Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

CASE DI LEGNO E PRESCRIZIONI ANTINCENDIO

IL LEGNO E’, SENZA OMBRA DI DUBBIO, UN MATERIALE COMBUSTIBILE E, TUTTAVIA, IL SUO COMPORTAMENTO AL FUOCO NE PERMETTE UN UTILIZZO SICURO PER LA REALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE DI EDIFICI.

Le volevo chiedere un'interpretazione sulla possibilità della realizzazione o meno di una casa in legno seguendo le indicazioni del regolamento edilizio di dove vivo.
Da come lo capisco io sembra non sia possibile.
Nello specifico il regolamento prevede:
"TITOLO III - PREVENZIONI DAI PERICOLI DI INCENDIO
ART. 59 - IMPIEGO DI MATERIALI LIGNEI
1. Sono di norma vietati i materiali lignei per la formazione delle strutture portanti in tutti quei casi in cui particolari condizioni ambientali, tradizioni costruttive o qualificate scelte architettoniche richiedano l'uso di materiale ligneo per le strutture portanti; l'impiego di queste è condizionato all’adozione di trattamenti ed accorgimenti atti a renderle incombustibili o, comunque, resistenti al fuoco mediante applicazione di prodotti ritenuti idonei, allo scopo dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco.
ART. 60 - PREVENTIVO NULLA OSTA DEI VIGILI DEL FUOCO
1. E' richiesto il preventivo nulla osta dei Vigili del Fuoco per gli edifici nei quali sono esercitate le attività elencate nel Decreto Ministeriale 16 Febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 9 Aprile 1982 e su successive eventuali modificazioni.
ART. 61 - CERTIFICAZIONE DI COMPETENZA DEI VIGILI DEL FUOCO
1. Prima del rilascio del certificato di agibilità concernente gli edifici di cui al precedente Art. 60 è richiesto il relativo nulla osta o certificato di prevenzione incendi del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco."

case-bioedilizia
In generale, i regolamenti comunali non vietano l’utilizzo di strutture portanti in legno, massicce o a telaio, fatta eccezione per alcune zone del territorio, particolarmente vincolate (con limiti e restrizioni tipologiche e/o architettoniche).
Il rispetto della normativa antincendio risulta particolarmente severo per gli edifici pubblici o ad uso collettivo, che sono sottoposti a parere preventivo dei Vigili del Fuoco con rilascio della certificazione di competenza.
Per i piccoli edifici residenziali (la maggior parte delle strutture in legno realizzate in Italia sono villette mono e bifamiliari) vanno semplicemente rispettate le norme in vigore e non è mai richiesto il parere preventivo.
Alcuni regolamenti comunali possono inasprire i limiti di legge, mentre non è mai possibile il contrario.
Nel caso del Comune del lettore, gli articoli 60 e 61 fanno esplicito riferimento alle attività sottoposte a parere dei Vigili del Fuoco (esclusi i piccoli edifici di abitazione), per cui nulla cambia tra fabbricati in legno, in acciaio o in muratura.
L’articolo 59, al contrario, limita fortemente l’impiego del legno anche nei casi in cui l’utilizzo di tale materiale risulti consolidato nella tradizione costruttiva locale, pur non specificandone le tipologie.
Probabilmente il regolamento si riferisce a solai, coperture, porticati e tettoie in legno lasciato a vista, soluzioni costruttive tradizionali ampiamente diffuse come parte degli edifici in laterizio, pur senza citare le case prefabbricate e le costruzioni integralmente realizzate in legno.
Tali strutture sono”di norma vietate” o “l'impiego di queste è condizionato all’adozione di trattamenti ed accorgimenti atti a renderle incombustibili o, comunque, resistenti al fuoco mediante applicazione di prodotti ritenuti idonei, allo scopo dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco”.
Siamo di fronte ad un’interpretazione estremamente restrittiva delle norme nazionali in tema di sicurezza antincendio, che potrebbe limitare fortemente la costruzione di case in legno a basso consumo sullo specifico territorio comunale, ma va ribadito che siamo comunque di fronte ad un’eccezione, poiché le case in legno rispettano la normativa e possono tranquillamente sostituire i sistemi costruttivi tradizionali in laterocemento.

DIVULGARE LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE

SONO PASSATI PARECCHI ANNI DAL SETTEMBRE DEL 2008 QUANDO INIZIAI A SCRIVERE I PRIMI ARTICOLI SUL BLOG.  
DA ALLORA LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO E’ CRESCIUTA, DIVENTANDO UN MEZZO DI DIVULGAZIONE IMPORTANTE PER LA DIFFUSIONE E LA CULTURA DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO NEL NOSTRO PAESE.

Buongiorno Architetto Crivellaro e compimenti per l’attività che sta svolgendo da anni.
Seguo il blog dal 2009, quando ho iniziato ad avvicinarmi grazie ai suoi articoli al mondo delle case in legno.
Ho letto il suo libro che mi è stato molto utile per concretizzare il mio sogno e adesso abito, da sei mesi in una splendida casa prefabbricata a catalogo nella campagna modenese con la mia famiglia.
Attendo con ansia l’inverno per godermi il tepore della nostra nuova casa, scaldata da una normalissima caldaia con radiatori.
D’estate non abbiamo sofferto il caldo e sono certa che avremo molte soddisfazioni anche con il freddo.
Non ho particolari domande da farle - l’ho già contattata in passato ma forse non ricorda, volevo solo farle sapere che siamo felici della scelta fatta e che sto cercando anche io, nel mio piccolo, di far conoscere a parenti ed amici i vantaggi di abitare in una casa in legno come la nostra.

costruzioni-in-legno
Questo sito non è, né lo sarà in futuro, una vetrina pubblicitaria per il mio studio di progettazione, ma piuttosto uno strumento per diffondere la conoscenza degli edifici in legno a basso consumo energetico come sistema costruttivo alternativo agli edifici in muratura.
Tutte le informazioni sono liberamente scaricabili ed utilizzabili, nel rispetto della libertà intellettuale di chi scrive (purtroppo continuano a fioccare i siti fotocopia che lucrano sul lavoro altrui).
Entro pochi mesi saranno visibili grandi cambiamenti, con il passaggio dalla piattaforma Blogger a quella (più flessibile) Wordpress e la trasformazione da semplice blog a vero e proprio portale delle case prefabbricate.
La guida, con quasi 600 articoli già pubblicati, resterà l’elemento cardine e poco cambierà per i lettori interessati unicamente a leggere gli articoli, ma verrà data la possibilità alle ditte costruttrici di inserire in una sezione dedicata una scheda informativa ed i propri articoli redazionali permettendo un contatto tra lettori e aziende di case in legno, direttamente all’interno delle pagine del sito.
Ringrazio la lettrice per la mail, che mi conferma ancora una volta la validità del servizio compiuto in questi anni, mettendo a disposizione la mia esperienza di progettista di case di legno ad alto rendimento.
Molti dei committenti del mio studio di bioarchitettura sono visitatori del blog che si sono avvicinati alle costruzioni in legno anche grazie alla lettura dei miei articoli, maturando la decisione di intraprendere una strada nuova, superando paure e pregiudizi ed apprezzando i vantaggi degli edifici termicamente isolati in bioedilizia.
Come sempre, risponderò (con un po’ di pazienza) attraverso gli articoli del blog alle vostre numerose domande, ricordando ancora una volta che non sono disponibile a fornire consulenze private a distanza, nemmeno se retribuite, soprattutto in presenza di incarichi formali con altri professionisti.
Al contrario, resto a vostra completa disposizione per assumere incarichi minimi di progettazione o direzione lavori, a distanza ragionevole dal mio studio, che si trova a Sona, in provincia di Verona, a pochi chilometri dal Lago di Garda.

AUTO-COSTRUZIONE ED AUTO-PROGETTAZIONE IN LEGNO

L’ARTE DI ARRANGIARSI E’ SENZA DUBBIO UNA RISORSA PREZIOSA, SOPRATTUTTO IN TEMPI DI CRISI E PERMETTE SPESSO DI RISPARMIARE, EVITANDO DI RICORRERE A MANODOPERA SPECIALIZZATA O A COSTOSE FIGURE PROFESSIONALI, MA C’E’ DAVVERO UN LIMITE A TUTTO.

Vorrei autocostruirmi delle pareti a telaio per ampliare la mia casa.
Potresti darmi un aiuto tecnico?   Grazie.

Ho preparato un progettino per la nostra casa da realizzare in legno, scaricando un programma su internet, preparando piante, ma anche i prospetti, le sezioni ed un modellino tridimensionale.
Con tutto il rispetto per gli architetti come te, mi sembra un buon lavoro (come confermato da un paio di amici che lavorano nel campo).
So che serve un tecnico che firmi i disegni, ma se li trova già fatti, ti sembra giusto chiedere una parcella alta?

AUTOCOSTRUZIONE
Da negato assoluto di trapani e motori, ho sempre ammirato (ed invidiato) abbastanza chi riesce ad effettuare da sé con buoni risultati molti lavori manuali di casa.
Personalmente però, pur masticandone abbastanza, non mi azzarderei mai ad autocostruire una parete in legno, anche se ne possedessi le competenze e gli strumenti.
Anche potendo, vanno considerati gli evidenti aspetti di ordine normativo, che non possono essere sottovalutati.
Un edificio in legno a basso consumo energetico è una costruzione a carattere permanente che va sempre autorizzata e che deve seguire il medesimo iter burocratico delle costruzioni tradizionali in muratura.
La struttura portante è pertanto soggetta a calcolo, deposito degli elaborati strutturali e collaudo statico (in caso contrario, sono l’ultimo di tecnici da contattare).
Quest’ultimo aspetto richiede siano presenti prove di laboratorio, schede tecniche e certificati che non potrebbero essere prodotti per una parete auto costruita, anche ipotizzando un lavoro effettuato con la massima competenza.
Passando alla seconda domanda, mi sento di consigliare al lettore un piccolo bagno di umiltà, pur non mettendone in dubbio l’incompreso talento compositivo.
Il progetto di una piccola casa di abitazione (anche in legno) non richiede competenze smisurate e costituisce un banco di prova abbastanza semplice per un tecnico abilitato e tuttavia deve essere affrontato con tutti i necessari strumenti professionali (e non mi riferisco certo ad Autocad), a partire dalla conoscenza approfondita ed aggiornata delle normative in vigore.
Il lettore ha avuto rassicurazioni da amici che lavorano nel campo (mi verrebbe spontanea una battuta infelice, ma non intendo mancare di rispetto alla categoria degli agricoltori), ma mi sembra abbastanza “superficiale” nell’approccio alla sua futura abitazione.
Una bozza di progettino (perchè questo è) può costituire un’ottima base per il lavoro del tecnico da incaricare, che potrà essere molto agevolato nello sviluppo esecutivo di una soluzione idonea.
Nella mia esperienza, un committente con le idee chiare rappresenta per un progettista una situazione di partenza ottimale e sicuramente più vantaggiosa (dal punto di vista dell’impegno) di un cliente confuso e volubile.   Ma non è questo il caso.

UNA SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO IN LIGURIA

PUBBLICO, SPERANDO POSSA RISULTARE INTERESSANTE, UN BREVE BOTTA E RISPOSTA CON UN LETTORE INTENZIONATO A REALIZZARE UNA PICCOLA SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO.

Buongiorno Architetto, non è molto che seguo la sua attività, ma è stato determinante per farmi decidere a costruire con il sistema prefabbricato in legno al posto del "tradizionale".
Mi fa molto piacere, in quanto lo scopo del mio lavoro di divulgatore è soprattutto il permettere a chiunque di informarsi senza pregiudizi per conoscere (sufficientemente a fondo) il settore delle case in legno a basso consumo, ma la decisione spetta sempre a voi.

Ringraziandola in anticipo per la sua disponibilità, vorrei da lei un consiglio (probabilmente è la domanda che più spesso le rivolgono) su quale costruttore sia preferibile abitando nella provincia di Imperia.
Non esiste un costruttore ideale, in quanto le aziende di case in legno prefabbricate (o non) sono tantissime e per la maggior parte affidabili.
Contano molto le caratteristiche del progetto che, se non avete esigenze particolarmente sofisticate, può essere scelto tra le interessanti proposte a catalogo offerte da molte ditte del settore.

BIOEDILIZIA-IN-LEGNO
Visitando i vari siti delle aziende di case in legno, queste per lo più offrono consulenze, progetti e assistenza in cantiere, ma secondo lei sarebbe più saggio farsi seguire da un architetto esterno in quanto potrebbe subito far risultare eventuali anomalie??
Il tecnico (anche se collegato in qualche modo) è comunque esterno alla ditta,
Optando per un progettista del posto, privilegerei sempre un minimo di esperienza nel settore delle case di legno a basso consumo, indirizzandomi verso un bioarchitetto esperto di bioclimatica.

Leggendo le sue risposte ai lettori del sito ho visto che consiglia di farsi seguire da un architetto del posto, perchè lei sarebbe a troppi chilometri di distanza in quanto sono tipologie di cantiere che vanno seguite passo passo.
Vado spesso in vacanza nei pressi di Imperia, ma il tecnico dovrebbe sempre essere “fisicamente” vicino al proprio cliente.
Non necessariamente va incaricato il geometra di paese più “introdotto” nelle stanze del palazzo (personalmente mi ostino a considerarla una leggenda metropolitana), ma nemmeno un progettista troppo distante dal cantiere.

Nella provincia di Imperia non saprei proprio a chi indirizzarmi per quanto riguarda il prefabbricato in legno o la bioarchitettura seppur lavorando nell'edilizia da quindici anni non se ne sente "parlare" molto dalle nostre parti.
La Liguria è una regione un po’ particolare che impone ai progettisti molti vincoli e prescrizioni edilizie e che, nonostante sia ubicata nel nord Italia, appare meno interessata alle tipologie costruttive non tradizionali, come le case in legno.
Non credo comunque ci siano particolari problemi a reperire un tecnico ed una ditta costruttrice interessati all’intervento.

Le mie intenzioni sarebbero di alzare un piano su una struttura esistente e la scelta è stata determinante anche per una questione di incidenza dei carichi sicuramente minori rispetto al classico costruire, ma gli ancoraggi sulla struttura esistente dovrebbero essere sui travi?
Ho visto soluzioni dove il fissaggio avveniva esclusivamente sul cemento del solaio ma non mi dà una sensazione di sicurezza.
Il nuovo edificio in legno deve essere solidamente ancorato ad una struttura in grado di trasmettere i carichi alle fondazioni in sicurezza.
Valutazioni “sulla carta” non sono possibili ed è sempre necessaria una consulenza statica da parte di un tecnico per determinare l’esigenza di un eventuale intervento di consolidamento strutturale.

Ultima domanda, poi la smetto davvero!!!
Per quanto riguarda l'eco-bonus le spese devono essere sostenute e quindi fatturate entro e non oltre il dicembre 2013?? Secondo lei questa tipologia di struttura rientrerebbe tra gli incentivi in quanto ampliamento e non ristrutturazione??
A fronte della proroga degli incentivi, le sopraelevazioni sono equiparabili a nuova costruzione, per cui non rientrano tra gli interventi oggetto di bonus fiscali.

UN PICCOLO INTERVENTO IN BIOEDILIZIA

LA SCARSA DIFFUSIONE DELLE CASE PREFABBRICATE IN BIOEDILIZIA IN MOLTE AREE DEL PAESE NON AGEVOLA I POTENZIALI INTERESSATI CHE FATICANO A REPERIRE UN TECNICO PREPARATO E UN AZIENDA COSTRUTTRICE SUL PROPRIO TERRITORIO.

E' un po’ di tempo che mi stimola l'idea di farmi una piccola casa prefabbricata in legno, ma da noi è tabù, non c'è tecnico che ti consigli o ne sappia qualche cosa, non parliamo degli impresari, sconsigliano a priori, mamma mia il Comune, l'unica costruzione fatta fare in legno, il proprietario l'ha dovuta rivestire in muratura.
Ho trovato questo bel sito, e prima di addentrarmici, volevo una sua dritta.
Premetto che posseggo un terreno con strutture da demolire accatastate, necessito di c/a 70 mq di costruzione, ho un piccolo seminterrato già esistente da sfruttare c/a 30 mq e sopra vorrei istallarci la costruzione.
Cosa ne pensa? Mi potrebbe assistere?
Se è fattibile, la documento con foto e particolari per mail.

bioarchitettura, sostenibilità
Il lettore non mi dovrà spedire foto o altre mail con ulteriore documentazione descrittiva e non riceverà nessuna assistenza telematica, mi dispiace.
Come sempre, devo ribadire che non ho il tempo materiale per fornire consulenze virtuali, ma accetto (solo formalmente) incarichi minimi di progettazione o direzione lavori a ragionevole distanza (a reciproco vantaggio del committente e del mio studio).
Al contrario, trattare il quesito sotto forma di articolo consente al sottoscritto di pubblicare nuovi contenuti a libera disposizione dei visitatori del blog e di rispondere alle vostre richieste in modo abbastanza approfondito (nei limiti del possibile).
Mi rendo conto che non è semplice affrontare la costruzione di una casa in legno (grande o piccola che sia), senza un adeguato supporto tecnico, spesso difficile da reperire in buona parte del nostro paese.
Resta un fatto accertato che la crescente diffusione delle case prefabbricate a basso consumo in Italia resti, almeno per il momento, confinata alle regioni del nord.
Tecnicamente la realizzazione di un piccolo ampliamento da montare su un fabbricato seminterrato preesistente dovrebbe essere attuabile, pur richiedendo tutte le necessarie verifiche statiche, in quanto andrà rispettata la normativa in materia di strutture, compresa l’antisismica.
Le piccole dimensioni non dovrebbero invogliare troppo i grandi costruttori (il guadagno è limitato e sul lavoro gravano molti costi fissi), mentre le piccole aziende di case in legno tendono a privilegiare gli interventi sul proprio territorio e non operare a distanze eccessive.
L’unica concreta possibilità è il reperimento in loco di una ditta costruttrice di case di legno, situazione affatto semplice in molte zone del centro sud Italia, anche se la situazione sta lentamente cambiando anche qui.
Costruire in legno non è certamente l’unica possibilità, ma ritengo che non si possa prescindere dall’assumere come prioritari i temi della bioedilizia e del risparmio energetico, anche optando per i sistemi costruttivi tradizionali.
Le costruzioni in legno partono in netto vantaggio poiché sono, per loro natura, ecologiche e sostenibili, impiegando e consumando sempre poca energia.

IMPERMEABILIZZARE LA PLATEA DI UN EDIFICIO IN LEGNO

LA PLATEA DI FONDAZIONE DI UNA CASA IN LEGNO DOVREBBE PREVEDERE SEMPRE UNA CAMERA DI VENTILAZIONE SOTTOSTANTE AL SOLAIO, POSSIBILMENTE REALIZZATA CON ELEMENTI AD IGLOO, CON UN TELO ANTIUMIDITA’ POSIZIONATO SUPERIORMENTE, PER EVITARE RISALITE DI ACQUA ATTRAVERSO LE PARETI E GLI ISOLAMENTI.

Buongiorno architetto, vorrei un suo consiglio.
Sto pensando ad una casa prefabbricata in legno per me.
Ho contattato alcuni costruttori di case in legno.
Tutti mi hanno detto che va realizzata su una platea in c.a.
Lei consiglia di realizzare la platea, impermeabilizzarla e prevedere al di sopra dell'impermeabilizzazione un vespaio areato fatto con igloo per evitare umidità?

BIOARCHITETTURA-LEGNO
Le aziende di case prefabbricate sono consapevoli dell’importanza di una corretta posa delle pareti della costruzione in legno sul piano di appoggio dell’edificio al suolo.
Il legno è un materiale igroscopico e tale comportamento risulta ancora più evidente nel caso degli isolamenti termici leggeri impiegati per la realizzazione dei cappotti termici e per il riempimento delle pareti.
La costruzione di un edificio a struttura lignea deve pertanto rispettare alcuni accorgimenti, che nel caso della Germania (paese ad alta diffusione di case prefabbricate), già da alcuni anni sono stati recepiti sotto forma di normativa, al fine di salvaguardare le costruzioni in legno dal rischio umidità.
La platea è una componente fondamentale di una casa in legno, il cui compito è disperdere nel suolo i carichi statici e dinamici dell’edificio per mezzo delle strutture di fondazione, costituendo la piattaforma di base su cui andranno montate ed ancorate le pareti della costruzione.
Il terreno su cui poggia l’edificio è frequentemente intriso di acqua a causa delle piogge o della vicinanza con le falde sottostanti, costituendo una persistente fonte di umidità che andrà separata dalla costruzione in legno con opportuni accorgimenti.
In passato il vespaio veniva realizzato posando sassi e ciottolame di pezzatura medio-grande con il successivo riporto di granulometrie sempre più piccole, consentendo di asportare, grazie all’aria presente tra gli interstizi, l’umidità proveniente dal terreno sotto il piano di calpestio, proteggendo le murature.
L’efficacia del vespaio tradizionale dipendeva dalla corretta stratificazione dei ciottoli e non sempre tale accorgimento trovava riscontro nella pratica costruttiva, soprattutto in epoca recente.
Il vespaio aerato su igloo è formato da elementi a cupola in plastica affiancati costituenti un’intercapedine in cui l’aria può liberamente circolare.
Sono inoltre previste alcune bocchette di aerazione per l’immissione dell’aria fresca e per l’espulsione dell’aria umida. 
Tali prese d’aria sono indispensabili per evitare l’accumulo di umidità e, se presente, di gas radon sotto l’edificio, anche se non mancano punti di vista differenti al proposito.  Secondo alcuni, la mancanza di tali fori di ventilazione potrebbe produrre una sorta di “bolla d’aria” nella camera sottostante il solaio che potrebbe fungere da cuscinetto di separazione tra terreno ed abitazione (personalmente non adotto mai questo accorgimento).