COME
PROFESSIONISTA, HO LA FORTUNA DI LAVORARE PER MOLTI COMMITTENTI, TUTTI
ACCUMUNATI DA UNA VISIONE DI VITA LUNGIMIRANTE E DA UNA NOTEVOLE SENSIBILITA’ NEI
CONFRONTI DEI TEMI AMBIENTALI ED ECOLOGICI.
Le scrivo non per una richiesta, ma
per una riflessione riguardo il settore ecosostenibile.
Premetto che rappresento una società
del settore delle case in legno, la mia piccola rappresentanza cerca
quotidianamente di tessere rapporti con validi professionisti del settore, i
quali spesso interessati mi raccontano delle difficoltà culturali che devono
affrontare per essere ascoltati da committenti e non di rado da Comuni più
propensi al calcestruzzo.
Ho acquistato il suo libro e
leggendo mi sono sentito emotivamente nel giusto, perchè sono scelte
professionali onerose da sostenere in un periodo certo oscuro, ma con la
consapevolezza di avere intrapreso un percorso sano.
A mio avviso non si tratta di scelta
costruttiva, ma di buona educazione civile, che passa inevitabilmente dal luogo
in cui si vive, da come ci si alimenta e come ci si sposta.
Il web è ricco di forum riguardo il
bio, il green ecc, ma come popolazione manca la virtù a volte di volersi bene,
si pecca nel pensare che il cambiamento del singolo non possa essere stimolo
per la comunità.
Solo il 3% del costruito dicono
alcuni dati essere in legno, troppo poco se si desidera uno stile di vita
migliore e meno costoso dal punto di vista energetico.
Grazie per la disponibilità, perdono
se l'ho tediata.
Condivido
la riflessione del lettore, anche se la situazione sta (per fortuna) lentamente
cambiando.
Le
case a basso consumo in legno cominciano a farsi strada e incontrano meno
ostacoli rispetto agli anni passati, grazie alla costante diffusione sul
territorio nazionale (soprattutto nel nord Italia), alla crescente presenza degli
stand dei costruttori di edifici prefabbricati nelle fiere, alle riviste e al
web.
E’
una tendenza in atto che non riguarda ovviamente il solo mondo dell’edilizia,
ma coinvolge i settori dei trasporti, dell’energia e dell’industria, passando dallo
smaltimento differenziato dei rifiuti sino all’alimentazione di tutti i giorni.
Sino
a pochissimi anni fa l’acquisto di cibi biologici era una scelta (spesso
costosa) per pochi, mentre oggi gli alimenti a marchio “bio” sono ampiamente
diffusi in qualsiasi supermercato.
E’
un processo e non una semplice moda, anche se il “green” fa chiaramente tendenza.
Le
case prefabbricate consumano poca energia nell’utilizzo quotidiano, così come ne
hanno richiesta una minima parte per la loro costruzione rispetto agli edifici
tradizionali in laterocemento (a parità di caratteristiche tipologiche e volumetriche).
Non
vengono utilizzate inoltre sostanze nocive di sintesi e non sono pertanto
rilasciati negli ambienti vapori tossici, rientrando pienamente nella categoria
delle costruzioni in bioedilizia.
Il benessere indoor di una casa di legno a basso consumo energetico è molto
elevato, soprattutto in presenza di un impianto di ventilazione meccanica controllata
a recupero di calore.
Le
pareti in legno, altamente isolate, non irradiano caldo d’estate e freddo d’inverno,
rendendo il microclima di una casa in legno estremamente naturale e
confortevole in tutte le stagioni.

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