da cui ricaverei un parquet da incollare sulla gettata in cemento che sosterrà l'intera "costruzione".

CASE-PREFABBRICATE, CASE-PREFABBRICATE-ECOLOGICHE
La funzione dell’isolamento a cappotto è principalmente di limitare lo scambio termico in regime invernale con l’esterno (semplificando un po’).
L’efficienza energetica dell’involucro è superiore se i materiali più prestazionali si trovano sul lato esterno.
Per questo motivo, il cappotto dovrebbe essere sempre posizionato in facciata, in quanto il suo scopo è di fungere da “barriera” di protezione dal freddo.
Questo è particolarmente evidente negli edifici non isolati.
Montando il cappotto sul lato interno, la muratura si raffredderà rapidamente e la funzione coibente sarà totalmente a carico dell’ultimo strato isolante.
Nel campo del restauro architettonico non sempre è possibile montare un cappotto in facciata (in particolare sugli edifici storici vincolati) e l’isolamento dall’interno è una scelta obbligata.
Negli edifici in legno la situazione è un po’ diversa, in quanto (soprattutto per le pareti a telaio) il muro è già isolato.
I montanti in legno massiccio o lamellare possiedono comunque una conduttività superiore ai pannelli e rappresentano un inevitabile ponte termico, che penalizzerà in parte l’isolamento complessivo dell’edificio.
Il cappotto va sempre posizionato all’esterno, anche per garantire una funzione di protezione meccanica e dagli agenti atmosferici alla struttura interna.
L’isolamento termico è comunque superiore, in quanto una certa parte dell’energia che partecipa allo scambio termico viene arrestata all’esterno dal cappotto, limitando la componente a carico della parte strutturale.
E’ chiaro che molto dipende dalla composizione del sandwich della parete di una casa in legno.
Un cappotto di pochi centimetri di spessore fornirà un contributo inferiore rispetto ad un’altro da 10-12 centimetri.
Nel primo caso solitamente lo spessore della struttura (e dei pannelli) sarà maggiore, mentre nel secondo l’azienda avrà risparmiato qualche centimetro sulla profondità dei montanti (e, probabilmente, su costi di costruzione).

IL CAPPOTTO IN UNA CASA A BASSO CONSUMO

L’ISOLAMENTO A CAPPOTTO E’ UN ELEMENTO FONDAMENTALE PER COIBENTARE CORRETTAMENTE GLI EDIFICI MODERNI E DEVE ESSERE COMPLEMENTARE ALLE CARATTERISTICHE DELLA PARETE E DELLA SPECIFICA ZONA CLIMATICA.

Sono in fase di ricostruzione di una stalla da adibire ad abitazione.
Dato quel che è successo nella mia zona mi sono spostato su strutture in xlam, anche perché odio le colonne di cemento armato.
Ho in mano alcuni preventivi, ma non mi trovo con i cappotti, alcuni costruttori di case in legno propongono la lana minerale, altri il polistirene.
Da esterno lei per la mia zona quale suggerirebbe dato il caldo estivo con afa ed il freddo invernale con le nebbie.

CASE-ECOLOGICHE, CASE-NATURALI
Polistirene, lana minerale, fibra di legno, sughero….
Le soluzioni per la realizzazione dei cappotti proposte dalle aziende di case prefabbricate sono molteplici e si diversificano per materiali, spessori e densità.
Il cappotto assolve un ruolo fondamentale nell’isolamento termico di un edificio poiché costituisce la prima barriera posta all’esterno dell’involucro, avendo anche una funzione di protezione fisica.
Il suo scopo primario è di rallentare lo scambio termico con l’esterno sia d’inverno che d’estate.
Durante i mesi freddi, le temperature possono scendere di parecchi gradi sotto lo zero e un cappotto leggero a bassa trasmittanza termica assolve perfettamente alla funzione di isolamento.
Le case in legno realizzate nel nord Europa impiegano generalmente cappotti in lana minerale, fibra di vetro o EPS (o polistirene espanso).
Questi materiali sono altamente performanti nella stagione invernale, ma risultano poco adatti per isolare durante i mesi più caldi.
Le condizioni climatiche nel nostro paese richiedono alle pareti notevole capacità smorzante e uno sfasamento dell’onda di calore di molte ore.
Tale risultato è raggiungibile aumentando la massa dei muri (e del tetto), impiegando materiali isolanti ad alta inerzia termica.
Il successo della fibra di legno e del sughero deriva proprio dalla maggiore inerzia dei pannelli realizzati in questi materiali, ma non sono da scartare le soluzioni costruttive che impiegano lane minerali ad alta densità.
A prescindere dal sistema costruttivo adottato (massiccio o a telaio) le pareti delle case in legno sono concepite come un sandwich di materiali a diversa densità, con molteplici combinazioni possibili.
Se il cappotto è leggero, è necessario che altri elementi della parete assolvano alla funzione di rallentare l’ingresso del calore, mentre ad un cappotto ad alta densità andrebbe abbinato un pannello più leggero negli strati più interni.
Un ultimo cenno alla traspirabilità della parete.
Il cappotto in EPS, largamente utilizzato da molti costruttori, non va demonizzato (è sicuramente il “top” per robustezza), ma deve essere “sempre” abbinato ad una barriera al vapore sul lato interno, in quanto è possibile il passaggio di umidità (prodotta naturalmente nell’utilizzo quotidiano) verso l’esterno, che potrebbe impregnare di umidità i pannelli isolanti, con il rischio concreto di un abbattimento delle capacità coibenti delle pareti, oltre allo sviluppo di muffe e funghi.

COIBENTARE UNA CASA DI LEGNO BLOCKHOUSE

IL LEGNO E’ UN MATERIALE NATURALMENTE ISOLANTE, MA I MIGLIORI RISLULTATI ENERGETICI SI OTTENGONO COMBINANDO UNA STRUTTURA LIGNEA MASSICCIA O A TELAIO CON PANNELLI ISOLANTI LEGGERI. 

Ho collocato su un terreno una casa di legno di circa 20 mq realizzata con sistema blockhouse dello spessore di cm4. 
Ora vorrei posizionarne una ad uso abitativo di mq 70, spessore doghe cm7 , sempre in legno massello.
Ho pero constatato che durante l'estate la struttura tende a restringersi e abbassarsi di qualche cm (l'ho notato vedendo le 
canaline esterne dell'impianto elettrico staccarsi dalle pareti). 
Ho letto che Lei è più favorevole al posizionamento di una eventuale coibentazione esterna nel caso di residenza abituale.
Ora il quesito  che le pongo è: meglio il lamellare dato che è meno soggetto ad assestamenti e come realizzare il cappotto esterno??

Un edificio in legno destinato ad abitazione o a luogo di lavoro deve offrire condizioni di comfort termico adeguate all’utilizzo, a prescindere dal sistema costruttivo adottato.
Si tratta di una regola generale che non vale certamente solo per le case in legno e che deve essere basata su criteri oggettivi e generali.
Il concetto di benessere degli edifici non può limitarsi alla percezione soggettiva, ma deve sottendere il rispetto di parametri normativi minimi che riguardano tanto i rapporti di aeroilluminazione, quanto gli aspetti energetici ed acustici.
case-legno, case-in-legnoL’edificio è tenuto a rispettare i regolamenti edilizi e le leggi nazionali in vigore, come è evidente a qualsiasi progettista che si rispetti.
L’isolamento a cappotto comporta parecchi vantaggi, non solo sotto il profilo energetico, in quanto protegge adeguatamente la struttura in legno dall’azione degli agenti esterni (ed è praticamente una scelta obbligata anche nel campo degli edifici in muratura).
Se l’edificio è esistente (come nel caso di una blockhouse) il rivestimento dell’involucro è un’operazione sicuramente fattibile, che necessita di autorizzazioni (il cui iter è comunque generalmente veloce).
Se non esiste alcuna struttura, il mio consiglio è di rivolgersi alle aziende che offrono soluzioni costruttive basate su struttura massiccia o intelaiata, già comprensive di cappotto isolante intonacato.
Quanto al materiale, meglio le soluzioni traspiranti come la lana minerale, ma può essere una buona soluzione anche il più economico EPS, mentre la fibra di legno è più indicata all’interno della parete.
Anche gli spessori del cappotto devono essere rapportati all’obiettivo energetico da raggiungere, che dipende dalla zona climatica, dalla destinazione d’uso, dai valori termici delle altre parti dell’involucro edilizio (infissi, vetri, tetto, attacco al suolo).
Infine, non vi sono particolari differenze di comportamento tra un elemento in legno massiccio o lamellare, ma resta preferibile l’utilizzo di quest’ultimo per la realizzazione degli elementi (in particolare le travi) di maggiori dimensioni, sottoposti a forze e carichi di una certa entità.

LE PROPRIETA' DELLA FIBRA DI LEGNO

LA FIBRA DI LEGNO E’ UN ELEMENTO ISOLANTE IMPIEGATO MASSICCIAMENTE PER LA COIBENTAZIONE TERMO-ACUSTICA DELLE CASE PREFABBRICATE.

La fibra di legno è un materiale naturale realizzato in genere con gli scarti di segheria provenienti dalla decorticazione e lavorazione del legname di conifere, come abete rosso o pino.
Il legno frantumato viene scomposto in fibre fini attraverso procedimenti di tipo termico e meccanico.
Le fibre vengono intrecciate, infeltrite, bollite (o trattate con vapore ad alta temperatura) e pressate sino all’ottenimento di pannelli stabili (di varie misure), senza necessità di aggiungere collanti e sostanze leganti, grazie alla presenza di resine naturali.
La fibra di legno ad alta densità, solitamente utilizzata nelle case prefabbricate, si ottiene con una pressatura elevata del materiale.
I pannelli in fibra di legno sono un prodotto versatile che trova molteplici applicazioni nelle case prefabbricate, come per l’isolamento delle pareti di facciata e divisorie, delle coperture e come cappotto esterno intonacato.
Vengono utilizzati inoltre sotto pavimento per l’insonorizzazione anti calpestio.
Le caratteristiche dei pannelli isolanti in fibra di legno sono molto interessanti.
La fibra di legno è traspirante e permeabile al vapore acqueo e possiede buone capacità fono isolanti.
E’ senz’altro un ottimo coibente termico (U=0,04 W/m2K), con delle buone capacità di smorzamento e sfasamento dell’onda di calore estiva, proprietà che ha determinato il successo delle fibra di legno presso la maggior parte dei produttori di case prefabbricate (il livello di ritardo nel passaggio del calore dall'esterno all'interno).
Si tratta di un materiale naturale ed ecologico, con benefici sull’ambiente e sul comfort indoor, in quanto il legno è una fonte inesauribile e disponibile ad un utilizzo intensivo se correttamente impiegato.  In questo caso vengono utilizzati gli scarti di segheria, chiudendo il ciclo di produzione dei lavorati del legno. 
Il consumo energetico per la produzione dei pannelli è relativamente basso, così come l’inquinamento ambientale.
La presenza naturale di resine rende i pannelli in fibra di legno meno sensibili all’eventuale presenza di umidità rispetto ad altri materiali isolanti come la lana di roccia.
In generale si tratta di un prodotto economico, maneggevole e facilmente lavorabile, anche se i costi sono mediamente superiori alla lana di roccia impiegata in edilizia.
Non tutti i costruttori di case prefabbricate impiegano tuttavia pannelli in fibra di legno, pur trattandosi di un materiale preferibile agli altri isolanti termoacustici, davvero efficace nelle case in legno, in particolare se a struttura intelaiata, proprio per le elevate caratteristiche di traspirabilità e densità, che consentono uno sfasamento del flusso termico estivo sino a 10-12 ore.
La fibra di legno è infine un eccellente regolatore naturale del tasso di umidità, in grado di impedire la formazione delle muffe (pressoché assenti nelle case prefabbricate).

ISOLANTI ALTERNATIVI PER LE CASE IN LEGNO

PARLANDO DI MATERIALI ISOLANTI, I COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO UTILIZZANO SOPRATTUTTO LA FIBRA DI LEGNO E LA LANA MINERALE, MENTRE TROVANO LARGA APPLICAZIONE I CAPPOTTI ESTERNI IN EPS.

Ti scrivo dalla provincia di Arezzo dove dovrei costruirmi una casetta di 100 mq al PT con una mansarda di 50/60 mq.
Ho deciso di usare l'XLAM per la struttura, ma non so quale isolante utilizzare per il cappotto ed anche all'interno.
Molte ditte consigliano la fibra di legno che effettivamente ha delle ottime qualità, ma non so se è adatto per la mia zona.
Ieri una ditta mi ha proposto il KENAF.
Ti volevo anche chiedere se la lana di roccia o di vetro possono essere utilizzate all'interno, visto che sono meno naturali per i trattamenti che subiscono.
L'XLAM è sicuro o fra un po’ sapremo che le colle utilizzate sono cancerogene.

In genere le pareti esterne delle case in legno utilizzano due diversi strati isolanti.
Il primo, posizionato in facciata, è costituito da pannelli intonacati (il cosiddetto “cappotto”), mentre il secondo si trova tra i montanti strutturali (nelle pareti a telaio o “balloon frame”) o oltre il pannello massiccio (nelle pareti in x-lam).
Utilizzando un “sandwitch” di elementi (isolanti e strutturali) si generano delle discontinuità nel passaggio del calore dall’interno all’esterno (e viceversa).
La scelta di utilizzare materiali di diversa densità e caratteristiche, migliora il comportamento complessivo dell’edificio nei vari regimi climatici, in quanto la trasmissione termica avviene con differenti modalità tra l’inverno e l’estate.
Della fibra di legno e della lana di roccia (o minerale) si è trattato diffusamente, così come esiste un articolo specifico che parla di EPS (o polistirene espanso).
case di legno
Esistono altri materiali isolanti che trovano impiego presso alcuni costruttori di case in legno, pur evidenziandone la scarsa diffusione.
La lana di vetro possiede eccellenti caratteristiche coibenti, paragonabili alle lane minerali, ma sta progressivamente scomparendo dalle case prefabbricate, in quanto viene considerato un materiale meno durevole e biologico.
Il sughero viene utilizzato da alcune ditte di case in legno per la realizzazione di cappotti.
Le sue notevoli proprietà meccaniche ed isolanti vengono parzialmente penalizzate dai costi (viene abbinato in molti casi alla lana di vetro, proprio per compensarne il maggior prezzo rispetto agli altri materiali).
La lana di pecora è un isolante naturale e traspirante, ideale per realizzare isolamenti ad alta densità, performanti in tutte le condizioni climatiche, ma i costi appaiono davvero alti e poco interessanti commercialmente per i produttori di case in legno.
Qualche azienda impiega la cellulosa stabilizzata, un ottimo isolante termoacustico ottenuto dalla trasformazione di carta riciclata con l’aggiunta di sali minerali.   
Va però insufflata nelle intercapedini, il che rende poco pratico l’utilizzo all’interno delle pareti delle case prefabbricate, mentre è piuttosto interessante nei cantieri in opera.
Il “kenaf”è una pianta erbacea simile alla canapa che può essere utilizzata per produrre pannelli isolanti costituiti da fibre intrecciate e pressate. 
Si tratta di un eccellente isolante termoacustico molto apprezzato per le realizzazioni in bioedilizia, ma non diffusamente impiegato dai costruttori di case in legno.

L’ISOLAMENTO A CAPPOTTO NELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

L’ISOLAMENTO A CAPPOTTO E’ UNO DEI PIU’ EFFICIENTI SISTEMI DI COIBENTAZIONE DELLE ABITAZIONI, APPLICABILE ALLA MAGGIOR PARTE DEGLI EDIFICI, ESISTENTI O DI NUOVA COSTRUZIONE, PER LIMITARE LE DISPERSIONI TERMICHE ED EVITARE LA FORMAZIONE DI MUFFE SULLE PARETI INTERNE.
 
Limitare gli scambi termici tra ambienti interni e spazio esterno è possibile isolando l’edificio con un involucro in materiale a bassissima conduttività, di adeguato spessore, in grado di far risparmiare molta energia per il riscaldamento e a migliorare il confort e la qualità microclimatica dell’aria.
Si tratta di una tecnica che trova grande impiego nella ristrutturazione degli edifici male isolati, ma che è sempre più diffusa nella costruzione di nuovi edifici, soprattutto in presenza di climi rigidi per molti mesi l’anno.
Oltre alla sostituzione di vetri ed infissi disperdenti, è necessario isolare le superfici verticali con l’applicazione di un cappotto in materiale a bassissima trasmittanza su tutto l’involucro esterno o, se questo non fosse possibile, all’interno delle pareti stesse.
Questi pannelli possono venire realizzati in vari materiali e andranno sempre intonacati esternamente.
I muri esterni delle case prefabbricate in legno sono generalmente costituiti da una struttura a traliccio portante in legno con un interposto isolante. All’esterno viene montato un cappotto, di spessore e materiale variabile, a seconda delle soluzioni tecniche scelte e da ditta a ditta. In ogni caso la presenza di un cappotto intonacato permette di proteggere efficacemente il legno dall’azione diretta degli agenti atmosferici e del sole, dall’umidità, dagli insetti o dal fuoco, stabilizzando le condizioni termo-igrometriche della struttura.
I vantaggi per le case in legno sono davvero importanti.
Innanzitutto l’isolamento uniforme delle pareti elimina del tutto i ponti termici, principale causa di muffe sulle superfici interne delle pareti, in particolare in presenza di strutture in cemento armato.
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Le case prefabbricate posseggono un’incredibile efficienza energetica, con minimi spessori delle pareti perimetrali e un conseguente aumento delle superfici abitabili. Con minime manutenzioni, le case prefabbricate in legno con isolamento a cappotto durano nel tempo, eliminando il problema delle infiltrazioni d’acqua ed evitando il degrado nel tempo dell’edificio.
Per il cliente delle case prefabbricate in legno si pone il problema di scegliere il materiale più adatto rispetto all’offerta del costruttore, valutando i diversi costi e benefici.
Fondamentalmente gli isolamenti più efficienti montati sulle case prefabbricate si dividono tra polistirene espanso, fibra di legno, lana di roccia e sughero.
Il polistirene espanso in pannelli è un materiale leggero ed autoportante, che si può tagliare e posare in opera con molta facilità, ha un alto isolamento, è chimicamente neutro e permette una grande tenuta rispetto agli agenti esterni, proteggendo efficacemente la struttura dell’edificio.
A dispetto della sua origine petrolchimica, i pannelli montati sulle case prefabbricate sono per lo più provenienti dal riciclo di altri materiali in polistirene, con un grande vantaggio per l’ambiente; di contro hanno una bassa traspirabilità, ma costi molto convenienti.
La fibra di legno è un materiale pienamente ecocompatibile, dalla produzione all'eventuale smaltimento.
Ha caratteristiche meccaniche eccellenti, con un’elevata permeabilità al vapore, ottimo isolamento termico ed efficace regolazione del tasso di umidità dell'ambiente.
I costi sono sensibilmente alti rispetto al polistirene solitamente montato sulle case in legno.
La lana di roccia minerale è un materiale incombustibile, fonoassorbente e termoisolante, con un largo impiego soprattutto ove è necessaria una buona protezione dal fuoco.
E’ chimicamente stabile, impedendo la formazione di muffe, funghi, microrganismi o insetti.
Resta però un materiale leggero che deve a sua volta essere protetto all’esterno da uno spesso strato di intonaco. 
I costi sono mediamente bassi.
Il sughero è una parte della corteccia delle querce mediterranee, ha un grande isolamento termico, ma è anche un perfetto assorbitore acustico, è traspirante al vapore e resistente, migliorando il benessere microclimatico e garantendo un’adeguata protezione all’esterno.
I costi del sughero sono però tra i più alti tra gli isolanti per le case in legno.
Va ricordato infine che l’efficacia dell’isolamento a cappotto si avrà soprattutto durante la stagione invernale, limitando l’utilizzo del riscaldamento nelle case prefabbricate, mentre l’onda di calore estiva andrà fermata con un’adeguata massa termica delle partizioni perimetrali, che dovrà essere garantita con altre soluzioni tecniche e materiali ad alta densità.

IL CAPPOTTO DELLE CASE IN LEGNO

Gentile Architetto, volevo un suo parere circa il cappotto esterno di una casa prefabbricata con la parete a telaio.
Mi capita spesso di vedere che le ditte di case in legno preferiscano usare come cappotto esterno l'EPS al posto della fibra di legno (o viceversa) ed ogni relativo rappresentante elogia una metodologia rispetto che l'altra.
Nel mio caso, abito in una zona climatica (provincia di Piacenza) classificata E dove vi è una massa frontale che per requisito deve essere maggiore di 230 kg/m2.
La mia domanda è se dovrei preferire un cappotto fatto con fibra di legno ad alta densità, per via della maggiore massa, oppure in EPS.
Il mio dubbio sta nel fatto che ho timore che nel tempo possano formarsi piccole crepe nell'intonaco e che vengano assorbite dalla fibra di legno rovinando il materiale.
La mia futura parete esterna è cosi pensata: 10 mm di cartongesso + 15 mm fibrogesso + barriera vapore + telaio di legno da 140 mm con isolante di lana di roccia + 15 mm fibrogesso + 60 mm di EPS o 80 mm di fibra di legno + intonaco.
Sarei veramente interessato alla sua opinione sia io che altri "futuri" abitanti in delle case prefabbricate in legno con i quali mi confronto settimanalmente a caccia di consigli ed esperienze.

In Italia, l’isolamento termico delle case in legno basate su sistemi strutturali leggeri, come il telaio, appunto, richiede l’utilizzo di materiali coibenti ad alta densità.
La fibra di legno presenta valori di conducibilità termica interessanti (0,04 W/mK), che garantiscono innanzitutto un efficace protezione dal freddo invernale.
I pannelli ad alta densità sono ottenuti mediante pressatura delle fibre, ottenendo valori superiori a 140-160 kg/m3, che possono tranquillamente superare i 200 kg/mc.
Per comprendere meglio, l’EPS, pur risultando un eccellente isolante nei mesi freddi, possiede una capacità termica massica inferiore ad 1/12 della fibra di legno.
Alcune aziende di case in legno utilizzano la fibra di legno per la realizzazione del cappotto, inserendo un isolante più leggero all’interno del telaio (in genere lana minerale o di vetro), mentre altri costruttori montano la fibra di legno tra i montanti strutturali, abbinandovi un cappotto in EPS o in lana di roccia all’esterno.
Si tratta, in ogni caso, di soluzioni efficaci e termicamente corrette.
Le case in legno, per rispondere correttamente alla richiesta di protezione estiva devono possedere una buona capacità massica, in grado di accumulare energia termica.
L’Agenzia CasaClima di Bolzano ha recentemente innalzato i parametri per lo sfasamento dell’onda di calore a 12 ore, ma non tutte le soluzioni costruttive presenti sul mercato delle case in legno sono in grado di soddisfare questo parametro, pur risultando efficaci in regime invernale.
Ricordo inoltre che le prestazioni estive di una parete dipendono tanto dalla densità del materiale, quanto dallo spessore del pannello, che deve risultare adeguato.
Personalmente prediligo un cappotto robusto, a cui affidare il ruolo di protezione dell’involucro, in abbinamento ad un intonaco di adeguato spessore e granulometria.
Un cappotto in fibra di legno può presentare nel corso del tempo qualche problematica, poiché questo materiale, a contatto con l’acqua, perde le proprie capacità isolanti e può persino marcire. 
Meglio posizionarlo all’interno della parete, ove potrà coibentare efficacemente l’edificio tutto l’anno senza rischi.

CASE PREFABBRICATE E LANA DI ROCCIA

LA LANA DI ROCCIA O FIBRA MINERALE E’ UN MATERIALE CHE TROVA MOLTEPLICI APPLICAZIONI IN EDILIZIA. 
IL SETTORE DELLE CASE PREFABBRICATE NEGLI ULTIMISSIMI ANNI HA UN PO’ ACCANTONATO QUESTO VERSATILE ISOLANTE, CHE RESTA UNO DEI MIGLIORI MATERIALI PER LA COIBENTAZIONE TERMICA DEGLI EDIFICI.

Il mio dilemma riguarda i materiali coibenti utilizzati nelle case prefabbricate in legno.
All'inizio ero fortemente attratta dalla fibra di legno ad alto spessore come isolante interno e anche per il cappotto esterno, ma più ci penso e maggiormente mi preoccupa la vicinanza del cappotto agli agenti atmosferici.
Ho l'impressione che, se si dovesse formare una crepa o una discontinuità nell'intonaco esterno, potrebbe creare problemi non indifferenti alla fibra di legno che rimarrebbe così esposta all'acqua e all'umidita!
Da questa considerazione ho cominciato a prendere in considerazione la lana di roccia ad alta densità, ma questa per me ha altri lati oscuri! 
Come viene prodotta? Da cosa?
Il suo ciclo produttivo é ecologico o richiede quantità di energia poco sostenibili? 
Rispetto alla fibra di legno che differenze ci sono in isolamento e in ecocompatibilitá?

La fibra di legno (ad alta densità) è attualmente preferita dai costruttori di case prefabbricate.
In questo modo, infatti, si utilizza il legno per realizzare tanto la struttura, quanto l’isolamento (gran parte del materiale che costituisce l’edificio può essere lavorato direttamente dalla ditta, limitando il ricorso a fornitori esterni).
La fibra di legno è un materiale ecologico e traspirante.  
Si tratta di un argomento solido che non manca di appeal verso il cliente italiano (una parete con fibra di legno fa sicuramente tendenza ed è un valore aggiunto per l’acquirente).
La maggiore massa rispetto ad altri materiali isolanti migliora di fatto il comportamento termico estivo delle case in legno, grazie al buon sfasamento dell’onda di calore.
La lana di roccia era, sino a pochi anni fa, il materiale utilizzato dai principali produttori di case prefabbricate per isolare gli edifici.
In effetti, nei paesi del nord Europa viene ancora utilizzato in prevalenza, grazie ai costi più contenuti rispetto alla fibra di legno ed alla notevoli capacità termoisolanti e fonoassorbenti. 
Si tratta inoltre di un materiale incombustibile (un notevole pregio in una casa in legno). 
Si presta ottimamente ad essere utilizzato per realizzare cappotti esterni qualora si richieda una buona traspirabilità alla parete, al posto del tradizionale isolamento in EPS, con una eccellente stabilità nel tempo e minime dilatazioni termiche.
Nelle case in legno si dovrebbero utilizzare solamente pannelli in fibra minerale ad alta densità, adatti anche per i nostri climi. 
La particolare struttura delle fibre minerali limita al minimo l’assorbimento d’acqua ed umidità rispetto alla fibra di legno, mantenendo integro l’isolante nel tempo (ovviamente non si gonfia, ma perde comunque le sue proprietà termoisolanti).
La produzione industriale della lana di roccia si basa sulla fusione di minerali (silicati) ad alta temperatura ed il successivo raffreddamento e fibraggio, con l’ottenimento di un prodotto omogeneo ed inerte.
Per ultimo, accenniamo all’argomento più controverso.
Trattandosi di un materiale fibroso a trama fine, la lana di roccia può rilasciare fibre respirabili.  Tale caratteristica ha (giustamente) fatto sorgere più di un dubbio sulla presunta pericolosità delle microfibre minerali (amianto docet).
Al momento possiamo solo prendere atto che la loro classificazione rientra nelle cosiddette polveri sottili (PM10 – PM20), non cancerogene, ma in grado, se inalate, di provocare irritazioni alle vie respiratorie o alla pelle e alla vista.
Il problema riguarda la sola rimozione nel tempo degli isolamenti, in quanto la lana di roccia montata nelle case prefabbricate si trova all’interno della struttura (tetto e pareti) ed è un materiale stabile e sicuro.

MATERIALI PER LE CASE PREFABBRICATE

IL LEGNO E’ IL PRINCIPALE MATERIALE DA COSTRUZIONE DELLE CASE PREFABBRICATE.
VIENE UTILIZZATO PER LA REALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE PORTANTI DI PARETI, SOLAI E TETTO, MA ANCHE PER IL TAMPONAMENTO DEI PANNELLI, COME ISOLANTE E PER LE FINITURE (SERRAMENTI, PAVIMENTI).

In alcuni Suoi articoli Lei sconsiglia la tecnologia delle case prefabbricate a favore delle costruzioni tradizionali in laterocemento.
L’unico motivo di questa scelta è legato al progetto, magari troppo “articolato”, che rende inutile ed esageratamente costosa la realizzazione di una casa in legno, oppure ci sono altre motivazioni, magari di carattere ambientale?
Vorrei realizzare una casa in legno in provincia di Parma in zona precollinare; secondo Lei quali potrebbero essere i materiali su cui dovrei non rinunciare per poter avere una casa ben isolata?
Leggendo i Suoi articoli ho constatato che scegliere la fibra di legno ad alta densità come isolante associata ad un cappotto in sughero o polistirolo potrebbe essere la soluzione ottimale per questo particolare ambiente(piuttosto umido e freddo in inverno e caldo d’estate).
In ogni caso Lei sconsiglia l’utilizzo della fibra di legno come isolante esterno (cappotto) in ambienti particolarmente umidi?

case ecologiche, case naturaliQuell’articolo voleva essere sincero ed avvertire il lettore che non sempre le case prefabbricate costituiscono il sistema costruttivo ideale. In alcuni casi si deve avere l’onestà di ammettere che altre soluzioni, non necessariamente tradizionali, possono essere maggiormente indicate per realizzare l’opera.
Il caso in oggetto, in base agli elementi che mi vengono forniti, si presta ottimamente ad essere realizzato con le case prefabbricate, privilegiando un sistema a telaio con fibra di legno ad alta densità all’interno della parete e come isolante per il tetto (che dovrà essere ventilato).
Il cappotto può essere un semplice polistirene di almeno 4 cm di spessore.
Va molto bene anche il sughero, che solitamente viene offerto con una sensibile maggiorazione di prezzo.
Le moderne pareti esterne delle case prefabbricate combinano in un autentico “gioco di squadra”, vari materiali di diverso spessore e densità.
Vi sono delle regole generali, adottate dalla maggior parte delle aziende di case in legno, che solitamente offrono a listino diverse soluzioni.
Non esiste una combinazione “ideale”, adatta per tutti i climi.
Si può giungere ad un medesimo valore di trasmittanza con pareti di differente concezione e spessore.
Le pareti a telaio (baloon frame, le più diffuse) prevedono una struttura a montanti in legno (la cui distanza dipende dalla statica dell’edificio, ma solitamente ha un interasse di 80-90 cm).
I vuoti vengono riempiti dall’isolante che è quasi sempre una fibra o lana (di legno, minerale o di vetro).
Gli isolanti a maggior densità sono da preferire poiché, a parità di isolamento, garantiscono una migliore barriera all’ingresso dell’onda di calore nella stagione calda (il famigerato “sfasamento”).
Il tutto viene racchiuso da due pannelli in legno (multistrato, truciolare, osb….).
All’interno alcune ditte di case prefabbricate montano una barriera al vapore o un freno, altre ancora “si fidano” delle proprietà del materiale stesso e propongono la cosiddetta “parete traspirante” (ne parlerò molto presto).
I pannelli in cartongesso fissati alla parete costituiscono lo strato più interno, pronti per essere stuccati, intonacati e tinteggiati.
All’esterno viene sempre fissato un cappotto isolante, la cui funzione è di impedire lo scambio termico con l’interno già a partire dalla superficie dell’intonaco.
I materiali, come accennato possono essere a base naturale, come la fibra di legno (ad alta densità) o la lana minerale.
In entrambi i casi la resistenza meccanica di questi cappotti è però piuttosto bassa.
La fibra di legno prossima all’esterno e protetta dal solo strato di intonaco non appare certo la soluzione più idonea per garantire la tenuta dell’involucro.
Oltretutto eventuali infiltrazioni di acqua possono abbassare parecchio le capacità di isolamento del cappotto.
Il sughero è un eccellente materiale coibente, naturale e con una buona resistenza.
Solitamente un edificio con cappotto in sughero viene offerto a prezzi sensibilmente superiori, per ovvie ragioni legate al pregio di questo materiale ed alla lavorazione senz’altro più onerosa rispetto ai cappotti realizzati in polistirene espanso (EPS).
Questi ultimi sono la soluzione più diffusa tra i produttori di case prefabbricate, in quanto hanno costi sensibilmente più bassi, ottima robustezza e tenuta nel tempo con minime manutenzioni, alti valori di isolamento ed una discreta compatibilità ambientale (possono essere riciclati).
Il limite maggiore è soprattutto la non traspirabilità del polistirene (nonostante ciò viene installato anche su pareti senza barriera al vapore).