GLI
EDIFICI IN LEGNO A BASSO CONSUMO RAPPRESENTANO UNA SEMPLICE MODA O POSSONO
ESSERE CONSIDERATI UN INVESTIMENTO ANCHE ECONOMICO NEL TEMPO?
IL
VALORE DI UNA CASA PREFABBRICATA E’ REALE O C’E’ IL RISCHIO DI UNA VELOCE
SVALUTAZIONE DELL’IMMOBILE NEGLI ANNI?
Vorrei costruirmi una villetta come
ce ne sono tante dalle mie parti, ma ecologica, silenziosa e con un giardino da
curare, però ho dei dubbi sul valore economico e quindi a cambiare il mattone
con il legno.
Se tra 15 anni la voglio rivendere, che succederà?
Se tra 15 anni la voglio rivendere, che succederà?
Mi potranno dire che il legno non si
è rivalutato nel tempo come il mattone?
Ho letto gran parte degli articoli
del blog (sono troppi Architetto!!!!......), ma mi resta il dubbio
dell’effettivo valore delle case in legno rispetto a quelle in muratura
tradizionale.
Dalle mie parti sarei probabilmente
il primo a costruire una casa prefabbricata e non vorrei fosse un azzardo, se
dovessi un giorno rivendere l’immobile.
Ho
scelto solo un paio di richieste su questo argomento, ma ricevo continuamente
mail che mi esprimono dubbi e perplessità sul valore di mercato delle case in legno.
Anche
su questo tema mi sono espresso spesso e, come sempre, è possibile recuperare i
vecchi post utilizzando il semplice motore di ricerca interno al blog, posto in
alto a destra.
La
scarsa diffusione di case prefabbricate in legno, soprattutto nel centro-sud
Italia, rende poco significativo il riferimento a casi di compravendita
isolati, anche per la recente storia di queste costruzioni nel nostro paese.
Premesso
che il tema sono le costruzioni a basso consumo energetico e non casette in
legno economiche, annessi, box fai da te, ovvero edifici veri e propri ancorati
a platea di fondazione e formalmente autorizzati, mi limito comunque a due
semplici considerazioni, che dovrebbero bastare (ed avanzare).
Nelle
nazioni del nord Europa in cui le case prefabbricate sono ampiamente diffuse e conosciute, come Germania ed Austria (ma anche Polonia, Repubblica Ceca,
Slovenia, Croazia), non vi è alcuna differenza tra stabili in muratura ed
edifici in legno ed il mercato immobiliare valorizza le soluzioni
energeticamente efficienti, a prescindere dal sistema costruttivo adottato, in
quanto dissipano meno calore e contengono i costi delle bollette.
In
queste nazioni, le case in legno sono conosciute ed apprezzate, senza preoccupazione
per la loro durata negli anni (timore peraltro dettato soprattutto dal
pregiudizio e dalla malafede).
La
crescente diffusione sul nostro territorio di queste costruzioni nei prossimi
anni dovrebbe avvicinare alla massa la conoscenza degli edifici in legno,
similmente ai paesi di origine.
Va
inoltre ricordata l’importanza della classificazione energetica delle
costruzioni al fine della valutazione economica, in quanto l’attestato di
certificazione è un documento da allegare obbligatoriamente al contratto e da
dichiarare ai potenziali acquirenti.
In
Italia, a fronte di un patrimonio immobiliare esistente particolarmente
dispersivo, anche di costruzione relativamente recente, gli edifici in legno a
basso consumo si collocano ai vertici (classe B, A o A+) per la buona tenuta
dell’involucro, a prescindere dai protocolli di calcolo adottati (nazionali,
regionali, locali), acquisendo un consistente valore di mercato.

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