IN TEMPI DI CRISI ECONOMICA LA COSTRUZIONE DI UN
EDIFICIO AD USO ABITATIVO PUO’ RISULTARE ASSAI ONEROSA, SOPRATTUTTO SE TRA LE
VOCI DI SPESA DEVE RIENTRARE ANCHE L’ACQUISTO DI UN TERRENO EDIFICABILE.
Salve
architetto, data la sua esperienza e conoscenza vorrei sapere se è successo che
un'azienda costruttrice accettasse la permuta di un terreno "in
cambio" dell'esecuzione della casa di legno.
In
famiglia possediamo due particelle di terreno, su una c'è un seminterrato
progettato e realizzato per essere ampliato, l'altra particella, attigua, è in
attesa di diventare edificabile, da qui il mio quesito, anche perchè di questi
tempi la terra si vende male e a poco!!!
Mi
conviene rivolgermi ad aziende di case in legno della mia zona piuttosto che a
quelle "classiche" del Nord-Italia o estere?
Sino a ieri, molte imprese di costruzioni tradizionali
accettavano (molto) volentieri una permuta al posto del pagamento della
costruzione.
Il trend in costante ascesa del mercato immobiliare,
con grande richiesta di immobili e prezzi crescenti, rendeva estremamente
vantaggioso questo scambio, con possibilità di buoni ricavi con la successiva
vendita di lotti urbanizzati, appartamenti, villette.
La maggior parte dei costruttori non dispone della liquidità necessaria per edificare in proprio, le banche non erogano finanziamenti e la vendita di fabbricati “sulla carta” appartiene al passato.
Costruire bene costa e l’edilizia di stampo speculativo (la più appetibile per i costruttori immobiliaristi, con i maggiori margini di guadagno) comincia finalmente ad essere penalizzata rispetto alle realizzazioni in bioedilizia a basso consumo energetico.
Le aziende di case in legno di piccole dimensioni operano in un ambito territoriale locale, ma non hanno molte risorse per operare autonomamente come costruttori immobiliari, senza ricorrere a prestiti bancari, pur essendo i soggetti potenzialmente più interessati a farsi conoscere nella zona.
Le grandi aziende, pur potendo contare su maggiori risorse economiche, difficilmente accettano di addossarsi inutilmente difficoltà operative e rischi economici, aggravati dalla distanza e dalla non conoscenza del territorio, con margini di guadagno non facilmente determinabili e comunque esigui.
Non è tuttavia infrequente la circostanza in cui l’acquirente disponga di un appezzamento di terreno edificabile di dimensioni importanti e di una volumetria in esubero.Il mio consiglio è di frazionare a priori l’area in più lotti, da porre sul mercato prima di impegnarsi economicamente con il costruttore.
Il periodo non è purtroppo favorevole, ma i terreni edificabili risentono marginalmente della crisi economica e trovano ancora interessanti sbocchi sul mercato, soprattutto per le tipologie uni o bifamiliari.
1 commenti:
grazie per la sua risposta!!!il terreno è un piccolo lotto,speriamo che ci faciliti le cose!!!arrisentirci
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