IL
TECNICO PRINCIPALE A CUI AFFIDARE L’INTERO ITER PER LA REALIZZAZIONE DI UNA
CASA IN LEGNO A BASSO CONSUMO RICOPRE L’IMPORTANTE COMPITO DI GESTIRE OGNI FASE
E COORDINARE I VARI SOGGETTI (DITTE, TECNICI) COINVOLTI NEL LAVORO.
Gentile Architetto, mi trovo alle
prese con la selezione della società da cui acquistare la mia casa
prefabbricata.
Dopo aver letto il suo libro ne ho
selezionate una decina scarsa fra quelle con maggior esperienza e con maggior
preferenza verso le tecniche costruttive che intendo usare (in base ai suoi
consigli).
Sto raccogliendo i dati tecnici per
un confronto più preciso (a cominciare dalle ore di sfasamento dell'onda
termica che, a differenza della trasmittanza, viene dichiarata solo una volta
su due).
Non tutte però propongono case a
catalogo (che, su suo consiglio, vorrei preferire) e potrebbe essere necessario
un mio tecnico.
Ed ecco le domande:E’ opportuno che la direzione dei lavori sia comunque affidata ad un tecnico esterno?
Se il compito è quello di verificare
la corretta lavorazione, allora un dipendente della stessa società che lavora
potrebbe avere un conflitto di interessi.
Come si sceglie un architetto?
Io ho cercato qualcuno con
esperienza specifica in materia (pescando, fra l'altro, fra gli auditori e
consulenti Casaclima) e poi richiedendo ad ognuno di ricevere un pò di
documentazione sui lavori effettuati in bioedilizia.
Alcuni sono ingegneri.
Non mi è chiaro a quale categoria
sia meglio rivolgersi per curare tutta la pratica dall'inizio alla fine.
Mi piacerebbe chiedere ad ognuno se è di quelli che alle 8 sono al cantiere o se i (minimo) 10.000€ che chiedono per i loro servizi li vedranno solo "supervisionare" di tanto in tanto.
Mi piacerebbe chiedere ad ognuno se è di quelli che alle 8 sono al cantiere o se i (minimo) 10.000€ che chiedono per i loro servizi li vedranno solo "supervisionare" di tanto in tanto.
E' una pretesa legittima?
Domanda più scomoda ed inelegante
(ma parliamo di tanti soldi).
Qual'è il prezzo giusto per il
lavoro di un architetto?
PS: Mi piacerebbe trovare in rete un pò di progetti standard energeticamente efficienti per poter chiedere un preventivo più preciso d diverse ditte e poter quindi fare un confronto sui prezzi applicati a parità di condizioni.
PS: Mi piacerebbe trovare in rete un pò di progetti standard energeticamente efficienti per poter chiedere un preventivo più preciso d diverse ditte e poter quindi fare un confronto sui prezzi applicati a parità di condizioni.
Ferma restando la redazione di un
progetto ad hoc con quella che applica i prezzi migliori.
Tante
domande, per cui vengo subito al dunque.
La direzione lavori, così come la progettazione, verrà “necessariamente” affidata
ad un tecnico esterno che può essere reperito direttamente dal cliente o consigliato
dal costruttore di case in legno scelto.
Sicuramente
un tecnico collegato alla ditta conosce perfettamente il settore e le
specifiche esecutive che verranno adottate, sarà facilitato nell’interfacciarsi
con le varie figure di volta in volta coinvolte (tecnici, commerciali, capo
cantiere….), ma non farà troppo “la voce grossa” nei momenti di difficoltà.
Un
tecnico del tutto esterno può peccare (in Italia è molto probabile) di
inesperienza.
L’esperienza
nel settore delle case in legno sicuramente aiuta.
Non
necessariamente deve essere un laureato in architettura, ma resto convinto che
un bioarchitetto possieda “una marcia in più” in questo caso specifico.
I
10.000 € sono a mio avviso legittimi, considerando che comprendono le spese
(solo parzialmente deducibili) e che vanno tassati pesantemente, così come è
giusto pretendere presenza costante al proprio tecnico in ogni fase del lavoro, non solo in
cantiere.
Il prezzo giusto dipende dalle caratteristiche della casa, poiché una soluzione a
catalogo non è ovviamente confrontabile con la progettazione di un’abitazione
di lusso.
Bisogna
poi chiarire se la parcella include, oltre al progetto con rilascio dei
permessi, anche rilievi, render 3D, schemi impiantistici, direzione lavori,
sicurezza, accatastamenti, nonché eventuali varianti in corso d’opera.
Attualmente
non sono più in vigore i limiti tariffari imposti dagli ordini professionali
rispetto ai minimi e massimi da applicare, ma ciò non toglie che la parcella
del tecnico debba risultare congrua con le caratteristiche dell’incarico.

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