Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

NON SOLO VILLETTE CON LE COSTRUZIONI IN LEGNO

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO SONO STRUTTURE DUTTILI ED ADATTABILI ALLA REALIZZAZIONE DI SVARIATE TIPOLOGIE DI EDIFICI E NON VANNO CONFINATE ALL’AMBITO DELLE SOLE VILLETTE UNIFAMILIARI.

Buongiorno Architetto, mi sembra di capire che le case prefabbricate sono pensate solo per costruire abitazioni come villette ad uno o due piani.
Si possono realizzare anche condomini ed edifici plurifamiliari?

Sono il titolare di un’impresa di costruzioni.
Un nostro cliente deve realizzare un piccolo edificio per uffici (a 3 piani) ed ha l’esigenza di raggiungere la classe A, nonché di insediare l’attività entro pochi mesi.
Abbiamo pensato al legno, ma non sappiamo se queste costruzioni siano adatte per questo tipo di attività.

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Le case prefabbricate in legno rappresentano una minima parte degli edifici che vengono realizzati ogni anno in Italia.
Il trend è in crescita ed in netta controtendenza rispetto alle costruzioni tradizionali, ma resta limitato, anche dai pregiudizi e dalla scarsa diffusione di queste strutture (soprattutto al centro-sud), in qualche modo “auto confinate” nell’ambito delle piccole abitazioni.
E’ infatti paradossale, ma sono le stesse aziende di case prefabbricate a diffondere il concetto dell’abitazione in legno unifamiliare come target univoco.
Basta dare un’occhiata a qualsiasi catalogo o sito internet per renderci conto di ciò.
Mancano infatti del tutto immagini e fotografie di tipologie edilizie alternative alle classiche villette, come fabbricati multipiano, strutture per l’istruzione e il commercio, alberghi, ristoranti ed uffici.
Eppure le case in legno sono costruzioni polivalenti ed adattabili.
L’elevato isolamento termico è solo uno dei vantaggi che possono rendere estremamente interessanti le applicazioni di questi sistemi costruttivi al di fuori dell’ambito puramente residenziale.
Gli spazi lavorativi (in particolare gli uffici) realizzati in legno possono fornire un alto livello di comfort termo-acustico indoor, abbassando i costi energetici e migliorando la qualità della vita (e quindi la produttività) degli impiegati.
Le scuole rappresentano un campo di applicazione ideale per la bioedilizia ed, in generale, le costruzioni in legno a basso consumo si prestano ottimamente alla realizzazione di spazi per l’istruzione (per ogni fascia di età) e l’accoglienza di bambini, anche piccolissimi (come le scuole materne e gli asili nido).
Con le strutture in legno si possono edificare fabbricati multipiano, anche in altezza (4-5 piani), in tutta sicurezza.
Alberghi, condomini, piccoli palazzi per uffici, possono essere costruiti in legno in poco tempo, rendendo oltremodo vantaggiosa l’adozione di un’impiantistica efficiente basata su fonti energetiche rinnovabili come le pompe di calore a geotermia verticale od orizzontale, che può essere ammortizzata in poco tempo grazie al maggiore volume d’aria da scaldare e raffrescare rispetto ad una singola abitazione.

RIVALUTARE IL RISCALDAMENTO A RADIATORI?

OBSOLETI, PASSATI DI MODA, INSENSATI, ANTIESTETICI, FANNO POLVERE.
I VECCHI RADIATORI RESTANO, NONOSTANTE TUTTO, UNA PRIMA SCELTA PER MOLTI ACQUIRENTI DELLE CASE IN LEGNO, FORSE NON DEL TUTTO A TORTO.

Leggendo i suoi articoli del blog, mi sembra di capire che l’isolamento delle case in legno è tale da sconsigliare una spesa eccessiva per gli impianti.
L’azienda che abbiamo scelto (non abbiamo ancora firmato….) insiste per farci acquistare una pompa di calore con il riscaldamento a pavimento, ma la spesa è davvero alta rispetto alla caldaia con radiatori.
Mio marito ritiene che sia meglio staccarci dalla rete gas, ma una differenza di 15.000 € mi sembra davvero eccessiva (sai quante ferie ci facciamo….).
Lei cosa ci consiglia?  Siamo in zona Lago di Como.

CASE-LEGNO, FERTIGHAUS, PREFABBRICATE
Non posso che ribadire quanto scritto a più riprese, scusandomi con i lettori più fedeli.
Le case prefabbricate in legno consumano poca energia termica e non necessitano di impianti costosi e sovradimensionati.
Molti miei clienti hanno optato per le pompe di calore aria-acqua, abbinate a pannelli solari fotovoltaici e ne sono molto soddisfatti.
Questa scelta è abbastanza lungimirante, ma si deve essere consapevoli che difficilmente si riuscirà ad ammortizzare questo sistema impiantistico in pochi anni.
La differenza di costo con un impianto “base” (caldaia a condensazione con radiatori) resta notevole, anche per la presenza dei pannelli radianti a pavimento, che innalza inevitabilmente la spesa (per non parlare dell’incidenza del fotovoltaico, pur a fronte di cifre in discesa libera).
Il gas è una fonte energetica di tipo fossile non rinnovabile ed è ipotizzabile una costante crescita dei prezzi nei prossimi anni.
Questo aspetto può solo parzialmente compensare le motivazioni che spingono a rinunciare ad un impianto a gas.
Un edificio in legno correttamente progettato e curato nel’involucro, con valori buoni termici di parete – tetto – infissi – attacco al suolo, può tranquillamente mirare ad una categoria energetica (secondo normativa nazionale) collocabile tra una classe B “alta” ed una classe A+, sulla maggior parte del territorio nazionale.
Senza avventurarci in imprudenti analisi termotecniche, è però possibile redigere qualche conto “della serva”.
Ipotizziamo che il consumo annuo di gas di una casa in legno di medie dimensioni si aggiri dai 400 agli 800 € per il riscaldamento, considerando che l’energia necessaria per la cottura dei cibi e gli usi sanitari venga coperta da un impianto a pannelli solari termici.
Se la differenza di prezzo tra i vari sistemi impiantistici supera i 5-6.000 € è evidente che i tempi di ammortamento si dilaterebbero eccessivamente, rendendo poco conveniente l’extra costo per soluzioni per il riscaldamento tecnologicamente più innovative.
Tale ragionamento può essere esteso all’opzione caldaia – riscaldamento a pavimento, in quanto il prezzo maggiore di quest’ultima soluzione difficilmente sarà recuperabile negli anni.
In questo ultimo caso si sceglie di eliminare i corpi radianti per motivi pratico-estetici, evitando vincoli nella disposizione dell’arredo,  in presenza di almeno un calorifero per locale.
Va però detto che nelle case in legno i termosifoni non generano moti convettivi d’aria e sollevamento di polveri come negli edifici poco isolati, in quanto il loro funzionamento è limitato a brevi cicli di accensione – spegnimento durante la giornata, con una minima richiesta di energia alla caldaia.

CASE IN LEGNO MONOPIANO, INTERRATI O BOX ESTERNI

I COSTI DI UNA COSTRUZIONE IN LEGNO DIPENDONO ANCHE DALLE SCELTE PROGETTUALI E DALLA TIPOLOGIA SCELTA.  A PARITA’ DI SUPERFICIE CALPESTABILE LE STRUTTURE PIU’ “DISPERSIVE” COSTANO INEVITABILMENTE DI PIU’.

La mia futura casa prefabbricata dovrebbe essere monopiano, in quanto vorrei evitare il più possibile le scale, pensando anche agli anni futuri.
In molti mi hanno sconsigliato questa scelta, in quanto andrei a spendere molto di più.
Non dovrebbe essere il contrario, visto che è più semplice montare le pareti al piano terra e non si deve realizzare nessun solaio?
In teoria, si dovrebbe risparmiare anche sulla scala.
Evitando il piano interrato ho un risparmio (magari prevedendo un box auto o una tettoia per il riparo delle vetture)?

CASA-LEGNO, COSTRUZIONI-BIOEDILIZIA
Questo argomento è stato parzialmente trattato un po’ di tempo fa.
Il principale motivo dai maggiori costi di un edificio in legno monopiano è l’incidenza del tetto, che è una degli elementi più onerosi di una casa prefabbricata.
Se l’esigenza abitativa prevede una superficie utile di 160 mq, tale spazio può essere disposto su un unico piano o suddiviso su due o più piani.
Nel caso di un immobile ad un unico piano dovremo realizzare un tetto la cui superficie sarà di circa 200 mq, mentre per l’abitazione multipiano basteranno 100 mq, ovvero la metà.
Il tetto di una casa in legno non si limita a proteggere gli ambienti ma deve garantire un efficace isolamento termico invernale, mantenendo i locali freschi d’estate.
La corretta progettazione della copertura è, infatti, uno degli aspetti tecnico-costruttivi fondamentali di un edificio a basso consumo energetico, richiedendo la realizzazione di un pacchetto di isolamento di notevole spessore, impiegando pannelli ad alta densità e realizzando una camera di ventilazione per l’asportazione del calore estivo.
Ovviamente sul prezzo incide anche la maggiore quantità di lattoneria (soprattutto se è previsto il rame) e del manto di copertura.
Se si vuole contenere il prezzo finale della costruzione è meglio optare per un edificio su due piani fuori terra, scegliendo un piano superiore mansardato (di altezza adeguata), che permette di ottimizzare i costi.
Questa tipologia è quella più economica offerta dai costruttori di case prefabbricate in legno.
Al contrario le case di legno monopiano possono costare, a parità di superficie, dal 10 al 20% in più.
Se il lotto ne permette l’inserimento, gli edifici ad un unico piano (magari senza interrato) sono senz’altro preferibili, migliorando la fruibilità degli spazi abitativi, evitando le scale e permettendo un rapporto più diretto con l’esterno.
Il costo di un box auto esterno è sicuramente inferiore ad un autorimessa interrata, che preveda la realizzazione di una rampa carrabile.
Per risparmiare ulteriormente, può bastare un carport, da addossare alla casa o da posizionare nel giardino (per chi ha un lotto di grandi dimensioni).

COSTRUZIONI IN LEGNO IN CLASSE A

LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE GARANTISCONO UN ELEVATO ISOLAMENTO TERMICO E RAGGIUNGONO QUASI SEMPRE PRESTAZIONI ENERGETICHE DI RILIEVO, SENZA PARTICOLARI ACCORGIMENTI.

Quali sono i reali vantaggi nel costruire in Classe A?
Posso davvero fidarmi di quanto riportato nel certificato energetico dei costruttori di case prefabbricate o sono solo i soliti “specchietti per le allodole” all’italiana per convincere il cliente a comperare?
Secondo il mio tecnico non sempre queste certificazioni sono attendibili, soprattutto se viene premiato eccessivamente il risparmio energetico.

classe-a, certificazione-energetica
La certificazione energetica dei fabbricati è una valutazione complessa dell’energia termica necessaria per il riscaldamento ed il raffrescamento, riassunta in un documento (l’attestato di certificazione energetica) che descrive sinteticamente la prestazione di un edificio, secondo quanto previsto dalla legislazione vigente (che può variare da regione a regione).
La classe energetica tiene conto della somma di molteplici fattori, quali la dispersione dell’involucro, l’orientamento dell’edificio, l’efficienza degli impianti per il riscaldamento invernale e la climatizzazione estiva, la produzione di acqua calda per usi sanitari, l’utilizzo di fonti rinnovabili.
Tale classificazione è legata all’Indice Energetico, espresso in in kWh/m2, ovvero il fabbisogno energetico annuo per il riscaldamento (il consumo dell’edificio vero e proprio).
Se una casa in legno ha un fabbisogno di energia di 25 KWh/m2, vuol dire che necessita di circa 2,5 lt di gasolio all'anno per metro quadrato.
In realtà i parametri per la valutazione della prestazione energetica dell'edificio presi in considerazione sono parecchi, come:
·         Fabbisogno specifico di Energia Primaria (EPH): 
E’ l’indice che esprime il fabbisogno di energia primaria per il riscaldamento dell'edificio, rispetto ai fattori relativi all'impianto termico.
Più tale valore è basso, migliore è la prestazione energetica.
Gli elementi che influenzano questo parametro sono legati sia alle caratteristiche dell’edificio, che al rendimento termico degli impianti.
·         Fabbisogno energetico specifico dell'involucro per la climatizzazione invernale (EH): 
E’ il fattore che esprime il fabbisogno energetico per il riscaldamento dell'ambiente.
Anche in questo caso, più è piccolo tale valore, minore è la quantità di energia richiesta per riscaldare il fabbricato. 
Questo parametro dipende direttamente dalla trasmittanza di pareti, infissi, coperture e solette, esposizione, zona di costruzione dell'edificio, parti contro terra, adiacenza con altri edifici riscaldati, presenza di ventilazione meccanica controllata.
·         Fabbisogno energetico specifico dell'involucro per la climatizzazione estiva (EC).
·         Fabbisogno specifico di energia primaria per l'acqua calda sanitaria (EPW).
·         Fabbisogno energetico specifico totale per usi termici, riscaldamento e acqua calda (EPT): 
In pratica, la sommatoria dei due fattori precedenti.
·         Contributo energetico specifico da fonti rinnovabili (EFER).
Tiene conto del contributo energetico di impianti a fonti rinnovabili, come i pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria o fotovoltaici per la produzione di corrente elettrica.
Le case prefabbricate valutate secondo la normativa nazionale (D.Lgs 192/05) possono facilmente raggiungere una classe energetica A, anche nelle regioni più fredde del nord Italia.
Una progettazione corretta dell’edificio è però necessaria, così come la costruzione ad opera di una ditta di case in legno che fornisca elementi di involucro correttamente isolati a bassa trasmittanza (pareti, infissi, copertura).
L’attestato di certificazione energetica (ACE) deve essere redatto da un tecnico di fiducia e non vi è ragione per dubitare di quanto espresso in tale documento.

UNA CASA PREFABBRICATA IN CALABRIA

IL TERRITORIO ITALIANO E’ CARATTERIZZATO DA UNA NOTEVOLE COMPLESSITA’ CLIMATICA, PASSANDO DALLE ZONE ALPINE ALLA PIANURA PADANA, DALLE ZONE INTERNE DELL’APPENNINO SINO AL CLIMA MEDITERRANEO DELLA FASCIA COSTIERA DEL CENTRO SUD E DELLE ISOLE.

Le scrivo perchè ho un terreno in Calabria di circa 2000mq, uno splendido promontorio sul mare sul quale è attualmente presente un rudere purtroppo non recuperabile.
Pertanto, ho pensato alla possibilità di costruire una casa in legno di modo da rispettare il più possibile l'ambiente in cui verrà collocata, ma anche per portare un nuovo tipo di costruzione nella mia terra di origine ormai coperta di cemento.
Spero di poter avere qualche consiglio da parte sua essendo io completamente "bianco" nel settore.

case-di-legno-ecologiche
Le case in legno prefabbricate sono costruzioni molto versatili, indistinguibili da quelle in muratura, in quanto rivestite da un isolamento a cappotto intonacato e tinteggiato.
Questo aspetto rende le strutture in legno particolarmente indicate per realizzare immobili di varie tipologie, spaziando da forme architettoniche tradizionali ad edifici in stile contemporaneo, adattando il progetto al contesto urbano ed ai regolamenti locali, senza particolari vincoli o difficoltà.
Le soluzioni costruttive presenti sul mercato delle case di legno sono molteplici ed è possibile scegliere tra sistemi a telaio o a parete massiccia abbinate a pannelli isolanti molto performanti in tutte le stagioni.
Dovendo costruire nel sud Italia, si dovrà scegliere un involucro edilizio in grado di arrestare l’ingresso dell’onda di calore, realizzando una struttura con una buona inerzia termica.
Il tema della protezione dal caldo è comprensibilmente predominante rispetto al problema della dispersione termica invernale, a causa delle lunghe estati con alte temperature ed a fronte di inverni abbastanza miti (anche se molte zone interne della Calabria hanno altre caratteristiche climatiche e di questo si dovrà eventualmente tenere conto).
Le pareti devono possedere una buona massa, per cui sono da privilegiare le soluzioni costruttive a parete massiccia (le più diffuse utilizzano i cosiddetti pannelli xlam).
In alternativa, anche le pareri intelaiate possono fornire un elevato sfasamento dell’onda di calore, con l’accortezza di montare pannelli isolanti ad alta densità (in fibra di legno, sughero, lana di roccia compressa, kenaf).
Il tetto dovrebbe essere ventilato mediante una camera di ventilazione correttamente progettata per espellere il calore del sottotetto ed adeguatamente coibentato, con pannelli isolanti ad alta o altissima densità, di notevole spessore.
La copertura è infatti esposta alla radiazione solare diretta per molte ore al giorno ed il rischio che il calore possa entrare all’interno dell’edificio è rilevante.
Il principale problema degli edifici a basso consumo è la schermatura delle vetrate, che d’estate non dovrebbero mai ricevere la luce diretta del sole.
Soprattutto in queste zone, finestre e portefinestre devono essere dimensionate adeguatamente per evitare il surriscaldamento per effetto serra, anche a causa della eccellente tenuta termica dell’involucro delle case in legno, che accumula il calore senza disperderlo (un vantaggio d’inverno, ma un evidente problema nei mesi più caldi).
Il mio consiglio è di curare il progetto dal punto bioclimatico, evitando di scegliere soluzioni architettoniche studiate per altre latitudini, con facciate eccessivamente vetrate.

FORI E VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA

LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA E’ UN IMPIANTO CHE SI TROVA SPESSO NELLE CASE IN LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO, IN QUANTO PERMETTE IL RICAMBIO COMPLETO DEL VOLUME D’ARIA IN POCO TEMPO CON MINIME PERDITE DI CALORE.

La mia è una semplice curiosità riguardo alla ventilazione meccanica controllata con fornello a gas in cucina.
Mi è stato detto che entrambi non possono funzionare assieme perchè andrebbero in conflitto, ma io non ho capito molto bene il perché.
Lei saprebbe darmi una spiegazione e dirmi se tale problema esiste?
La ringrazio e faccio sempre tanti complimenti al suo blog e alla sua pazienza.

vmc
Ci sono varie “scuole di pensiero” al riguardo ma, non essendo un termotecnico, mi limito a qualche modesto accenno da architetto.
In presenza del fornello a gas in cucina, la normativa prevede la presenza di uno o due fori nella parete esterna.
Con la cappa aspirante elettrica per l’espulsione dei fumi è necessario un foro di ventilazione da 100 mm di diametro, posto in basso vicino al pavimento, mentre, in assenza di cappa, serve anche un secondo foro del medesimo diametro per l’aerazione del locale, generalmente posto in alto, a filo del soffitto.
Il foro di ventilazione serve per l’apporto di aria alla combustione, mentre l’apertura di aerazione serve per smaltire verso l’esterno i prodotti della combustione, i vapori, gli odori e gli eventuali residui di gas.
Nelle cucine moderne è rara l’assenza della cappa di aspirazione, per cui è quasi sempre presente una sola apertura, comunque obbligatoria.
Questo foro nelle pareti delle case prefabbricate in legno crea una modesta, ma inevitabile dispersione di calore, comunque necessaria ai fini della sicurezza.
Optando per una piastra ad induzione viene a mancare la fiamma e, pertanto, tale foro non è più obbligatorio.
Non è comunque possibile evitare tale presa di ventilazione nemmeno installando un impianto di ventilazione meccanica controllata, anche se mi è capitato di leggere qualche interpretazione opposta su qualche forum.
Il quesito del conflitto tra VMC e foro sorge per la possibile perdita di pressione d’aria nella casa, in quanto, per funzionare correttamente, la ventilazione necessita dell’ermeticità dell’involucro.
E’ infatti sufficiente aprire una finestra per “spegnere” automaticamente l’impianto, che riprenderà a funzionare con la chiusura dell’infisso.
Sul mercato esistono molti impianti di ventilazione meccanica, di varie marche e costruttori, ma con caratteristiche di funzionamento abbastanza affini tra loro.
Generalmente la presenza di un foro di ventilazione da 100 mm di diametro (come detto, quasi sempre presente anche nelle case in legno) non è sufficiente a depressurizzare il volume d’aria e tuttavia è consigliabile porre esplicitamente tale domanda alla ditta installatrice, per evitare indesiderati malfunzionamenti.