mercoledì, gennaio 13, 2010
MERCATO
IL COMPLESSO TEMA DELLO SFASAMENTO TERMICO IN ORE TRA L’ONDA DI CALORE INCIDENTE SULLA PARETE ESTERNA DELL’EDIFICIO E QUELLA IN USCITA ALL’INTERNO RICHIEDE ULTERIORI PRECISAZIONI, SOPRATTUTTO SE COSTITUISCE UN IMPORTANTE FATTORE D’ACQUISTO DELLE CASE PREFABBRICATE.
Gentilissimo Architetto, sto quasi per concludere l’acquisto della mia casa prefabbricata con una nota azienda del settore, ma confesso che, dopo la lettura del suo articolo è subentrata in me una grande preoccupazione. Vengo subito al dunque.
Dalle mie parti, in Toscana, il problema del caldo è piuttosto importante e l’agente della ditta di case in legno ha correttamente posto immediatamente il problema, suggerendomi un tipo di parete adatto a tenere fuori il caldo dalla mia abitazione, parlandomi appunto di sfasamento termico e di massa. Alla fine della mia ricerca tra i vari marchi di case prefabbricate ho deciso per concludere per quella con il valore più alto, tra 12 e 13 ore. Molte altre ditte, più blasonate, mi hanno parlato di sole 8-10 ore, per cui mi era sembrato di compiere la scelta più intelligente.
Leggendo e rileggendo i suoi suggerimenti, mi sembra di capire però che questo valore potrebbe essere poco attendibile e che l’isolamento estivo delle case in legno dipenda da molti altri fattori.
C’è il rischio di aver scelto superficialmente? Vorrei da lei un consiglio spassionato, magari con una spiegazione un po’ meno tecnica. Grazie.
Mi rendo conto che si tratta di una materia ostica e che, in questo caso, mi sono allontanato in parte dai presupposti del blog di comunicare con un linguaggio semplice, in parte volutamente.
La sua lettera mi dimostra che lo scopo è stato in parte raggiunto.
Un eccessiva semplificazione porta a banalizzare importanti temi relativi alle case in legno che acquistano una funzione più commerciale che tecnica.
Faccio un esempio. Dire che un vasetto di yogurth contiene pochi grassi, quasi sempre significa che sarà ricco di zuccheri. Dal punto di vista promozionale il messaggio è chiaro. Vuoi dimagrire? Compra questo yogurth! Nessuno ci ha detto che si tratta di un prodotto dietetico. Le informazioni sono pertanto corrette, perché i grassi sono inferiori rispetto ad un analogo prodotto, ma il nutrizionista sa bene che le calorie contenute in quel prodotto sono alte e che, trattandosi in gran parte di carboidrati a rapido assorbimento, si tratta di un alimento assai sconsigliabile per perdere peso.
Il settore delle case in legno prefabbricate sottende in gran parte regole di comunicazione commerciale che possono essere mascherate più o meno correttamente sotto l’apparenza di dati tecnici.
Costruiamo case prefabbricate in classe A, le nostre case in legno sono ecologiche, la trasmittanza è di 0,17, lo sfasamento di 10 ore. Possono rappresentare delle importanti informazioni, ma anche essere sfruttate come semplici slogan, senza un particolare significato. Cosa significa costruire in classe A? Realizziamo edifici CasaClima! In che senso? Viene rilasciato forse un regolare certificato energetico redatto da un tecnico abilitato, iscritto nell’elenco dei certificatori dell’Agenzia Klimhouse della Provincia di Bolzano, con tanto di targhetta? O forse si intende invogliare il potenziale cliente a ritenere che la sua futura casa sarà genericamente a basso consumo, sfruttando un immagine forte e persuasiva come quella di CasaClima? Cosa significa "case ecologiche"? Esiste un certificato che ne attesta il ciclo di produzione? Il legno è un materiale naturale, ma come viene prelevato nel caso specifico? Viene attuata una corretta riforestazione? Con che criteri si effettua la stagionatura? Vengono utilizzati impregnanti naturali come cere o sali di boro?
Senza rispondere direttamente alla sua domanda, spero di averle fornito una chiave di lettura per capire meglio il tipo di informazioni che le sono state fornite da questa ditta di case prefabbricate.
Il tema dello sfasamento termico è senz’altro importante per le case in legno, ma va contestualizzato, dando il giusto peso a quest’aspetto e pretendendo sempre un severo controllo su questo valore, richiedendo il nome dell’istituto che ne ha attestato il dimensionamento, ribadendo comunque che si tratta solo di un parametro energetico e, a mio parere, neppure del più importante.
Basare la scelta dell’azienda di case prefabbricate in legno su un semplice numero, magari "buttato li" dall’agente della ditta, mi sembra quanto meno poco accorto.
NON SEMPRE SI HANNO OPINIONI CONVERGENTI SULL’ARGOMENTO DELLE CASE PREFABBRICATE.
PRENDO SPUNTO DA QUESTA LETTERA CHE PONE INTERESSANTI CONTESTAZIONI, NON PRIVE DI QUALCHE ELEMENTO DI RAGIONE.
Anch’io nel tempo avevo visto le case in legno simpatiche e pratiche, con il gusto di vivere il legno.
Vedo però che le uniche case cosiddette di un certo livello nascondono il legno, o hanno il gusto tedesco (discutibile, le trovo orribili); inoltre, cosa importante, hanno dei prezzi esorbitanti se visti dal mio stipendio. Poi sento lei che parla di impiantistica di alto livello e di finiture d'eccellenza e io avendo lavorato con mio padre che ha fatto l'elettricista per 45 anni ho scoperto che le cosiddette finiture d'eccellenza non sono nient’altro che classiche truffe a scapito del cliente finale (con alti sconti all'installatore e un prezzo di listino assurdo).
Vedo poi le case prefabbricate estoni e rumene e mi viene detto da lei che usano legno scadente e colle tossiche.
E poi dato che tutte le ditte di case in legno blasonate ora costruiscono in Cina o nel sud est asiatico non credo molto che qualcuno mi possa assicurare la qualità. Nel caso ormai è difficile crederci.
Io ho una macchina coreana con marchio americano, motore coreano e telaio tedesco (e' una marca considerata scadente, ma va bene e 4 anni fa' era l'unica a GPL........ah, le faccio presente che tutti ora fanno le auto a gas, anche le marche serie).
Sicuramente non so se riuscirò ad avere una casetta in legno dato che ora, con la scusa dell'ecologia, costano più della muratura (settore un po’ in crisi al momento), ma se riuscissi a farmela sicuramente andrei dai rumeni, cosi riesco a gestirmi tutte le componenti ed avere una casa classica, simpatica e non tedesca.
Perche la casa in legno tedesca sarà comoda, ma ogni volta che esci in giardino si vomita....
Comunque, a parte lo sfogo, trovo interessante che qualcuno si impegni in un sito così e accenda qualche discussione sull'edilizia e sul suo impatto ambientale, anche se penso che ora l'ecologia sia solo una moda e che pochi ci credano veramente.
Sul gusto tedesco delle case in legno possiamo essere più o meno vicini.
Si tratta tuttavia di considerazioni assai personali, ma l’origine delle case prefabbricate è chiara e l’immagine che al momento ne viene data in Italia non può essere diversa. I numeri d'altronde parlano chiaro. Si costruiscono ancora poche case in legno nel nostro paese, per cui anche un banale catalogo solitamente è la semplice traduzione di una brochure tedesca od austriaca.
Però mi permetto di dissentire su un aspetto. Le case prefabbricate in legno sono una semplice tecnologia, alternativa alla muratura tradizionale. Non mi sembra che ci siano particolari limiti formali al loro utilizzo.
Da progettista non mi sento vincolato, al contrario trovo stimolante adattare il mio lavoro, sfruttando le notevoli potenzialità delle case prefabbricate.
Sui prezzi delle case in legno posso essere in linea di principio d’accordo con lei. Sicuramente le case prefabbricate potrebbero costare meno, ma non penso che l’edilizia tradizionale riesca ad essere molto competitiva se le si chiede di replicare efficacemente sul piano del risparmio energetico spinto.
Anche di questo ho parlato abbondantemente. In ogni caso non mi paragoni l’edilizia da battaglia con le case in muratura a basso consumo. Le risposte in quest’ultimo caso sono ottime, ma a prezzi assai elevati, sicuramente maggiori rispetto ai costi medi delle case prefabbricate in legno.
Comprendo il suo ragionamento sulle maggiorazioni relative alle case prefabbricate chiavi in mano . Può sempre limitarsi ad acquistare il grezzo avanzato e terminare in proprio i lavori. Il risparmio può essere interessante, ma ovviamente si va a perdere il vantaggio del prezzo certo finale.
Non ho preclusioni verso le ditte di case in legno dell’est. Anzi, sono molto interessato e mi è capitato anche di recente di visitare una di queste aziende in Bosnia. Lo standard qualitativo di queste case prefabbricate non è però sempre compatibile con la normativa italiana, per cui vanno fatte delle valutazioni tecniche che non sono certo a portata del cliente finale. L’unico mio suggerimento è di evitare di improvvisare con il miraggio del risparmio a tutti i costi. Le buone ditte rumene di case in legno esistono, ma lei è sicuro di capirci davvero qualcosa, con tutto il rispetto? Le garantisco che le ditte di case prefabbricate tedesche, austriache od altoatesine non costruiscono in Cina, ma prelevano il legname dalle foreste in Germania, vicine agli stessi stabilimenti.
Concludo collegandomi infine alla parte finale della sua lettera.
Mi auguro davvero che l’ecologia non sia una moda ed, anzi, sono convinto che sia piuttosto una concreta speranza per il nostro futuro. Senz’altro molte aziende di case in legno cavalcano l’onda ecologista senza troppa convinzione. Alcune di esse spariranno, come vuole la legge del mercato e, tuttavia, non possiamo restare indifferenti al fatto che il nostro territorio sia stato fortemente urbanizzato, con criteri altamente speculativi, sino ai nostri giorni.
Il fatto incontestabile è che non siano solo i media, ma soprattutto le normative, da quelle locali sino alle leggi nazionali ed europee, che vanno decisamente nel senso della sostenibilità e questo vale oramai per tutti i settori, dall’industria all’edilizia, appunto.
SCANTINATO, SEMINTERRATO O PLATEA DI FONDAZIONE.
LE CASE PREFABBRICATE VANNO ANCORATE AL SUOLO E ADEGUATAMENTE PROTETTE DALLE PERICOLOSE RISALITE DI UMIDITA’.
Le case prefabbricate richiedono poche, ma necessarie attenzioni costruttive.
La scelta di realizzare un piano interrato dipenderà innanzitutto dalle caratteristiche del progetto.
E’ prassi urbanistica la non cubatura delle parti interrate dell’edificio.
In presenza di lotti piccoli o con un indice di fabbricabilità basso può essere un’esigenza necessaria il ricavare dei vani interrati per posizionare l’autorimessa, le cantine e un vano tecnico per gli impianti.
Se possibile, evitare un piano interrato può produrre notevoli vantaggi, a partire dal maggior controllo della spesa finale.
I locali scantinati sono di difficile aerazione, inevitabilmente umidi e poco illuminati.
Si può migliorarne le caratteristiche abitative adottando opportuni accorgimenti costruttivi come intercapedini che possono limitare il contatto diretto con il terreno dei muri e l’isolamento termico del cemento armato con un cappotto interno.
I costi ovviamente risentiranno delle scelte tecniche più complesse e difficilmente il cliente sceglierà di investire troppo denaro in questa direzione.
Il piano in più rappresenta poi un elemento di assoluta scomodità di cui tenere conto per le case in legno.
La classica villetta su due piani, con la zona giorno ubicata al piano terreno e la zona notte al primo piano, diventerà piuttosto faticosa, obbligandoci ad utilizzare frequentemente le scale.
In questo caso un impianto di aspirapolvere centralizzato rappresenta un vero e proprio investimento.
Un piano interrato rappresenta inoltre un’incognita economica non trascurabile per le case prefabbricate.
La platea di fondazione è un extra-costo facilmente quantificabile le cui caratteristiche costruttive andranno definite in accordo con la ditta di case prefabbricate in legno.
Si tratta di lavori comunque di modesta entità, quantificabili anche a corpo con un prezzo forfettario.
Al contrario un piano interrato, magari comprensivo di rampa di accesso al garage, finiture all’altezza della situazione (vogliamo fare bella figura con gli amici a cena i taverna o no?) porteranno in una direzione non sempre prevedibile.
Affidarsi ad un’impresa di costruzioni per la realizzazione delle fondazioni è dunque inevitabile, ma sarà fondamentale tutelarsi al massimo con un contratto blindato, non sottovalutando mai l’incidenza di questa voce sul prezzo finale, soprattutto in presenza di un mutuo al limite.
Spesso il coinvolgimento emotivo verso le case prefabbricate in legno è tale da farci dimenticare che il piano interrato può costituire un grave problema economico, se non siamo in grado di controllarne il peso.
Ecco che la platea di fondazione, da eseguire assolutamente aerata su igloo in pvc, resta la soluzione preferibile in quasi tutti i casi.
Va sottolineato che le due fasi costruttive (impresa + ditta di case prefabbricate) vanno assolutamente coordinate con scrupolo.
Non facciamo eseguire un basamento qualsiasi per conto nostro.
Le ditte di strutture prefabbricate ci forniranno i carichi statici, le forometrie e le caratteristiche esecutive del bordo superiore a cui andrà ancorata l’abitazione.
Non illudiamoci perciò di gestire il lavoro separatamente.
Al termine dei lavori, un tecnico della ditta di case prefabbricate dovrà rilevare strumentalmente la platea, tenendo conto di eventuali dislivelli e difetti costruttivi del piano stesso. In taluni casi sarà necessario intervenire a correggere il basamento, qualora si superassero i valori previsti dalla tolleranza o in presenza di errori palesi.
Solo a quel punto la casa verrà messa in produzione e si potrà attendere il montaggio dell’abitazione in legno.
Quindi va posta massima attenzione all’esecuzione della platea.
Oltretutto andrà rispettata la normativa antisismica in vigore e si dovrà provvedere ad una approfondita indagine geologica del terreno che servirà per dimensionare correttamente la statica.
Ricordiamo infine che sarà necessario ricorrere tra le figure tecniche ad un ingegnere regolarmente iscritto all’albo che dovrà preparare i disegni esecutivi dei cementi armati e depositare la statica presso i competenti uffici.
RICEVO DECINE DI MAIL OGNI GIORNO DA PARTE DEI LETTORI DI QUESTO BLOG, DEL PORTALE “CASAPASSIVA.COM” O DEL MENSILE “LA MIA ENERGIA”, CON I QUALI COLLABORO.
E’ MIA INTENZIONE RISPONDERE A TUTTI, NEL LIMITE DEL POSSIBILE, AUGURANDOMI COMUNQUE CHE TRA QUESTE PAGINE POSSA ESSERE TROVATA RISPOSTA DIRETTA AD OGNI QUESITO.
In oltre 60 articoli ho tentato di affrontare quasi tutte le tematiche che possono riguardare l’approccio, la conoscenza, la progettazione e la costruzione delle case prefabbricate in legno.
Dopo solo qualche mese di vita questo sito contiene una notevole quantità di informazioni, la cui qualità non sta a me giudicare.
Ogni articolo sulle case prefabbricate rappresenta però un grande sforzo, anche di tempo, per il quale assolutamente nulla è richiesto in cambio.
Tutto questo è liberamente disponibile, scaricabile, utilizzabile.
Nonostante ciò mi giungono quotidianamente richieste più o meno bizzarre, che mi lasciano dubbioso sulla reale efficacia delle spiegazioni contenute negli scritti.
Di seguito troverete una veloce carrellata tra le domande più “originali” (fedelmente riportate), sperando che possano contribuire ad alleggerire l’argomento delle case in legno, fornendo anche qualche seria argomentazione in più su cui meditare.
Senza paura.
Ho saputo che con 30.000 € è possibile costruire una casa a basso consumo energetico.
La prego, mi dica il nome del fornitore, ne voglio acquistare almeno 10.
Mi interessano le case in legno, ma hanno un aspetto così poco italiano.
E’ ovvio! Se vuole costruire una casa prefabbricata a basso consumo deve per forza sembrare tedesca.
Provi a convincermi che non c’è il problema del fuoco.
Ripeta con me, lentamente: “Il legno non brucia”.
Non mi sembrano sicure, non c’è il rischio che un eventuale ladro possa sfondare la parete ed entrare in casa.
Mi sembra molto più probabile che il lupo cattivo possa soffiarci sopra.
Vorrei sapere il nome della ditta che costruisce l’abitazione di sette piani del progetto “Sofie” che ha resistito al test antisismico.
La CNR HAUS se non sbaglio.
Queste case in legno mi sembrano così diverse quelle “normali”.
Qualcuno le ha raccontato che sono delle vere e proprie abitazioni?
Il fatto che siano prefabbricate mi “suona male”.
Le evocano di più i container o i capannoni industriali?
Quanto durano? Non è che tra 10 anni dovrò buttarla via?
Sono garantite trent’anni, ma dopo vanno demolite e smaltite come l'amianto.
Il mio architetto mi ha fortemente sconsigliato l’acquisto e proposto di rivolgermi ad un’impresa tradizionale.
Non dubito affatto che si tratti di un parere disinteressato.
Secondo il mio architetto le vetrate vanno posizionate a nord, per godere di maggior luce d’inverno, se fossero a sud l’edificio si scalderebbe troppo durante l’estate.
Le ha anche raccomandato di realizzare il bagno in giardino e le camere al piano scantinato? Complimenti davvero.
In caso di rivendita, non rischio di trovarmi in mano un edificio senza valore.Il rischio è alto, ma può sempre venderlo a me, se avesse delle difficoltà.
Vorrei acquistare una casa passiva su ruote.
Un camper passivo! Quanti km fa con un litro?
Possedendo un terreno agricolo non edificabile, ho pensato di costruirvi sopra una casa prefabbricata in legno.
E’ un’ottima idea, perché non ci ho pensato prima?
E’ sicuro che serva la concessione edilizia? Devo essere sincero, comincio ad avere dei seri dubbi anch’io.
E’ possibile smontare la casa e rimontarla altrove?
Si, può anche portarla in campeggio o in spiaggia.
LE CASE IN LEGNO A RISPARMIO ENERGETICO SONO DIRETTA EMANAZIONE DELLA CULTURA COSTRUTTIVA DEI PAESI DEL NORD EUROPA.
LE PROPOSTE A CATALOGO DELLE DITTE DI CASE PREFABBRICATE STANNO LENTAMENTE COMINCIANDO AD ACCONTENTARE I GUSTI DEL CLIENTE ITALIANO, MA RESTANO PER LO PIU’ LEGATE ALLE TIPOLOGIE E ALL’IMMAGINE DELLE ARCHITETTURE D’OLTRALPE, CONTRIBUENDO A MANTENERE IN UN MERCATO DI NICCHIA LE CASE IN LEGNO.
Si tratta chiaramente di un falso problema, come ribadito ripetutamente da chi scrive.
Le case in legno sono in grado di adattarsi perfettamente ai diversi climi del nostro paese, così come soddisfare in pieno le prescrizioni dei regolamenti comunali e le esigenze del singolo acquirente.
Chi sceglie di rivolgersi alle case prefabbricate non deve fare compromessi rispetto ad un’abitazione tradizionale e può avvicinarsi ad essa senza limiti progettuali o vincoli stilistici.
Chiaramente per ottimizzare il rendimento termico è auspicabile una progettazione orientata all’efficienza dell’involucro, che solitamente non pregiudica la vivibilità degli spazi, ma piuttosto contribuisce a razionalizzare la disposizione degli ambienti e la loro illuminazione.
L’esperienza delle case passive insegna che è possibile arrivare a realizzare case prefabbricate che al limite consumano meno di quanto producano. Nel nostro piccolo può essere sufficiente portare al minimo i consumi dell’abitazione senza introdurre soluzioni complesse e costose che non si traducano direttamente in un investimento economico con tempi di ritorno certi e quantificabili.
Delle semplici case in legno a catalogo con soluzioni standard è in grado di ottenere risultati sbalorditivi come la Casa Optima 135 di Haas Fertigbau certificata CasaClima Oro a Castellucchio in provincia di Mantova, di cui ho recentemente dato notizia.
Tutte le case in legno a catalogo sono ampiamente personalizzabili ed adattabili. Dunque, perché scartare a priori la possibilità di scegliere le case prefabbricate standard per preferire il progetto di tecnici spesso all’oscuro del semplice ABC del rendimento energetico degli edifici?
Salvo rari casi e situazioni particolarmente vincolanti, non sarà difficile trovare risposta alle nostre esigenze abitative, garantendoci il massimo della resa energetica con la minima spesa.
Segnalo al proposito, con un certo orgoglio, una nuova proposta abitativa scaturita dalla collaborazione tra il sottoscritto e Haas Fertigbau, nata proprio dalla necessità di ampliare l’offerta sul mercato italiano di abitazioni in grado di soddisfare il gusto architettonico e l’adattabilità delle case prefabbricate alle complesse peculiarità regionali del nostro paese.
Il punto di partenza era una abitazione a catalogo dall’aspetto palesemente teutonico, il modello Solea, proposto in Germania come casa promozionale realizzata in soli 100 esemplari e proposta ad un prezzo “da battaglia”, pur vincolando il cliente a non effettuare modifiche di alcun genere nella disposizione interna degli ambienti.
E’ stato sufficiente ipotizzare di agire sulla “pelle” esterna dell’edificio, fornendo un nuovo vestito alla Solea che rispecchiasse l’aspetto tipico delle abitazioni italiane, per ottenere qualcosa di molto diverso dalla base di partenza.
Al di là del giudizio estetico soggettivo, che rimando a chi mi legge, è evidente che si tratta di un approccio interessante, in grado di accontentare virtualmente ogni necessità.
La Solea Italia è da qualche mese una realtà, proposta sul mercato delle case in legno prefabbricate italiane come offerta lancio in 100 esemplari ad un costo estremamente interessante, pur essendo una casa di ampie dimensioni, dotata di un’impiantistica sofisticata e completamente personalizzabile nelle finiture interne.
LA PRESENZA DI UN ISOLAMENTO A CAPPOTTO ESTERNO PERMETTE DI RIVESTIRE LE FACCIATE DELLE CASE IN LEGNO CON PANNELLI IN PIETRA RICOSTRUITA O ALTRI MATERIALI, AUMENTANDO LE CAPACITA’ DELLE CASE PREFABBRICATE DI ADATTARSI A QUALSIASI CONTESTO OD ESIGENZA ARCHITETTONICA.
Sul mercato si trovano molte aziende produttrici di ecopietre, in gran parte italiane, in grado di fornire un’ampia gamma di prodotti estremamente variegata e realistica, ascrivibili a pieno titolo come materiali bioedili.
Solitamente si tratta di aggregati di graniglia, polvere di marmo, quarzo ed altri materiali inerti miscelati a leganti speciali, di dimensione e peso variabile da ditta a ditta, utilizzabili sia all’interno degli edifici che al loro esterno.
Il fissaggio sul muro è possibile su tutte le strutture (laterizio, cemento armato, legno, cartongesso, muro grezzo) ed è perfetto per i cappotti delle case prefabbricate, in quanto lo spessore e il peso limitato dei pannelli stessi li rendono adatti per il loro rivestimento, ovviamente a patto di valutare correttamente l’incidenza del peso unitario, che non dovrebbe superare i 30 kg/mq di parete, e scegliendo un fissaggio a viti a scomparsa, possibilmente isolate, per evitare ponti termici.
La posa sulle case prefabbricate è semplice e veloce e può essere effettuata con un comune trapano e stucco siliconico, anche da manodopera non particolarmente esperta, anche se è chiaramente necessario curare l’affiancamento degli elementi e l’esecuzione dei giunti per assicurare una perfetta tenuta all’acqua ed agli agenti atmosferici.
Oltre ai vantaggi estetici, i pannelli in pietra ricomposta possono addirittura migliorare l’impermeabilizzazione dei muri, oltre che l’isolamento termico e acustico dell’abitazione.
Nel caso si decida per il rivestimento di pareti intere, può essere interessante creare un’intercapedine d'aria tra il pannello e il cappotto della casa prefabbricata con dei distanziali, realizzando una sorta di parete ventilata.
Si deve richiedere ai pannelli una analoga resistenza alle basse temperature invernali e all’azione diretta dei raggi ultravioletti estivi, senza dilatazioni e variazioni cromatiche, traspirabilità, resistenza alla salsedine nelle zone di mare e facilità di riparazione, con minime manutenzioni ed alta durata nel tempo.
Le molte ditte presenti sul mercato delle pietre ricostruite offrono soluzioni davvero realistiche e di qualità, con costi solitamente accettabili.
I prezzi per fornitura e montaggio sulle costruzioni in legno vanno da 90 a 130 € al metro quadro, ma si deve tenere conto del positivo impatto sulle facciate che possono avere anche piccoli inserti in ecopietra.
I pannelli in pietra ricomposta possono, ad esempio, essere montati per realizzare una parte basamentale dell’edificio o per segnare gli angoli, per le cornici di finestre e porte-finestre, colonne e pilastri.
Le case prefabbricate si possono avvantaggiare del montaggio dei pannelli in pietra ricostruita per adeguare l'estetica alle prescrizioni dei regolamenti locali o della commissione edilizia, ma anche per arricchire la gamma di soluzioni di facciata a disposizione del progettista e del cliente.