MOLTE
SONO LE RICHIESTE CHE MI GIUNGONO DA LETTORI CHE VIVONO DA TANTI ANNI IN UN'ABITAZIONE IN LEGNO, A RIPROVA CHE QUESTE STRUTTURE SONO PIU’ DIFFUSE SI
QUANTO SI PENSA SUL TERRITORIO ITALIANO.
Da circa 3 anni vivo in una casa in
legno (due piani fuori terra in legno e taverna, un metro dal terreno in
cemento) costruita da un’azienda di Trento nel 1995 circa.
Il precedente proprietario
provvedeva da solo alla manutenzione della copertura esterna e dei terrazzi.
Attualmente la casa all'interno è
perfetta (nessuna infiltrazione o altro), ma all'esterno la vernice si sta
sfogliando, le radici (credo si chiamino così i travi al passaggio con il
cemento del basamento) in alcuni punti hanno dei buchi (verosimilmente stanno
marcendo) e alcune travi risultano particolarmente “secche”.
Ho contattato per alcuni consigli il
costruttore, il cui ingegnere mi ha suggerito un cappotto per eliminare
qualsiasi problema di manutenzione costante che dalle foto inviate loro ha
riferito non essere stata fatta.
Mi aveva suggerito un nominativo di
un artigiano edile che lavora anche in zona, ma a distanza di un anno dal primo
contatto, con tre sopralluoghi e due preventivi in mano (per circa 20.000 €),
ma con numerosi appuntamenti mancati, non ho ancora una data di inizio lavori.
Dopo questo lungo preambolo Le
chiederei tre informazioni:
La prima è se a suo parere il
materiale (polistirolo e grafite) che avrebbero utilizzato per il cappotto
esterno poteva andare bene, la seconda se ha idea di come possa trovare qualche
ditta in zona in grado di fare seriamente questo lavoro (in diversi sono venuti
ma poi non si sono fatti più sentire) ovvero se con qualche accorgimento possa
essere fatto anche da una normale impresa edile, l'ultima informazione riguarda
come si possa intervenire correttamente sui 2 - 3 punti delle radici
presumibilmente marciti (di dimensioni non eccessive, il più grande sarà di 5-6
cm di diametro e profondità circa 4 cm).
L’ultima risposta non può essere purtroppo fornita,
ma richiede maggiori informazioni, in quanto una valutazione corretta sullo
stato di una costruzione massiccia in legno esistente non può prescindere da un
sopralluogo sul posto con sondaggi sulla struttura, se possibile.
Posso solo ipotizzare che si tratti di un
intervento delicato che deve necessariamente coinvolgere un ingegnere esperto
di edifici in legno (non necessariamente il tecnico della ditta costruttrice
originaria), in quanto un eventuale deperimento delle strutture al piede deve
essere sempre valutato con attenzione ai fini statici.
Per quanto riguarda il cappotto, i pannelli in
polistirene espanso e grafite sono abbastanza utilizzati e presentano elevati
valori di isolamento termico con una notevole resistenza meccanica,
generalmente superiore al semplice EPS.
La posa può essere effettuata da una ditta
specializzata in cappotti ed isolamento di facciate o da un’impresa edile
attrezzata per queste opere e non dovrebbe essere un problema il reperimento di
qualche nominativo, anche attraverso i soliti motori di ricerca, soprattutto in
provincia di Trento, trattandosi di interventi sempre più diffusi sugli edifici
esistenti ai fini della riqualificazione energetica.

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