LA
CRISI ECONOMICA NON FRENA LE COSTRUZIONI PREFABBRICATE IN LEGNO, CHE VENGONO
APPREZZATE SEMPRE PIU’ NEL NOSTRO PAESE, SOPRATTUTTO NELLE REGIONI DEL NORD
ITALIA.
È l'inizio di una nuova epoca.
Lo so, non le sto raccontando niente
di nuovo; la corsa è giá iniziata, ma in
Italia, soprattutto nel centro-sud e nelle isole, siamo ancora agli albori e la
popolazione (in particolar modo la "nuova" generazione) non è al
corrente di quello che sta succedendo.
Ad oggi le associazioni e
cooperazioni che puntano al rinnovabile stanno crescendo, scontrandosi con le
lobby petrolifere.
Le informazioni su internet fanno
fatica ad essere reperite e la penisola sta soffrendo una crisi epocale.
In tutto questo marasma il mercato
immobiliare è crollato, il numero dei mutui sta diminuendo e le persone che
hanno potere di acquisto investono sul nuovo, talvolta su strutture a risparmio
energetico, convinti credo che questi manterranno il valore nel tempo rispetto
alla costruzione tradizionale, per cui il cambiamento è nell'aria.
Nel mio territorio si stanno
diffondendo molto lentamente il concetto di coibentazione, il riscaldamento a
pannelli radianti, i pannelli fotovoltaici la classificazione energetica delle
abitazioni, a maggior ragione la casa prefabbricata con utilizzo del legno, che
rimane una peculiarità dei paesi del nord.
I motivi di questa lenta crescita
del settore a mio avviso sono da attribuire a molteplici fattori, in primis la
carenza di lavoro e quindi di garanzie da parte dei cittadini nei confronti
delle banche, ma anche l'eccessiva burocrazia, e alla cattiva informazione.
Questa premessa era dovuta e mi
scuso se sono stato troppo prolisso su un argomento che è il suo pane
quotidiano.
Esistono
un po’ di dati statistici relativi alla realizzazione di case in legno
(prefabbricate o non) nel triennio 2010-2012, periodo caratterizzato da un consistente
calo dei cantieri in Italia, in particolare di nuove costruzioni.
A fronte di un’evidente crisi di settore, con chiusura di imprese, licenziamenti
e fallimenti, la nicchia delle costruzioni in legno si sta muovendo in
controtendenza, persino nel famigerato anno 2012, che coincide con la fase più
acuta della crisi finanziaria in atto nel nostro paese.
Tutte
le associazioni di categoria dei costruttori di case in legno confermano che la
richiesta è in ascesa e che la casa prefabbricata rappresenta, oggi più che
mai, una scelta vantaggiosa, non solo in campo abitativo, anche in tempi di
difficoltà economica.
I numeri restano bassi e confinati nel campo di qualche migliaio di montaggi, ma
è una tendenza destinata a migliorare con la ripresa degli investimenti e
l’immissione di nuova liquidità da parte delle banche.
Effettivamente
la casa in legno è un’alternativa agli edifici tradizionali soprattutto nel
nord Italia.
Nel
resto del paese la scarsa diffusione è dovuta soprattutto ai prezzi, che
restano alti rispetto all’edilizia del mattone in questa parte del territorio.
Nel
nord Italia i costi al metro quadro applicati dalle imprese sono storicamente
superiori, scontando inoltre la necessità di isolare maggiormente (anche per
motivi normativi) a fronte di un clima più rigido nei mesi invernali.
Questo
aspetto rende abbastanza vicini il prezzo di un edificio in legno e di uno in
laterizio, a parità di dimensioni, con il vantaggio per il primo di un
rendimento energetico superiore.

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