Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

IL CALCOLO STATICO DELLE CASE DI LEGNO

ALCUNI ADEMPIMENTI BUROCRATICI VENGONO INCLUSI DAL COSTRUTTORE E NON RICHIEDONO L’AFFIDAMENTO A PROFESSIONISTI E TECNICI, CON UN CERTO RISPARMIO PER L’ACQUIRENTE.

Ho un azienda agrituristica e vorrei mettere 4 di queste casette prefabbricate in legno.
Vorrei sapere se hanno già i calcoli del genio civile.
Cosa bisogna preparare di lavori?

Vorrei sapere se la statica della costruzione in legno deve farla il mio ingegnere / architetto o fornisce il tutto la ditta, avendo scelto una’azienda di case prefabbricate slovena.

La statica è fornita (quasi sempre) dal costruttore della casa in legno.
Il motivo è abbastanza semplice.
Il calcolo statico è necessario per l’azienda stessa al fine del dimensionamento esecutivo delle strutture portanti della costruzione, a telaio o massicce, e, pertanto si tratta di una prestazione che può essere fornita senza costi aggiuntivi all’acquirente.
La statica deve essere firmata da un professionista abilitato iscritto al proprio albo o ordine di appartenenza provinciale, come previsto dalle norme vigenti in materia di costruzioni.
Se il calcolo è stato redatto da uno studio estero, la documentazione deve essere sottoscritta da uno strutturista italiano, che si assuma la responsabilità relativamente alla rispondenza del contenuto alla normativa.
Il calcolo statico di una casa prefabbricata in legno va depositato presso i competenti uffici secondo la medesima prassi delle strutture in cemento armato, che può variare da regione a regione.
Il dimensionamento delle strutture di fondazione, al contrario, è a carico dell’acquirente, che deve incaricare direttamente un ingegnere, il cui compito è abbastanza limitato (seppure importante), trattandosi di una minima porzione dell’edificio, in particolare qualora venga prevista una semplice platea.
Lo strutturista ha inoltre il compito di controllarne l’esecuzione in cantiere in qualità di direttore dei lavori delle strutture, come previsto dalle norme tecniche.
E’ fondamentale che la progettazione esecutiva delle due porzioni dell’edificio risulti ben coordinata, evitando errori come la costruzione anticipata della platea o dell’interrato, prima della scelta della ditta o di avere effettuato la campionatura.
Può sembrare scontato, ma molte persone non comprendono l’importanza di questo aspetto e preferiscono affrettare i lavori inutilmente, presi dalla frenesia di cominciare il cantiere ad ogni costo.
Le caratteristiche del solaio di ancoraggio delle case in legno variano da azienda ad azienda e vi è il concreto rischio di realizzare una platea non conforme alle esigenze del costruttore, con il rischio di dover demolire parte delle opere eseguite, operare tagli e carotaggi, i cui costi graveranno inevitabilmente sul prezzo finale.
I tempi di realizzazione sono estremamente rapidi rispetto ai cantieri tradizionali in laterocemento ed è sempre consigliabile seguire scrupolosamente le indicazioni esecutive del costruttore, come la forometria e i dettagli tecnici allegati nei disegni di cantiere.

L'IMPORTANZA DELLA TRASPIRAZIONE DELL'EDIFICIO

LA MAGGIOR PARTE DELLE SOLUZIONI TECNICO-COSTRUTTIVE DELLE DITTE DI CASE IN LEGNO PREFABBRICATE GARANTISCONO UNA CERTA TRASPIRABILITA’ DELLE PARTIZIONI OPACHE DELL’EDIFICIO (TETTO E PARETI ESTERNE).

Devo realizzare la mia casa prefabbricata in pannelli x-lam e cappotto in fibra di legno, così come fibra di legno intendo impiegare per isolare il tetto.
Non intendo utilizzare nessun materiale che non traspiri, tipo eps.
Quali precauzioni si devono impiegare per garantire una lunga durata alla fibra?
Vanno utilizzati i freni o barriere al vapore?
Come vanno posizionati nelle pareti e nel tetto?

Le strutture in x-lam in accoppiamento a pannelli in fibra di legno garantiscono un eccellente isolamento termico per tutto l’anno, con ottimi valori di sfasamento estivo e conseguente benessere indoor durante i mesi caldi.
Molti costruttori abbinano un freno al vapore sul lato interno, direttamente dopo il cartongesso, altri ancora non prevedono alcun telo di protezione, mentre ha poco senso montare una barriera vera e propria che impedirebbe la traspirazione naturale dell’edificio (indispensabile, al contrario, qualora il cappotto fosse realizzato in EPS).
Mi affiderei comunque al costruttore per valutare le soluzioni più collaudate ed idonee, mentre sconsiglio sempre l’autocostruzione di un edificio in legno, soprattutto per gli usi abitativi.
La fibra di legno è un materiale che soffre particolarmente l’umidità, in quanto bagnandosi perde drasticamente le sue proprietà isolanti e può sviluppare muffe e funghi, deteriorandosi in modo irreversibile, richiedendo la sostituzione integrale dei pannelli (operazione tutt’altro che agevole ed economica).
Tale problematica, per quanto rara, si presenta a fronte di un notevole sviluppo di umidità all’interno degli ambienti, dovuto alla cottura dei cibi, all’utilizzo sanitario dell’acqua, alla respirazione umana ed animale, che non trova adeguata via di fuga all’esterno attraverso l’apertura manuale di porte ed infissi.
E’ intuitivo che la presenza di un impianto di ventilazione meccanica controllata, in grado di ricambiare il volume d’aria in breve tempo, evita in partenza ogni rischio, mentre i cappotti non traspiranti come il polistirene (ottimo isolante, ma…) impediscono il passaggio all’esterno di vapore.
Molte pareti a telaio abbinano un cappotto in ESP a pannelli in fibra di legno tra i montanti, una soluzione performante che impone l’uso della barriera al vapore sul lato interno.  In questo caso consiglio l’installazione di un impianto di VMC per garantire una buona qualità ed un ricambio costante dell’aria.
Pesonalmente darei preferenza alle pareti che prevedono almeno un freno al vapore sul lato interno, che permetta il passaggio di una quantità limitata di umidità verso l’esterno, che scongiuri in partenza il rischio di bagnare i pannelli isolanti.
Una parete traspirante è comunque una buona soluzione, a patto di provvedere sempre ad un regolare ricambio d’aria aprendo le finestre.
Spesso questa operazione viene temuta dai possessori di case in legno a basso consumo, in quanto si teme di disperdere il prezioso calore, aumentando il costo delle bollette.
L’isolamento termico non deve divenire un’ossessione e si deve sempre dare priorità alla salubrità degli ambienti e dell’edificio.

L'IMPIANTO DI ASPIRAZIONE CENTRALIZZATA

UN IMPIANTO UTILE (MA NON CERTAMENTE INDISPENSABILE) IN UNA MODERNA ABITAZIONE E’ L’ASPIRAZIONE CENTRALIZZATA, DA NON CONFONDERE CON LA VENTILAZIONE MECCANICA, INSTALLABILE SENZA PROBLEMI NELLE COSTRUZIONI ECOLOGICHE.

Cosa ne pensa del sistema di aspirazione centralizzata?
Quali svantaggi ha?
Se ha una conoscenza del settore, vorrei sapere in Italia qual'è la marca acquistabile di maggiore qualità ed affidabilità?

Buongiorno Architetto, nel complimentarmi per il libro ed il blog, mi permetto di suggerire un argomento di cui non ho trovato traccia tra gli articoli, ovvero l’impianto di aspirazione centralizzata, che vorrei installare nella mia futura casa in legno prefabbricata.

Non mi considero un esperto di aspirazione centralizzata e non posso pertanto consigliare una ditta in particolare (peraltro il blog non fa pubblicità diretta).
Mi limito a sottolineare che questi sistemi possono sostituire efficacemente il tradizionale aspirapolvere con alcuni vantaggi.
L’impianto è costituito da un insieme di tubi e canalizzazioni che collegano il motore e il serbatoio (ubicati in un locale di servizio) ad una serie di bocchette, il cui numero dipende dalla dimensione e dallo sviluppo dell’edificio.
E’ poi in dotazione una tubazione esterna di adeguata lunghezza che andrà collegata alle prese aspiranti (dotate di sportellino di chiusura).
Per utilizzare l’impianto è quasi sempre sufficiente aprire lo sportello.
Essendo la macchina collocata in un locale apposito, l’impianto non è rumoroso come un tradizionale aspirapolvere e vi è minore possibilità di produzione di polveri ed odori nell’ambiente.
Il tubo è leggero e maneggevole, anche rispetto ad una scopa elettrica, con il vantaggio della potenza elevata e della conseguente capacità di aspirazione e di pulizia.
La pulizia del serbatoio (più capiente del tradizionale sacchetto dell’aspirapolvere) e dei filtri è un’operazione semplice e ci sono particolari “contro” da segnalare, a parte il prezzo maggiore dell’impianto rispetto ai tradizionali aspirapolvere.
Nelle case in legno è preferibile inserire tale impianto in sede di progettazione statico-esecutiva, in quanto si dovranno definire i passaggi dei tubi montanti e delle distribuzioni orizzontali dal locale tecnico sino alle bocchette di aspirazione.
Al pari di un impianto di ventilazione meccanica controllata, il sistema risulta abbastanza invasivo se non predisposto in sede di montaggio, per cui, se lo ritenete necessario, consiglio di prevederlo in sede di campionatura, evitando di intervenire pesantemente sul fabbricato negli anni successivi (in alternativa si può sempre acquistare un robot).

CASE PREFABBRICATE IN BIOEDILIZIA

IL VARIEGATO SETTORE DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO OFFRE SOLUZIONI COMPLETAMENTE BIOEDILI E NATURALI, MA SONO PRESENTI MOLTE AZIENDE MENO ATTENTE, CHE IMPIEGANO MATERIALI E SOSTANZE DI ORIGINE CHIMICA, POTENZIALMENTE DANNOSE PER LA SALUTE.

Sono uno studente della Facoltà di Architettura di Torino e avrei bisogno di un consiglio sulle costruzioni in legno.
In un corso sono tenuto a progettare un edificio di circa 4/5 piani ad uso residenziale.
Nel momento in cui ho dovuto pensare al tamponamento esterno mi sono chiesto: meglio il legno o il mattone?
E soprattutto, il legno non è in realtà un materiale naturale al 100%;  questo infatti viene spesso trattato con sostanze che non ne permettono il riuso o addirittura rendono difficoltoso lo smaltimento perchè sono nocive.
Come mi potrei muovere tra queste "fregature"?
Come posso essere certo che ciò che scelgo sia naturale sul serio?

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Le costruzioni in bioedilizia impiegano solamente materiali di origine naturale, rinnovabili o riciclabili ed hanno un bilancio energetico a basso o nullo impatto sull’ambiente.
Gli edifici in legno a basso consumo utilizzano poca energia per la costruzione ed hanno un limitato fabbisogno termico, sia d’estate che d’inverno, soprattutto in abbinamento ad impianti ad energia rinnovabile e/o ad alta efficienza (pompe di calore, ventilazione meccanica, solare).
Le case prefabbricate rappresentano solitamente un sistema costruttivo ecologico, a patto di evitare l’impiego di sostanze inquinanti e che rilasciano vapori tossici, dannosi per la salute e per l’ambiente.
In particolare, va fatta attenzione ai prodotti utilizzati per impregnare il legno (non sempre necessari) come antitarlo o anticombustione e alle vernici, che dovrebbero essere a base acquosa.
Anche gli isolanti impiegati per coibentare l’involucro devono rispettare i criteri di sostenibilità e riciclabilità dei materiali.
Le fibre di legno e di canapa, il sughero e gran parte delle lane minerali sono materiali idonei, peraltro utilizzati ampiamente nelle case in legno, mentre meno indicato è l’utilizzo della lana di vetro e del polistirene (quest’ultimo è però quasi sempre riciclabile).
Gli aspetti da considerare sono molteplici e comprendono anche le finiture come le vernici e i prodotti impiegati per stuccature, intonaci e tinteggiature ed i pavimenti, generalmente incollati sul massetto, che possono rilasciare esalazioni e sostanze volatili nocive per la salute.
La scelta tra costruzione in legno o in laterizio dipende da molti fattori, per lo più soggettivi, ma le case prefabbricate non partono certamente svantaggiate.
Le soluzioni sul mercato sono molte e non vanno demonizzati i sistemi massicci come l’xlam che impiegano colle per la produzione dei pannelli.
Le normative europee sono piuttosto severe e i costruttori presenti sul mercato italiano si assumono la responsabilità dei prodotti e dei materiali che vengono montati.
Chiaramente tali criteri non risultano altrettanto restrittivi in molti paesi dell’Europa dell’est, per cui si deve prestare una certa attenzione alle costruzioni offerte da molti produttori a prezzi estremamente economici.

INCENTIVI PER LE CASE DI LEGNO

COSTRUIRE UNA CASA DI LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO RAPPRESENTA UN GESTO DI RISPETTO CONCRETO VERSO L’AMBIENTE.

Mi piacerebbe affrontare l’argomento degli incentivi edilizi urbanistici ed economici che alcuni tra i comuni più evoluti prevedono per le costruzioni realizzate secondo i canoni della bioedilizia.
Secondo il mio parere è interessante poter usufruire in questo momento di crisi di questo tipo di agevolazioni, ma ho l'impressione che il meccanismo per ottenerli sia un po’ troppo complesso anche per me che sono un progettista.

Le case di legno prefabbricate consumano poca energia per la termoregolazione grazie all’isolamento massiccio dell’involucro.
La produzione delle case prefabbricate in legno non è energivora ed assorbe poche risorse rispetto alle costruzioni tradizionali che impiegano acciaio, cemento e laterizio.
I costi per costruire in bioedilizia ed abbassare le dispersioni termiche sono sempre superiori rispetto all’edilizia non isolata che utilizza materiali inquinanti e/o non riciclabili ed andrebbero riconosciuti.
La legislazione italiana incentiva la riqualificazione energetica degli edifici esistenti attraverso le detrazioni fiscali del 55% (prorogate per tutto il 2012), ma non si pone il problema delle nuove costruzioni, che vengono normate a livello nazionale mediante l’applicazione di alcune leggi:


D. Lgs. 192/2005
Si tratta della norma “madre”, in recepimento della Direttiva Comunitaria 2002/91/CE, che abroga definitivamente la vecchia Legge 10/1991, istituendo il primo strumento per le operazioni di qualificazione/certificazione energetica degli edifici.
D. Lgs. 311/2006
Integra e modifica il D. Lgs. 192/2005
D.P.R. 2 Aprile 2009 n° 59
Stabilisce i metodi di calcolo ed i requisiti energetici degli edifici
D.M. 26 Giugno 2009
Entrano in vigore le sospirate linee guida nazionali

Alcune regioni (come la Lombardia con Sacert) e province (come quella di Bolzano con CasaClima) hanno istituito le proprie normative per il calcolo energetico degli edifici, più restrittive rispetto a quelle nazionali.
Generalmente non sono previsti incentivi (tipo bonus fiscali o contributi a fondo perduto), perlomeno non dallo stato italiano, ma è da segnalare qualche bando regionale, non sempre pubblicizzato a dovere.
Alcuni comuni favoriscono il risparmio energetico, concedendo bonus volumetrici o sconti (anche sostanziosi) sugli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e/o il costo di costruzione.
Non sono previsti specifici incentivi rivolti alle case in legno, ma, più generalmente, per gli edifici che consumano poca energia per il riscaldamento.
Una menzione particolare va fatta per il principale strumento per il calcolo della sostenibilità degli edifici, il Protocollo ITACA, che certifica il livello di qualità ambientale delle costruzioni, misurata secondo numerosi parametri di valutazioni, tra cui (ma non solo) l’isolamento termico, adottato da numerose regioni italiane.

CREPE IN UNA COSTRUZIONE PREFABBRICATA IN LEGNO

LE CASE PREFABBRICATE, IN QUANTO EDIFICI veri e propri, SONO SOGGETTE NEL TEMPO A INEVITABILE USURA, SOTTO L’AZIONE DEGLI AGENTI ATMOSFERICI, DEI CARICHI STATICI E DINAMICI E DELL’UTILIZZO QUOTIDIANO DI CHI LE ABITA.

Abbiamo realizzato la nostra casa in legno e tra le travi ed il cartongesso si stanno creando delle crepe e distaccandosi la stuccatura.
Come possiamo risolverla?
Esistono stucchi che ammortizzano le dilatazioni e gli assestamenti del legno?

Invito chi mi scrive a fornire qualche dato ulteriore nelle richieste, in quanto sono spesso costretto ad interpretare le poche righe allegate alla domanda.

In questo caso ci sono alcune possibilità:

-      L’edificio è stato costruito recentemente (entro i 10 anni) da un’azienda di case in legno operante sul territorio italiano.
Un distacco evidente dei cartongessi (se cede la stuccatura non è un buon segno) rientra tra i difetti costruttivi ed è ipotizzabile un movimento della struttura, la cui causa non è ovviamente comprendere senza effettuare sondaggi e verifiche approfondite sull’edificio.
Il lettore deve contattare direttamente la ditta costruttrice originaria che ha il dovere di rispondere per legge.
Nel caso di risposte non soddisfacenti l’acquirente è legittimato a fare periziare il danno da un tecnico e a ricorrere per vie legali nel caso di inadempimento.

-      L’edificio ha più di 10 anni ed è stato realizzato da una ditta di case in legno operante sul territorio italiano.
Se non sono state fornite dal costruttore estensioni alla garanzia di legge, possiamo comunque rivolgerci alla medesima ditta per operare sull’edificio o, in alternativa, ad un’azienda di case in legno locale.
Qualsiasi intervento strutturale deve però essere valutato da un’ingegnere per comprendere le cause del cedimento e trovare le soluzioni tecniche più opportune.

-      L’edificio è stato auto-costruito avvalendosi dell’esecuzione  di una ditta di montaggi.
Molte aziende di case in legno estere forniscono la struttura, che deve essere installata da una ditta locale in cantiere.
Anche in questo caso (se i lavori sono stati eseguiti secondo la legge), molte sono le figure che possono essere coinvolte, dai tecnici (progettista, direttore dei lavori, strutturista) alla ditta costruttrice, che ha il dovere di rispondere per quanto di competenza.

-      Auto-costruzione in proprio dell’edificio.
In molti casi (purtroppo) le case in legno rappresentano una scorciatoia per costruire dove non è legalmente possibile, aggirando permessi ed autorizzazioni.
In assenza di permessi le garanzie non valgono e la costruzione non è mai stata formalmente costruita, senza possibilità di coinvolgere pseudo-costruttori e pseudo-tecnici (se esistono) per assumere le proprie responsabilità di fronte al cliente.