Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

QUALE ISOLAMENTO PER UNA STRUTTURA GREZZA

L’EFFICIENZA ENERGETICA DI UNA CASA IN LEGNO E’ DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALLO SPESSORE DEI PANNELLI ISOLANTI CHE ANDRANNO A RIVESTIRE L’INVOLUCRO DELL’EDIFICIO O CHE VERANNO POSIZIONATI INTERNAMENTE DELLE PARTIZIONI ESTERNE.

Io e mia moglie siamo in fase di costruzione, in relazione ad un ampliamento di un rustico, di una casa con pareti portanti in legno massiccio xlam, spessore cm. 10, acquistata al grezzo dalla ditta, che ha montato la struttura su base interrata già esistente, arrivando fino al tetto.
In questi giorni siamo a valutare le proposte per il cappotto da eseguire esternamente ed anche decidere il rivestimenti e magari un eventuale isolamento sulle pareti interne che danno verso il perimetro esterno.
Partendo da alcuni dati del termotecnico che sono di base per ottenere le certificazioni minime di legge per l'edificio di isolamento e sfasamento, ci troviamo veramente in dubbio su cosa fare in quanto le varie proposte sono veramente differenti e non solo di costo. A chi credere e dare fiducia.
Forse potrebbe indicarci qualche linea guida senza entrare nello specifico.

Anche questo tema è stato trattato in altri articoli, ma resta evidentemente un argomento di estremo interesse.
Una parete massiccia da 10 cm di spessore senza coibentazioni presenta valori di isolamento termico abbastanza scadenti, ma costituisce una buona base strutturale.
Limitandomi alla mail del lettore, non conosco le scelte relative agli infissi ed alla copertura, ma ricordo che i serramenti esterni restano il punto debole dell’involucro edilizio, in quanto la trasmittanza (anche nei casi migliori) risulta quasi sempre superiore a tetto e pareti esterne.
Meglio optare per finestre e portefinestre ad alto rendimento, con valori non inferiori a 1,3 W/(m²K), anche in legno (richiedono manutenzioni più frequenti, ma presentano un buon isolamento dovuto alle caratteristiche del materiale), curando la scelta dei vetri.
Anche la copertura dovrà risultare adeguatamente isolata con pannelli ad alta densità di sufficiente spessore (consiglio almeno 12 cm).
Il cappotto va posizionato sempre sull’esterno della parete.
Il montaggio sul lato interno è poco performante e generalmente limitato agli edifici con vincolo storico-monumentale e non è certo questo il caso.
Una parete strutturale x-lam dovrebbe sempre essere abbinata ad un cappotto traspirante in fibra di legno (con l’accortezza di posizionare pannelli in EPS nella parte a contatto con il suolo, fino all’altezza di 1 metro) o, in alternativa in lana di roccia.
Quanto agli spessori, sarebbe meglio coinvolgere il termotecnico per trovare la soluzione più redditizia.
Non scenderei sotto una misura di 10-12 cm, ricordando che sui costi del cappotto incidono moltissimo la manodopera per il montaggio e la rasatura ad intonaco finale, ovviamente indipendenti dallo spessore.
Per questo motivo troverei abbastanza ingiustificato inseguire un risparmio di pochi euro al metro quadro per acquistare pannelli più sottili, meno efficienti e pertanto non del tutto convenienti.

DEMOLIZIONI E PARZIALI RICOSTRUZIONI IN LEGNO

GLI INTERVENTI IN TECNICA MISTA (MURATURA-LEGNO) SONO POSSIBILI, MA NON SEMPRE CONVENIENTI E TEORICAMENTE RAPPRESENTANO UNA SOLUZIONE POSSIBILE NEL CASO DI RISTRUTTURAZIONI CHE PRECLUDANO LA SOSTITUZIONE INTEGRALE DEL FABBRICATO ESISTENTE.

La proroga delle detrazioni fiscali "maggiorate" per le ristrutturazioni edilizie a tutto il 2014 impone di prendere in considerazione con particolare attenzione questo tipo di soluzioni.
Ci sono però regolamenti edilizi (tipo quello delle Marche) che vietano di demolire interamente i casolari e ricostruire (nel mio caso in legno).
Già è tanto se si possono cambiare le aperture dell'edificio.
Le è capitato di progettare soluzioni in proposito (legno dentro e struttura preesistente fuori, come se fosse un rivestimento)?
Vale la pena in luogo di una normale ristrutturazione?
Volevo inoltre precisare un dettaglio rilevante: anche nel caso di immobili soggetti a tutela integrale la "ristrutturazione interna" è sempre esplicitamente permessa. Probabilmente non solo nelle Marche.
Quindi la soluzione da valutare per utilizzare il legno è evidentemente quella di lasciare intatto solo l'involucro esterno che costituirà il "cappotto" della struttura in legno interna.
Il presupposto è chiaramente che l'involucro sia in uno stato accettabile tale da richiedere solo un minimo consolidamento (anche perchè se fosse cadente potrebbe essere demolito e il problema non si porrebbe).
Le pareti ed i solai interni saranno invece completamente eliminati e sostituiti con legno.
Questa mi sembrerebbe (ma apposta chiedo a Lei) l'unica strada percorribile quando non si può demolire integralmente e ricostruire.
La questione quindi è la sensatezza tecnica (ed economica) di una siffatta soluzione.

Il principale vantaggio delle costruzioni in legno a basso consumo energetico è …. il basso consumo energetico.
L’elevato isolamento termico dell’involucro edilizio delle case prefabbricate consente di raggiungere le classi energetiche di eccellenza, senza eccessive difficoltà o accorgimenti, sulla maggior parte delle zone del nostro territorio.
Paradossalmente, nell’ipotesi ventilata dal lettore, verrebbe a mancare proprio questo aspetto, in quanto le murature perimetrali originali in muratura, non sostituibili, rimarrebbero integre al loro posto.
In questi casi gli interventi di riqualificazione energetica più diffusi prevedono (oltre alla sostituzione di copertura ed infissi) il montaggio di un cappotto isolante sul lato esterno (ipotesi preferibile) o posto all’interno del muro esistente (soluzione praticamente obbligata nel caso di restauro conservativo di immobili vincolati e di valore storico-artistico).
Le tecniche tradizionali per intervenire su fabbricati preesistenti sono molteplici, efficaci e consolidate, mentre l’intervento in tecnica mista presenta a mio parere parecchie incognite.
La compresenza strutturale di legno e muratura potrebbe comportare alcune problematiche dovute al diverso comportamento termico di questi materiali, che presentano livelli di dilatazione abbastanza differenti.
Staticamente il legno si abbina perfettamente al laterizio o alla pietra, se impiegato per la realizzazione di coperture e solai, mentre, posto in verticale e legato alle murature esistenti, potrebbe sollecitare eccessivamente le strutture a causa della maggiore elasticità, determinando la formazione di crepe e fessurazioni.
Eventuali rinforzi strutturali, quali travi e pilastri, vengono generalmente realizzati impiegando elementi in acciaio ad alta resistenza.
Escludendo la classica prefabbricazione, non compatibile con la ridotta possibilità di movimentazione di elementi completi di grandi dimensioni come pareti complete, è comunque possibile realizzare in legno direttamente in cantiere le tramezze interne, raggiungendo buoni valori di isolamento termoacustico tra i vari ambienti ed eventuali contropareti per gli impianti (da riempire di isolante) addossate alle pareti esterne.

VIBRAZIONI IN UNA CASA DI LEGNO PREFABBRICATA

IL LEGNO E’ UN MATERIALE ELASTICO E RESISTENTE, ASSOLUTAMENTE ADATTO PER LA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE EDILIZIE, MA E’ IMPORTANTE CALCOLARE CORRETTAMENTE, OLTRE ALLA STATICA, I MOVIMENTI DOVUTI A FATTORI DINAMICI, LEGATI ALLA PRESENZA DI PERSONE IN MOVIMENTO NEGLI AMBIENTI.

Viviamo da poco in un casa prefabbricata in legno e siamo veramente contentissimi di tutto.
Dopo 6 mesi di vita all'interno dell'abitazione stiamo verificando tutti i particolari ed i dettagli della costruzione per cercare di perfezionare al massimo tutte le piccole questioni che sono emerse.
Tra queste c'è quella relativa alla scala interna che dal piano terra al primo piano è stato fissata su di un rinforzo che comunque poggia sulla struttura portante (trave e colonne) e che divide le mia proprietà da quella del vicino (trattasi di trifamiliare).
Ci siamo accorti, e così anche il nostro vicino, che quando saliamo e scendiamo le scale le vibrazioni si trasmettono da una unità all'altra facendo vibrare tutta la struttura della scala.
Ci sono delle soluzioni per ovviare a tale problema?
Distanziatori piuttosto che sistemi di ancoraggio che non poggino direttamente sulla struttura?

Il legno da costruzione (generalmente abete rosso) è un materiale duro, elastico e resistente, che trova svariati impieghi in edilizia, ma che può essere impiegato con eccellenti risultati nella realizzazione di strutture portanti complete, senza l’ausilio di rinforzi in acciaio o calcestruzzo armato, come avviene per le case prefabbricate in legno a basso consumo energetico.
Le costruzioni in legno vengono dimensionate secondo la normativa nazionale, tenendo conto della zona sismica, in base alle caratteristiche architettoniche del progetto.
Il calcolo deve ovviamente privilegiare la sicurezza degli occupanti, ma vengono prese in considerazioni altri parametri come la “freccia” delle travi dei solai che non devono deformarsi eccessivamente a causa del carico soprastante.
I solai in legno di molti vecchi edifici tendono a flettersi sotto il peso di una persona che semplicemente cammina, trasmettendo rumori e vibrazioni anche di notevole entità.
Per questo motivo una soletta troppo elastica va rinforzata posizionando una o più putrelle in acciaio sotto i travetti (per contrastarne la deformazione) o irrigidendola superiormente, inserendo delle armature nel massetto in calcestruzzo sotto il pavimento.
Se l’edificio è di nuova costruzione, un eccesso di vibrazioni può derivare da un dimensionamento non corretto delle strutture.
Ed esempio travi di sezione ridotta non sono in grado di coprire grandi spazi e, pur non comportando rischio di crollo, tendono ad incurvarsi eccessivamente.
Una scala in legno, per sua natura, tende a trasmettere molte vibrazioni, in particolare nei confronti del le murature a cui è ancorata.
Generalmente, nelle case prefabbricate, le scale sono realizzate in legno e i gradini sono incastrati ad una struttura autoportante denominata “cosciale” che viene fissata alle pareti, con un pilastrino di supporto centrale.
Probabilmente la struttura di queste scale risulta eccessivamente elastica, deformandosi molto durante il normale utilizzo quotidiano e trasmettendo tali vibrazioni alle strutture verticali adiacenti.
Ritengo che, a causa delle caratteristiche costruttive adottate, non sia possibile disgiungere le scale dalle pareti, ma che si potrebbe limitarne i movimenti irrigidendo la struttura con degli elementi metallici.
Si tratta di una problematica abbastanza seria che deve essere segnalata al costruttore che dovrà, a sua volta, verificare la correttezza della relazione di calcolo strutturale.

UNA PICCOLA CASA IN LEGNO PREFABBRICATA

MOLTI LETTORI MI CHIEDONO, PUR AFFIDANDOSI FORMALMENTE A PROFESSIONISTI LOCALI, MI RICHIEDONO DI CONTROLLARE IL LAVORO SVOLTO, PERSINO PER PROGETTI PRESENTATI ED, ADDIRITTURA, CONCESSIONATI.

Le illustro brevemente, poi nel caso posso mandarle tutto il materiale e spiegare più diffusamente.
Casa monofamiliare costruita nel 2005 di120mq scarsi.
Il PRG + Piano casa danno la possibilità di ampliare sino al 40% del volume.
Il sito presenta molti problemi legati alla piccola dimensione del lotto e alla necessità di un cantiere molto leggero.
Abbiamo incaricato architetti che ci hanno consegnato un progetto che ci è molto piaciuto, di molti meno mq e di entità superiore al nostro budget, che è di 50 -massimo 60- mila €.
Stiamo cercando due cose:  se con altri metodi costruttivi sia possibile realizzare il loro progetto restando nel budget; se in subordine se sia possibile farlo con un progetto nuovo.
Ecco, questo molto in breve il problema.
Aggiungo che il nostro sogno da sempre è di stare in una casa di legno e che non siamo interessati a nessuna di quelle cose che vengono definite "rifiniture di pregio", fatte salve naturalmente tutte le caratteristiche tecniche che rendono la casa efficiente e sostenibile.

casetta-in-legno
Mi scuso con i lettori affezionati del blog per l’ennesimo ritornello, ma ribadisco che non ho il tempo materiale per occuparmi di consulenze a distanza e che accetto solo incarichi minimi di progettazione o direzione lavori per cantieri non troppo distanti dal mio studio (a pochi km dal Lago di Garda in provincia di Verona).
Giustamente il lettore propone di inviarmi la documentazione completa, poiché non è possibile effettuare valutazioni approfondite senza esaminare dati concreti.
Nei limiti del possibile cerco di rispondere personalmente a tutte le richieste, solo e sempre in forma di articolo di interesse generale, cercando comunque di fornire qualche spunto utile a coloro che mi hanno contattato.
Il progetto prevede un piccolo ampliamento con un budget massimo di spesa, non troppo elevato.
La prima valutazione da compiere è quella economica, preparando la documentazione necessaria per richiedere alcune offerte a costruttori di strutture in legno.
Le grandi ditte di case prefabbricate tendono a penalizzare i fabbricati di piccole dimensioni (a spanne l’ampliamento non dovrebbe superare i 50 mq), che presentano le medesime problematiche (e costi fissi analoghi) degli edifici che consentono un maggiore guadagno, alzandone il prezzo o rinunciando direttamente al lavoro.
Il mio consiglio è di rivolgersi a qualche azienda locale, di comprovata esperienza nella costruzione di case complete, limitando la fornitura al grezzo avanzato (immobile finito esternamente) e completando le lavorazioni (impianti e finiture) per conto proprio avvalendosi di ditte del posto.
Non conoscendo il progetto, non sono in grado di capire se sia possibile ottimizzare i costi, modificando alcune soluzioni tipologiche.
Ancora una volta tale risposta può essere fornita direttamente dalle ditte contattate dal cliente, che possono indicare eventuali alternative che possano rendere più conveniente l’intervento, senza penalizzare le prestazioni energetiche ed il comfort.
Ad esempio, si può intervenire quasi sempre sulla copertura, eliminando eventuali terrazze o semplificando la forma del tetto, con un notevole risparmio per l’acquirente.

UN’ESPERIENZA NEGATIVA PER UNA COSTRUZIONE IN LEGNO

RICEVO E PUBBLICO, NON INTEGRALMENTE, QUESTA MAIL DI UN LETTORE CHE VORREBBE IL MIO APPOGGIO PER RACCONTARE LA PROPRIA ESPERIENZA NEGATIVA CON UN NOTO COSTRUTTORE EUROPEO.

Le chiediamo se potesse gentilmente diffondere questa lettera.
Buongiorno a tutti.
Siamo una giovane coppia e nell'anno 2012 abbiamo deciso di costruirci una casa prefabbricata in legno.
Dopo aver chiesto informazioni a tutti coloro che ne possiedono una nella nostra zona, abbiamo optato per la ditta *****, considerata come leader mondiale per quanto riguarda le case in legno.
Abbiamo avuto purtroppo numerosissimi problemi che non stiamo ad elencare. Citiamo soltanto: 2 mesi senza tetto (per cui è piovuto e nevicato sulle pareti), 3 mesi senza serramenti, molteplici problemi sulla gestione del cantiere, isolamento acustico, parte idraulica e finiture.
Più volte abbiamo cercato di contattare direttamente la casa madre senza risposte.
Purtroppo abbiamo incontrato delle difficoltà e delle problematiche nella gestione del rapporto con tale referente e le tensioni che ne sono scaturite hanno generato delle incomprensioni reciproche che ci hanno portati a vivere mesi di ansia e di nervoso, anche perché io ero incinta, prossima al parto, e senza una casa.
Infatti con il mio compagno avevamo disdettato l’alloggio in conduzione nella convinzione di trasferirci nella nuova abitazione, che, però a quel tempo ancora non era ultimata, benchè avessimo già pagato una somma considerevole del prezzo pattuito.
Vogliamo che la nostra esperienza possa essere di aiuto a tutti voi ed in particolare vogliamo invitare tutti coloro che intendono costruire una casa in legno ad essere cauti ed a ponderare con cognizione e scrupolosità la scelta della società alla quale affidare la costruzione di una tale tipologia di abitazione, onde evitare situazioni spiacevoli come a noi accadute.

CASE-IN-BIOEDILIZIA
La guida alle case in legno è (da tanti anni) un luogo in cui dibattere e confrontare le proprie esperienze ed, a breve, accoglierà le aziende costruttrici che potranno comunicare direttamente con i lettori.
La struttura tipicamente “da blog” verrà convertita in una sorta di “portale”, senza perdere il carattere divulgativo che ha sempre contraddistinto questo spazio web.
Non è e non sarà comunque un forum tematico (per questo ed altro ci sono altri siti facilmente reperibili attraverso i motori di ricerca).
Per questo motivo non posso e non voglio pubblicare il nominativo di questa azienda.
Non metto in dubbio la buona fede del lettore e sono certo che la costruzione del fabbricato sia risultata irta di difficoltà e l’esperienza fondamentalmente negativa.
Non spetta certamente al sottoscritto giudicare, senza una replica da parte della ditta, sulla semplice base di una descrizione comunque di parte.
Nella mia attività di progettista mi confronto quotidianamente con persone con le quali cerco di costruire, oltre alla loro abitazione, un rapporto di fiducia e rispetto reciproco.
Le difficoltà non mancano mai, come è inevitabile quando si da vita ad un’idea e si realizza fondamentalmente un “prototipo” unico ed irripetibile, sbagliando, cambiando, migliorando.
Molti committenti si adattano facilmente alle difficoltà ed accettano le varie problematiche serenamente , cercando di trovare le soluzioni più idonee, mentre altri si irrigidiscono per ogni inezia e sviluppano un elevato carico di stress e di collera.
Un piccolo segno su una porta può risultare invisibile per alcuni e motivo per intraprendere una causa legale per altri.
Con questo non voglio affatto ridimensionare la vicenda del lettore, non conoscendo direttamente questa esperienza e le persone coinvolte, ma comprendo perfettamente quanto gli aspetti psicologici e soggettivi possano influenzare la percezione dei fatti rispetto alla realtà.

ROMANIA E CASE IN LEGNO PREFABBRICATE

SO PER CERTO CHE QUESTO ARGOMENTO INTERESSA MOLTI MIEI LETTORI, E RINGRAZIO SINCERAMENTE IL LETTORE CHE MI HA SCRITTO FORNENDOMI MOLTI SPUNTI DI TRATTAZIONE.

Gentile Architetto, sono un ingegnere romeno, da 15 anni residente in Italia e attivo nel settore dell'impiantistica.
Sono inciampato da poco nel sul blog, e devo dirle che mi sono affezionato al suo discorso sull'argomento case in legno e tutto il suo contorno.
In Romania dirigo (assieme ad un amico) un'azienda che produce e monta case in legno, grezzo avanzato e chiavi in mano.
Ho rimarcato nel suo discorso una certa ironia vis a vis dei produttori romeni di case in legno; la ragione è dalla parte sua, ma non si può fare di tutta l'erba un fascio.
La nostra azienda e molto attenta a la qualità del prodotto che noi realizziamo, utilizzando le tecniche e le tecnologie di ultima ora che poi vengono utilizzate nei paesi che hanno una consolidata tradizione ed esperienza, come la Germania e l'Austria. Siccome io mi occupo dalla parte che riguarda gli impianti delle case che noi produciamo e montiamo in Francia mi permetto di segnalarle che in questo paese viene molto utilizzata la VMC abbinata al boiler termodinamico, dotato di pompa di calore, che personalmente credo che andrebbe bene anche in Italia.
Sono molto contento di avermi imbattuto nel suo blog, che lo trovo molto utile (in questo tipo di lavoro si impara tutti i santi giorni qualcosa di nuovo) e colgo l'occasione per trasmetterle i complimenti (per la sua metodica e laboriosa attività) di quella parte di costruttori romeni che si impegna per davvero a dare il massimo di sicurezza e comfort ai loro clienti di oltre il confine.

Non ho nulla di personale contro le case in legno prodotte nei paesi dell’Europa dell’est.
Se l’ingegnere che mi ha scritto questa mail ha colto dell’ironia in qualche mio post precedente, me ne scuso, poichè non era mia intenzione criticare a priori tutte le aziende rumene, bosniache o lituane che costruiscono case in legno nel nostro paese.
E’ però evidente che il cliente italiano si avvicina (quasi) sempre ai costruttori dell’est Europa, attratto unicamente dal prezzo molto basso di queste strutture, senza possedere una preparazione specifica.
So per certo che alcune aziende costruttrici rumene sono fornite di certificazioni europee e costruiscono con standard molto simili alle ditte più conosciute.
Questi costruttori (e parlo per esperienza diretta) rappresentano certamente un buona alternativa alle aziende italiane ed europee, con un elevato rapporto qualità prezzo.
Non a caso, molti importatori italiani di case prefabbricate che acquistano le strutture presso queste aziende sono in grado di immettere sul mercato un prodotto molto competitivo.
Il lettore sa meglio di me che le normative delle costruzioni in vigore in Romania non sono le medesime applicate in Italia o in Austria.
Non è una critica pregiudiziale, ma la semplice fotografia di uno stato di fatto, poiché ai costruttori italiani o tedeschi è richiesto il rispetto di parametri molto più restrittivi rispetto, ad esempio, al grado di stagionatura del legname o alla presenza di nodi ed impurità.
Le staffe e gli ancoraggi impiegati dalle aziende europee devono essere marchiati CE e sono necessariamente prodotti industriali, mentre nell’est Europa non mancano i prodotti “da fabbro” per i quali non esistono prove, parametri di collaudo e resistenza o certificazioni.
Va poi ricordato che il concetto tedesco di “fertighaus”, ovvero di casa prefabbricata in legno a basso consumo energetico è abbastanza distante da quello, molto diffuso nei paesi dell’est Europa (per certi versi simile alla gran parte delle case in legno americane), di costruzione economica, destinata a durare al massimo per qualche decennio.
Questi edifici non presentano isolamenti termici ed hanno il grande vantaggio di costare molto poco, ma in Italia non soddisfano i parametri energetici minimi, non hanno una sufficiente resistenza al fuoco e risultano staticamente inadeguati.
Al contrario, nei paesi di origine, possono tranquillamente essere realizzati (anche in proprio) secondo gli iter normativi locali, nel rispetto delle normative in vigore.
Spero di non offendere nessuno affermando che il cliente italiano medio è ancora immaturo e non sempre in grado di comprendere le varie differenze, basando per lo più la scelta sul prezzo più basso.
La mia campagna di informazione non è pertanto contro i costruttori dell’est, ma a favore delle aziende (anche rumene) che offrono soluzioni costruttive valide per realizzare edifici confortevoli, durevoli, ad alto rendimento termico ed a basso impatto sull’ambiente.