RICEVO
E PUBBLICO UNA MAIL DI UN LETTORE CHE HO TROVATO MOLTO INTERESSANTE E RICCA DI
SPUNTI DI RIFLESSIONE.
A
CAUSA DELLA LUNGHEZZA HO PREFERITO TAGLIARE IN BEN TRE PARTI L’ARTICOLO.
Salve, ho un sogno!
Lavoro in un altro settore e le mie
conoscenze nell'edilizia sono scarse.
Durante la vita ho vissuto in
diverse abitazioni, nessuna di mia proprietà.
Non ho mai potuto o forse voluto
acquistarne una e prendermi un mutuo, pensando che l'abitazione dove avrei
voluto vivere nel pieno della mia vita dovesse avere delle peculiarità ben
diverse da quelle che si vedono comunemente.
Sono affascinato dal concetto di
interagire con la natura in modo responsabile.
Non vorrei sembrare ipocrita, sono
solo molto curioso e buono d'animo.
La curiosità molto spesso pretende
però la perfezione e di conseguenza cerca di scartare le cose futili e porta a
pensare in grande.
Mi piace pensare alla casa come una
produzione dell'uomo sulla terra e quindi ad un qualcosa che si integri perfettamente
nel territorio senza però abbassare il tenore di vita di chi la abita così da
sfruttare a proprio vantaggio le caratteristiche specifiche di quel territorio.
Una casa che richiami gli elementi che fanno parte la natura dell'uomo e la sua fisiologia come la traspirazione,
il sistema di raffreddamento e il riciclo dei liquidi.
Per me la casa del futuro dovrebbe
sfruttare vento, sole, pioggia, neve,caldo o freddo ed essere autosufficiente e
appagante.
Questi risultati sono
ottenibili studiando bene il territorio e il suo microclima in fase di
progettazione.
Nella mia visione di futuro la casa
sfrutterà le nuove tecnologie per produrre energia e metterla a disposizione di
chi la abita rivoluzionando completamente il mercato dell'energia che oggi
conosciamo.
Questo porterà le abitazioni a
produrre più energia di quello che necessita e le persone a vendere l'energia
in eccesso.
Si creerà quindi un business
positivo perchè verranno premiate le persone che creano energia sviluppando
cosi la ricerca sulle nuove tecnologie per produrla e creando una corsa alla
tecnologia migliore.
In
passato abbiamo avuto tante definizioni di “casa d’abitazione”.
E’
interessante notare come ogni epoca apporti innovazioni culturali, passando
attraverso nuovi modelli sociali ed economici molto diversi tra loro.
Sicuramente
oggi la “macchina per abitare” di Le Corbusier appare lontana nel tempo e temi
come il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale sono posti al centro
del dibattito.
Lentamente,
anche i costruttori tradizionali del cemento e del mattone stanno cominciando
(lentamente) ad adeguarsi, migliorando le prestazioni termiche degli edifici ed
utilizzando materiali certificati e traspiranti.
Un
piccolo passo avanti verso una nuova cultura del costruire.
Le
case prefabbricate hanno il vantaggio di impiegare un materiale naturalmente
isolato, a basso impiego di risorse e di energia, riciclabile ed ecologico come
il legno.
Si
tratta di un sistema costruttivo collaudato da decenni che coniuga tradizione
ed innovazione e che, se è una novità nel nostro paese, è una regola in gran
parte d’Europa.
Ma
non basta.
Come
hanno ben capito in Austria e Germania, le case in legno del futuro devono
migliorare ulteriormente le prestazioni energetiche, puntando al “consumo zero”
o alla autoproduzione di energia (non a caso negli ultimi anni gli spessori
delle pareti esterne stanno aumentando sempre più).
E’
una necessità che va recepita a livello normativo, evitando il consumo di
territorio e riqualificando pesantemente il patrimonio immobiliare esistente,
vetusto e dispersivo.
In
Italia siamo molto lontani da questi scenari, ma il futuro non potrà andare
verso altre direzioni.

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