Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

AUTO-COSTRUZIONE ED AUTO-PROGETTAZIONE IN LEGNO

L’ARTE DI ARRANGIARSI E’ SENZA DUBBIO UNA RISORSA PREZIOSA, SOPRATTUTTO IN TEMPI DI CRISI E PERMETTE SPESSO DI RISPARMIARE, EVITANDO DI RICORRERE A MANODOPERA SPECIALIZZATA O A COSTOSE FIGURE PROFESSIONALI, MA C’E’ DAVVERO UN LIMITE A TUTTO.

Vorrei autocostruirmi delle pareti a telaio per ampliare la mia casa.
Potresti darmi un aiuto tecnico?   Grazie.

Ho preparato un progettino per la nostra casa da realizzare in legno, scaricando un programma su internet, preparando piante, ma anche i prospetti, le sezioni ed un modellino tridimensionale.
Con tutto il rispetto per gli architetti come te, mi sembra un buon lavoro (come confermato da un paio di amici che lavorano nel campo).
So che serve un tecnico che firmi i disegni, ma se li trova già fatti, ti sembra giusto chiedere una parcella alta?

AUTOCOSTRUZIONE
Da negato assoluto di trapani e motori, ho sempre ammirato (ed invidiato) abbastanza chi riesce ad effettuare da sé con buoni risultati molti lavori manuali di casa.
Personalmente però, pur masticandone abbastanza, non mi azzarderei mai ad autocostruire una parete in legno, anche se ne possedessi le competenze e gli strumenti.
Anche potendo, vanno considerati gli evidenti aspetti di ordine normativo, che non possono essere sottovalutati.
Un edificio in legno a basso consumo energetico è una costruzione a carattere permanente che va sempre autorizzata e che deve seguire il medesimo iter burocratico delle costruzioni tradizionali in muratura.
La struttura portante è pertanto soggetta a calcolo, deposito degli elaborati strutturali e collaudo statico (in caso contrario, sono l’ultimo di tecnici da contattare).
Quest’ultimo aspetto richiede siano presenti prove di laboratorio, schede tecniche e certificati che non potrebbero essere prodotti per una parete auto costruita, anche ipotizzando un lavoro effettuato con la massima competenza.
Passando alla seconda domanda, mi sento di consigliare al lettore un piccolo bagno di umiltà, pur non mettendone in dubbio l’incompreso talento compositivo.
Il progetto di una piccola casa di abitazione (anche in legno) non richiede competenze smisurate e costituisce un banco di prova abbastanza semplice per un tecnico abilitato e tuttavia deve essere affrontato con tutti i necessari strumenti professionali (e non mi riferisco certo ad Autocad), a partire dalla conoscenza approfondita ed aggiornata delle normative in vigore.
Il lettore ha avuto rassicurazioni da amici che lavorano nel campo (mi verrebbe spontanea una battuta infelice, ma non intendo mancare di rispetto alla categoria degli agricoltori), ma mi sembra abbastanza “superficiale” nell’approccio alla sua futura abitazione.
Una bozza di progettino (perchè questo è) può costituire un’ottima base per il lavoro del tecnico da incaricare, che potrà essere molto agevolato nello sviluppo esecutivo di una soluzione idonea.
Nella mia esperienza, un committente con le idee chiare rappresenta per un progettista una situazione di partenza ottimale e sicuramente più vantaggiosa (dal punto di vista dell’impegno) di un cliente confuso e volubile.   Ma non è questo il caso.

2 commenti:

Luca Provenzano ha detto...

Architetto anche io avrei un progettino. Per una macchina però. Ho trovato un programmino su un cd allegato al corriere che si sceglie il colore e gli accessori. Mi serve qualche consiglio su come unire i cilindri ma amici esperti mi confermano che la benzina con una scintilla prende fuoco. Con tutto il rispetto per gli ingegneri, dice che se porto il progetto in concessionaria mi fanno uno sconto? Magari chiedo di parlare direttamente con la signora Rinascente (questa però la capisce solo chi ha visto "così parlò Bellavista"...ndr).

In effetti ci vorrebbe proprio una sessione del blog "domande improbabili". Così, per farsi due risate ogni tanto.

Unknown ha detto...

Carissimo Luca Provenzano... per farsi due risate sarebbe necessario che lei scrivesse molti più commenti come questo.
Sono titolare di uno studio tecnico quindi secondo voi dovrei essere ferrato nella teoria e non nella pratica ma andiamo oltre. L'ironia assolutamente fuori luogo del suo commento mi fa pensare solamente ad una persona tronfia della propria posizione (P.S. non ho ritenuto necessario indicare il mio titolo di studio ad inizio commento)ed invidiosa di una persona che intenda fare da se e magari ne abbia pure le potenzialità.
Da parte mia ho costruito in autonomia una casa di 300mq in muratura facendo eseguire ad una ditta specializzata solamente fondazioni e soletta del primo piano, per il resto ho fatto tutto da solo compresi tetto, murature portanti, cappotto... avvalendomi della supervisione di amici muratori, idraulici, elettricisti, piastrellisti e falegnami.
Il problema maggiore riscontrato è stato la costruzione degli infissi e degli arredi causa la mancanza di attrezzature idonee risolto recandomi per quattro mesi tutti i sabati e le domeniche presso la falegnameria di un amico.
Trascorsi tre anni mi trovo ad essere il proprietario di una villetta autonoma di 300mq ben costruita (se costruisci casa tua presti molta più attenzione a quello che fai e soprattutto alle finiture)con tutte le certificazioni in regola al prezzo di un appartamento di 100mq.
Detto questo ora sto progettando una piccola casetta su un piano con struttura lignea (quindi molto più semplice da realizzare) che cosrtuirò nel giardino di casa mia per poi smontarla e trasferirla su un terreno al lago di Como acquistato con i TANTI soldi risparmiati dall' autocostruzione della mia prima casa.
Tutto è possibile basta avvalersi della conoscenza tecnica e pratica di professionisti abilitati e fare i lavori secondo criterio