SO
PER CERTO CHE QUESTO ARGOMENTO INTERESSA MOLTI MIEI LETTORI, E RINGRAZIO
SINCERAMENTE IL LETTORE CHE MI HA SCRITTO FORNENDOMI MOLTI SPUNTI DI
TRATTAZIONE.
Gentile Architetto, sono un ingegnere
romeno, da 15 anni residente in Italia e attivo nel settore dell'impiantistica.
Sono inciampato da poco nel sul blog, e devo dirle che mi sono affezionato al suo discorso sull'argomento case in legno e tutto il suo contorno.
In Romania dirigo (assieme ad un amico) un'azienda che produce e monta case in legno, grezzo avanzato e chiavi in mano.
Sono inciampato da poco nel sul blog, e devo dirle che mi sono affezionato al suo discorso sull'argomento case in legno e tutto il suo contorno.
In Romania dirigo (assieme ad un amico) un'azienda che produce e monta case in legno, grezzo avanzato e chiavi in mano.
Ho rimarcato nel suo discorso una
certa ironia vis a vis dei produttori romeni di case in legno; la ragione è
dalla parte sua, ma non si può fare di tutta l'erba un fascio.
La nostra azienda e molto attenta a
la qualità del prodotto che noi realizziamo, utilizzando le tecniche e le
tecnologie di ultima ora che poi vengono utilizzate nei paesi che hanno una
consolidata tradizione ed esperienza, come la Germania e l'Austria. Siccome io
mi occupo dalla parte che riguarda gli impianti delle case che noi produciamo e
montiamo in Francia mi permetto di segnalarle che in questo paese viene molto
utilizzata la VMC abbinata al boiler termodinamico, dotato di pompa di calore,
che personalmente credo che andrebbe bene anche in Italia.
Sono molto contento di avermi imbattuto nel suo blog, che lo trovo molto utile (in questo tipo di lavoro si impara tutti i santi giorni qualcosa di nuovo) e colgo l'occasione per trasmetterle i complimenti (per la sua metodica e laboriosa attività) di quella parte di costruttori romeni che si impegna per davvero a dare il massimo di sicurezza e comfort ai loro clienti di oltre il confine.
Sono molto contento di avermi imbattuto nel suo blog, che lo trovo molto utile (in questo tipo di lavoro si impara tutti i santi giorni qualcosa di nuovo) e colgo l'occasione per trasmetterle i complimenti (per la sua metodica e laboriosa attività) di quella parte di costruttori romeni che si impegna per davvero a dare il massimo di sicurezza e comfort ai loro clienti di oltre il confine.
Non
ho nulla di personale contro le case in legno prodotte nei paesi dell’Europa dell’est.
Se
l’ingegnere che mi ha scritto questa mail ha colto dell’ironia in qualche mio
post precedente, me ne scuso, poichè non era mia intenzione criticare a priori
tutte le aziende rumene, bosniache o lituane che costruiscono case in legno nel
nostro paese.
E’
però evidente che il cliente italiano si avvicina (quasi) sempre ai costruttori
dell’est Europa, attratto unicamente dal prezzo molto basso di queste
strutture, senza possedere una preparazione specifica.
So
per certo che alcune aziende costruttrici rumene sono fornite di certificazioni
europee e costruiscono con standard molto simili alle ditte più conosciute.
Questi
costruttori (e parlo per esperienza diretta) rappresentano certamente un buona
alternativa alle aziende italiane ed europee, con un elevato rapporto qualità
prezzo.
Non
a caso, molti importatori italiani di case prefabbricate che acquistano le
strutture presso queste aziende sono in grado di immettere sul mercato un
prodotto molto competitivo.
Il
lettore sa meglio di me che le normative delle costruzioni in vigore in Romania
non sono le medesime applicate in Italia o in Austria.
Non è una critica pregiudiziale, ma la semplice fotografia di uno stato di fatto,
poiché ai costruttori italiani o tedeschi è richiesto il
rispetto di parametri molto più restrittivi rispetto, ad esempio, al grado di
stagionatura del legname o alla presenza di nodi ed impurità.
Le
staffe e gli ancoraggi impiegati dalle aziende europee devono essere marchiati
CE e sono necessariamente prodotti industriali, mentre nell’est Europa non
mancano i prodotti “da fabbro” per i quali non esistono prove, parametri di
collaudo e resistenza o certificazioni.
Va
poi ricordato che il concetto tedesco di “fertighaus”, ovvero di casa
prefabbricata in legno a basso consumo energetico è abbastanza distante da
quello, molto diffuso nei paesi dell’est Europa (per certi versi simile alla
gran parte delle case in legno americane), di costruzione economica, destinata
a durare al massimo per qualche decennio.
Questi
edifici non presentano isolamenti termici ed hanno il grande vantaggio di
costare molto poco, ma in Italia non soddisfano i parametri energetici minimi,
non hanno una sufficiente resistenza al fuoco e risultano staticamente
inadeguati.
Al
contrario, nei paesi di origine, possono tranquillamente essere realizzati
(anche in proprio) secondo gli iter normativi locali, nel rispetto delle
normative in vigore.
Spero
di non offendere nessuno affermando che il cliente italiano medio è ancora
immaturo e non sempre in grado di comprendere le varie differenze, basando per
lo più la scelta sul prezzo più basso.
La
mia campagna di informazione non è pertanto contro i costruttori dell’est, ma a
favore delle aziende (anche rumene) che offrono soluzioni costruttive valide
per realizzare edifici confortevoli, durevoli, ad alto rendimento termico ed a
basso impatto sull’ambiente.

1 commenti:
Vorrei saperne di più sul sistema di riscaldamento prospettato dall'ingegnere: VMC abbinata al boiler termodinamico, dotato di pompa di calore. Vorrei sapere cos'è il boiler termodinamico e se è un impianto che esclude il gas. Grazie!
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