UN LETTORE (CHE PREFERISCE NON PUBBLICARE INTEGRALMENTE
LA SUA LETTERA) MI CHIEDE SE, ACQUISTANDO TERRENO SUL SUO TERRITORIO E
COSTRUENDO ABITAZIONI PREFABBRICATE IN LEGNO PER POI RIVENDERLE, È POSSIBILE
RICAVARE DEI MARGINI DI GUADAGNO INTERESSANTI.
Affinchè
esista un margine dovrebbero sussistere alcune condizioni come un lotto di
terreno edificabile abbastanza grande da poter costruire varie unità per volta
ed una certa scontistica con l’azienda di case in legno per poter abbassare i
prezzi di acquisto.
Conviene
rivolgersi ad una piccola azienda locale o verso i costruttori più affermati
tedeschi ed austriaci?
Nei prossimi anni assisteremo sicuramente alla
costruzione di interventi immobiliari a basso consumo energetico che verranno realizzati
in legno.
Il costo delle case prefabbricate è molto
competitivo qualora venga richiesto un elevato isolamento termico e
caratteristiche bioedili, rispetto ai sistemi costruttivi tradizionali in
laterocemento in opera.
Il valore di un fabbricato è inversamente
proporzionale al suo consumo di energia termica, un parametro destinato a
condizionare fortemente le scelte dei costruttori immobiliari, oltre che dei
privati.
Come notato giustamente dal lettore, il terreno
deve essere sufficientemente grande da permettere di abbassare l’incidenza dell’area
sul costo finale, ma va comunque ricordato che non tutti conoscono le case in
legno, soprattutto nelle aree del centro sud Italia, per cui le dimensioni della
lottizzazione devono essere valutate attentamente prima dell’acquisto.
La progettazione dovrebbe essere affidata a tecnici
con un minimo di esperienza, per un buon controllo dei costi a partire dall’ideazione
(ricordo che il legno è un materiale versatile, ma che va capito e rispettato).
Errori di progettazione possono produrre in fase
esecutiva un inatteso aumento dei costi vivi che può ridurre notevolmente il profitto
per il costruttore dell’intervento.
Purtroppo la parcella dei tecnici viene vissuta
molto spesso dagli imprenditori come un’inutile scocciatura ed è soprattutto un
costo da assottigliare (bioarchitetti ed immobiliaristi non si incontrano molto
spesso….).
Per contenere gli esborsi, conviene acquistare gli
edifici al grezzo, completando i lavori con ditte e manodopera locale.
Il livello chiavi in mano, comodo per il privato
che costruisce una villetta da abitare, racchiude inevitabili margini di guadagno
per l’azienda di case in legno, che postrebbero rimanere nelle tasche dell’imprenditore.
Acquistando una certa quantità di strutture è
possibile abbassare parecchio i costi, poiché il contratto risulterà più
appetibile per la ditta fornitrice.
Le aziende di case di legno più conosciute, prefabbricatori di
grandi dimensioni, quasi sempre esteri, hanno listini non troppo elevati, ma
minori opportunità di sconto, mentre i costruttori locali sono disposti a
ridurre parecchio il guadagno, anche per farsi conoscere nel territorio (una
lottizzazione è chiaramente un notevole “biglietto da visita”).

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