E’
POSSIBILE DIVENIRE IMPRENDITORI NEL SETTORE DELLE CASE IN LEGNO BASSO CONSUMO,
SENZA INVESTIMENTI ECCESSIVI, FACENDO SCELTE MIRATE E GRADUALI, ANCHE IN UN
PERIODO ECONOMICAMENTE DIFFICILE COME QUESTO?
Il mio sogno è quello di entrare a
piccoli passi in questo settore mettendo sul piatto oneri economici piuttosto
impegnativi.
L'idea è semplice, ovvero comprare
terreni e farci costruire piccoli complessi a basso impatto ambientale a costi
accessibili e tutto questo partendo da zero.
Il mio potere economico è basso, ma
mi sto attrezzando per trovare dei soci che investano insieme a me, persone con
molta passione ed entusiasmo ma profane in questo campo.
Le grosse aziende costruttrici sul
mio territorio hanno passato momenti migliori e reputo questo un buon periodo
per iniziare ad investire nel settore della bioedilizia.
Di seguito le elencherò alcuni punti
cardine sulle cose da fare:
1) Chiedere finanziamenti.
Questo è chiaramente il primo punto
ed è propedeutico, in quanto il primo finanziamento deve essere adeguato e
supportato da alcune conoscenze all'interno delle banche e nei comuni.
2) Acquisto del terreno.
Qui il discorso si fa molto
complicato, visto che ce ne sono pochi e sono cari.
Trovare un terreno piano in una zona
fuori città ma ben collegata e ad un prezzo accessibile.
L'idea è di comprare un lotto per
costruire almeno tre abitazioni cosi da abbassare i costi di ogni unitá.
3) Trovare una ditta costruttrice.
Qui si apre un dilemma.
Puntare su una azienda nordica con
forte esperienza o valutare una azienda più piccola sul territorio?
Comunque sia, iniziare un rapporto
di collaborazione sperando in preventivi più "snelli".
4)Trovare un progettista di fiducia
che abbia le conoscenze, ma soprattutto la volontá di farsi un nome nel
settore.
5)Trovare ditte impiantistiche: qui
il discorso si amplia maggiormente e dipende dagli incentivi che si riusciranno
ad ottenere per fotovoltaico, eolico, riciclo fluidi, domotica, ecc.
Sino
a pochi anni fa ovunque “brulicavano” in gran numero le lottizzazioni
residenziali e le abitazioni venivano vendute direttamente sulla carta, mediante
una semplice piantina ed un paio di immagini 3D, con l’immancabile piscina
immersa in una vegetazione tropicale (solo sulla carta, appunto).
I
costruttori si limitavano ad acquistare il solo terreno (senza troppe garanzie,
in quanto le banche concedevano finanziamenti a pioggia) e non dovevano nemmeno
esporsi economicamente, in quanto gli acquirenti coprivano abbondantemente le
spese vive di cantiere con i pagamenti.
Uno
scenario solo temporalmente recente, che ha contribuito profondamente all’attuale
fase di stallo e incertezza in cui versa l’edilizia ai nostri giorni.
Un
territorio in gran parte sfruttato su cui sorgono edifici recenti, ma
energeticamente carenti in classe G, con numerose pecche costruttive, il cui
valore di mercato si è drasticamente abbassato, in gran parte invendibile.
Banche
che non erogano credito nemmeno a chi ne ha i requisiti, mancanza di incentivi,
scarsa fiducia nel futuro politico ed economico, imprese in sofferenza o al
limite del fallimento.
Mi
piacerebbe consigliare al lettore di perseguire il sogno di diventare un
imprenditore della bioedilizia a basso consumo energetico, così come illustro
attraverso i quasi 500 articoli pubblicati i vantaggi delle case prefabbricate
il legno rispetto alle costruzioni tradizionali poco isolate, ma non farei un
buon servizio.
Sono
convinto che la trasformazione urbana delle nostre città debba passare
necessariamente per una riqualificazione immobiliare profonda con abbattimento
e sostituzione dei fabbricati senza valore realizzati dal dopoguerra agli anni ’80,
anche e soprattutto condominiali, con un minimo contributo delle nuove
costruzioni e
solamente
se di altissimo valore energetico (in classe A o passive).
Nel
mio piccolo, tutti gli edifici in legno che ho realizzato in questi anni, hanno
raggiunto questo obiettivo, per la soddisfazione (non solo economica) dei miei
clienti, che abitano in edifici sani e confortevoli.
E’
un processo in cui debbono essere coinvolti tutti i soggetti, a partire dai
tecnici progettisti, passando per i costruttori edili, coinvolgendo
committenti, amministratori pubblici, legislatori e mezzi di informazione.
Ma,
soprattutto, è necessaria esperienza e comprovata capacità.
L’entusiasmo
è basilare, ma non ci si può improvvisare costruttori come nel passato.
Si
deve studiare, viaggiare, comprendere e servono anni di conoscenza sul campo,
attraverso errori, fatica e piccoli successi.
Personalmente
non mi sentirei in grado di iniziare un’avventura imprenditoriale, rinunciando
alla mia attività di professionista, nonostante il miraggio di guadagni
maggiori e sfruttando una certa visibilità nel settore delle case in legno.
Mi
scuso infine per non avere replicato a nessuna delle domande (peraltro il
lettore si
è
già dato delle risposte abbastanza condivisibili).

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