LA
MAGGIOR PARTE DELLE OBIEZIONI ALLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO
SONO PRETESTUOSE ED OPINABILI, MA C’E’ UN NEMICO CHE VA AFFRONTATO CON
ATTENZIONE, A PARTIRE DALL’IDEAZIONE DELL’EDIFICIO.
In
passato, molti edifici venivano costruiti praticamente senza fondazioni ed i
muri portanti venivano semplicemente interrati nel suolo per una profondità
sufficiente a garantirne la stabilità, senza guaine o trattamenti
impermeabilizzanti.
In
poco tempo l’umidità risaliva attraverso i muri per il fenomeno della
capillarità, bagnando la parte bassa delle pareti, con formazione di muffe e
distacchi di pittura ed intonaco.
Tale
problematica era particolarmente comune nelle zone di pianura a causa della
vicinanza con le falde acquifere e delle caratteristiche del terreno, argilloso
e poco drenante, soprattutto nelle stagioni più piovose.
Le
persone convivevano con l’umidità, alloggiando in edifici senza isolamenti termici,
in condizioni di comfort inconcepibili, con sviluppo di affezioni molto gravi
all’apparato respiratorio, comuni soprattutto tra le classi meno abbienti.
La
speculazione immobiliare (unitamente all’impreparazione della manodopera) ha
dato vita negli ultimi decenni ad interventi estremamente carenti dal punto di
vista della salubrità, affidando alle sole guaine impermeabilizzanti (non
sempre posate a regola d’arte, soprattutto nelle zone di sovrapposizione tra le
membrane) la funzione di protezione degli edifici dall’acqua.
Scarsa
cura nell’impermeabilizzazione dei giunti tra le varie parti dell’edificio,
pendenze non corrette nei massetti e nelle pavimentazioni esterne, assenza di
vespai aerati sotto i solai a contatto con il terreno, sono purtroppo la regola
per molte costruzioni in cui abitiamo.
Va
pertanto compreso che le costruzioni in laterizio soffrono il contatto con l’acqua
e subiscono seri fenomeni di deperimento, risanabili con difficoltà ed alti
costi di intervento.
Le
case prefabbricate sono costituite da strutture verticali ed orizzontali in legno,
da pannelli isolanti leggeri che si impregnano facilmente di umidità,
risultando estremamente vulnerabili nel caso di infiltrazioni dall’alto e
risalite dal terreno e non è azzardato affermare che l’acqua è il loro
principale nemico.
I
costruttori di case in legno sono ben consapevoli dell’importanza di
allontanare in partenza ogni rischio, adottando gli opportuni accorgimenti
tecnico-esecutivi.
Anche
il progettista deve evitare soluzioni costruttive non idonee a partire dall’ideazione
dell’edificio, confermando l’importanza di conoscere il comportamento di questo
materiale, non solo dal punto di vista statico.
I
principali aspetti da affrontare sono:
- Le risalite di umidità per capillarità dal terreno.
E’ fondamentale rialzare
la costruzione dal suolo evitando ogni contatto della struttura in legno e
degli isolamenti termici con il terreno (bastano 15 cm).
Meglio ancora se attorno
all’edificio viene posato un tubo di drenaggio o una canalina per allontanare l’acqua
meteorica dai muri.
- Infiltrazioni d’acqua dalla copertura.
Il tetto deve essere
impermeabilizzato con teli e guaine, ma è basilare una corretta pendenza delle
falde, in grado di portare all’esterno l’acqua ed evitando ristagni dovuti alla
scarsa inclinazione.
Non a caso, i tetti
piani rappresentano un problema costruttivo di difficile soluzione per le case
in legno.
- Infiltrazioni d’acqua da logge e terrazze.
Come nel caso dei tetti
piani, andrà curata l’impermeabilizzazione, evitando terrazze di grandi
dimensioni (possibilmente coperte), con grande attenzione alla posa in pendenza
dei massetti e delle pavimentazioni.
I canali di scolo non si
devono ostruire ed andranno periodicamente ispezionati e puliti.
- Umidità prodotta all’interno degli ambienti.
In qualsiasi edificio, è
normale lo sviluppo di una notevole quantità di vapore dovuto alla
respirazione, alla cottura dei cibi ed agli utilizzi di acqua sanitaria (come
le docce).
Alcuni costruttori di case in legno
montano una barriera al vapore sul lato interno della parete per evitare
formazione di muffe all’interno del muro, ma resta la necessità di ventilare
costantemente i locali (manualmente o mediante un impianto di ventilazione
meccanica controllata).

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