Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

LO SPESSORE DELLE PARETI IN LEGNO X-LAM

IN ITALIA LE COSTRUZIONI IN LEGNO A PARETI X-LAM RISCUOTONO UN NOTEVOLE SUCCESSO E VENGONO SOVENTE PREFERITE ALLE PIU’ DIFFUSE STRUTTURE A TELAIO (BALOON FRAME).

Sto per iniziare a costruire la mia futura nuova abitazione e sto ricevendo vari preventivi.
Una cosa mi lascia ancora in dubbio, ovvero gli strati del pannello X-lam.
Alcune ditte me ne offrono a 3 strati da circa 10 cm, mentre un'altra a 5 strati con 8,5 cm.
Quest'ultima opzione è anche la più cara...anche del 30%.
Volevo gentilmente chiederle se ci sono differenze o meno.


La crescente popolarità delle case di legno a parete massiccia nel nostro paese è dovuta a molti fattori, ma deriva soprattutto dall’efficace coibentazione termica in regime estivo (sebbene parzialmente a scapito dell’isolamento invernale).
La maggiore inerzia termica dei pannelli in legno pieno rispetto alle strutture intelaiate, li rende molto indicati alla costruzione di edifici nelle fasce climatiche più calde, caratterizzate da estati torride con temperature elevate e inverni piuttosto miti.
Va comunque ricordato che la struttura costituisce solamente una parte (per quanto importante) della parete delle case prefabbricate e che la scelta del sistema costruttivo deve contemplare gli spessori complessivi delle partizioni opache, adottando i materiali isolanti più idonei per la specifica zona di costruzione.
Le strutture massicce piacciono anche perché il legno “pieno” appare più affine alle pareti in muratura, trasmettendo un’idea di “solidità”, soprattutto a chi non riesce ad accettare del tutto la scelta di costruire una casa in legno.
In realtà non vi sono grosse differenze di comportamento statico ed antisismico tra una parete intelaiata ed una massiccia, per cui questo criterio di giudizio è da considerare un semplice preconcetto senza alcun riscontro nel calcolo strutturale.
Molti lettori mi chiedono spesso quale spessore di pannello x-lam adottare e quale sia il numero corretto degli strati.
Le pareti x-lam sono costituite da tavole in abete incrociate ed incollate in numero dispari (a partire da 3 strati, generalmente fino a 7), mentre lo spessore dei singoli pannelli non dovrebbe essere inferiore a 120 mm.
Personalmente privilegerei le soluzioni costruttive costituite da almeno 5 pannelli, non inferiori a 150 mm, per una profondità minima di 750 mm.
La disposizione incrociata delle tavole limita i movimenti naturali del legno, determinando una eccellente stabilità dimensionale e resistenza strutturale degli elementi.
Intuitivamente, portata e stabilità del pannello dipendono non solo dallo spessore complessivo, ma dalla corretta stratigrafia della struttura.
Nel caso del lettore, un pannello a 3 strati da 10 cm complessivi non è necessariamente da preferire al pannello di dimensioni inferiori a 5 strati.
Ricordo infine che le colle non devono contenere solventi chimici e formaldeide, che potrebbero avere effetti tossici sull’organismo.

X-LAM O TELAIO PER UN EDIFICIO IN LEGNO IN CO-HOUSING?

LA SCELTA TRA UN SISTEMA COSTRUTTIVO A PARETE INTELAIATA O A PANNELLI MASSICCI PUO’ DIPENDERE DA MOLTI ASPETTI, MA NON DOVREBBE MAI ESSERE VINCOLATA A PREGIUDIZI O VALUTAZIONI SUPERFICIALI.

Stiamo finendo la progettazione di un piccolo condominio di 3 piani per 7 appartamenti.
Siamo in 4 famiglie e vorremmo realizzare un Co-housing con spazi comuni interni ed esterni.
Vorremmo costruirlo in legno e l'ingegnere strutturista specializzato in case in legno ci ha consigliato la struttura in x-lam perché è più solida e perché la struttura a telaio col passare degli anni va incontro a deterioramento del tamponamento.
Visto che x-lam è più costoso e dobbiamo ridurre i costi, se no non stiamo dentro al nostro budget, cosa ci consiglia di fare?
Cercare la ditta che costruisce in x-lam con i costi più bassi, o chiedere preventivi anche a ditte che costruiscono a telaio?
Ci può consigliare delle ditte valide, affidabili, con costi contenuti?
Dovremmo stare su costi di costruzione non superiori a 1200 €/mq, è fattibile?

una casa in legno a basso consumo
Prima affermazione:  “la struttura x-lam è più solida”.
Falso.  Entrambi i sistemi costruttivi sono solidi, in quanto la portata di una costruzione dipende dal calcolo strutturale che deve rispettare la normativa.
Il comportamento statico ed antisismico di una parete intelaiata è identico a quello di un muro “pieno”.
Per strutture di notevole altezza (e non è certo questo il caso) può esserci qualche problema in più di controventamento, ma ricordiamo che la maggior parte dei grattacieli (che rappresentano una delle maggiori “sfide” per le strutture degli edifici) possiede un nucleo centrale rigido ed una struttura perimetrale a telaio in acciaio portante (non è legno, ma è pur sempre un telaio).

Seconda affermazione:  “la struttura a telaio col passare degli anni va incontro a deterioramento del tamponamento”.
Falso.  L’afflosciamento nel tempo dei pannelli inseriti tra i montanti è un semplice pregiudizio che non ha riscontri nella realtà dei molti edifici in legno realizzati a pareti intelaiate, anche negli anni passati.
Tale situazione si può verificare solo in presenza di isolamenti estremamente leggeri come lane di vetro a bassissima densità, presenti in costruzioni molto economiche.
I pannelli attualmente impiegati nelle case in legno a basso consumo (che devono garantire un corretto sfasamento termico estivo) sono quasi sempre rinforzati, anche per ovviare a queste problematiche.

Terza affermazione:  “il sistema x-lam è più costoso”.
Parzialmente vero.  Il sistema costruttivo a telaio è più semplice, in quanto il procedimento di realizzazione dei pannelli in x-lam comporta maggiori lavorazioni ed un certo scarto di materiale.
I costi non sono proibitivi e generalmente risultano di poco superiori alle pareti a telaio, con valori di isolamento termico invernale leggermente inferiori, ma una migliore capacità isolante in regime estivo.
Ovviamente le prestazioni energetiche dipendono non anche dai materiali isolanti impiegati e dagli spessori complessivi dell’involucro, per cui la scelta della parete (e della copertura) più adeguata va calibrata in base alla zona climatica di costruzione.
Nella fascia di prezzo di 1.200 €/mq è possibile reperire più di un costruttore valido, con entrambi i sistemi costruttivi, ma il costo dipende anche dalle caratteristiche progettuali e dalle scelte di capitolato.

CASE PASSIVE ED INCENTIVI FISCALI

COSTRUIRE UNA CASA IN LEGNO A BASSO CONSUMO SIGNIFICA APPORTARE POCHE EMISSIONI DI CO2 IN ATMOSFERA E CONSUMARE POCHE RISORSE ENERGETICHE, MA ANCHE UN MAGGIORE SFORZO ECONOMICO DA PARTE DI CHI REALIZZA UNA NUOVA COSTRUZIONE.

Buongiorno, avrei bisogno di avere alcune informazioni dal momento che non sono riuscito ad arrivare ad una risposta chiarificatrice ai miei quesiti:
Esistono contributi, ad oggi, per la realizzazione di abitazioni passive?
Nell'eventualità di una risposta positiva gradirei conoscere a quale organismo o istituto fare riferimento (io risiedo nella provincia di Piacenza) e, nel caso non vi fossero sovvenzionamenti, se quest'ultimi potrebbero essere contemplati a breve.

una casa ecologica in legno
Ad oggi, sono previsti interessanti incentivi fiscali per la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica dei fabbricati esistenti, purtroppo non usufruibili per la realizzazione di nuove costruzioni come le case in legno.
Se la recente proroga di tali incentivazioni va giudicata più che positivamente, contribuendo a tenere parzialmente a galla l’agonizzante settore dell’edilizia nel nostro paese, va denunciata la miopia del legislatore nei confronti degli interventi ex-novo.
Le nuove costruzioni sono tenute a rispettare la normativa energetica (D.lgs. 311/06, in vigore dal 2/2/2007 - "disposizioni correttive al D.lgs.192/05") e successive modifiche ed integrazioni.
In molte regioni sono applicate specifici protocolli di calcolo, con parametri più o meno restrittivi e vi è obbligo di certificazione energetica degli edifici.
Senza addentrarci nello specifico, qualsiasi nuovo edificio deve rispettare almeno i valori minimi richiesti, ma non sono previsti incentivi per chi supera tali parametri, raggiungendo le classi energetiche più elevate.
Molte amministrazioni comunali concedono bonus volumetrici e/o sconti sugli oneri e  sono saltuariamente concessi piccoli contributi regionali, erogati a tasso zero o a fondo perduto, mentre non è attualmente presente alcuna forma di sostengo economico nazionale per le nuove case passive o a bassissimo consumo termico come le case in legno.
Se non va trascurato il vantaggio economico per il privato cittadino, dovuto al drastico ridimensionamento delle bollette energetiche, tale decisione (pur comprensibile in un momento di drammatica contrazione delle risorse pubbliche), non può essere in alcun modo condivisa, in quanto la progressiva sostituzione degli immobili esistenti poco isolati con edifici altamente efficienti o a “consumo zero” comporterebbe un minimo fabbisogno energetico globale nei prossimi anni da parte delle nostre abitazioni.
Il semplice rispetto degli attuali limiti “minimi” non è sufficiente per un radicale cambio di rotta, soprattutto fino a quando la certificazione energetica degli edifici verrà considerata una scocciatura burocratica, tanto dai costruttori, quanto dagli appaltanti, con la produzione di attestati di certificazione “ottimistici” nel migliore dei casi, funzionali alle sole vendite a terzi di abitazioni.
Le case prefabbricate in legno raggiungono quasi sempre una classe energetica elevata, a costi molto interessanti e comunque concorrenziali rispetto all’edilizia tradizionale isolata in laterocemento, e risultano vantaggiose, anche in assenza di incentivi fiscali.

RISTRUTTURARE CON IL LEGNO

I MONTAGGI DI CASE IN LEGNO PREFABBRICATE SONO PER LA MAGGIOR PARTE RELATIVI A NUOVE COSTRUZIONI, QUASI SEMPRE VILLETTE SINGOLE AD UNO O DUE PIANI. 
LE POTENZIALITA’ SAREBBERO BEN MAGGIORI E NON ESCLUDONO INTERVENTI DI SOSTITUZIONE EDILIZIA E RISTRUTTURAZIONE.

Abbiamo acquistato un immobile con adiacente una vecchia officina.
L'immobile e l'officina sono appoggiati e si sostengono fra loro, ossia la fondamenta è unica e non c'è fra le due strutture un muro portante, ma solo tre colonne portanti. Vorremmo ristrutturare solo l'immobile abitativo (circa 110 mq su due piani).
E’ possibile ristrutturare in maniera mista, ossia platea e fondamenta vecchie della casa anni ‘70 e ristrutturazione dell'immobile con muri esterni portanti in legno.

bioarchitettura
La tecnologia delle case di legno è molto flessibile e non esclude utilizzi non convenzionali come ristrutturazioni, sopraelevazioni ed ampliamenti.
La leggerezza di queste strutture, unitamente alla velocità di montaggio a secco, ne ampliano i potenziali campi applicativi, anche per intervenire su fabbricati esistenti.
Nel caso specifico, si tratta di demolire parte della costruzione preesistente, da ricostruire mediante un organismo edilizio in legno.
Questo tipo di intervento è quasi sempre possibile e non comporta particolari problematiche esecutive, anche se andranno verificate le strutture di fondazione, che dovranno eventualmente consolidate ed adeguate alla legislazione vigente.
Le normative in materia di costruzioni nei passati decenni prevedevano infatti modalità di calcolo statico meno rigorosa, soprattutto in materia di antisismica.
Ho recentemente terminato la costruzione di una villetta risalente agli anni sessanta, demolendone il piano rialzato, ma mantenendo muri e fondazioni del piano seminterrato, mentre è stata ricostruita la soletta in cemento armato.
L’intervento ha usufruito di un cospicuo aumento volumetrico con l’applicazione del Piano Casa ed ha permesso di rialzare di un piano il fabbricato, completamente ricostruito sulla medesima sagoma dell’edificio originario, ma con caratteristiche costruttive moderne, impianti ad alta efficienza ed un rendimento energetico estremamente elevato, ricadendo l’edificio in Classe A.
La scelta del sistema costruttivo da adottare non è vincolante ed è possibile scegliere indifferentemente le pareti intelaiate o preferire i pannelli massicci x-lam o mhm.
Ristrutturare con le case in legno resta sicuramente una scelta da valutare caso per caso, anche economicamente, soprattutto in presenza di vincoli costruttivi.
Le pareti delle case prefabbricate vere e proprie vengono montate velocemente in cantiere, ma richiedono un certo spazio di manovra a causa dell’ingombro e non risultano “adattabili” in caso di errore di misurazione.
Se il fabbricato esistente si trova in aderenza con altri edifici e presenta muri non perfettamente diritti, conviene sicuramente optare per una costruzione in legno non prefabbricata, da assemblare direttamente in opera sul posto, molto più flessibile, a parità di caratteristiche.

30 ANNI DI GARANZIA PER LE COSTRUZIONI IN LEGNO

MOLTE DITTE DI CASE PREFABBRICATE IN LEGNO ESTENDONO LE GARANZIE DI LEGGE A COPERTURA DEI DIFETTI COSTRUTTIVI SINO A 30 ANNI. 
CHE VALORE HANNO QUESTI IMPEGNI E RAPPRESENTANO EFFETTIVAMENTE UN VALORE AGGIUNTO?

Buongiorno, mi sono avvicinato al discorso delle costruzioni in legno poiché sto valutando tra la possibilità di ristrutturare la mia abitazione o, visto che necessità di lavori importanti, di demolirla per costruirne una nuova con struttura in legno.
Ho già contattato alcune ditte che però, avendo io ancora qualche dubbio sulla durata, non mi hanno dato una risposta convincente su una questione: sostengono che la struttura sia garantita per 30 anni e lo scrivono nella proposta economica in una riga di testo senza specificare ne termini ne condizioni; a me questa garanzia non convince molto poiché comunque la ditta non mi rilascia una fideiussione o qualcosa di simile... Voi mi sapreste dire qualcosa in più o cosa chiedere come garanzia per essere realmente tutelato?

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In Italia la normativa sulle nuove costruzioni (articolo 1669 del Codice Civile) impone alle imprese di assumersi la responsabilità di vizi e difetti rilevati nei primi 10 anni di vita del fabbricato, purchè questi siano denunciati dall’acquirente entro un anno dalla scoperta, senza richiedere alcun rimborso per l’intervento.
Tale garanzia di legge a tutela del committente è valida tanto per gli edifici in laterocemento, quanto per le case in legno prefabbricate.
Tale articolo sostiene infatti che: “Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per la loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l'opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l'appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta.”
Generalmente i vizi più gravi emergono proprio nei primi 10 anni e possono riguardare problemi strutturali, crepe nei muri, macchie di umidità, carenze termo-acustiche, ma anche difetti impiantistici.
Attualmente è d’obbligo per il costruttore il rilascio di una garanzia assicurativa postuma decennale che tutela a tutti gli effetti l’acquirente in caso di inadempimento o contestazione da parte dell’impresa.
Molte aziende estere di case prefabbricate, in particolare tedesche ed austriache, sottoscrivono un impegno a rispondere per un periodo di tempo maggiore, sino a 30 anni, accollandosi la responsabilità di intervenire in caso di necessità, senza spese aggiuntive per l’acquirente.
Tale documento dovrebbe fare esplicito riferimento al suddetto articolo 1669 del Codice Civile e, pur trattandosi di una semplice scrittura tra due soggetti privati, viene allegata al contratto ed ha valore legale.
Ovviamente tali ditte di case prefabbricate non hanno tendenze suicide, ma si limitano ad mettere a disposizione al cliente italiano le medesime condizioni di garanzia offerte ai clienti tedeschi ed austriaci, consapevoli che le probabilità di intervento saranno comunque basse.

RIVESTIMENTI DI FACCIATA SULLE CASE A STRUTTURA LIGNEA

LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE SONO FINITE ESTERNAMENTE A CAPPOTTO, UNO STRATO ISOLANTE INTONACATO CHE, A SUA VOLTA, PUO’ ESSERE RICOPERTO (IN TUTTO O IN PARTE) CON PANNELLI IN PIETRA RICOSTRUITA, GEOPIETRA, DOGHE DI LEGNO, O ALTRI RIVESTIMENTI PER FACCIATA.

Vorrei che una parte dell’edificio fosse in doghe di legno di larice lasciate a vista, per creare un piacevole contrasto con il resto (molto moderno, di colore bianco).

Dalle mie parti, si usa molto rivestire le costruzioni in pietra locale (penso sia anche obbligatorio).  Come è possibile fare sulle case prefabbricate?

CASE-ECOLOGICHE-IN-LEGNO
Da qualche anno l’offerta di prodotti edili da rivestimento di facciata si è particolarmente ampliata ed è possibile reperire moltissime soluzioni, durature nel tempo e molto valide esteticamente.
In particolare, i pannelli in pietra ricostruita (o ricomposta) sono prodotti certificati in bioedilizia in grado di simulare in modo assai realistico la pietra naturale.
Questi materiali si prestano per l’applicazione in facciata o per rivestire pilastri, ma anche per le finiture degli interni.
Le pietre ricostruire si ottengono miscelando polveri minerali, sabbie, fibre inerti ed eventuali pigmenti colorati ad un legante idraulico cementizio, ottenendo un effetto cromatico in grado di riprodurre perfettamente pietre naturali spaccate, mattoni fatti a mano, ciottoli di fiume, pietre antiche a taglio vivo.
La miscela viene cotta in forni ad altissime temperature creando un prodotto stabile che può essere montato su pannelli da fissare alle pareti o fornito in conci che andranno direttamente incollati al cappotto.
Le case in legno possono essere rivestite con questi prodotti senza alcun problema, ampliandone le potenzialità architettoniche e progettuali, anche in zone vincolate, con l’accortezza di valutare con la ditta costruttrice le soluzioni più idonee ed i metodi di fissaggio (colle, tasselli….).
Le case in legno non espongono all’esterno questo materiale, che resta protetto all’interno del sandwich di parete, tanto per i sistemi costruttivi intelaiati, quanto per i pannelli massicci come l’Xlam.
Negli ultimi anni fanno “tendenza” le costruzioni rivestite in doghe di legno, offerte anche a catalogo da molte ditte di case prefabbricate.
Questa soluzione di facciata è comunque ottenuta montando sul cappotto un rivestimento e non espone all’esterno la struttura interna delle pareti (al contrario delle costruzioni “blockhaus”).
Le doghe possono essere realizzate in legno, possibilmente con essenze dure e resistenti all’azione degli agenti atmosferici (come il larice) o in materiale composito ad “effetto legno”.
Nel primo caso bisogna considerare l’inevitabile manutenzione, in quanto le doghe tenderanno a scurire e a cambiare colore nel tempo.
I materiali compositi hanno il vantaggio di essere immutabili negli anni, ma comportano alti costi, non sempre giustificabili con il solo (notevole) effetto estetico.