Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

EDIFICI A BASSO CONSUMO, UNA SCELTA ECOCOMPATIBILE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO CONSUMANO POCHE RISORSE SIA PER LA REALIZZAZIONE CHE PER IL RISCALDAMENTO, POICHE’ IL LEGNO E’ UNA MATERIA RINNOVABILE CHE CONTIENE POCA ENERGIA, NATURALMENTE ISOLATO TERMICAMENTE.

Abbiamo scelto di abitare in una casa in legno anche come scelta di vita, poiché da sempre crediamo nei valori dell’ambiente a partire dall’alimentazione (siamo convinti vegetariani) e del trasporto (usiamo prevalentemente la bicicletta ed abbiamo sempre guidato un auto a metano in caso di estrema necessità).
Mi sembra un tema importante o almeno lo è per me e mio marito, ma non trovo molti riscontri sul suo blog, almeno a giudicare dalle lettere che ha pubblicato.

CASE NATURALI ECOCOPATIBILI
Ho decantato a più riprese la maggiore sostenibilità ambientale delle costruzioni in legno, rispetto a quelle che consumano e contengono al loro interno maggiore energia.
Si tratta di un aspetto importante con conseguenze assai concrete sull’ecosistema, poiché gran parte dei consumi energetici per il riscaldamento nelle nostre città è dovuto proprio agli edifici residenziali disperdenti e scarsamente coibentati.
Se la maggior parte delle abitazioni fosse isolata correttamente, si avrebbe una drastica diminuzione delle immissioni di CO2 nell’ambiente, che potrebbe diminuire ulteriormente impiegando energia pulita prodotta da pannelli solari termici e fotovoltaici.
Il legno è un materiale rinnovabile se al prelievo degli alberi segue una immediata piantumazione, evitando fenomeni di disboscamento ed impoverimento delle aree di raccolta.
Le costruzioni in legno prodotte nell’Europa nord-occidentale sono soggette a normative molto severe in tal senso, mentre esistono ben poche regolamentazioni in materia in gran parte dei paesi dell’Est.
Il legno inoltre contiene  al suo interno poca energia, in quanto è un materiale di facile prelievo, trasporto e lavorazione, per cui per produrre una costruzione in legno vengono impiegate minori risorse rispetto ad un edificio di pari caratteristiche realizzato con altri materiali e sistemi costruttivi (soprattutto se è presente un elevata percentuale di cemento armato), con un minore impatto ambientale.
Il tema è rilevante, ma questo resta un vantaggio soprattutto collettivo, con ricadute non immediate e (apparentemente) basse sul singolo acquirente.
Chi acquista una casa in legno è generalmente attratto da altri aspetti, più pratici (risparmio energetico, prezzo certo, tempi di costruzione ridotte, un unico referente) o soggettivi (qualità dell’aria, benessere termico, acustico ed olfattivo).
La costruzione in bioedilizia è riconosciuta soprattutto per la buona traspirabilità del legno e l’assenza di sostanze tossiche di origine chimica nelle case prefabbricate.
Costruire una casa in legno a basso consumo resta un piccolo gesto di rispetto verso il nostro pianeta, certamente una goccia nel mare, ma deve essere incentivato in ogni modo e con ogni mezzo, anche normativo.

GREZZO AVANZATO, IMPIANTI O CHIAVI IN MANO

ALCUNI COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO SI LIMITANO A FORNIRE LA STRUTTURA GREZZA E IL CLIENTE DEVE NECESSARIAMENTE COMPLETARE I LAVORI IN PROPRIO, MENTRE SONO MOLTE LE AZIENDE CHE OFFRONO SOLUZIONI COMPLETE CHIAVI IN MANO GARANTITE ANCHE SULLE FINITURE.

Grazie alla lettura del suo libro e del blog, ho un'unica certezza: voglio costruire una casa in legno!!!!!
Il mio dubbio è il livello di finitura da scegliere, poiché la maggior parte delle ditte che ho interpellato (mi va benissimo una soluzione a catalogo) propongono il chiavi in mano, ma a prezzi abbastanza alti per le mie tasche.
Mi spaventa un po’ fare i lavori per conto mio, anche perché mi appoggerei comunque ad un ingegnere locale che è bene inserito in Comune, ma che non ha mai costruito una casa prefabbricata (viene come tutti dal cemento armato).

casa-al-grezzo
Praticamente tutti i vantaggi di una casa in legno a basso consumo sono conseguibili scegliendo un livello di finitura al grezzo avanzato, corrispondente ad una costruzione finita esternamente (con infissi, intonaco, pluviali, manto di copertura), con pareti interne montate (comprensive di isolamenti, cartongessi) e predisposizioni impiantistiche (da cui la definizione “avanzato”, ovvero oltre il semplice grezzo).
Affidare alla medesima impresa di case prefabbricate il completamento delle opere relative all’impiantistica presenta alcuni indubbi vantaggi.
Idraulico ed elettricista sono ditte collaborano continuativamente con l’azienda e dovrebbero possedere una certa esperienza con il sistema costruttivo e le caratteristiche tecniche degli edifici in legno, assicurando un lavoro eseguito a regola d’arte.
Un’eventuale problematica, come un perdita d’acqua in un bagno, andrà segnalata direttamente al costruttore e non ci saranno rimpalli di responsabilità tra chi monta la struttura e chi posa le tubazioni o i sanitari.
Il livello impianti comprende generalmente il massetto che ricopre le tubazioni a pavimento e le stuccature dei cartongessi, escluse le finiture.
Il completamento dell’edificio con pavimenti, rivestimenti, porte, pitture consente al cliente di determinare ogni aspetto dell’edificio in fase di campionatura, alleggerendo l’impegno, soprattutto nelle fase finale del cantiere, spesso faticoso a causa del protrarsi dei lavori e del desiderio di traslocare nella nuova abitazione.
Dal punto di vista tecnico si tratta di lavorazioni abbastanza semplici che potrebbero essere tranquillamente gestite mediante ditte locali e manodopera esterna.
Ovviamente, il principale limite dei livelli successivi al grezzo avanzato è l’inevitabile ricarico d’impresa sulle relative voci di spesa da parte della ditta di case in legno, con un sovrapprezzo approssimativamente pari al 20%.
La scelta del livello di finitura più adeguato dipende dal proprio personale obiettivo.
Molte persone si avvicinano alle case in legno per il basso consumo energetico e per la costruzione naturale, ma vogliono risparmiare sulle spese.  In questo caso si può optare per il grezzo avanzato senza rinunciare ai benefici termici e bioclimatici.
Se si scelgono le case prefabbricate per i costi certi, le tempistiche veloci e la possibilità di affidare i lavori ad un unico costruttore che possa garantire l’edificio, magari per una durata trentennale (per quanto riguarda la struttura), converrà sostenere un certo sacrificio economico e prediligere un livello chiavi in mano senza sorprese.

IL DIRETTORE DEI LAVORI NELLE CASE DI LEGNO

LA FIGURA DEL PROGETTISTA SPESSO COINCIDE CON QUELLA DEL TECNICO CHE SI OCCUPA DELLA DIREZIONE DEI LAVORI, UN RUOLO PROFESSIONALMENTE FONDAMENTALE CHE DOVREBBE GARANTIRE IL CORRETTO SVOLGIMENTO DEL CANTIERE.

Dopo oltre un anno ce l’abbiamo fatta, ma che fatica.
Siamo molto soddisfatti del costruttore, una ditta slovena, mentre la delusione maggiore sono stati i tecnici che ci hanno seguiti, a partire dal direttore dei lavori che è venuto in cantiere due sole volte (a sentire lui molte di più, ma, guarda la fatalità, sempre quando non c’era nessuno).
Le mie domande sono molto semplici. 
Quanti sopralluoghi dovrebbe compiere il direttore dei lavori e quale sarebbe la parcella più corretta?  Grazie.

una casa di legno prefabbricata in costruzione
Per i cantieri di piccole dimensioni, come generalmente sono le costruzioni di villette in legno, il progettista potrebbe ricoprire facilmente anche la mansione di direttore dei lavori.
In alcuni casi, mi è comunque capitato di occuparmi del progetto, ma non del cantiere o viceversa, senza particolari difficoltà.
Una progettazione “a distanza”  risulta abbastanza semplice, mentre il cantiere, anche di una casa prefabbricata richiede presenza regolare e dedizione all’incarico.
Il direttore dei lavori (definizione di Wikipedia) è “la figura professionale scelta dal committente in base alle opere da eseguire e al titolo professionale richiesto dalle normative vigenti per l'esecuzione di tali opere con lo scopo di seguire l'andamento regolare del cantiere”, il cui compito principale è coordinare una o più imprese nell’esecuzione delle opere contenute in un progetto approvato.
Il direttore dei lavori si occupa del controllo degli stati di avanzamento lavori, coincidenti con i pagamenti all’impresa costruttrice da parte del committente, segue l’andamento dei lavori verificando le eventuali modifiche al progetto in sede esecutiva e di tutti gli adempimenti burocratici di legge.
Deve garantire il rispetto delle prescrizioni in merito al rispetto della sicurezza dei cantieri e segnalare eventuali difformità, abusi o lavori non conformi alla stabilità dell’edificio, oltre a fornire assistenza al collaudatore statico.
Le responsabilità sono soprattutto verso il committente che lo ha incaricato, verificando la conformità dell’esecuzione delle opere rispetto a quanto progettato ed approvato dalla pubblica amministrazione, oltre al rispetto delle numerose normative in vigore.
Anche per una costruzione in legno è fondamentale una costante presenza in cantiere, soprattutto nelle fasi più delicate, come la realizzazione della platea di fondazione (ad esempio, prima del getto del calcestruzzo) e il montaggio della costruzione grezza, in particolare se la casa non è prefabbricata.
Una casa prefabbricata realizzata in stabilimento semplifica di molto il lavoro del direttore dei lavori, soprattutto se il cliente sceglie il livello “chiavi in mano”.
Il D.L. deve pertanto controllare, segnalare, ordinare, per cui deve essere costantemente presente in cantiere dall’inizio sino alla conclusione dei lavori sino al rilascio del certificato di agibilità (se richiesto), accollandosi la responsabilità della corretta esecuzione di fronte a proprio committente ed alla legge.
Per quanto riguarda la parcella, non mi sembra corretto esporre cifre, che sono generalmente commisurate all’entità ed alle caratteristiche dell’incarico (se devo seguire un cantiere ad una certa distanza il mio onorario sarà ovviamente un po’ più elevato).
Il committente dovrebbe comunque scegliere una figura “di garanzia” e pertanto competente e non risparmiare a tutti i costi rivolgendosi al cugino geometra appena diplomato.

ABITARE IN UNA CASA IN LEGNO AD ALTA EFFICIENZA

VIVERE IN UNA CASA PREFABBRICATA NON RICHIEDE CAMBIAMENTI NELLO STILE DI VITA QUOTIDIANO, NE’ ADATTAMENTI FISIOLOGICI O PROCEDURE PARTICOLARI DA ADOTTARE, PER CUI …... RILASSIAMOCI.

Una casa in legno correttamente progettata fornisce elevati livelli di comfort termoacustico in un ambiente sano e naturale.
Prendo spunto dalle poche righe scritte da un lettore per chiarire quale sia l’atteggiamento sbagliato da evitare.

case prefabbricate ad alta efficienza
Nella nostra casa in legno in cui abitiamo da oltre un anno non abbiamo installato la ventilazione meccanica (a causa del budget limitato) e siamo abbastanza pentiti.
D’inverno ci siamo accorti che basta aprire le finestre per pochi minuti e la casa si raffredda molto, mentre d’estate è anche peggio perché poi la casa resta calda.
Tenendo gli infissi chiusi, la caldaia va molto poco e le cose migliorano ulteriormente abbassando le tapparelle.
A me la cosa non da fastidio più di tanto, mentre mia figlia si lamenta perché siamo sempre al buio.
Ci sono problemi ad aprire poco le finestre in una casa in legno o basta la traspirabilità naturale della casa?

Quando si dice essere ossessionati dalle dispersioni termiche e dal risparmio energetico…..
Gli ambienti domestici vanno ventilati frequentemente per motivi puramente igienici.
La qualità dell’aria (a maggior ragione in un edificio a tenuta con pochi spifferi o fuoriuscite dall’involucro) può peggiorare drasticamente con conseguenze non trascurabili sulla salute e la salubrità del fabbricato.
L’aria viziata può contenere sostanze nocive che si concentrano nei locali chiusi, aumentando la concentrazione con il passare del tempo in assenza di ricambi.
Tali inquinanti possono derivare da molte fonti normalmente presenti in un’abitazione come l’ossido di carbonio prodotto con la combustione del gas in cucina, la formaldeide ed altri prodotti chimici volatili sprigionati da mobili, detersivi e vernici, ma anche funghi ed acari della polvere.
Alte concentrazioni di umidità persistente possono formare facilmente muffe anche sulle pareti di una casa in legno, soprattutto negli angoli a causa dei cosiddetti ponti termici di tipo geometrico o nella parte bassa delle pareti.
Come regola, bisognerebbe prevedere un ricambio d’aria pari ad almeno 0,25 volumi d’aria all’ora.
Aprire le finestre, soprattutto nella stagione più fredda, abbassa di qualche grado la temperatura dei locali, facendo spendere un po’ di più per il riscaldamento, in quanto gli impianti dovranno riportare gli ambienti alla temperatura programmata, ma questo avviene fortunatamente in breve tempo consumando poca energia nelle case in legno.
L’ideale è creare una corrente d’aria, aprendo contemporaneamente più finestre, che espelle efficacemente l’aria viziata in pochi minuti.
Non commettiamo nemmeno l’errore opposto, per paura delle muffe o dell’aria viziata, in quanto l’unico effetto concreto di aprire troppo spesso sarebbero inutili perdite di energia termica.
Per lo stesso motivo appare insensato vivere al buio (o accendere le luci consumando corrente elettrica) per risparmiare qualche euro sulle bollette, mentre è fondamentale evitare il surriscaldamento estivo impedendo ai raggi solari di colpire direttamente le vetrate nelle ore più calde del giorno.
La schermatura va sempre effettata dall’esterno mediante sporgenze in grado di produrre ombreggiamento, alberi, pergolati, frangisole, scuretti o tapparelle.

INFILTRAZIONI IN UNA CASA PREFABBRICATA

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO NON AMANO L’ACQUA, CHE E’ IL PRINCIPALE PROBLEMA DI QUESTE COSTRUZIONI, DA AFFRONTARE CON UNA CORRETTA PROGETTAZIONE PRELIMINARE, CHE ANDRA’ PRECISATA IN FASE ESECUTIVA.

Gentile Architetto, ho letto il Suo libro e lo ritengo molto utile, grazie!
Avrei bisogno di un parere circa una questione che ormai quasi toglie il sonno di notte! Con mio marito circa sei anni fa abbiamo costruito una casa in legno che è quella in cui attualmente viviamo.
Purtroppo ci siamo rivolti a una piccola azienda locale per tutti i motivi che spiega anche lei nel libro.
Ad oggi abbiamo dovuto intervenire due volte sul cappotto nella parete nord perché infiltrato e completamente marcio.
La squadra che ha preso in carico il lavoro (in garanzia, dopo un inverno di e-mail in cui sollecitavamo un controllo) ci ha fatto vedere che mancano le sigillature intorno a davanzali e finestre, ma stanno considerando solo la parete nord dato che il problema attuale e' li.
Esiste, secondo Lei, un professionista che ci aiuti a risistemare i danni che ci hanno causato?
La casa e' una mono familiare grande.

una casa in legno
Premetto innanzitutto che le informazioni in mio possesso sono limitate alle poche righe scritte dal lettore, per cui non sono in grado di approfondire il caso specifico, né di formulare giudizi obiettivi sulla vicenda, mancando peraltro una replica del costruttore.
Sono però possibili alcune riflessioni di carattere generale.
Non ho mai nascosto l’importanza di proteggere adeguatamente la struttura e gli isolamenti di una casa in legno, adottando semplici accorgimenti progettuali ed esecutivi.
L’acqua meteorica deve scorrere sulla copertura, incanalandosi all’interno di grondaie e pluviali per essere velocemente allontanata dall’edificio, senza pericolosi ristagni dovuti a pendenze inadeguate od involontarie vasche di raccolta come tetti piani e terrazze.
L’attacco al suolo dell’edificio deve ovviamente scongiurare qualsiasi risalita di umidità dovuta ad un contatto diretto delle pareti con il terreno, che potrebbero causare un assorbimento per capillarità nei pannelli isolanti, in particolare nella zona rivolta verso l’esterno.
Per questo motivo molti costruttori di case prefabbricate impiegano ancora pannelli in EPS per la realizzazione del cappotto isolante, materiale non traspirante, né naturale, ma certamente inerte e non impregnabile, al contrario delle fibre e delle lane comunemente utilizzate per i cappotti da molte altre aziende.
I cappotti in fibra di legno possono deperire velocemente a contatto diretto con l’acqua e dovrebbero essere realizzati oltre l’altezza di un metro dal terreno, posizionando un pannello di polistirene nella parte più bassa della facciata.
Le case prefabbricate, come previsto peraltro da una normativa DIN tedesca (18195), andrebbero rialzate dal suolo di almeno 15 centimetri rispetto al piano di appoggio della costruzione.
Tali indicazioni non sempre vengono recepite dalle ditte italiane, ma dovrebbero almeno essere previste delle soluzioni alternative efficaci per allontanare l’acqua ed evitare risalite di umidità dal terreno.
A tale proposito, vorrei spendere un’ultima parola a favore dei “poveri” costruttori.
Nella mia esperienza di progettista di case in legno a basso consumo energetico, molto spesso i clienti non accettano limitazioni  o prescrizioni di sorta, modifiche o adattamenti in fase esecutiva.
L’innalzamento di quota dell’edificio viene spesso respinto dal committente che non accetta una piccola scomodità (generalmente un banale gradino), accollandosi il rischio di costruire un edificio non conforme alle buone regole delle costruzioni in legno.

COSTRUZIONI IN LEGNO E CEMENTO ARMATO

ANCHE I TRADIZIONALI SCHELETRI PORTANTI BASATI SU TRAVI E PILASTRI POSSONO PRESTARSI ALLA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE A BASSO CONSUMO PREFABBRICATE IN LEGNO.

Cosa ne pensa delle costruzioni della ditta XXXXXX?
Hanno montanti in cemento armato ai quali fissano poi longheroni e travi in legno lamellare tramite supporti in acciaio.
Non ho letto di questa tecnica sul suo libro.

COSTRUZIONE IN LEGNO E CEMENTO ARMATO
La “Guida alle case prefabbricate” a breve ospiterà spazi specifici per le aziende che potranno entrare direttamente in contatto con i lettori interessati.
La futura versione del sito prevede la presenza delle schede dei principali costruttori di case in legno a basso consumo con articoli redazionali e informativi, affiancati ai post del sottoscritto che continueranno ad approfondire i principali temi di trattazione e a dare spazio ai vostri dubbi.
Non è prevista, nemmeno in futuro, una mia valutazione tecnica rispetto alle varie aziende, nè intendo fornire giudizi verso specifici costruttori, soprattutto basandomi su osservazioni superficiali (foto, brochure, siti internet).
La richiesta del lettore è un po’ particolare, in quanto mi sottopone un sistema costruttivo alternativo, comunque mirato al risparmio energetico dell’edificio e basato su di una struttura portante basata su un telaio costituito da travi in legno lamellare e pilastri in cemento armato.
Tale struttura garantisce una notevole rigidezza che esclude l’utilizzo di pareti portanti di controventamento interne ed esterne, con una notevole flessibilità in sede progettuale e possibilità di modificare la distribuzione interna nel tempo.
Le pareti interne vengono concepite come semplici tramezze di separazione tra gli ambienti, mentre i tamponamenti di facciata sono leggeri ed altamente isolati.
Il montaggio degli elementi, al pari delle case prefabbricate in legno, avviene a secco ed in breve tempo, con tutti i vantaggi di questo tipo di cantieri, limitando le lavorazioni in opera e con una gestione migliorata nella posa dell’impiantistica.
Questo tipo di strutture risulta particolarmente adatto alla realizzazione di edifici di una certa altezza e dimensione come condomini residenziali o palazzi per uffici, basandosi su uno scheletro strutturale “ibrido” (in cemento armato e legno) con pareti non portanti.
Concettualmente si tratta di una struttura molto tradizionale, ma innovativa grazie all’utilizzo delle pareti prefabbricate leggere in legno, che garantiscono una posa a secco veloce e condizioni bioclimatiche superiori agli edifici in muratura, con un rilevante isolamento termoacustico degli ambienti indoor.
I vantaggi sono i medesimi delle case in legno prefabbricate a parete intelaiata o massiccia (oggetto di trattazione specifica del blog, nonché principale interesse professionale del sottoscritto), come il basso consumo energetico, la costruzione in bioedilizia, l’elevato comfort climatico ed acustico, i tempi veloci di costruzione, la resistenza antisismica, ecc.
Questa tecnica costruttiva appare per lo più indicata per realizzare edifici di una certa dimensione, che non per le piccole abitazioni come villette mono o bifamiliari.
Non sono in grado di valutarne i “contro”, in quanto bisognerebbe quantificare i costi effettivi, che non dovrebbero risultare leggermente superiori a quelli del settore delle costruzioni in legno mirate all’efficienza energetica.