Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

LE MEDIE AZIENDE DI VILLE PREFABBRICATE

IL MERCATO DELLE CASE PREFABBRICATE E’ IN COSTANTE CRESCITA. 
OGNI ANNO COMPAIONO NUOVI SOGGETTI CON SOLUZIONI INNOVATIVE E PREZZI APPETIBILI. 

Io e mia moglie abbiamo realizzato la costruzione di una casa in legno.
Dopo aver valutato e visionato diverse tipologie costruttive, abbiamo visitato cantieri e ci siamo fatti fare preventivi, ma, sinceramente, ci siamo scontrati con una mentalità legata al business e non alla qualità del costruire e di vivere in una casa in bioedilizia.
Allora ci siamo chiesti, dopo tanti incontri con venditori, se non fosse possibile contattare direttamente l'azienda e comprare da loro la casa;  perciò, escludendo i grandi nomi, ci siamo rivolti ad aziende di spessore, ma a tiratura locale.
Qui abbiamo trovato una collaborazione ed una professionalità difficilmente riscontrabile nei vari venditori di business;  trovata la giusta azienda di riferimento che ci ha venduto il grezzo avanzato, abbiamo selezionato artigiani locali per le finiture.
Non vi nascondo le difficoltà, ma ne e' valsa la pena. 
Il problema maggiore è stato quella di relazionarsi con i tecnici delle nostre parti, che non conoscono assolutamente i prodotti dell'Alto Adige.

Lo scenario sta velocemente cambiando, anche rispetto a pochissimi anni fa. 
Il comparto è in espansione ed è inevitabile che molti soggetti (tecnici, falegnamerie, imprese di costruzioni), stiano riconvertendo la propria attività ed investendo capitali nelle case in legno. 
Ritengo altresì che tra qualche anno molte di queste nuove ditte saranno costrette a chiudere, ma si tratta di comunque di un fattore positivo e di uno stimolo generalizzato per tutti ad innovare e a far crescere il settore. 
I marchi storici non devono pertanto adagiarsi sugli allori e saranno costretti ad adeguarsi velocemente alla nuova realtà italiana, per non vedersi erodere importanti quote di mercato.
Di contro, il surplus di offerta comporta qualche difficoltà in più per il cliente delle case prefabbricate, cui spesso mancano elementi oggettivi per un confronto concreto tra i vari produttori di case in legno.
Generalizzando, i soggetti che operano attualmente sul mercato delle case prefabbricate si possono distinguere in poche categorie:
-      Grandi aziende (in genere tedesche o austriache).  Operano da decenni secondo un processo produttivo semi-industriale ed hanno grande esperienza con migliaia di strutture realizzate nel corso degli anni.
-      Medie aziende.  Molte ditte sono italiane (o austriache) e operano da tempo nel settore delle strutture in legno come semplici carpenterie.  Hanno una buona esperienza con un discreto numero di montaggi, realizzati quasi tutti negli ultimi anni.
-      Piccole aziende.   Non sono veri e propri produttori di case in legno, ma acquistano da aziende estere le strutture, realizzate secondo le proprie specifiche.  L’esperienza è piuttosto limitata, in quanto si tratta di aziende locali molto giovani.  Ci sono piccole ditte estremamente serie e competitive sotto il profilo economico, ma non manca chi si improvvisa azienda di case prefabbricate senza averne i minimi requisiti e la competenza (occhio a farsi tentare dal solo prezzo basso). 

Le aziende di medie dimensioni possono quindi rappresentare una interessante alternativa ai cosiddetti “marchi storici” di case in legno. 

PRO
-      Buona esperienza nel settore delle costruzioni in legno
-      Qualità costruttiva di buon livello
-      Prezzo interessante
-      Alta flessibilità costruttiva

CONTRO
-      Limitato numero di montaggi
-      Poca esperienza nel settore delle case prefabbricate
-      Controllo qualità e certificazioni meno severe rispetto alle grandi aziende
-      Non propongono il chiavi in mano

Chiaramente si tratta di una valutazione del tutto schematica, non mancando le eccezioni, anche importanti.
La scelta del costruttore deve essere dettata pertanto da una serie di fattori, che sono personali, unici ed esclusivi del singolo cliente.
Con un budget limitato andranno fatte scelte mirate al risparmio, scartando i listini più “pesanti”.
Un progetto complesso con soluzioni architettoniche impegnative richiederà una grande flessibilità costruttiva, che i grandi produttori tedeschi di case in legno difficilmente potranno assicurare. 
Un progetto lineare, al contrario, spesso vede nelle aziende più note di case prefabbricate il migliore interlocutore, a prezzi competitivi, soprattutto se ricerchiamo una soluzione chiavi in mano.
E’ quindi importante chiarire fin dall’inizio quali siano le nostre specifiche esigenze per individuare il costruttore più adatto a realizzare la nostra abitazione.

PILLOLE - PREVENTIVO

Abbiamo quasi comprato un terreno, con un progetto approvato.
Abbiamo già in mente delle modifiche per aumentarne la superficie vivibile, risparmiare nella costruzione e per cercare di seguire il più possibile le regole del risparmio energetico.
Abbiamo contattato varie ditte. 
Con la prima, le persone ci avevano decisamente conquistato, ci siamo lasciati con la promessa di inviare il progetto per avere un preventivo. Sta di fatto che alla mia mail mi hanno risposto che per un preventivo su misura (e vorrei vedere che ne prendessero uno a caso già fatto) mi avrebbero dovuto chiedere “5.000 €”.  
Alla mia mail di protesta non hanno nemmeno risposto!
Il secondo è stato con una ditta artigianale nel basso Piemonte. Magnifici, gentili, belle costruzioni, ottime caratteristiche, ma il preventivo preliminare a spanne è arrivato a 210.000,00 €. Normale per una ditta artigiana che fa 40 case all'anno, ma per noi un pochino fuori budget!
La terza ditta di case prefabbricate ci ha dato un’ottima impressione, ma non ci è ancora arrivato il preventivo.
Gli altri li abbiamo tutti contattati via mail e di quasi tutti siamo ancora in attesa di una stima che ci farà indagare più a fondo su ognuno.
Una ditta ci ha dato una stima di massima sui 190.000,00 €, un’altra di 120.000 € (davvero poco credibile), ed infine una terza di 160.000,00€ (ma ce ne sta facendo uno più dettagliato).
Ho letto sul suo blog che prima di chiedere preventivi bisognerebbe ridurre i candidati a 2 o 3.
Ma come è possibile? Francamente sembrano tutti così uguali!!
Gli stessi muri, le stesse misure, gli stessi valori termici.
L'unica soluzione è parlare con qualcuno di persona e farsi fare dei preventivi, e soprattutto capire cosa in quei preventivi sia compreso o meno.   Ma per me che lavoro è davvero difficile riuscire ad organizzare incontri, ho solo il sabato e la domenica e non tutti sono disponibili in quei giorni.


Troppi preventivi, a mio avviso. 
Peraltro il cliente dà grande importanza alla componente economica.  Il che è comprensibile, ma si deve stare attenti e soppesare tutti gli aspetti di cui parlo nei miei articoli.  Tanto per ribadire il concetto, uno dei fattori che mi interessano maggiormente è la presenza di certificazioni e marchi di qualità che attestano il processo produttivo delle ditte di case prefabbricate.  So per certo che si tratta di un tema pressoché trascurato dalla maggior parte dei clienti e dei tecnici che si accingono ad acquistare e costruire una casa in legno.
Poi si parla di “impressioni”.  
Io stesso dichiaro a più riprese quanto sia fondamentale fidarsi delle sensazioni e dei dettagli, ma è essenziale quanto mai badare al sodo.
Come sono le pareti ed il tetto (materiali, spessori, isolanti, trasmittanza,….)?
Che serramenti vengono montati, come viene gestita l’impiantistica?
Certamente le ditte costruttrici che offrono la parete a telaio possono essere simili, ma non mi fermerei alla somiglianza superficiale e inviterei il vostro progettista a muoversi ed "entrare" all’interno del muro per mettere a confronto le inevitabili differenze tra le soluzioni proposte.
Resta la perplessità verso chi si fa pagare parecchie migliaia di euro per un “semplice” preventivo.  Mi capita di redigerne parecchi personalmente (spesso con consulenza inclusa) e non ho mai chiesto un centesimo a nessuno.

VILLE PREFABBRICATE SOSTENIBILI

IL TEMA DELL’ECOCOMPATIBILITA’ DELLE CASE IN LEGNO E’ STATO A PIU’ RIPRESE AFFRONTATO, MA RESTA UNO DEGLI ASPETTI DI MAGGIORE INTERESSE PER IL CLIENTE DELLE CASE PREFABBRICATE, CHE PUO’ COSTRUIRE LA PROPRIA ABITAZIONE NEL MASSIMO RISPETTO DELL’AMBIENTE, SENZA TROPPO PREOCCUPARSI DELLE SOLUZIONI TECNICHE DA ADOTTARE PER LIMITARE L’IMPATTO AMBIENTALE DELLA COSTRUZIONE.

Costruire una casa in legno rappresenta un piccolo, ma significativo contributo nella salvaguardia del nostro pianeta.
Le case prefabbricate riescono a ridurre al massimo le dispersioni termiche e la necessità di ricorrere al massiccio utilizzo di energia per il riscaldamento invernale ed il raffrescamento estivo, limitando di conseguenza le emissioni di sostanze nocive in atmosfera.
Il processo di produzione delle case prefabbricate richiede a sua volta poca energia grazie alle doti di leggerezza e duttilità del materiale che viene facilmente trasportato e lavorato in segheria. Il legname viene prelevato a poca distanza dalle fabbriche e continuamente rinnovato con una rigorosa piantumazione controllata di alberi, mantenendo inalterato l’equilibrio naturale delle aree di raccolta, in evidente contrasto con la deforestazione indiscriminata di molte altre zone del mondo.
Chi acquista una villa in legno dovrebbe pretendere inoltre l’utilizzo di materiali sani ed ecologici, dalle coibentazioni alle finiture, dai massetti alle vernici.
Una casa in legno naturale non produce esalazioni tossiche, responsabili di molte patologie degli ambienti chiusi, e dona un grande benessere ai propri occupanti.
Le case prefabbricate in legno consumano poca energia rispetto a quelle tradizionali. Solitamente questa viene prelevata dalla rete pubblica ed è di origine fossile come il gas metano e l’elettricità, a sua volta ottenuta dalla combustione di petrolio o carbone, ad alto impatto ambientale.
Ecco che la scelta degli impianti stessi da installare nelle case prefabbricate andrebbe orientata verso sistemi basati sull’impiego di energie rinnovabili come i pannelli solari termici per la produzione di acqua calda e fotovoltaici o le caldaie a biomasse e le pompe di calore.
Le case in legno non nascono a caso, ma sono una risposta ad importanti problemi di rilevanza generale. Il Protocollo di Kyoto ha rappresentato un passo fondamentale per sensibilizzare le varie nazioni nei confronti delle tematiche ambientali. Questo ha portato per la prima volta a compiere passi concreti ed impegni per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera. Il settore dell’edilizia rappresenta una delle cause maggiori di inquinamento dell’ambiente, imponendo una decisa ed immediata inversione di rotta. In questo le case prefabbricate in legno appaiono una risposta moderna, collaudata ed efficace, grazie ad un processo produttivo a basso impatto energetico, all’utilizzo di materiali rinnovabili e naturali, al basso consumo di energia per la termoregolazione climatica.
La corretta progettazione delle case prefabbricate permette di massimizzare i vantaggi forniti dalla tecnica costruttiva. La bioarchitettura si pone l’obiettivo di “dare forma” coerente alla bioedilizia. Il semplice utilizzo di materiali biocompatibili non è di per sé garanzia di costruzione ecologica. Un edificio in legno mal progettato dissiperà energia e immetterà un carico maggiore di gas serra nell’ambiente.Le case in legno sono una tecnica costruttiva mirata al massimo isolamento, ottenuto con un minimo ausilio impiantistico, attraverso la capacità dell’involucro di riparare l’abitazione da caldo e freddo in modo passivo. Quali sono le tecniche migliori e, soprattutto, quali criteri devono possedere le case prefabbricate per essere definite ecologiche?

CASE PREFABBRICATE DISPERDENTI

L’INVOLUCRO ISOLATO DELLE CASE PREFABBRICATE E’ GARANZIA DI BASSE DISPERSIONI TERMICHE E BOLLETTE ENERGETICHE CONTENUTE.
LE VETRATE, PER QUANTO EFFICIENTI, RESTANO IL PUNTO DEBOLE DELL’EDIFICIO E PRINCIPALE CAUSA DI DISSIPAZIONI DEL CALORE.

Volevo sapere una sua opinione in merito alla costruzione delle “case prefabbricate” o meglio sul suo orientamento, in quanto io possiedo un terreno con giardino rivolto a nord sul quale vorrei fare affacciare delle belle vetrate, ma le case costruttrici non mi assicurano che vada a risparmiare in termini di spesa per quanto riguarda il riscaldamento e la refrigerazione estiva.

La progettazione di un edificio (qualsiasi edificio e non solo la nostra abitazione in legno) deve basarsi su una serie di elementi che ne determineranno l’architettura.
I principi bioclimatici sono solo uno di questi fattori, ma non necessariamente il più importante.
Molto dipende dall’impostazione specifica che si intende dare al progetto.
Faccio un esempio banale.
Se a nord posso godere di una veduta mozzafiato sulle montagne, mentre a sud mi affaccerò sulla zona industriale, ritengo che si tratti di un punto di una certa importanza, certamente prioritario rispetto all’orientamento solare.
Sta alla capacità del progettista coniugare con sapienza i vari elementi, disponendo opportunamente i locali, cercando di minimizzare le dispersioni termiche e valorizzando l’inserimento nel contesto.
case prefabbricate, efficienza energeticaA volte penso alla progettazione come all’ideazione di una ricetta di cucina (qualche mio collega potrebbe inorridire), in cui l’arte del combinare i diversi ingredienti a disposizione può portare a risultati qualitativamente assai diversi. La parola chiave è “equilibrio”.
Poco o troppo sale in un piatto possono spostare di molto il nostro giudizio con il cibo, così come in un buon progetto non dovrebbe prevalere l’ingrediente bioclimatico a scapito di altri elementi, ma è necessaria una coerenza generale rispetto alle aspettative del cliente (costruttive, formali e funzionali), i vincoli urbani ed edilizi (legati alla forma del lotto, i regolamenti edilizi, le tipologie locali).
Cosa centra tutto ciò con il titolo dell’articolo? Un lungo e necessario preambolo per rassicurare il lettore rispetto a quanto affermato dalla ditta di case prefabbricate.
La sua casa non è una “macchina termica”.
Può esserlo, se questa è la sua esigenza.
Penalizzare l’abitabilità per aumentare il “guadagno solare” è sensato solo se ne siamo davvero convinti. Le vetrate a nord disperdono calore? Verissimo! Installi dei tripli vetri. Esistono sul mercato dei serramenti a basso consumo delle finestre che possono garantire una trasmittanza di 0,5 W/m²K.
Tale modifica comporta un extra costo assolutamente giustificabile, che può tradursi in un buon investimento negli anni, con un sensibile risparmio sulla bolletta energetica.
Andando oltre, il problema, semmai, è legato alla “progettazione inconsapevole”.
Mi capita spesso di confrontarmi con progetti di abitazioni altamente disperdenti, le cui scelte compositive appaiono evidentemente frutto dell’ideazione estemporanea, senza regole o principi di fondo. Non intendo assolutamente darne un giudizio formale, ma se scelgo di movimentare l’involucro con rientri, sporgenze, muri obliqui, logge, sporgenze, sfasamenti, tetti con incastri, abbaini, terrazze, dovrebbe esserci una ragione.
L’involucro semplice è la forma meno disperdente per un edificio.
Se scelgo consciamente di allontanarmene per valide ragioni, non si tratta necessariamente un errore progettuale.
Se però lo faccio senza alcun motivo (mi piaceva una casa un po’ movimentata ….. ho detto al mio geometra che non sopporto le case prefabbricate troppo semplici), rendo prioritario l’aspetto formale rispetto ad altri fattori, senza valutare possibili opzioni, altrettanto efficaci nel movimentare la sagoma (porticati, pergolati, bovindi) ed in grado di svolgere un efficace azione di protezione solare nella stagione estiva.
Le case prefabbricate dovrebbero essere progettate sin dall’inizio come edifici in legno a basso consumo e non come adattamento finale (il mio tecnico me l’ha sconsigliato) di progetti ideati per il laterocemento.
L’efficienza energetica reale dell’edificio dipende certamente dal tipo di parete o dallo spessore degli isolamenti, ma inizia innanzitutto dal progetto.

AMPLIAMENTI CON LE CASE PREFABBRICATE

SI PUO’ AMPLIARE UN EDIFICIO ESISTENTE CON LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO?
NON SOLO E’ POSSIBILE, MA PUO’ RIVELARSI UNA SOLUZIONE COMODA, GRAZIE AI TEMPI DI COSTRUZIONE NETTAMENTE INFERIORI.

Sono indirizzato a farmi una casa in legno e difficilmente mi faranno cambiare idea.
Ho un terreno in zona agricola, un annesso rustico già costruito (avevo dei termini da rispettare) in maniera tradizionale ad uso magazzino (90-100mq)
La casa è decrepita, ho fatto richiesta per demolirla e spostarla di qualche metro e mi è stato approvato tutto ( tutte procedure che sono state fatte negli anni senza fretta visto che non c’erano esigenze particolari).
Ora vorrei andarmene di casa (da solo per il momento) e il fatto di farmi montare la casa in poche settimane mi affascina un sacco (inoltre AMO il legno).
Non ho esigenze particolari;  120 mq per vivere con una famiglia penso siano più che sufficienti, poi posso farmi eventualmente una taverna e una stanza per suonare nell’annesso rustico se la famiglia dovesse ingrandirsi.
Economicamente non mi posso permettere molto di più!
A mio parere sono finiti gli anni delle vacche grasse, quando si costruivano inutili case enormi.
Domanda: se io un giorno dovessi vendere tutto e chi compra volesse una casa grande (se non sbaglio si può fare una casa di 100 mq per piano, poco più o poco meno) e la mia non gli basta cosa succede, ne perdo molto in valore o ci sarebbe l’eventualità per il compratore di ampliare?
Altra domanda: quando proporrò al mio geometra questa idea di farmi una casa in legno come devo pormi?  E’ un amico e mi ha progettato altre case, è anche molto bravo, ma non vorrei fosse fissato con il tradizionale (disegna ancora a mano).
Può essere anche solo una mia idea, non vorrei mi ridesse in faccia e per questo cerco di raccogliere più informazioni possibili.

Il suo geometra può farle un buon lavoro, ma dovrebbe partire già con un progetto studiato per essere realizzato in legno.
Per quanto riguarda l’ampliamento di un edificio, questo può essere realizzato in legno, quasi sempre e con numerosi vantaggi.
Vi sono alcuni aspetti da verificare caso per caso che possono sconsigliare un intervento in prefabbricato.
Innanzitutto è fondamentale che il nuovo edificio abbia un unico lato in comune con il fabbricato esistente. 
Un ampliamento ad L può complicare il montaggio. 
Se poi ci troviamo tra due edifici la situazione si aggrava (ho recentemente dovuto rinunciare ad un lavoro con un cliente che mi richiedeva la ricostruzione di un edificio demolito, al centro di una schiera).
Bisogna poi valutare le nuove fondazioni, che potrebbero richiedere la sottomurazione di quelle esistenti ed un attento studio dello stato di fatto.
La dimensione degli ampliamenti, infine, è spesso esigua.  Sotto certe dimensioni (60-70 mq) l’intervento è poco conveniente e le stesse aziende costruttrici non si muovono.
Per il resto non vedo particolari problemi, anzi.
I vantaggi restano i medesimi di sempre. 
La costruzione veloce, come detto, limita l’impatto del cantiere, soprattutto se l’edificio resta permanentemente abitato.
In particolare il montaggio a secco delle case prefabbricate non comporta disagi per gli occupanti, che possono condurre una vita pressoché normale anche durante i lavori di costruzione della casa.
Se vogliamo ampliare una casa in legno (eventualità tutt’altro che remota, nel caso di ulteriore cubatura disponibile e di mutate esigenze familiari) i problemi dovrebbero essere davvero limitati (con tutti i se e ma elencati precedentemente).
Un’eventuale “predisposizione” all’ampliamento potrebbe inoltre agevolare i successivi lavori, con minori costi di costruzione e una più semplice gestione del futuro cantiere.

PILLOLE – SPESE

OLTRE AL COSTO DELLA CASA PREFABBRICATA VERA E PROPRIA, SI DEVE CONSIDERARE TUTTA UNA SERIE DI ONERI ACCESSORI CHE POSSONO FAR LIEVITARE IL PREZZO E CHE E’ IMPORTANTE CONOSCERE.

Per aiutarmi a chiarire la prima incertezza potrebbe se mai darmi cortesemente un'idea del costo totale e orientativo che richiederebbe la realizzazione di una villa in legno su un unico piano, più taverna, avente superficie calpestabile di circa 120 mq.
Gradirei avere un dato reale, comprensivo cioè di tutte le voci di spesa direttamente o indirettamente connesse come:

1. Permessi e autorizzazioni varie.
2. Scavo e realizzazione di fondazioni e taverna.
3. Casa tipo villa monopiano con finiture di buon livello e buona efficenza energetica, chiavi in mano.
4. Iva prima casa.
5. Allacci.
6. Oneri eventuali.

1. Dipende da comune a comune, indicativamente si possono spendere 10-15.000 € per oneri concessori e costo di costruzione. A questi vanno aggiunte le spese per i tecnici. Stimerei 20-25.000 € + IVA 20%.
2. La superficie non è indifferente, diciamo 60-80.000 €, da finire.
3. Ipotizzando che il nominativo del costruttore sia tra le ditte di case prefabbricate più rinomate e che venga scelto un sistema a telaio, siamo intorno a 180.000 per il chiavi in mano (ma dipende ovviamente dall’impiantistica e dalle finiture). Cifra molto indicativa.
4. Da aggiungere alle voci 2 e 3.
5. L’impresa può effettuare il lavoro all’interno dell’importo precedentemente calcolato, a cui vanno sommati gli oneri per l’apertura dei contatori.
6. Spese notarili ed imprevisti possono incidere per altri 5.000 €.

Meglio avere a disposizione pertanto almeno 300.000 € per programmare il lavoro con tranquillità.