Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
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EDIFICI A BASSO CONSUMO, UNA SCELTA ECOCOMPATIBILE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO CONSUMANO POCHE RISORSE SIA PER LA REALIZZAZIONE CHE PER IL RISCALDAMENTO, POICHE’ IL LEGNO E’ UNA MATERIA RINNOVABILE CHE CONTIENE POCA ENERGIA, NATURALMENTE ISOLATO TERMICAMENTE.

Abbiamo scelto di abitare in una casa in legno anche come scelta di vita, poiché da sempre crediamo nei valori dell’ambiente a partire dall’alimentazione (siamo convinti vegetariani) e del trasporto (usiamo prevalentemente la bicicletta ed abbiamo sempre guidato un auto a metano in caso di estrema necessità).
Mi sembra un tema importante o almeno lo è per me e mio marito, ma non trovo molti riscontri sul suo blog, almeno a giudicare dalle lettere che ha pubblicato.

CASE NATURALI ECOCOPATIBILI
Ho decantato a più riprese la maggiore sostenibilità ambientale delle costruzioni in legno, rispetto a quelle che consumano e contengono al loro interno maggiore energia.
Si tratta di un aspetto importante con conseguenze assai concrete sull’ecosistema, poiché gran parte dei consumi energetici per il riscaldamento nelle nostre città è dovuto proprio agli edifici residenziali disperdenti e scarsamente coibentati.
Se la maggior parte delle abitazioni fosse isolata correttamente, si avrebbe una drastica diminuzione delle immissioni di CO2 nell’ambiente, che potrebbe diminuire ulteriormente impiegando energia pulita prodotta da pannelli solari termici e fotovoltaici.
Il legno è un materiale rinnovabile se al prelievo degli alberi segue una immediata piantumazione, evitando fenomeni di disboscamento ed impoverimento delle aree di raccolta.
Le costruzioni in legno prodotte nell’Europa nord-occidentale sono soggette a normative molto severe in tal senso, mentre esistono ben poche regolamentazioni in materia in gran parte dei paesi dell’Est.
Il legno inoltre contiene  al suo interno poca energia, in quanto è un materiale di facile prelievo, trasporto e lavorazione, per cui per produrre una costruzione in legno vengono impiegate minori risorse rispetto ad un edificio di pari caratteristiche realizzato con altri materiali e sistemi costruttivi (soprattutto se è presente un elevata percentuale di cemento armato), con un minore impatto ambientale.
Il tema è rilevante, ma questo resta un vantaggio soprattutto collettivo, con ricadute non immediate e (apparentemente) basse sul singolo acquirente.
Chi acquista una casa in legno è generalmente attratto da altri aspetti, più pratici (risparmio energetico, prezzo certo, tempi di costruzione ridotte, un unico referente) o soggettivi (qualità dell’aria, benessere termico, acustico ed olfattivo).
La costruzione in bioedilizia è riconosciuta soprattutto per la buona traspirabilità del legno e l’assenza di sostanze tossiche di origine chimica nelle case prefabbricate.
Costruire una casa in legno a basso consumo resta un piccolo gesto di rispetto verso il nostro pianeta, certamente una goccia nel mare, ma deve essere incentivato in ogni modo e con ogni mezzo, anche normativo.

COSTRUIRE CON IL LEGNO, UNA SCELTA ECOSOSTENIBILE

COME PROFESSIONISTA, HO LA FORTUNA DI LAVORARE PER MOLTI COMMITTENTI, TUTTI ACCUMUNATI DA UNA VISIONE DI VITA LUNGIMIRANTE E DA UNA NOTEVOLE SENSIBILITA’ NEI CONFRONTI DEI TEMI AMBIENTALI ED ECOLOGICI.

Le scrivo non per una richiesta, ma per una riflessione riguardo il settore ecosostenibile.
Premetto che rappresento una società del settore delle case in legno, la mia piccola rappresentanza cerca quotidianamente di tessere rapporti con validi professionisti del settore, i quali spesso interessati mi raccontano delle difficoltà culturali che devono affrontare per essere ascoltati da committenti e non di rado da Comuni più propensi al calcestruzzo.
Ho acquistato il suo libro e leggendo mi sono sentito emotivamente nel giusto, perchè sono scelte professionali onerose da sostenere in un periodo certo oscuro, ma con la consapevolezza di avere intrapreso un percorso sano.
A mio avviso non si tratta di scelta costruttiva, ma di buona educazione civile, che passa inevitabilmente dal luogo in cui si vive, da come ci si alimenta e come ci si sposta.
Il web è ricco di forum riguardo il bio, il green ecc, ma come popolazione manca la virtù a volte di volersi bene, si pecca nel pensare che il cambiamento del singolo non possa essere stimolo per la comunità.
Solo il 3% del costruito dicono alcuni dati essere in legno, troppo poco se si desidera uno stile di vita migliore e meno costoso dal punto di vista energetico.
Grazie per la disponibilità, perdono se l'ho tediata.

Condivido la riflessione del lettore, anche se la situazione sta (per fortuna) lentamente cambiando.
Le case a basso consumo in legno cominciano a farsi strada e incontrano meno ostacoli rispetto agli anni passati, grazie alla costante diffusione sul territorio nazionale (soprattutto nel nord Italia), alla crescente presenza degli stand dei costruttori di edifici prefabbricati nelle fiere, alle riviste e al web.
E’ una tendenza in atto che non riguarda ovviamente il solo mondo dell’edilizia, ma coinvolge i settori dei trasporti, dell’energia e dell’industria, passando dallo smaltimento differenziato dei rifiuti sino all’alimentazione di tutti i giorni.
Sino a pochissimi anni fa l’acquisto di cibi biologici era una scelta (spesso costosa) per pochi, mentre oggi gli alimenti a marchio “bio” sono ampiamente diffusi in qualsiasi supermercato.
E’ un processo e non una semplice moda, anche se il “green” fa chiaramente tendenza.
Le case prefabbricate consumano poca energia nell’utilizzo quotidiano, così come ne hanno richiesta una minima parte per la loro costruzione rispetto agli edifici tradizionali in laterocemento (a parità di caratteristiche tipologiche e volumetriche).
Non vengono utilizzate inoltre sostanze nocive di sintesi e non sono pertanto rilasciati negli ambienti vapori tossici, rientrando pienamente nella categoria delle costruzioni in bioedilizia.
Il benessere indoor di una casa di legno a basso consumo energetico è molto elevato, soprattutto in presenza di un impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore.
Le pareti in legno, altamente isolate, non irradiano caldo d’estate e freddo d’inverno, rendendo il microclima di una casa in legno estremamente naturale e confortevole in tutte le stagioni.

ECOCOMPATIBILITA’ DELLE CASE PREFABBRICATE

GLI EDIFICI LIGNEI SONO ECOCOMPATIBILI, IN QUANTO HANNO UN IMPATTO MOLTO BASSO SULL’AMBIENTE RISPETTO AD EDIFICI DI PARI CARATTERISTICHE REALIZZATI CON I SISTEMI COSTRUTTIVI TRADIZIONALI.

Mi sembra che si abusi un po’ del termine “ecologico”, dato che anche le case in legno presentano molte componenti di origine chimica o comunque non riciclabile (penso ai pannelli solari fotovoltaici)….

Sostenibili, ecologiche, rispettose per l’ambiente.
In un epoca in cui il “green” fa tendenza, le case in legno prefabbricate possiedono caratteristiche assai interessanti sotto il profilo dell’impatto sull’ecosistema.
Qualsiasi edificio richiede più o meno energia per la produzione dei materiali costruttivi e per l’assemblaggio in opera e ne consuma per l’utilizzo, in particolare per il riscaldamento invernale.
I materiali da costruzione tradizionali (acciaio, cemento e laterizio) contengono al loro interno molta energia (di origine fossile), in quanto il ciclo produttivo per l’estrazione delle materie prime, la lavorazione dei prodotti finiti (barre, calcestruzzi, mattoni) ed il montaggio in cantiere risulta assai dispendioso.
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Se il fabbricato non è isolato adeguatamente (come gran parte degli edifici esistenti in classe G o E) il consumo annuo di energia ai fini termici risulterà molto alto, con notevole produzione di CO2 che andrà ovviamente dispersa in atmosfera.
Al contrario, il ciclo produttivo delle case in legno impiega poche risorse per il prelievo dei tronchi, la lavorazione degli elementi strutturali, il trasporto e l’assemblaggio in cantiere.
Per questo motivo il legno contiene un valore molto basso di “embodied energy” (energia primaria contenuta nei materiali da costruzione), con un impatto molto basso sull’ecosistema.
La costruzione delle case in legno non distrugge risorse non rinnovabili, poiché è prevista la riforestazione delle aree boschive di prelievo e ad ogni albero prelevato ne corrisponde almeno uno reimpiantato.
I resti della lavorazione del legno possono essere sfruttati termicamente o reintrodotti in natura, poiché in caso di demolizione degli edifici le componenti in legno dell’edificio sono interamente riciclabili.
Il legno è l’unica materia prima che cresce spontaneamente e gli alberi assorbono dall’aria una grande quantità di CO2, uno dei gas responsabili dell’effetto serra, per poi rilasciarlo sotto forma di carbonio innocuo (gli edifici costruiti in legno prolungano nel tempo questo effetto).
Come detto, le case prefabbricate consumano poca energia per il riscaldamento e il raffrescamento con pochissime emissioni di gas serra poiché l’alto isolamento termico che li caratterizza consente di diminuire drasticamente l’uso di combustibili per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo.
I materiali impiegati per la realizzazione degli edifici in legno sono sani e naturali e non rilasciano sostanze tossiche nell’ambiente indoor e nell’ecosistema.

IL VALORE DELLA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE

GLI EDIFICI PREFABBRICATI IN LEGNO SONO UN SISTEMA COSTRUTTIVO ALTAMENTE ECOLOGICO, CHE NON TROVA EGUALI TRA LE TECNICHE REALIZZATIVE PRESENTI SUL MERCATO. 
IL CLIENTE DELLE CASE IN LEGNO IN PRIMO LUOGO APPREZZERA’ LE BOLLETTE ENERGETICHE “LEGGERE”, MA AVRA’ COMUNQUE FORNITO UN SIGNIFICATIVO CONTRIBUTO ALL’ECOSISTEMA.

Bassi consumi corrispondono a minime emissioni di gas serra in atmosfera.
Rispetto ad una casa tradizionale mediamente isolata i vantaggi sono facilmente quantificabili.
Supponiamo di confrontare due edifici dotati di un’impiantistica semplice e moderna.
Per il riscaldamento e la produzione di acqua sanitaria ci si avvarrà in entrambi i casi di una caldaia a condensazione con un riscaldamento a corpi radianti dotati di valvole termostatiche e di pannelli solari termici. 

Il raffrescamento forzato sarà presente solamente nella casa in muratura, in quanto non necessario nella costruzione in legno.
La costruzione tradizionale consumerà molto gas metano per riscaldare gli ambienti a causa delle maggiori dispersioni di pareti, tetto e finestre. 

Per gli altri utilizzi i consumi sono paragonabili, grazie al contributo dei pannelli solari.
La climatizzazione estiva comporterà inoltre alti consumi di corrente per la casa tradizionale che, in assenza di impianto fotovoltaico, saranno di origine fossile, altamente inquinanti.
Non verrà montato alcun impianto di raffrescamento sulla casa prefabbricata.
Sorvolando sui vantaggi che una casa in legno può apportare dal punto di vista del benessere termico ed ambientale indoor
(non rilasciando sostanze tossiche e apportando un microclima naturale, senza correnti d’aria o sbalzi di temperatura), c’è un secondo aspetto che va considerato.
L’energia impiegata per la produzione di una casa in legno è minima rispetto ad un’abitazione tradizionale a struttura in laterocemento.
L’energia inglobata nei materiali da costruzione è chiaramente assai diversa. Il cemento, l’acciaio, ma anche i laterizi, le guaine e gli isolanti di sintesi impiegati solitamente in edilizia, comportano alti valori di “Emboided Energy”, contrariamente ai prodotti derivati dalla filiera del legno, grazie alla facile lavorabilità di questo materiale, che non produce scarti, è rinnovabile e trasportabile con semplicità grazie al peso ridotto.
Le case prefabbricate in legno vengono realizzate con minimi costi ambientali e richiedono per tutto il corso della loro vita un basso apporto di energia, con emissioni complessivamente ridotte. 

Senza sovrapprezzi.

COSTRUIRE AD “IMPATTO ZERO”

INDIPENDENZA ENERGETICA ED ASSENZA DI EMISSIONI.
UN’UTOPIA O SEMPLICEMENTE LA CASA DEL FUTURO?

MOLTO PIU’ CONCRETAMENTE UN OBIETTIVO A CUI TENDERE, UTILIZZANDO LE TECNOLOGIE COSTRUTTIVE ED IMPIANTISTICHE PRESENTI SUL MERCATO.

Vorrei informazioni riguardo la possibilità di inserire sia pannelli solari che un sistema di recupero biomasse per la casa che vorrei.
Le chiedo anche se ci siano altri accorgimenti a cui non ho pensato per rendere la casa il più energeticamente autonoma, a impatto ed emissioni zero, e totalmente sostenibile.
   


case ecologiche, casa ecologicaLe case prefabbricate in legno rappresentano una soluzione semplice e collaudata, innovativa e tradizionale.
Il legno è un materiale antico che da sempre accompagna l’uomo nella costruzione di edifici, dalle prime capanne sino alle ardite strutture in lamellare.
Le costruzioni in legno a basso consumo non sono una novità degli ultimi anni, ma vengono da lontano, in quanto le prime costruzioni di questo genere risalgono agli anni settanta e da allora ne vengono realizzate in gran numero in tutta Europa.

Edifici sempre più performanti ed energeticamente isolati.
Bassi consumi equivalgono a basse emissioni di CO2 in atmosfera.
La costruzione delle case prefabbricate in legno impiega poca energia nel processo produttivo, limitando, anche in questo caso, il carico inquinante sull’ambiente.
Le tematiche ambientali da qualche anno a questa parte vengono recepite a livello normativo, una tendenza che non potrà che accentuarsi, a beneficio del nostro fragile ecosistema.
Già oggi si può fare molto.

L’acquisto di una casa prefabbricata è un piccolo gesto di rispetto verso l’ambiente e può essere valorizzato scegliendo un’impiantistica basata sull’utilizzo di fonti rinnovabili, limitando il ricorso alle fonti di energia fossili come il gas o l’elettricità derivata dalla combustione di carbone e petrolio. Questi impianti, se correttamente dimensionati, possono rivelarsi un valido investimento, con tempi di ritorno interessanti.
Le pompe di calore abbinate a pannelli fotovoltaici possono renderci indipendenti dalla rete del gas metano e minimizzare i consumi elettrici richiesti al gestore.
Un impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero del calore, ad alta efficienza, limita al massimo le dispersioni ed il conseguente fabbisogno di calore.
Camini, caldaie e stufe a biomasse rappresentano un’eccellente soluzione per scaldare impiegando legna e derivati vegetali, rinnovabili e sostenibili, con bassi costi di acquisto e di esercizio.
La richiesta di energia non è chiaramente costante durante l’anno.

Ci saranno periodi di picco invernali, coincidenti con il mesi più freddi, in cui gli impianti non potranno fare fronte alla richiesta di energia termica, se non sovradimensionandoli.
Una scelta personalmente non del tutto felice, che porterà ad un aggravio dei costi non giustificato.
Quale sia la scelta fatta, una progettazione integrata degli impianti delle case prefabbricate deve mirare ad un punto ottimale tra costi di acquisto ed installazione e quelli di esercizio.
L’indipendenza energetica, al momento attuale, presenta alti costi, non giustificabili economicamente in alcun modo.
E’ certamente possibile staccarsi dalle reti pubbliche, ma ci si dovrà dotare di accumulatori di energia, come le batterie al litio per il fotovoltaico, davvero costose e poco efficienti.

Conviene sicuramente approfittare (finchè sono previsti) degli incentivi governativi in vigore per l’energia elettrica prodotta con i piccoli impianti solari, piuttosto che rincorrere l’utopia della indipendenza assoluta.
In taluni casi, come per edifici realizzati in zone isolate o per interventi di grandi dimensioni (che possono ripartire i costi, ammortizzando le spese fisse), può risultare al contrario una scelta conveniente o persino obbligata.
Per le case prefabbricate, la poca energia richiesta, può essere prodotta anche in modo tradizionale, limitando la spesa complessiva.

L’ambiente ringrazierà comunque.

LA SOSTENIBILITA’ DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE

LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE E’ IL TEMA PRIORITARIO DEL FUTURO PROSSIMO, CUI L’EDILIZIA (TUTTA, NON SOLO LE CASE IN LEGNO) DOVRA’ DARE RISPOSTE URGENTI, CONCRETE ED EFFICACI.

Il settore delle costruzioni rappresenta uno dei principali sfruttatori delle risorse energetiche del pianeta, causando l’emissione di una notevole percentuale dei gas serra in atmosfera a causa della gestione termica degli edifici.
Anche la produzione e il trasporto dei materiali edili, nonché la realizzazione dei cantieri consuma notevoli risorse, per la maggior parte non rinnovabili.
Il progressivo innalzamento della temperatura del globo, gli sbalzi climatici sempre pià evidenti tra estate ed inverno, la desertificazione delle aree a sud e a nord dei tropici, lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, l’impoverimento delle risorse minerarie, l’esaurimento dei combustibili fossili, lo sfruttamento delle aree verdi sono tutti effetti di scelte politiche ed economiche insostenibili per la salvaguardia del nostro pianeta e indifferenti alle generazioni future.
Gli effetti del protocollo di Kyoto sono stati importanti, ma restano insufficienti per invertire la tendenza in atto.
Le normative in materia di consumi energetici degli edifici hanno solo parzialmente affrontato il problema, imponendo consumi termici sempre inferiori, attraverso strumenti frammentari e non sempre efficaci come la certificazione non sottoposta ad un serio controllo esterno ed attuata secondo metodologie di calcolo e protocolli e diversi da regione a regione.
Non voglia sembrare uno spot per le case in legno, ma le soluzioni possibili sono oggettivamente poche e drastiche. 

case-ecologiche, case sostenibili, case-naturaliE’ necessario:
  • Ridurre al minimo il fabbisogno di energia per la produzione dei materiali da costruzione (dal prelievo alla lavorazione, sino all’ottenimento del prodotto finito), sfruttando risorse rinnovabili come il solare e le biomasse.
  • Gli elementi della costruzione devono essere facilmente trasferibili, limitando i consumi per il trasporto dal luogo di produzione al cantiere.
  • I materiali edili devono essere rinnovabili, evitando di sottrarre ulteriori risorse al pianeta, non sostituibili.
  • Il montaggio delle costruzioni deve risultare semplice e veloce, impiegando poca energia, utilizzando materiali leggeri e tecniche a secco.
  • I sistemi costruttivi devono limitare le dispersioni termiche, minimizzando il fabbisogno di energia derivata da ausili impiantistici.  Questi ultimi dovrebbero essere basati su fonti energetiche rinnovabili, con elevati coefficienti di rendimento termici.
  • I materiali impiegati nelle costruzioni devono essere ecologici e naturali, senza impiegare sostanze chimiche dannose, colle e solventi inquinanti.
  • L’architettura degli edifici deve massimizzare il guadagno passivo, proteggendo dal surriscaldamento estivo, attraverso una progettazione bioclimatica dell’involucro edilizio.
Le case in legno rispondono perfettamente punto per punto alle specifiche richieste, in quanto:
  • Richiedono poca energia per il taglio e la lavorazione del legname da costruzione.
  • Le segherie si trovano quasi sempre vicine ai boschi in cui il legname viene prelevato.
  • Gli scarti vengono riciclati o impiegati per per produrre energia termica sotto forma di cippato, pellets e bricchetti da combustione.
  • La leggerezza del legno lo rende facilmente trasportabile.
  • Gli alberi vengono ripiantumati, rinnovando i boschi soggetti a prelievo.
  • Il montaggio a secco delle case prefabbricate è veloce e consuma poca energia.
  • Le case in legno a basso consumo sono edifici termicamente efficienti ed isolati.
  • Se ben progettati secondo principi bioclimatici il rendimento termico delle case in legno si può spingere verso prestazioni energetiche passive.

VILLE PREFABBRICATE SOSTENIBILI

IL TEMA DELL’ECOCOMPATIBILITA’ DELLE CASE IN LEGNO E’ STATO A PIU’ RIPRESE AFFRONTATO, MA RESTA UNO DEGLI ASPETTI DI MAGGIORE INTERESSE PER IL CLIENTE DELLE CASE PREFABBRICATE, CHE PUO’ COSTRUIRE LA PROPRIA ABITAZIONE NEL MASSIMO RISPETTO DELL’AMBIENTE, SENZA TROPPO PREOCCUPARSI DELLE SOLUZIONI TECNICHE DA ADOTTARE PER LIMITARE L’IMPATTO AMBIENTALE DELLA COSTRUZIONE.

Costruire una casa in legno rappresenta un piccolo, ma significativo contributo nella salvaguardia del nostro pianeta.
Le case prefabbricate riescono a ridurre al massimo le dispersioni termiche e la necessità di ricorrere al massiccio utilizzo di energia per il riscaldamento invernale ed il raffrescamento estivo, limitando di conseguenza le emissioni di sostanze nocive in atmosfera.
Il processo di produzione delle case prefabbricate richiede a sua volta poca energia grazie alle doti di leggerezza e duttilità del materiale che viene facilmente trasportato e lavorato in segheria. Il legname viene prelevato a poca distanza dalle fabbriche e continuamente rinnovato con una rigorosa piantumazione controllata di alberi, mantenendo inalterato l’equilibrio naturale delle aree di raccolta, in evidente contrasto con la deforestazione indiscriminata di molte altre zone del mondo.
Chi acquista una villa in legno dovrebbe pretendere inoltre l’utilizzo di materiali sani ed ecologici, dalle coibentazioni alle finiture, dai massetti alle vernici.
Una casa in legno naturale non produce esalazioni tossiche, responsabili di molte patologie degli ambienti chiusi, e dona un grande benessere ai propri occupanti.
Le case prefabbricate in legno consumano poca energia rispetto a quelle tradizionali. Solitamente questa viene prelevata dalla rete pubblica ed è di origine fossile come il gas metano e l’elettricità, a sua volta ottenuta dalla combustione di petrolio o carbone, ad alto impatto ambientale.
Ecco che la scelta degli impianti stessi da installare nelle case prefabbricate andrebbe orientata verso sistemi basati sull’impiego di energie rinnovabili come i pannelli solari termici per la produzione di acqua calda e fotovoltaici o le caldaie a biomasse e le pompe di calore.
Le case in legno non nascono a caso, ma sono una risposta ad importanti problemi di rilevanza generale. Il Protocollo di Kyoto ha rappresentato un passo fondamentale per sensibilizzare le varie nazioni nei confronti delle tematiche ambientali. Questo ha portato per la prima volta a compiere passi concreti ed impegni per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera. Il settore dell’edilizia rappresenta una delle cause maggiori di inquinamento dell’ambiente, imponendo una decisa ed immediata inversione di rotta. In questo le case prefabbricate in legno appaiono una risposta moderna, collaudata ed efficace, grazie ad un processo produttivo a basso impatto energetico, all’utilizzo di materiali rinnovabili e naturali, al basso consumo di energia per la termoregolazione climatica.
La corretta progettazione delle case prefabbricate permette di massimizzare i vantaggi forniti dalla tecnica costruttiva. La bioarchitettura si pone l’obiettivo di “dare forma” coerente alla bioedilizia. Il semplice utilizzo di materiali biocompatibili non è di per sé garanzia di costruzione ecologica. Un edificio in legno mal progettato dissiperà energia e immetterà un carico maggiore di gas serra nell’ambiente.Le case in legno sono una tecnica costruttiva mirata al massimo isolamento, ottenuto con un minimo ausilio impiantistico, attraverso la capacità dell’involucro di riparare l’abitazione da caldo e freddo in modo passivo. Quali sono le tecniche migliori e, soprattutto, quali criteri devono possedere le case prefabbricate per essere definite ecologiche?

QUANDO LA CASA PREFABBRICATA E’ ANCHE “ECOLOGICA”

CHI INTENDE REALIZZARE UNA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO È ATTRATTO SOLITAMENTE DALL’ALTA EFFICIENZA ENERGETICA E DAL CONSEGUENTE RISPARMIO CHE QUESTO TIPO DI ABITAZIONI GARANTISCE.
SENZ’ALTRO NON SECONDARIO È IL FATTORE ECOLOGICO CHE PER LE CASE PREFABBRICATE DEVE ESSERE UNA CONDIZIONE PRIORITARIA.

Oggi sentiamo parlare sempre più spesso di “sostenibilità”, bioedilizia, ecocompatibilità. Termini molto efficaci sotto il profilo del marketing e giustamente sempre più presenti nella comunicazione di una società che deve necessariamente fare i conti con una popolazione in costante crescita e con la repentina industrializzazione dei paesi emergenti, soprattutto asiatici.
Il protocollo di Kyoto è il principale trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyoto nel 1997 da più di 160 paesi in occasione ed entrato in vigore nel 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia (gli USA non hanno purtroppo aderito).
Esso prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti, in particolare di CO2, almeno del 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990, nel periodo 2008-2012.
Il Protocollo di Kyoto tratta di problemi che investono la totalità dei settori delle attività umane, quindi il settore energetico, i processi industriali, l'utilizzo di solventi, l'agricoltura, i rifiuti ed ovviamente il settore delle costruzioni, responsabile di gran parte delle emissioni, sia per la produzione che per la gestione degli immobili e a cui si richiede un netto miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici e l’adozione di fonti energetiche rinnovabili.
case legno, case in legno, case di legno, case passive, case ecologicheLe case prefabbricate in legno, altamente isolate, riducono al massimo le dispersioni termiche e la necessità di ricorrere al massiccio utilizzo di energia per il riscaldamento e il raffrescamento, limitando di conseguenza le emissioni di sostanze nocive nell’ambiente.
Non solo. Il processo di produzione delle case prefabbricate è un’evoluzione, per quanto sofisticata e meccanizzata, della tradizionale carpenteria in legno e lo stesso materiale impiegato viene continuamente rinnovato con una rigorosa piantumazione di alberi, mantenendo inalterato l’equilibrio naturale delle aree di raccolta, in evidente contrasto con la deforestazione indiscriminata di molte altre zone del mondo.
Chi acquista una casa prefabbricata in legno deve pretendere inoltre l’utilizzo di materiali sani ed ecologici, dalle coibentazioni alle finiture, dai massetti alle vernici.
Il ricorso a prodotti derivati dalla sintesi petrolchimica dovrebbe essere ridotto al minimo nelle case prefabbricate e limitato a parti esterne all’edificio. Una casa naturale non produce esalazioni tossiche, responsabili di molte patologie degli ambienti chiusi, e dona un grande benessere ai propri occupanti.
Il cliente delle case prefabbricate in legno deve sapere che realizzare un’abitazione ecologica non deve rappresentare un extra-costo, ma lo standard minimo da pretendere.
Se la nostra abitazione in bioedilizia ci viene fatta pagare a caro prezzo come variante di pregio rispetto al capitolato base, è certamente il caso di valutare anche qualche ditta alternativa.
Le nostre case prefabbricate in legno rappresenteranno solo una piccola goccia nel mare, ma anche un grande gesto di rispetto verso l’ambiente e le future generazioni, perché realizzate con un processo costruttivo a basso impatto ecologico, con un limitato impiego di sostanze chimiche ed in grado di consumare poca energia derivata da fonti fossili (gas ed elettricità, a sua volta ottenuta dalla combustione di petrolio o carbone), soprattutto se dotate di impianti che impiegano energie rinnovabili (solare, biomasse).

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO SONO CASE ECOLOGICHE?

LA SCELTA DI REALIZZARE UNA CASA IN LEGNO SOLITAMENTE SOPRAGGIUNGE DOPO UN LUNGO PERCORSO FATTO DI PASSIONE, INCERTEZZE, RICERCA DI INFORMAZIONI, CONFRONTI. SPESSO ALLA BASE C’E’ SEMPRE LA CONDIVISIONE DI UN’ETICA DEL VIVERE, PRIMA ANCORA CHE DEL COSTRUIRE.

Nel nostro paese le case di legno restano un prodotto di nicchia, guardato con malcelata diffidenza dai più, al contrario di quanto accade in molti paesi europei in cui si sono affermate da tempo sul mercato dell’edilizia come soluzione collaudata e diffusa, con numeri di produzione e montaggio a due cifre. 
Un settore maturo che può contare su di una corretta informazione e differenziazione di proposte, conosciute ed apprezzate per qualità e varietà.
In Italia alcune ditte cominciano ad affermare una buona immagine, detenendo non a caso una corposa fetta del mercato delle case in legno. 
Uno scenario in rapida trasformazione che potrebbe ben presto mutare di fronte ad una nuova sensibilità collettiva nei confronti del tema dell’abitare.
Da qualsiasi punto di vista la si guardi, la questione ambientale resta prioritaria nell’approccio alle case prefabbricate come alternativa al laterocemento. 
Che si persegua l’obiettivo del risparmio energetico o il sogno di un’abitazione sostenibile, le case in legno rispondono sempre alla necessità di ridurre le emissioni di inquinanti in atmosfera, attraverso la realizzazione in un ciclo produttivo a basso impatto ecologico e l’utilizzo di materiali rinnovabili, limitando al minimo i consumi di energia per il riscaldamento invernale ed il raffrescamento estivo.
Come giudicare dunque l’utilizzo di materiali non propriamente sostenibili come l’isolamento esterno a cappotto, realizzato spesso in polistirene? 
Bisogna distinguere tra un approccio radicale alla bioedilizia, che escluda ogni materiale derivato dalla sintesi petrolchimica per principio, da una posizione più ragionevole, che valuti il corretto impiego di alcune componenti della costruzione le cui caratteristiche fanno ritenere preferibile la loro scelta rispetto all’utilizzo di materiali più naturali, ma meno affidabili dal punto di vista meccanico o prestazionale.
Una casa realizzata completamente in edilizia, ma poco isolata, richiederà una grande energia per il riscaldamento e il condizionamento, inficiando la propria ragion d’essere bruciando fonti non rinnovabili con emissione nell’ambiente di grandi quantità di gas serra,
Nel caso specifico delle case in legno il cappotto esterno è la pelle dell’edificio e rappresenta l’elemento di protezione della struttura interna in legno, divenendo un elemento fondamentale per assicurare la durata nel tempo dell’edificio. 
Spesso il cliente resta perplesso e preferisce pagare un sostanzioso sovrapprezzo per acquistare una parete pienamente bioedile e traspirante, con l’impiego di fibre naturali. Si tratta di un aspetto da valutare a fondo e non sempre è giustificabile pagare di più per eliminare ogni traccia di prodotto di sintesi. 
Oltretutto la produzione del polistirene espanso, soprattutto se contenente riciclati e privo di alogenati, andrebbe rivalutata, soprattutto nell’ottica di prestazioni termiche maggiormente performanti rispetto ad altri materiali basati sull’impiego di fibre naturali.
E’ vero che produzione di questo materiale isolante a base di polistirolo è relativamente inquinante rispetto a quella dei materiali isolanti ecologici. Va pero anche evidenziato che il bilancio energetico di un isolamento termico realizzato con polistirolo espanso risulta positivo già a distanza di 7-20 mesi, dato che dopo questo periodo si risparmia energia. Va inoltre sottolineato che il polistirene espanso viene riciclato in forma pura, circostanza perlomeno rara nell'edilizia. Dopo il montaggio il materiale non comporta alcun rischio per la salute umana, è difficilmente infiammabile, resistente e duraturo.
In ogni caso, un approccio corretto alle case di legno dovrebbe far preferire soluzioni compiutamente biologiche in senso ampio (ciclo di produzione, consumo energetico, assenza di emissioni nocive, benessere microclimatico, sostenibilità ambientale).