Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

INFORMARSI SULLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE

RISPETTO AD UN PAIO DI ANNI FA LA CONOSCENZA DEL SETTORE DELLE CASE IN LEGNO E’ NOTEVOLMENTE INCREMENTATA, TUTTAVIA RESTA DA VALUTARE LA QUALITA’ E IL LIVELLO DI APPROFONDIMENTO DELLE FONTI.

Chi vuole saperne di più sulle abitazioni prefabbricate ha apparentemente l’imbarazzo della scelta.
Internet, le riviste tematiche che sempre più spesso danno risalto alle case in legno a risparmio energetico. E, soprattutto, le fiere di settore, in cui gli stand delle principali aziende sono sempre più presenti con installazioni di crescenti dimensioni, a riprova della crescita dell’indotto.
Tuttavia se valutiamo il tipo di informazione che ci viene fornito la sensazione è che sia piuttosto difficile ricavare un quadro completo, con un confronto approfondito tra le diverse proposte, costringendo il cliente italiano a scegliere “a pelle” tra i diversi marchi, senza un criterio di giudizio oggettivo e condivisibile. Spesso i prezzi si equivalgono, pur sottolineando che ogni azienda presenta caratteristiche diverse che possono essere più o meno adatte alle nostre necessità.
I siti internet sono soprattutto dei cataloghi online, mentre gli articoli sulle riviste spesso appaiono troppo “promozionali” per essere davvero credibili.
Molto meglio i forum tematici sulla bioedilizia in cui troverete entusiasmo e preparazione a supporto delle vostre richieste.
Restano le fiere, pur con tutti i distinguo del caso, che vanno approcciate cercando di non disperdere eccessivamente le energie nel mare degli stimoli visivi. Il consiglio è quello di cercare gli stand che più ci interessano, magari informandoci preventivamente sull’elenco degli espositori, richiedendo un colloquio con il personale e cercando di confrontare risposte, prezzi, caratteristiche.
casaclima
Può essere una buona idea portare con se un progetto di massima ed annotare le risposte o, meglio ancora, farsi redarre un preventivo. Se possibile, meglio evitare sabato e domenica.
L’ideale resta tuttavia la visita diretta di qualche casa in costruzione. Trovare cantieri di case prefabbricate in zona è senz’altro difficile, ma facendo richiesta alle ditte non è improbabile essere avvertiti per tempo dei vari montaggi.
Per chi ha voglia e tempo c’è sempre la possibilità di andare direttamente “alla fonte” in Austria o Germania per visitare fabbriche, centri espositivi e le numerose case campione che si trovano facilmente in questi paesi, in cui la realtà costruttiva delle case in legno presenta pari dignità rispetto alle altre tecniche edilizie ed è ampiamente diffusa sul territorio.
Un accenno, permettetemelo, al servizio che nel mio piccolo sto cercando di fare con il mio blog.
La scelta di sfruttare la piattaforma blogger, comoda agli inizi, oggi si sta rivelando un po’ limitante per l’organizzazione grafica del sito, ma, come si dice, contano i contenuti. Il materiale pubblicato è molto e, tempo permettendo, conto a breve di curare una riorganizzazione degli articoli in aree tematiche e la possibilità di scaricarli comodamente in pdf.
Nel frattempo consiglio comunque di avventurarvi anche oltre la prima pagina, andando a recuperare i post più vecchi, comunque attuali e necessari a formare un quadro di insieme sul settore delle case prefabbricate di legno.

LE CASE IN LEGNO E I TRE PORCELLINI

RICEVO SEMPRE PIU' MAIL DA PARTE DI PERSONE CHE SI DICONO SINCERAMENTE INTERESSATE ALLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO, MA CONSIDERANO L'ABITAZIONE REALIZZATA IN LATERIZIO SUPERIORE, PIU' DURATURA E DI VALORE.


A volte penso che la favola dei tre porcellini abbia molte responsabilità nei confronti dello scetticismo che ancora accompagna le case in legno, anche se il lupo cattivo non esiste più.
La famigerata casa in legno del secondo porcellino volò via come un fuscello al solo soffio del lupo e ai due fratellini non restò che rifugiarsi nella solida casetta in mattoni del terzo porcellino (che sia per quello che il mattone è considerato un “bene rifugio”?).
Nell’immaginario collettivo il legno è un materiale relegato ad alcune precise funzione legate alle finiture (pavimenti, porte, finestre) e a specifiche funzioni costruttive (tetti e solai), mentre le strutture verticali sono identificate con il laterizio, la pietra, il cemento. 
Materiali lapidei che emanano un senso di solidità e resistenza agli eventi esterni.
Dal canto suo la capanna dello Zio Tom possiede alte prestazioni energetiche, tempi di costruzione irrisori, sicurezza, qualità ecologiche, confort, prezzo certo. 
E’ virtualmente indistinguibile dalle altre abitazioni, totalmente personalizzabile e adattabile ai regolamenti edilizi. 
A questo proposito la paura che non vengano accettate dai piani regolatori comunali è un falso problema, poiché i vincoli sono al limite di carattere estetico.
Un altro problema è ovviamente il fuoco. Non vengo certo a raccontare che il legno non si incendia, ma servono temperature molto alte, intorno ai 300° C, mentre l’acciaio di cui è costituita l’armatura del cemento armato delle nostre abitazioni tradizionali, si accontenta di 200°C per dilatarsi e perdere le sue caratteristiche strutturali. In pratica il rischio di crollo è di gran lunga più alto in quest’ultimo caso, mentre un edificio a struttura lignea lascia tutto il tempo ai propri occupanti di allontanarsi in sicurezza e ai pompieri di effettuare lo spegnimento.
A questo proposito basterebbe dire che i certificati antincendio vengono concessi dai Vigili del fuoco senza alcuna difficoltà e che gli istituti assicurativi non richiedono polizze maggiorate per assicurare le case prefabbricate in legno. Riuscirà lo chalet del nonno di Heidi a superare la prova del terremoto? Anche in questo caso la normativa antisismica è pienamente rispettata grazie alle caratteristiche di elasticità tipiche del legno e alla realizzazione su platea in cemento armato che fa galleggiare sul terreno l’abitazione senza danni di alcun tipo.
La casa dei porcellini può però essere attaccabile dall’umidità e da parassiti. Ovviamente il legno è un materiale naturale e biodegradabile, pertanto va preservato del deperimento dovuto all’azione di funghi, muffe, tarli, parassiti. Pertanto vanno correttamente scelte le essenze da impiegare, privilegiando le conifere, più resistenti grazie all’azione di protezione naturale delle resine e selezionando materiale correttamente stagionato. Il legname viene poi trattato con impregnanti in autoclave e prodotti protettivi.
La durata delle case in legno a telaio con intonaco esterno è del tutto analoga a quella delle abitazioni in laterizio o similari e certamente superiore a quelle che fanno largo uso di calcestruzzo, materiale che sta si dimostrando estremamente attaccabile da agenti esterni (chi ha avuto modo di visitare alcune abitazioni degli anni ’30 dei maestri dell’architettura moderna come la “Ville Savoye” di Le Corbuisier sa di cosa parlo).
Al contrario le case in legno non necessitano di manutenzioni di alcun tipo, ancor più se le doteremo di serramenti in legno con protezione esterna in alluminio e non a caso i costruttori forniscono delle garanzie di 30 anni, il triplo delle abitazioni tradizionali in muratura.
Gli stessi problemi di condensa sono risolti nelle case prefabbricate a priori grazie all’elevata traspirabilità delle pareti, che permettono la permeabilità al vapore e la conseguente evacuazione all’esterno.
Il legno è un materiale vivo come noi in grado di ridurre l’inquinamento in modo sostenibile, come risorsa continuamente rinnovabile grazie ad una continua e corretta riforestazione, contribuendo con il suo impiego controllato alla tutela delle foreste e degli ecosistemi di prelievo.
Abbiamo mai visto una cava di cemento “sostenibile”?
Lo stesso processo di produzione del materiale da costruzione finito impiega pochissima energia per la lavorazione, il trasporto e il montaggio ed è pertanto estremamente ecologico rispetto alla produzione di una pari quantità di componenti strutturali legati al ciclo industriale del cemento o dell’acciaio
Infine, essendo un materiale per sua natura isolante (pensiamo al cucchiaio di legno da cucina che non scotta), fa risparmiare tantissima energia e guadagnare volume edificabile rispetto al laterizio.
La struttura a telaio di legno con isolante interno e cappotto esterno permette di ottenere prestazioni energetiche e livelli di isolamento inimmaginabili con i sistemi tradizionali, ottenibili solo con spessori di parete esageratamente alti.
Chissà se il lupo soffierebbe ancora sulla casa in legno o non ci andrebbe ad abitare.

CASE PREFABBRICATE "MOBILI"?

UNO DEI MOTIVI CHE MI HA SPINTO AD APRIRE UN BLOG TEMATICO SULLE CASE PREFABBRICATE E' STATA LA NECESSITA' DI APPROFONDIRE ARGOMENTI PER LORO NATURA TECNICI, ADOTTANDO UN LINGUAGGIO ACCESSIBILE AI NON ADDETTI AI LAVORI.

Il cliente finale delle case prefabbricate, che quasi sempre si identifica con la famiglia, è il tipico target a cui si rivolgono i produttori di abitazioni ecologiche, assai più che i professionisti o i costruttori, che spesso guardano con malcelato sospetto alle case in legno.
Questa scelta di indirizzo caratterizza fortemente le scelte informative, basate sull’impiego prettamente promozionale di immagini e sull’impiego di sensazioni più che su di approfondimenti tematici. 
Anche il cliente informato, (frequentatore di fiere e navigatore di siti internet) fatica a trovare notizie approfondite in grado di formare un corretto quadro di insieme in grado di supportarlo nei giudizi e guidarlo nella scelta.
Ecco perché qualsiasi domanda mi venga rivolta, anche quella apparentemente più banale, è una preziosa occasione da cogliere, soprattutto se mi giunge a più voci.
“Le case prefabbricate possono essere realizzate su un terreno non edificabile”? “Ho un terreno agricolo; posso costruire una casa in legno, magari su ruote”? “Posso smontarla e rimontarla successivamente”? “E’ necessario chiedere un permesso o posso realizzarla direttamente”? “Devo presentare un progetto e richiedere una concessione”?
casa mobileQualcuno potrebbe sorridere, ma si tratta di domande che mi vengono poste sempre più spesso e pertanto meritano una risposta seria ed approfondita. Premesso che le cosiddette “case mobili” esistono, così come vengono certamente realizzate abitazioni-container da impiegare temporaneamente per emergenze e calamità, a fini militari od umanitari, le case a cui si fa qui riferimento sono CASE, a tutti gli effetti.
Ad esse si richiedono innanzitutto le medesime caratteristiche delle abitazioni tradizionali (durata, stabilità, solidità, abitabilità). Queste abitazioni si caratterizzano, ancor più delle case tradizionali, per isolamento termico, efficienza energetica, basse emissioni, ciclo ecologico, benessere e confort.
L’utilizzo del legno come materiale strutturale per le partizioni orizzontali (solai e tetti) è tradizionalmente radicato nella cultura costruttiva italiana e l’elemento davvero innovativo che distingue le case in legno risiede nella parete esterna e nella scelta della prefabbricazione come metodologia realizzativa in luogo della costruzione in opera nel cantiere.
Si tratta però di case equiparabili a quelle in laterocemento, da esse virtualmente indistinguibili.
Sono pertanto soggette alla medesima regolamentazione e devono recepire le norme contenute nei regolamenti edilizi nel rispetto dei piani regolatori comunali. Le case prefabbricate necessitano pertanto di un progetto architettonico, da presentare presso i competenti uffici tecnici, che dovrà essere eventualmente approvato da una commissione edilizia e corredato della documentazione e dei certificati previsti dalle norme in vigore in materia di costruzioni.
Ovviamente non potremmo realizzare una casa prefabbricata su un terreno agricolo o non edificabile (a meno di non commettere deliberatamente un abuso edilizio) e tanto meno sarà possibile smontare una casa in legno per rimontarla successivamente o ancora trasportarla su ruote.
Le case prefabbricate non nascono per risolvere il nostro problema abitativo aggirando i regolamenti edilizi.
Se il terreno di nostra proprietà non è edificabile, una casa in legno non potrà rappresentare in alcun caso una scorciatoia. 
Questo ennesimo luogo comune porta a ritenere che queste abitazioni poco si discostino dalle casette che troviamo nei centri “fai-da-te” o nei garden, generando peraltro delle aspettative economiche irrealistiche. Il costo delle case prefabbricate in legno è estremamente ragionevole nell’ottica dei tempi certi di realizzazione e di un investimento economico altamente redditizio grazie all’alta efficienza energetica e alle bassissime dispersioni termiche.
Sono dunque ben altri i requisiti da richiedere ad una casa prefabbricata in legno e le caratteristiche che devono indurci ad avvicinarci a questo settore.
Per il resto possiamo sempre acquistare un camper.

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO SONO CASE ECOLOGICHE?

LA SCELTA DI REALIZZARE UNA CASA IN LEGNO SOLITAMENTE SOPRAGGIUNGE DOPO UN LUNGO PERCORSO FATTO DI PASSIONE, INCERTEZZE, RICERCA DI INFORMAZIONI, CONFRONTI. SPESSO ALLA BASE C’E’ SEMPRE LA CONDIVISIONE DI UN’ETICA DEL VIVERE, PRIMA ANCORA CHE DEL COSTRUIRE.

Nel nostro paese le case di legno restano un prodotto di nicchia, guardato con malcelata diffidenza dai più, al contrario di quanto accade in molti paesi europei in cui si sono affermate da tempo sul mercato dell’edilizia come soluzione collaudata e diffusa, con numeri di produzione e montaggio a due cifre. 
Un settore maturo che può contare su di una corretta informazione e differenziazione di proposte, conosciute ed apprezzate per qualità e varietà.
In Italia alcune ditte cominciano ad affermare una buona immagine, detenendo non a caso una corposa fetta del mercato delle case in legno. 
Uno scenario in rapida trasformazione che potrebbe ben presto mutare di fronte ad una nuova sensibilità collettiva nei confronti del tema dell’abitare.
Da qualsiasi punto di vista la si guardi, la questione ambientale resta prioritaria nell’approccio alle case prefabbricate come alternativa al laterocemento. 
Che si persegua l’obiettivo del risparmio energetico o il sogno di un’abitazione sostenibile, le case in legno rispondono sempre alla necessità di ridurre le emissioni di inquinanti in atmosfera, attraverso la realizzazione in un ciclo produttivo a basso impatto ecologico e l’utilizzo di materiali rinnovabili, limitando al minimo i consumi di energia per il riscaldamento invernale ed il raffrescamento estivo.
Come giudicare dunque l’utilizzo di materiali non propriamente sostenibili come l’isolamento esterno a cappotto, realizzato spesso in polistirene? 
Bisogna distinguere tra un approccio radicale alla bioedilizia, che escluda ogni materiale derivato dalla sintesi petrolchimica per principio, da una posizione più ragionevole, che valuti il corretto impiego di alcune componenti della costruzione le cui caratteristiche fanno ritenere preferibile la loro scelta rispetto all’utilizzo di materiali più naturali, ma meno affidabili dal punto di vista meccanico o prestazionale.
Una casa realizzata completamente in edilizia, ma poco isolata, richiederà una grande energia per il riscaldamento e il condizionamento, inficiando la propria ragion d’essere bruciando fonti non rinnovabili con emissione nell’ambiente di grandi quantità di gas serra,
Nel caso specifico delle case in legno il cappotto esterno è la pelle dell’edificio e rappresenta l’elemento di protezione della struttura interna in legno, divenendo un elemento fondamentale per assicurare la durata nel tempo dell’edificio. 
Spesso il cliente resta perplesso e preferisce pagare un sostanzioso sovrapprezzo per acquistare una parete pienamente bioedile e traspirante, con l’impiego di fibre naturali. Si tratta di un aspetto da valutare a fondo e non sempre è giustificabile pagare di più per eliminare ogni traccia di prodotto di sintesi. 
Oltretutto la produzione del polistirene espanso, soprattutto se contenente riciclati e privo di alogenati, andrebbe rivalutata, soprattutto nell’ottica di prestazioni termiche maggiormente performanti rispetto ad altri materiali basati sull’impiego di fibre naturali.
E’ vero che produzione di questo materiale isolante a base di polistirolo è relativamente inquinante rispetto a quella dei materiali isolanti ecologici. Va pero anche evidenziato che il bilancio energetico di un isolamento termico realizzato con polistirolo espanso risulta positivo già a distanza di 7-20 mesi, dato che dopo questo periodo si risparmia energia. Va inoltre sottolineato che il polistirene espanso viene riciclato in forma pura, circostanza perlomeno rara nell'edilizia. Dopo il montaggio il materiale non comporta alcun rischio per la salute umana, è difficilmente infiammabile, resistente e duraturo.
In ogni caso, un approccio corretto alle case di legno dovrebbe far preferire soluzioni compiutamente biologiche in senso ampio (ciclo di produzione, consumo energetico, assenza di emissioni nocive, benessere microclimatico, sostenibilità ambientale).

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO SONO CASE PASSIVE?

QUANDO SI PARLA DI COSTRUZIONI AD ALTO RENDIMENTO ENERGETICO CI SI RIFERISCE AGLI STANDARD DI CERTIFICAZIONE IN VIGORE IN ITALIA E NEGLI ALTRI PAESI EUROPEI.

Le case prefabbricate sono abitazioni ad alto isolamento che raggiungono prestazioni termiche impensabili per le costruzioni tradizionali in laterocemento, pur adottando spessori di parete esterna contenuti, difficilmente superiori ai 30 cm.
Una costruzione in legno raggiunge solitamente le classi di certificazioni più alte senza adottare particolari accorgimenti progettuali od impiantistici.
E’ comunque possibile potenziare ulteriormente il rendimento energetico con una progettazione oculata ed orientata a massimizzare i guadagni solari (vetrate a sud) e a minimizzare le dispersioni (pianta compatta, eliminazione dei ponti termici, poche finestre a nord).
Il concetto di casa passiva è riferito ad edifici che producono più energia di quanta consumino.
Solitamente per raggiungere queste prestazioni è necessario spingere all’estremo quelle soluzioni tecnico-progettuali che consentono di alzare l’efficienza energetica.
Una di queste soluzioni è l’utilizzo di una “serra solare” in grado di immagazzinare calore e di restituirlo ai locali interni, da aprire ovviamente durante l’estate (stagione in cui svolge una funzione schermante dai raggi solari).
L’utilizzo del legno al posto dei materiali da costruzione tradizionale consente di facilitare il compito del progettista che intende raggiungere l’obiettivo del “consumo zero”.
case passive
Affermare che le case di legno siano passive non è tuttavia corretto.
Si tratta di una tecnica costruttiva mirata all’isolamento termico che, nella maggior parte dei casi, permetterà la realizzazione di case prefabbricate a basso consumo.
Errori di progettazione dal punto di vista dell’efficienza dell’involucro edilizio porteranno un inevitabile aumento delle dispersioni, mentre un progetto indirizzato a valorizzare le soluzioni più efficaci dal punto di vista energetico avvicinerà di molto una normale abitazione per famiglie ad una “macchina” solare, soprattutto se affiancata da una scelta impiantistica intelligente e coerente con le scelte architettoniche.
 L’installazione di un impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero del calore permette ad esempio di attuare il ricambio d’aria completo dell’edificio in poco tempo e di innalzare la classe energetica del fabbricato.
Ha dunque senso progettare abitazioni passive per l’utilizzo di tutti i giorni? Si tratta di un settore senz’altro affascinante ed in notevole espansione; tuttavia questo genere di soluzioni ha un costo non sempre rapportato ad un reale beneficio economico.
E' un’opzione comprensibile per grandi abitazioni molto caratterizzate architettonicamente, spesso come scelta entusiastica di clienti particolarmente “benestanti”...
Una casa prefabbricata in legno ben concepita può raggiungere livelli di isolamento termici inferiori del 90% rispetto a quelle della media del patrimonio immobiliare esistente, senza sovrapprezzi.
Il consumo di queste abitazioni può ragionevolmente essere ritenuto trascurabile.
Tuttavia per azzerare la necessità di energia i costi salgono in maniera esponenziale e mai proporzionale al vantaggio conseguibile.
Il consiglio resta pertanto il solito, ovvero ricercare il miglior rapporto prezzo/prestazioni facendosi guidare in questa scelta da chi (tecnico o ditta) vi darà le garanzia di accompagnarvi per mano in questo meraviglioso viaggio nella vostra costruzione di una casa prefabbricata in legno.

PROGETTARE LE CASE DI LEGNO PREFABBRICATE

IL PROGETTO DELLE CASE IN LEGNO TIPO “FERTIGHAUS”, TIPICAMENTE UNA VILLETTA UNI O BIFAMILIARE, RICHIEDE QUALCHE ATTENZIONE IN PIU’, MA NON DEVE SPAVENTARE IL TECNICO, CHE DOVRA’ RICORDARE DI DOVER REALIZZARE UNA NORMALISSIMA CASA DI ABITAZIONE.

Il cliente o la famiglia tipo si avvicinano alle case prefabbricate attratti dall’aspetto ecologico e dal risparmio energetico. 
Tuttavia non si deve dimenticare che si tratta in fondo di un semplice alloggio destinato ad un nucleo familiare e l’edificio andrà collocato in un preciso ambito urbano.
Non si tratta di una macchina per risparmiare energia o di uno chalet montano, ma di una casa da vivere, la cui funzionalità non andrà per nessun motivo sacrificata sull’altare delle varie soluzioni più o meno passive da adottare.
Tuttavia non si deve commettere l’errore di sottovalutare le potenzialità che la tecnologia delle case prefabbricate offre, svilendo con un progetto poco accorto l’opportunità di realizzare una casa naturale altamente isolata.
Il punto di incontro tra efficienza termica e praticità quotidiana è solo in apparenza banalmente raggiungibile. 
Un corretto approccio al progetto di una casa prefabbricate parte dalla scelta di una pianta semplice e compatta, prosegue con una disposizione degli ambienti secondo l’orientamento dell’edificio, tiene conto degli apporti solari e delle schermature, imponendo l’eliminazione dei ponti termici e degli elementi disperdenti dall’edificio. 
Mantenendo intatti, funzionalità ed equilibrio degli spazi, proporzione ed forma dell’edificio, cura dei dettagli e scelta delle finiture.
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Una casa in legno che solo in apparenza dovrà essere pensata come un’abitazione tradizionale, senza forzare le scelte, mimetizzando tecniche innovative dietro una forma rassicurante e prestando la massima attenzione a quei particolari progettuali che potranno considerevolmente incrementare il livello di isolamento complessivo dell’edificio.
Vi è un aspetto da tenere in grande considerazione. 
Il cliente spesso risulta un interlocutore preparato che conosce il settore delle case in legno prefabbricate ed ha le idee molto chiare rispetto alle caratteristiche che dovrà avere la propria abitazione. 
Un tecnico sensibile ha in questo caso l’opportunità di faticare poco, in quanto il dialogo con il proprio committente risulterà senz’altro semplificato dal buon livello di conoscenza di quest’ultimo rispetto alle soluzioni da adottare per realizzare l’abitazione.
Forzare verso scelte distanti da quelle tipiche delle case prefabbricate efficienti risulta senz’altro poco lungimirante e, in definitiva, insoddisfacente sia per il committente che per lo stesso tecnico. 
Resta la constatazione che le case in legno non riscuotono sinora il meritato consenso proprio presso i progettisti, a causa di una politica di promozione da parte delle stesse aziende di case prefabbricate, poco incentivante verso i tecnici, sia dal punto di vista divulgativo che dal punto di vista dell’interesse economico (concetto che dispiace ammettere, ma in questo senso le costruzioni tradizionali hanno argomenti assai più attraenti per noi architetti, … per chi vuole intendere).
Per concludere, se escludiamo la scelta di case prefabbricate in legno a catalogo, consigliabile in moltissimi casi spassionatamente, il progetto personalizzato resta una buona scelta se verrà prodotto con corretti criteri di ecologia e efficienza energetica, pur ribadendo che non ha molto senso puntare a soluzioni di tipo radicalmente passivo come intercapedini o serre solari che, a fronte di un considerevole guadagno energetico, vincolano l’aspetto e la vivibilità quotidiana di chi andrà a risiedere nell’edificio, abbassandone la funzionalità e rendendo difficoltoso l’inserimento dell’edificio nel contesto urbanistico territoriale.