Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

CASE PREFABBRICATE E LANA DI ROCCIA

LA LANA DI ROCCIA O FIBRA MINERALE E’ UN MATERIALE CHE TROVA MOLTEPLICI APPLICAZIONI IN EDILIZIA. 
IL SETTORE DELLE CASE PREFABBRICATE NEGLI ULTIMISSIMI ANNI HA UN PO’ ACCANTONATO QUESTO VERSATILE ISOLANTE, CHE RESTA UNO DEI MIGLIORI MATERIALI PER LA COIBENTAZIONE TERMICA DEGLI EDIFICI.

Il mio dilemma riguarda i materiali coibenti utilizzati nelle case prefabbricate in legno.
All'inizio ero fortemente attratta dalla fibra di legno ad alto spessore come isolante interno e anche per il cappotto esterno, ma più ci penso e maggiormente mi preoccupa la vicinanza del cappotto agli agenti atmosferici.
Ho l'impressione che, se si dovesse formare una crepa o una discontinuità nell'intonaco esterno, potrebbe creare problemi non indifferenti alla fibra di legno che rimarrebbe così esposta all'acqua e all'umidita!
Da questa considerazione ho cominciato a prendere in considerazione la lana di roccia ad alta densità, ma questa per me ha altri lati oscuri! 
Come viene prodotta? Da cosa?
Il suo ciclo produttivo é ecologico o richiede quantità di energia poco sostenibili? 
Rispetto alla fibra di legno che differenze ci sono in isolamento e in ecocompatibilitá?

La fibra di legno (ad alta densità) è attualmente preferita dai costruttori di case prefabbricate.
In questo modo, infatti, si utilizza il legno per realizzare tanto la struttura, quanto l’isolamento (gran parte del materiale che costituisce l’edificio può essere lavorato direttamente dalla ditta, limitando il ricorso a fornitori esterni).
La fibra di legno è un materiale ecologico e traspirante.  
Si tratta di un argomento solido che non manca di appeal verso il cliente italiano (una parete con fibra di legno fa sicuramente tendenza ed è un valore aggiunto per l’acquirente).
La maggiore massa rispetto ad altri materiali isolanti migliora di fatto il comportamento termico estivo delle case in legno, grazie al buon sfasamento dell’onda di calore.
La lana di roccia era, sino a pochi anni fa, il materiale utilizzato dai principali produttori di case prefabbricate per isolare gli edifici.
In effetti, nei paesi del nord Europa viene ancora utilizzato in prevalenza, grazie ai costi più contenuti rispetto alla fibra di legno ed alla notevoli capacità termoisolanti e fonoassorbenti. 
Si tratta inoltre di un materiale incombustibile (un notevole pregio in una casa in legno). 
Si presta ottimamente ad essere utilizzato per realizzare cappotti esterni qualora si richieda una buona traspirabilità alla parete, al posto del tradizionale isolamento in EPS, con una eccellente stabilità nel tempo e minime dilatazioni termiche.
Nelle case in legno si dovrebbero utilizzare solamente pannelli in fibra minerale ad alta densità, adatti anche per i nostri climi. 
La particolare struttura delle fibre minerali limita al minimo l’assorbimento d’acqua ed umidità rispetto alla fibra di legno, mantenendo integro l’isolante nel tempo (ovviamente non si gonfia, ma perde comunque le sue proprietà termoisolanti).
La produzione industriale della lana di roccia si basa sulla fusione di minerali (silicati) ad alta temperatura ed il successivo raffreddamento e fibraggio, con l’ottenimento di un prodotto omogeneo ed inerte.
Per ultimo, accenniamo all’argomento più controverso.
Trattandosi di un materiale fibroso a trama fine, la lana di roccia può rilasciare fibre respirabili.  Tale caratteristica ha (giustamente) fatto sorgere più di un dubbio sulla presunta pericolosità delle microfibre minerali (amianto docet).
Al momento possiamo solo prendere atto che la loro classificazione rientra nelle cosiddette polveri sottili (PM10 – PM20), non cancerogene, ma in grado, se inalate, di provocare irritazioni alle vie respiratorie o alla pelle e alla vista.
Il problema riguarda la sola rimozione nel tempo degli isolamenti, in quanto la lana di roccia montata nelle case prefabbricate si trova all’interno della struttura (tetto e pareti) ed è un materiale stabile e sicuro.

UNA CONSULENZA SULLE CASE DI LEGNO

RISPONDO PUBBLICAMENTE ALLA MAIL DI UNA LETTRICE, RIBADENDO CHE LA RISPOSTA SOTTO FORMA DI ARTICOLO RAPPRESENTA L’UNICA FORMA DI ASSISTENZA TECNICA POSSIBILE (ESCLUSE OVVIAMENTE LE RICHIESTE DI INCARICO FORMALE).

Buongiorno Architetto, mi rivolgo a lei nella speranza di sapere qualcosa in più rispetto alle case in legno, a parte quello che si può leggere nei vari blog.
Mio marito e io siamo prossimi alla pensione (almeno lui) e sapendo che gli anziani in Puglia stanno abbandonando gli uliveti e desiderando noi andare vicino al mare col terreno, per poter salvare più animali possibile e con la possibilità di mantenerci coltivando i suddetti uliveti, ci siamo ritrovati con l'emergenza casa da costruire.
Non possiamo spendere molto e questo è stato il primo motivo che ci ha spinti verso la ricerca di una casa prefabbricata;  in seguito, approfondendo, abbiamo visto che di tipologie ce ne sono molte e di conseguenza anche di prezzi.
L'idea di una casa di legno ci sorride ma temiamo la spesa, tenendo conto che la casa sarebbe di circa 100 mq, tutta su 1 piano e possibilmente con molte grandi vetrate, tetto piano, pannelli fotovoltaici, 1 bagno, aria condizionata, stufa per l'inverno, ben isolata.
A noi piacciono molto quelle case minimal che si vedono nel Nord Europa, magari lei potrà proporci qualche modello.
E' possibile secondo lei avere un'idea del costo?
Mi rendo conto che sarebbe un preventivo molto approssimativo, ma da qualche parte bisogna pur cominciare!
Sarebbe meglio un prezzo chiavi in mano, compreso la platea, il progetto, gli impianti, ovviamente esclusi gli oneri di urbanizzazione.
Lei potrebbe incaricarsi della progettazione?

Parto dal fondo.
Ringraziandola per aver pensato al sottoscritto, non posso progettare la sua abitazione poiché la distanza eccessiva penalizzerebbe un servizio professionale adeguato. 
Il progettista deve rapportarsi al luogo, alle normative ed ai regolamenti locali, colloquiare con gli uffici tecnici, essere presente costantemente in cantiere.
Internet fornisce un mezzo di comunicazione formidabile a tutti noi, ma deve supportare il contatto umano.
In questa settimana ho acquistato online uno smartphone (da Bologna) ed un viaggio in Europa (da Milano), nonché plottato un intero progetto (da Roma). 
Se in tutti questi casi la distanza fisica è stata cancellata, il progetto e la direzione lavori di un edificio rappresentano un servizio che richiede una presenza concreta del tecnico a fianco del proprio committente.
Per conoscere il prezzo di una casa in legno dobbiamo avere un progetto (una bozza può bastare per un indicazione, non di più).
Il preventivo viene redatto dal costruttore, direttamente o tramite agente, contattabile tramite i numerosi siti internet (molti nominativi li potete trovare anche all’interno di queste pagine).
Il progettista è solitamente in grado di fornire al proprio cliente i costi di tutte le figure tecniche necessarie per la presentazione della pratica edilizia e le competenze di legge, oltre al preventivo delle opere di fondazione.
Comprando una casa in legno, il risparmio è soprattutto nell’eccellente resa energetica dell’involucro edilizio che consente di abbassare drasticamente le bollette di luce e gas.
Il prezzo di acquisto, soprattutto se la casa è chiavi in mano, non si discosta molto dalle costruzioni tradizionali, con il vantaggio di un importo certo e bloccato.

TRIPLI VETRI NELLE COSTRUZIONI IN LEGNO

Nella mia futura casa prefabbricata vorrei installare dei tripli vetri. 
Da profano, mi sembra ci sia un notevole vantaggio, passando da una trasmittanza U di 1,1 a 0,7. 
Vorrei tante vetrate, per cui ho paura delle dispersioni.
Cambiano molto i prezzi?

L’installazione dei tripli vetri è sempre consigliabile, a fronte di un aumento dei costi abbastanza irrisorio, considerando gli indubbi vantaggi di un vetrocamera maggiormente isolato.
La dispersione è dovuta allo scambio termico attraverso il vetro. 
Il calore viene trasferito dall’ambiente interno a quello esterno per conduzione ed irraggiamento.
Il parametro che caratterizza l’isolamento è, come ripetuto spesso, il valore di trasmittanza termica (Uw, espresso in W/mqK), che specifica la quantità di calore che attraversa una superficie pari a 1 mq quando tra i due ambienti vi è una differenza di temperatura di 1 °C.
Quanto più basso è questo valore, minori sono le dispersioni termiche.
Un vetro poco isolato aumenta i costi per il riscaldamento nella stagione invernale e causa il surriscaldamento dell’edificio nella stagione estiva, con un abbattimento drastico delle prestazioni energetiche dell’involucro.
In cifre, si può arrivare tranquillamente ad un 40% di dispersioni complessive attraverso alle vetrate. 
L’installazione di infissi a basso consumo ha migliorato notevolmente il bilancio energetico degli edifici moderni, ma un buon isolamento è ottenibile solamente abbinando dei vetri adeguati.
Tutti i vetri basso emissivi, riempiti con gas inerte, sono particolarmente efficienti.
Questi vetri lasciano passare la maggior parte dello spettro della radiazione solare, ma frenano il passaggio della radiazione infrarossa, ossia la componente "termica" della luce solare, a bassa frequenza.
Il triplo vetro migliora notevolmente l’isolamento termico, con un rapporto q/p particolarmente favorevole ed indubbi vantaggi relativamente all’isolamento acustico.
Se l’edificio viene montato in zone rumorose o ad alto traffico veicolare, si tratta evidentemente di una scelta molto indicata.
Solitamente, questi vetri utilizzano gas inerti come l’argon o il kripton nelle intercapedini tra i pannelli (doppi o tripli), che rallentano ulteriormente il passaggio di calore tra una superficie e l’altra e migliorando l’isolamento termico.
Può essere opportuno valutare se montare tripli vetri dappertutto o limitarli alle zone a nord. 
Se l’edificio è concepito per assorbire calore in modo passivo, sfruttando la radiazione solare, il triplo vetro limiterà, di conseguenza, il guadagno termico.
In questo caso si dovrebbe abbassare l’isolamento delle vetrate a sud, montando dei doppi vetri in questa zona.
I tripli vetri, se utilizzati opportunamente, rappresentano senza dubbio un investimento, con significativi vantaggi sulla bolletta e un miglioramento delle condizioni termiche e del benessere acustico.

FURTI E CASE PREFABBRICATE

LA MAGGIOR PARTE DELLE CASE IN LEGNO VIENE REALIZZATA CON STRUTTURA A TELAIO.  LA PARETE ESTERNA DI QUESTI EDIFICI PREVEDE UNA SERIE DI MONTANTI E TRAVERSI IN LEGNO, I CUI VUOTI VENGONO RIEMPITI DI MATERIALE ISOLANTE.

Vorrei che mi tranquillizzasse relativamente al problema dei ladri, dato che andrò a costruire in una zona molto (troppo) tranquilla.
Le case prefabbricate sono esposte ad un maggior rischio rispetto ai furti?  La "banda del buco" potrebbe agire nella nostra casa prefabbricata, bucandoci una parete per entrare?

furti-casa, furti-casePensavo di avere esaurito il capitolo “timori-pregiudizi”, ma ho sottovalutato l’incubo della visita di ladri, muniti di seghe ed accette.
Spero sia evidente ai più che un’eventuale effrazione sarà indirizzata verso i serramenti dell’abitazione (finestre, portefinestre, porta di ingresso, basculante).
Le case in legno sono peraltro indistinguibili da quelle in muratura essendo finite a cappotto intonacato.
Anche nel peggiore dei casi, ipotizzando che i delinquenti abbiano appreso che l’edificio è realizzato con un telaio ligneo, si deve comprendere che il taglio di una parete esterna in legno richiederà un certo impegno, poiché, oltre al cappotto, si dovranno forare come minimo due pannelli in legno di un certo spessore ed il cartongesso interno (senza ipotizzare la presenza di ulteriori contropareti).
Non è chiaramente una situazione da escludere al 100%, ma presuppone che i nostri amici abbiano un certo tempo e possano lavorare in tranquillità, fattori che renderebbero altrettanto possibile lo scasso di una qualsiasi abitazione tradizionale.
Se proprio non riuscite a chiudere occhio la notte, dirigete la vostra scelta verso le pareti massicce come quelle in X-lam.
In Italia le case prefabbricate rappresentano un fenomeno nuovo e l’approfondita conoscenza della composizione della nostra specifica parete da parte dei malviventi mi sembra improbabile.
Le statistiche nei paesi in cui le case in legno (posseggo informazioni abbastanza attendibili relative alla Germania), confermano che i tentativi di effrazione si concentrano sui punti critici delle aperture e non sulla parete esterna.
Il pericolo appare pertanto virtuale e mi sembra confinabile tra i luoghi comuni sulle case in legno, non essendo suffragato da dati concreti.
Se l’edificio in legno è stato realizzato in una zona isolata, è consigliabile l’installazione di un impianto di allarme perimetrale(prevedendo dei sensori sui serramenti esterni) e/o volumetrico all’interno.  Quest’ultimo, in particolare, qualora si verificasse la malaugurata ipotesi ipotizzata dal lettore, può efficacemente dissuadere la prosecuzione della visita da parte di sgraditi ospiti.
L’installazione di inferriate (brutte, ma efficaci) e vetri antisfondamento può essere un’altra soluzione da prendere in considerazione.
Le case prefabbricate sono abitazioni normali e non presentano maggiori pericoli rispetto al problema dei furti. 
Nelle situazioni a maggior rischio, come le ville isolate, sarà indispensabile il montaggio di un impianto di allarme a protezione dell’edificio, adeguatamente progettato e dimensionato.

RISCALDAMENTO ELETTRICO PER LE VILLE ECOLOGICHE

IL RISCALDAMENTO DELLE CASE DI LEGNO PREFABBRICATE PUO’ ESSERE ASSICURATO CON MOLTEPLICI SOLUZIONI IMPIANTISTICHE ED UTILIZZANDO DIVERSE FORME DI ENERGIA.
DA QUALCHE ANNO SI E’ AFFACCIATA SUL MERCATO UN INTERESSANTE ALTERNATIVA AI DIFFUSI PAVIMENTI RADIANTI AD ACQUA.

Il riscaldamento elettrico a pavimento si basa sul medesimo principio dei pavimenti radianti ad acqua. Al posto della (ormai) tradizionale serpentina, si utilizzando dei nastri e membrane (o fibre in carbonio) attraverso i quali viene fatta circolare corrente elettrica.
Le condizioni termiche sono molto simili ai sistemi ad acqua, con una distribuzione uniforme del calore ed una superficie radiante a bassa temperatura (28° circa).
In teoria la minore inerzia termica di questi impianti li rende più efficienti nel raggiungere la temperatura di regime (anche se molto dipende dalla composizione del “pacchetto” del solaio).
Lo spessore contenuto consente tralaltro l’installazione su pavimenti esistenti senza la rimozione delle piastrelle o del legno.
I vantaggi sarebbero parecchi e non solo nel caso delle case prefabbricate, poiché il costo dell’impianto è piuttosto conveniente rispetto alle soluzioni più utilizzate (pompa di calore, riscaldamento a pavimento ad acqua abbinato alla tradizionale caldaia). Abbinato al fotovoltaico potrebbe essere un’interessante soluzione, del tutto indipendente dalle reti energetiche pubbliche.
Si può installare anche in aree esterne (portici e verande) e non richiede canne fumarie (requisito necessario per rientrare in classe CasaClima A).
pavimento radiante, riscaldamento elettrico, case prefabbricateCome tutti gli impianti ad irraggiamento, non scalda l’aria e permette condizioni climatiche costanti ed uniformi, migliorando il comfort rispetto ai sistemi a convenzione.
Anche i costi di manutenzione sarebbero contenuti rispetto ad altri sistemi più diffusi.
Premesso che la spesa di un impianto elettrico a pavimento sembrerebbe in effetti molto più bassa, è da capire se i costi di gestione nel tempo risultino favorevoli.
Ribadisco che, abbinato al fotovoltaico (opportunamente dimensionato), il pavimento radiante elettrico utilizza solamente energia rinnovabile ed è quindi da considerare una soluzione energetica pulita, coerente con la scelta ecologica di costruire con le case prefabbricate in legno.
Le membrane termoelettriche funzionano a bassa temperatura e non sono pertanto confrontabili con i consumi elettrici richiesti dalle stufe elettriche. Secondo i costruttori il minimo voltaggio (da 8 a 28 volts) comporta consumi contenuti ed alti rendimenti, del tutto simili a quelli basati sull’impiego del gas metano.
La sensazione di chi scrive è che le cifre che si trovano sui siti dei produttori-installatori siano abbastanza ottimistiche e che questi sistemi (che si basano comunque sull’utilizzo diretto di elettricità) abbiano un grado di efficienza piuttosto “normale”. 
Per capire, la pompa di calore riesce realmente, utilizzando 1 kWh di energia elettrica, ad ottenere 3 kWh di energia termica, mentre in questo caso appare più plausibile che il nostro kWh elettrico fornisca meno energia termica (a causa delle inevitabili dispersioni dovute alla trasformazione) e comunque non più di un kWh termico teorico.
Teniamo presente che l’impianto di riscaldamento, d’inverno, deve andare sempre…..24 ore al giorno!
Ribadisco anche che, abbinato al fotovoltaico, a fronte dei costi di acquisto, installazione e manutenzione realmente contenuti, si tratta di una soluzione impiantistica che può essere valutata, soprattutto a fronte di un accertato surplus di produzione elettrica dai pannelli solari.
Nel caso specifico delle case prefabbricate, trattandosi di edifici ben coibentati, la necessità energetica è comunque bassa e bisognerebbe fare un confronto tra i vari sistemi di riscaldamento, tenendo conto della specifica zona climatica in cui la casa in legno viene montata.
Mentre ne escluderei l’utilizzo per edifici poco isolati (nei quali bisognerebbe istallare impianti ad alto rendimento come le pompe di calore), sarei propenso a valutare positivamente i pavimenti elettrici per le case in legno a basso consumo.

LE PARETI INTERNE DELLE CASE IN LEGNO

LE PARETI INTERNE DELLE CASE PREFABBRICATE RIVESTONO UN’IMPORTANTE FUNZIONE STATICA, SCARICANDO I CARICHI VERICALI SULLE FONDAZIONI E CONTROVENTANDO L’EDIFICIO DALLE FORZE ORIZZONTALI GENERATE DAL VENTO O DAI TERREMOTI.

Guardando le varie offerte dei costruttori di case in legno, ho notato che la stragrande maggioranza dei fornitori offre le parete divisorie da 8 a 10 cm mentre un’azienda arriva addirittura a 18 cm.
Perché questa differenza?  8 o 10 cm sono sufficienti?
Con una parete così sottile non si rischia di avere un basso isolamento ai rumori?
Si può tranquillamente appendere televisori e mensole su una parete così stretta o bisogna anche progettare prima dove posizionare questi elementi?
E le vibrazioni? Se per caso dovessi sbattere una porta, la parete vibrerà?

Le pareti interne delle case in legno possono possedere una semplice funzione divisoria degli spazi, affidando i compiti strutturali a pilastri in legno ed ai muri esterni.
In tale caso, si tratta di un evidente sottodimensionamento che presenta numerosi svantaggi.
L’isolamento termico tra gli ambienti è chiaramente inferiore, poiché il ridotto spessore non consente di coibentare adeguatamente la parete.
L’isolamento acustico non risulterà altrettanto efficace, rispetto ad una parete da 13-14 cm o più, peggiorando le condizioni di comfort generale dell’abitazione ed anche le vibrazioni verranno trasmesse con maggiore intensità.
La portata massima per mensole e pensili è chiaramente inferiore rispetto ad un muro portante.
Staticamente non cambia moltissimo, in quanto i carichi verticali vengono adeguatamente scaricati dai pilastri su cui poggiano le travi principali, se le strutture sono adeguatamente dimensionate.
Il problema maggiore è lo scarso irrigidimento trasversale dell’edificio.
Una parete troppo sottile non è in grado di resistere sufficientemente alle forze orizzontali che vengono generate durante i terremoti.
Va ricordato che il rispetto della normativa antisismica vale su tutto il territorio per tutti gli edifici, comprese le case in legno.
In presenza di pareti interne in numero insufficiente o male posizionate, si renderà necessario l’inserimento di qualche elemento di controventamento in acciaio (travi e/o pilastri).
Anche forti venti (fenomeni sempre meno rari nel nostro paese a causa dei mutamenti climatici) possono mettere in crisi una struttura poco rigida, tipica degli edifici in legno molto vetrati o open space.
Le pareti interne rivestono una funzione fondamentale in una casa in legno e vanno dimensionate correttamente, nel numero, nella posizione e nello spessore.