LE
COSTRUZIONI IN LEGNO A BASSO CONSUMO SI PRESTANO OTTIMAMENTE PER LA
REALIZZAZIONE DI EDIFICI AD USO COLLETTIVO E NON SOLAMENTE DI VILLETTE
MONOFAMILIARI.
Dovrei costruire una scuola materna
interamente in legno e vorrei sapere se potrebbero andar bene un impianto
elettrico a pavimento per il riscaldamento e le VMC per il raffrescamento.
L’edilizia
scolastica, in particolare se rivolta alla prima infanzia, richiede una
notevole attenzione della progettazione dell’involucro, per limitare l’utilizzo
degli impianti di climatizzazione estiva ed invernale al fine di ottenere
condizioni microclimatiche elevate, senza correnti d’aria e sbalzi di
temperatura, con tassi di umidità corretti.
Gli
asili nido e le scuole materne richiedono (anche a livello normativo) un
efficace isolamento acustico dai rumori esterni, in quanto all’attività diurna
è affiancato il riposo dei piccoli utenti della struttura.
La
lettrice mi scrive dalla Puglia, per cui l’esigenza di riscaldare gli ambienti risulta
limitata rispetto ad altre zone del paese.
Per quanto riguarda il pavimento radiante elettrico, si tratti di un impianto a costi d’acquisto e posa relativamente contenuti, ma con spese di gestione non propriamente basse, da abbinare necessariamente a pannelli solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica (da dimensionare a loro volta correttamente).
Per quanto riguarda il pavimento radiante elettrico, si tratti di un impianto a costi d’acquisto e posa relativamente contenuti, ma con spese di gestione non propriamente basse, da abbinare necessariamente a pannelli solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica (da dimensionare a loro volta correttamente).
In
questo caso, trattandosi di una scuola materna, il volume d’aria da riscaldare
sarà rilevante e, di conseguenza, opterei per un sistema più produttivo come
una caldaia abbinata ad riscaldamento a pavimento o, meglio ancora, una pompa
di calore aria-acqua.
Quanto alla ventilazione meccanica controllata, bisogna optare per un modello di impianto dotato di centralina di deumidificazione e raffrescamento, che non possiede l’efficienza di una climatizzazione, ma risulta più idonea alle caratteristiche dell’edificio.
Quanto alla ventilazione meccanica controllata, bisogna optare per un modello di impianto dotato di centralina di deumidificazione e raffrescamento, che non possiede l’efficienza di una climatizzazione, ma risulta più idonea alle caratteristiche dell’edificio.
Se l’involucro è correttamente concepito, con un buon sfasamento termico ed una
schermatura delle vetrate esposte direttamente alla radiazione solare, la
ventilazione potrebbe bastare ai fini del raffrescamento, pur non scartando la
possibilità di predisporre qualche climatizzatore (è sufficiente un impianto
sottodimensionato rispetto ad un edificio tradizionale di pari dimensioni).
La
specifica fascia climatica di costruzione comporta temperature molto elevate
durante i mesi estivi che non devono essere sottovalutate ai fini del benessere
degli occupanti.
Non
tutti gli edifici in legno a basso consumo reperibili sul mercato risultano idonei
per i territori del sud Italia e sarà compito del progettista e del
termotecnico valutare le soluzioni tecnico costruttive più appropriate.

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