Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

AUTOPROGETTAZIONE DI UN EDIFICIO IN LEGNO

IL PROGETTO DELLA PROPRIA ABITAZIONE NASCE (QUASI) SEMPRE SULLE SPECIFICHE E PERSONALI ESIGENZE DEI PROPRI FUTURI OCCUPANTI.
COMPITO DEL PROGETTISTA E’ (ANCHE) TRADURRE IN FORMA COMPIUTA LE INDICAZIONI DEI PROPRI COMMITTENTI.

Leggo con passione tutti i suoi articoli sul sito "guida alle case prefabbricate in legno" e, dato che il mio compagno ed io siamo orientati verso questo tipo di costruzione, tutti i suoi suggerimenti ci torneranno molto utili.
Non ci siamo ancora rivolti ad un tecnico per un progetto ma, come autodidatti, e con l'aiuto di un modesto programma, abbiamo realizzato una pianta che speriamo, un giorno, di poter concretizzare così, senza dover apportare grossi cambiamenti.

Ovviamente, oltre alla scelta della giusta combinazione di materiali costituenti le pareti, abbiamo capito anche che il perimetro della casa più lineare è (tipo cubo), meglio è, per scongiurare ponti termici e dispersioni.
Il progettino da noi pensato non è propriamente un cubo ma neanche troppo
movimentato e vorremmo, se possibile, un suo parere in merito, anche per quanto
riguarda le tre monofalde che costituiscono il tetto.
Gradiremmo molto qualsiasi suggerimento volesse darci.
La casa è monopiano di 170 mq lordi.


casa-legnoLe idee chiare aiutano.
Tanto i futuri occupanti dell’abitazione, quanto chi dovrà trasformare in progetto compiuto le indicazioni e le richieste dei propri committenti.
Personalmente voglio interessare il più possibile i miei clienti alle scelte che porteranno alla definizione della loro casa, perché ritengo che il progetto di un edificio di civile abitazione debba essere in grado di conciliare i temi dell’architettura, della bioclimatica e della bioedilizia, con le esigenze non solo funzionali di chi andrà a vivere in quell’edificio.
Una casa non è un’opera pubblica, né un monumento ma, più modestamente, una piccola parte del tessuto urbano delle nostre città.
Negli ultimi anni mi sono convinto sempre più dell’importanza e della “dignità” di questi incarichi, che rappresentano per la maggior parte delle persone il coronamento delle aspettative di una vita e che identificano un cambiamento fondamentale della propria esistenza.
Progettare una casa di abitazione è un atto di responsabilità che mette in mano al progettista il denaro frutto di anni passati e futuri di sacrifici e lavoro.
Quando firmo un disciplinare sono consapevole di impegnarmi con delle persone che stanno sottoscrivendo un atto di fiducia nei miei confronti, per migliorare la propria esistenza.
Ho pertanto il massimo rispetto per chi pretende di essere protagonista del proprio sogno, incoraggiando e coinvolgendo il più possibile chi mi offre un lavoro, ma sono convinto che l’evoluzione normativa non consenta di auto-progettare un edificio senza possedere le necessarie competenze tecniche.
La guida alle case in legno prefabbricate si prefigge lo scopo di fornire uno strumento pratico a chi, pur non possedendo una preparazione tecnica, è interessato a comprendere il funzionamento delle costruzioni in legno, i vantaggi, il rapporto con le aziende, l’iter, come risparmiare e progettare al meglio questi edifici.
Pertanto, anche leggendo tutti gli oltre 400 articoli ed acquistando il mio libro, non sarà possibile ottenere sul campo l’abilitazione di progettista di case in legno, ma, semplicemente, una maggiore consapevolezza rispetto ad un sistema costruttivo di cui poco si conosce attualmente nel nostro paese, che può farci risparmiare energia e vivere meglio.
Infine, Il mio consiglio, è di rivolgersi ad un tecnico che sappia fare tutte le valutazioni e le verifiche necessarie affinchè il progetto (che è un’ottima base di partenza) possa essere presentabile in comune e, soprattutto, realizzabile da un costruttore di case di legno.

UNA PICCOLA COSTRUZIONE IN ROMANIA

I PREZZI DELLE CASE IN LEGNO VARIANO IN BASE ALLA TIPOLOGIA COSTRUTTIVA, ALLE CARATTERISTICHE DEL PROGETTO, ALLE DIMENSIONI, ALL’AZIENDA CHE REALIZZERA’ L’EDIFICIO.


Voglio realizzare una casa prefabbricata in legno e non ho idea il costo dell'opera.
Potresti a grandi linee dirmi quanto ci vuole per una casa con due camere cucina/salone bagno (non particolarmente grande, diciamo circa 60 70 mq) e se tutto ciò e' realizzabile ad esempio in Romania.

Risposte brevi.
Delle semplici indicazioni di massima non bastano per un preventivo.
Serve un progetto, con un capitolato impiantistico e di finitura.
I listini delle aziende di case in legno non sono sempre equiparabili tra loro.
Al costo della casa bisogna sommare la platea, le spese tecniche, gli oneri comunali e l’eventuale terreno (edificabile), se non è già presente.
Risposte articolate.
Ipotizzando una pianta semplice con un tetto a due o quattro falde per una costruzione monopiano con un bagno su platea, senza interrato, i prezzi per la porzione in legno variano da 1.200 a 1.800 €/mq, a seconda del capitolato e dell’azienda (mi riferisco alle sole case in legno a basso consumo energetico).
Difficile spendere meno di 90-100.000 €, a cui vanno sommati i costi di cui sopra riassumibili in 15.000 € circa per la platea di fondazione, 16-20.000 € per le spese tecniche, a cui vanno sommati gli oneri comunali (urbanizzazione primaria e secondaria, costo di costruzione) e il terreno, se dobbiamo acquistarlo, oltre a varie ed imprevisti, IVA e versamenti vari.
Questo ipotizzando che la costruzione venga realizzata nel nostro paese, in cui vige una normativa autorizzativa che impone un preciso iter procedurale.
Confesso che non conosco le leggi rumene e mi limito a supporre che i prezzi medi siano più bassi rispetto all’Italia, tanto per l’acquisto della costruzione in legno, quanto per la realizzazione delle fondazioni da parte di un’impresa locale.
Non escludo che il “pool” di tecnici sia più limitato nel numero rispetto a chi si deve occupare degli adempimenti in materia di sicurezza, impiantistica, certificazione energetica, statica delle costruzioni.
Anche gli aspetti fiscali e gli oneri da versare all’amministrazione locale dovrebbero essere semplificati ed alleggeriti, mentre il costo dei terreni è sicuramente inferiore ai prezzi medi dei lotti edificabili reperibili attualmente sul nostro territorio.
La Romania è un paese di notevoli tradizioni nel settore delle case in legno, grazie all’ampia disponibilità di questo materiale e, tuttavia, la maggior parte delle costruzioni in legno non si propone un risparmio di energia termica, ma mira ad un abbassamento dei costi, per cui gli edifici in legno risultano molto economici rispetto al laterizio ed il legno viene lasciato a vista, senza isolamento a cappotto di facciata.

ISOLANTI ALTERNATIVI PER LE CASE IN LEGNO

PARLANDO DI MATERIALI ISOLANTI, I COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO UTILIZZANO SOPRATTUTTO LA FIBRA DI LEGNO E LA LANA MINERALE, MENTRE TROVANO LARGA APPLICAZIONE I CAPPOTTI ESTERNI IN EPS.

Ti scrivo dalla provincia di Arezzo dove dovrei costruirmi una casetta di 100 mq al PT con una mansarda di 50/60 mq.
Ho deciso di usare l'XLAM per la struttura, ma non so quale isolante utilizzare per il cappotto ed anche all'interno.
Molte ditte consigliano la fibra di legno che effettivamente ha delle ottime qualità, ma non so se è adatto per la mia zona.
Ieri una ditta mi ha proposto il KENAF.
Ti volevo anche chiedere se la lana di roccia o di vetro possono essere utilizzate all'interno, visto che sono meno naturali per i trattamenti che subiscono.
L'XLAM è sicuro o fra un po’ sapremo che le colle utilizzate sono cancerogene.

In genere le pareti esterne delle case in legno utilizzano due diversi strati isolanti.
Il primo, posizionato in facciata, è costituito da pannelli intonacati (il cosiddetto “cappotto”), mentre il secondo si trova tra i montanti strutturali (nelle pareti a telaio o “balloon frame”) o oltre il pannello massiccio (nelle pareti in x-lam).
Utilizzando un “sandwitch” di elementi (isolanti e strutturali) si generano delle discontinuità nel passaggio del calore dall’interno all’esterno (e viceversa).
La scelta di utilizzare materiali di diversa densità e caratteristiche, migliora il comportamento complessivo dell’edificio nei vari regimi climatici, in quanto la trasmissione termica avviene con differenti modalità tra l’inverno e l’estate.
Della fibra di legno e della lana di roccia (o minerale) si è trattato diffusamente, così come esiste un articolo specifico che parla di EPS (o polistirene espanso).
case di legno
Esistono altri materiali isolanti che trovano impiego presso alcuni costruttori di case in legno, pur evidenziandone la scarsa diffusione.
La lana di vetro possiede eccellenti caratteristiche coibenti, paragonabili alle lane minerali, ma sta progressivamente scomparendo dalle case prefabbricate, in quanto viene considerato un materiale meno durevole e biologico.
Il sughero viene utilizzato da alcune ditte di case in legno per la realizzazione di cappotti.
Le sue notevoli proprietà meccaniche ed isolanti vengono parzialmente penalizzate dai costi (viene abbinato in molti casi alla lana di vetro, proprio per compensarne il maggior prezzo rispetto agli altri materiali).
La lana di pecora è un isolante naturale e traspirante, ideale per realizzare isolamenti ad alta densità, performanti in tutte le condizioni climatiche, ma i costi appaiono davvero alti e poco interessanti commercialmente per i produttori di case in legno.
Qualche azienda impiega la cellulosa stabilizzata, un ottimo isolante termoacustico ottenuto dalla trasformazione di carta riciclata con l’aggiunta di sali minerali.   
Va però insufflata nelle intercapedini, il che rende poco pratico l’utilizzo all’interno delle pareti delle case prefabbricate, mentre è piuttosto interessante nei cantieri in opera.
Il “kenaf”è una pianta erbacea simile alla canapa che può essere utilizzata per produrre pannelli isolanti costituiti da fibre intrecciate e pressate. 
Si tratta di un eccellente isolante termoacustico molto apprezzato per le realizzazioni in bioedilizia, ma non diffusamente impiegato dai costruttori di case in legno.

GARANZIE E CERTIFICATI PER GLI EDIFICI IN LEGNO

IL FATTORE PREZZO NON DEVE ESSERE MAI L’UNICO PARAMETRO NELLA SCELTA DEL COSTRUTTORE DELLA NOSTRA ABITAZIONE IN LEGNO.

Salve architetto e complimenti per il blog che seguo da molto tempo.
Ho anche letto il suo libro e per quando riguarda il lato tecnico sono molto informato.
Mi chiedevo quali sono le garanzie che dobbiamo chiedere alle case costruttrici?
Quali test dobbiamo fare per verificare che il lavoro sia a regola d'arte?

Quali certificati dobbiamo esigere sia del materiale che della ferramenta?
Dal suo blog mi sembra di aver capito che non c'è solo il prezzo da mettere in conto per un eventuale scelta.

Le ditte costruttrici devono rispondere per almeno 10 anni sui difetti costruttivi dell’edificio, come previsto dalle vigenti norme in materia di costruzioni.
L’estensione di tale copertura a 15, 20 o 30 anni è facoltà della singola azienda e va vista come un valore aggiunto.
Per quanto riguarda le certificazioni ed i marchi di istituti esterni, questi attestano i controlli e la qualità del processo produttivo, che è sottoposto a severi controlli.
Gli stessi valori termici per essere davvero attendibili dovrebbero essere ricavati da valutazioni eseguite da soggetti terzi autorevoli.
Il cliente non è tenuto a svolgere test sull’edificio, ma consiglio di effettuare almeno un paio di visite a cantieri, con il supporto del proprio tecnico di fiducia, per visionare direttamente le metodologie costruttive ed i particolari esecutivi della ditta di case di legno selezionata.
In fase di campionatura è infine d’obbligo una visita alla fabbrica ed al processo di produzione dei vari elementi della costruzione.
Molte aziende di case in legno forniscono una certificazione europea (la cosiddetta ETA) che norma i materiali ed in prodotti per uso strutturale e identifica e qualifica le costruzioni in legno.
Si tratta di una marchiatura CE in conformità al Benestare Tecnici Europei (ETA, appunto) che contiene al suo interno tutte le fasi del processo produttivo.
Il prezzo di una casa in legno è uno dei fattori che vanno presi in considerazione.
Chiaramente, stabilito un budget, il lavoro dovrà rientrare nei tetti di spesa previsti.
Una progettazione intelligente permette di abbassare i costi e di affidare il lavoro ad una ditta seria e competente, mentre un progetto inutilmente dispersivo e incoerente comporta notevoli aggravi, imponendo scelte costruttive economiche o persino il ricorso al tradizionale.
Gli edifici in legno a basso consumo non sono sistemi costruttivi a buon mercato, ma possiedono un ottimo rapporto q/p considerando le prestazioni termiche raggiungibili in assoluto.
Se la cifra a disposizione è bassa, le case a catalogo, ottimizzate e razionali, costituiscono una interessante alternativa alla progettazione da parte di un tecnico.

AUTOMOBILI E CASE PREFABBRICATE

COSA C’ENTRANO LE AUTO CON LE CASE PREFABBRICATE?
QUANDO ACQUISTIAMO UNA CASA IN LEGNO, LE REGOLE DELL’EDILIZIA TRADIZIONALE APPAIONO ASSAI POCO PERTINENTI.

La ditta di case prefabbricate sostiene che devo stipulare una fidejussione bancaria, ancor prima della consegna della mia abitazione.  
E’ assurdo; le risulta?

Mi risulta ed ha pure una certa logica.
Nel caso (malaugurato) che la sua casa in produzione (come detto, un paio di mesi di tempo sono necessari), non possa più essere acquistata (non pensate al peggio, magari una difficoltà economica passeggera…..), si pone il problema di assicurare alla ditta costruttrice che i costi di costruzione vengano comunque coperti.
La fidejussione (o un’altra forma di garanzia) è necessaria per l’azienda di case prefabbricate, che si cautela (non a torto) per evitare di ritrovarsi nei magazzini la vostra casa, personale e per questo motivo non rivendibile (possono sempre trasformarla in pellets).
L’impresa di costruzione tradizionale richiede il pagamento della costruzione con gli “stati di avanzamento dei lavori”, mentre i produttori di case prefabbricate chiedono un anticipo alla firma del contratto e sostanziosi pagamenti che coincidono solitamente con le fasi cruciali della realizzazione dell’opera (montaggio, grezzo e consegna).
Le garanzie a copertura dei difetti costruttivi forniti dai produttori di case prefabbricate hanno durata quasi sempre trentennale (contro i 10 anni previsti dalla legge italiana, che i costruttori sono tenuti a concedere al cliente).
Ma soprattutto la campionatura dell’edificio, partendo da una base a cui vanno aggiunti vari optional, ricorda da vicino l’acquisto di un’automobile più che di un abitazione. 
Il rapporto tra ditta di case prefabbricate ed acquirente ricorda da vicino quello che siamo abituati ad avere con una concessionaria di automobili, a partire dall’agente (il venditore della macchina), la prova (la visita alle case campione), il listino con le varie motorizzazioni e gli optional (impianti, finiture).
I contratti delle aziende di case in legno ricordano ben poco quelli che andremo a stipulare con l’impresa di costruzioni tradizionale e non sono molto diversi, nella forma e nei contenuti, da quelli che solitamente firmiamo per l’acquisto di una vettura.
In effetti, l’impresa tradizionale fornisce soprattutto un servizio, acquista il materiale e lo assembla, mentre l’acquisto di una casa in legno equivale a comperare un bene fisico.
Possono apparire considerazioni scontate, ma entrare nella giusta ottica, conoscendo in anticipo l’iter a cui andiamo incontro, è senz’altro un vantaggio per l’acquirente.
Tale prassi è consolidata in quei paesi in cui le case prefabbricate in legno sono diffuse in gran numero, ma appare poco chiara ed insospettisce l’acquirente italiano, più avvezzo a confrontarsi (nel bene e nel male) con la mentalità dell’impresario tradizionale.
Persino gli istituti bancari sollevano qualche perplessità (almeno nelle fasi iniziali) nei confronti dei vari passaggi per l’erogazione del mutuo richiesti dalle ditte di case in legno.
La graduale diffusione delle costruzioni prefabbricate dovrebbe portare a limitare le incomprensioni e ad apprezzarne non solo i vantaggi energetici, ma anche la certezza delle regole d’acquisto (vero tallone d’achille dell'edilizia tradizionale).

COSTRUIRE IN BIOEDILIZIA SU TERRENI AGRICOLI

Io mio marito abitiamo a Firenze, vorremmo acquistare un terreno per costruirci sopra una casa in legno.
Vorremmo sapere la tipologia di terreno: edificabile o va bene anche il terreno agricolo?
Come abbiamo letto su alcuni blog, queste case sono ritenute beni mobili non immobili e quindi va bene anche un terreno non edificabile, ma agricolo con concessione edilizia comunale?
Sui siti di alcune delle più grandi ditte specializzate in costruzione di case in legno c’è invece scritto che il terreno deve essere urbanizzato, cioè edificabile?
I prezzi in provincia di Firenze dei terreni variano molto: da 30.000 euro per quelli agricoli a un minimo di 100/160.000 euro per quelli edificabili.
C’è un modo per costruire una casa in legno come civile abitazione/prima casa su un terreno agricolo?
Forse qui in Toscana ci sono normative che o permettono riguardanti la possibilità di effettuare attività in proprio coltivatore diretto o similari, cioè se la casa è legata strettamente all’attività professionale svolta sul terreno agricolo...dovremmo forse approfondire in tal senso.

Le costruzioni in legno a basso consumo energetico, sono edifici permanenti che vanno ancorati ad una platea di fondazione in cemento armato e costituiscono semplicemente un’alternativa alle costruzioni in muratura e laterocemento.
La costruzione su terreni agricoli è possibile se legata al fondo agrario, secondo le normative ed i regolamenti locali.
In questo caso l’edificio può essere realizzato indifferentemente in legno o laterizio.
Anzi.  Molte amministrazioni restringono fortemente le tipologie costruttive ammesse in zona agricola e non mancano situazioni in cui le case prefabbricate non sono ammissibili.
Le costruzioni in legno non permanenti, smontabili o mobili sono sistemi non finalizzati ad un utilizzo continuativo, ancor meno come prima casa di abitazione.
L’occupazione temporanea o un impiego non abitativo (bungalow da campeggio, annesso agricolo, ripostiglio, rimessa…) rappresentano la corretta destinazione di queste strutture, che presentano condizioni termiche scadenti nei mesi più caldi o freddi.
Come tecnico, non mi occupo di questi fabbricati, soprattutto se il loro utilizzo rappresenta una scorciatoia per edificare su terreni vincolati.
Mi rendo conto che gli alti costi dei pochi terreni edificabili disponibili rappresentano un deterrente all’acquisto, andando a gravare in maniera insostenibile sul prezzo finale di una nuova abitazione e, tuttavia, lo scempio urbanistico che ha flagellato il nostro territorio negli ultimi anni è un malcostume che deve terminare e che deve essere combattuto in tutti i modi.
Una progettazione intelligente, un'impiantistica adeguata, finiture sobrie e un dimensionamento corretto degli spazi, consentono di risparmiare parecchio.
Un'alternativa "furba" è infine rappresentata dalle case a catalogo dei costruttori di case in legno prefabbricate, dai prezzi interessanti e dalle soluzioni ottimizzate e funzionali.