NAVIGANDO
SUI SITI DI ARCHITETTURA ED EDILIZIA INTERNAZIONALI, E’ POSSIBILE IMBATTERSI IN
TIPOLOGIE COSTRUTTIVE VIRTALMENTE ASSENTI NEL NOSTRO PAESE, SPESSO INTERESSANTI
E INNOVATIVE.
Salve volevo chiedere informazioni
riguardanti alle case container.
Sono fattibili in Italia?
Ci vogliono permessi o è considerata
una casa mobile?
C'è qualche azienda che le produce
in Italia?
I
lettori attenti ricorderanno che ho già pubblicato un articolo sulle case container, piuttosto breve, in quanto la mia conoscenza (ed il mio interesse
professionale) verso queste tipologie costruttive è piuttosto scarso e me ne
scuso.
Le
case container sono piuttosto diffuse in alcune paesi, ma sono poco adatte per
la costruzione di strutture permanentemente abitabili, soprattutto nella nostra
zona climatica, caratterizzata da alte temperature estive e dai rigidi inverni
(in tutto il nord Italia, ma anche nelle zone interne del centro sud).
Queste
costruzioni rappresentano una vera e propria “anomalia”, proprio a causa della
scarsissima diffusione e non sono contemplate dai regolamenti edilizi locali o
sovracomunali.
Questo
rende poco accettabile nel nostro territorio la costruzione attraverso questi
sistemi, in luogo della tradizionale edilizia del mattone, al contrario delle
soluzioni in legno, che si inseriscono perfettamente nel tessuto urbano delle
nostre città, mimetizzando la propria natura e l’assoluta assenza di elementi
lapidei all’interno delle pareti.
L’idea
che abbiamo delle case container è ovviamente legata ai terremoti, in quanto
queste strutture possono essere montate velocemente e costituire un alloggio
temporaneo quantomeno dignitoso, in attesa di una sistemazione più adeguata,
per le popolazioni colpite dal sisma.
In
realtà le notevoli esperienze anglosassoni ci insegnano che l’architettura
delle case container non necessariamente coincide con questa immagine stereotipata
ed è possibile incontrare numerose realizzazioni di assoluto rilievo
compositivo.
Detto
ciò, ribadisco che la costruzione di case container non è una strada percorribile in Italia e comunque può essere limitata a situazioni del tutto
eccezionali.
L’isolamento
termico di questi edifici è abbastanza scadente e non paragonabile alle
prestazioni energetiche raggiungibili costruendo in legno.
Il
grande vantaggio delle case prefabbricate, al contrario, è l’elevata coibentazione
termica, che consente di limitare le dispersioni di calore e di abbassare di
conseguenza il costo delle bollette energetiche, soprattutto a fronte di una
corretta progettazione bioclimatica.
La
“Guida alle case prefabbricate in legno” resta un servizio divulgativo
piuttosto specifico e non è mia intenzione perdere il filo rispetto alle
tematiche fin qui trattate.
Per
chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, consiglio di effettuare
qualche ricerca sui motori più conosciuti, poiché il materiale disponibile è
abbastanza vasto.
2 commenti:
E dai un altro colpo alle case container. Quindi se il tuo interesse professionale non coincide con la case container, non è praticabile in Italia. Ragioni?
Il clima si si lo so. Scrivere opinioni di parte non è bello. Sono un ingegnere e sò benissimo, che si può raggiungere l’isolamento termico anche diversamente. Dovete finirla di scrivere articoli ridicoli
Non lo ritengo un articolo denigrativo, anche rileggendolo più volte.
Per esperienza, le case container fanno fatica ad imporsi in Italia e questo non è affatto positivo, sottendendo problematiche che il collega dovrebbe conoscere bene.
Per il resto non comprendo il senso del commento (immagino che chi mi rinfaccia di essere di parte, abbia piuttosto un suo legittimo interesse professionale).
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