Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

IL CLIENTE DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

QUAL’E’ L’IDENTIKIT DEL CLIENTE TIPO DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO E CHE COSA CERCA IN PARTICOLARE IN ALTERNATIVA ALLE ABITAZIONI TRADIZIONALI?

Innanzitutto va detto che, se si esclude qualche raro architetto, il 98% dei clienti di case prefabbricate è costituito da famiglie, giovani coppie coniugate o in procinto di sposarsi, ma non mancano giovani single o clienti di una certa età. 
Pur prevalendo chiaramente nella fascia dai 25 ai 35, ho avuto la gradita sorpresa di imbattermi in persone di ogni età. 
I pochi “non italiani” appartengono esclusivamente a paesi del nord Europa come Germania, Austria, Francia, Polonia o Svezia, mentre l’area mediterranea è virtualmente assente, così come i paesi extra-europei.
Chiaramente i giovani si accostano alle case prefabbricate con aperto interesse e pochi pregiudizi, viaggiano, utilizzano abitualmente internet, hanno una grande sensibilità ecologica e vogliono soprattutto risparmiare sui consumi energetici futuri. Di contro, le persone più mature, possiedono una buona cultura generale, hanno avuto un’esperienza diretta con queste abitazioni o hanno una preparazione tecnica che le ha portate gradualmente ad avvicinarsi alle case in legno sino a valutarne concretamente la realizzazione.
case prefabbricate in legno
In tutti i casi si tratta di clienti con una grande conoscenza del settore, che frequentano le fiere, leggono le riviste, si informano, contattano le aziende e maturano la scelta con una convinzione e preparazione sorprendente.
In genere il tema del risparmio energetico prevale su quello della costruzione ecologica, ponendo in primo piano i vantaggi economici legati alla certezza dei costi e dei minimi consumi rispetto all’aspetto della maggior sostenibilità ambientale rispetto all’edilizia tradizionale.
In tutti c’è la speranza che le molte problematiche affrontate con l’attuale abitazione in laterocemento possano divenire un lontano ricordo acquistando una casa prefabbricata. Spesso mi vengono raccontate esperienze negative dovute all’inaspettata lievitazione dei costi rispetto a quanto preventivato o a gravi lacune costruttive dovute ad approssimazione o alla poca esperienza della manodopera del cantiere. Sono proprio queste vere e proprie piccole odissee a far scattare il desiderio di cercare qualcosa di profondamente diverso, che possa garantire un rapporto nuovo e sereno con la propria abitazione.
Il cliente delle case prefabbricate in legno ma in genere distinguersi dalla massa di acquirenti da “agenzie immobiliari”, andando contro i molti pareri ostili, sfidando persino il proprio stesso tecnico o la famiglia, spesso diffidenti o apertamente contrari alla scelta.
La costruzione di una casa prefabbricata in legno non è motivo di stress o litigi coniugali, ma viene vissuta con entusiasmo, aspettative ed aspirazioni. Prevale una sensazione di fiducia e tutto andrà per il meglio. Il cliente delle case in legno ritiene finalmente di essere protagonista della realizzazione della propria abitazione e di poter controllare tutte le fasi, dal progetto alla campionatura, dal montaggio sino alla finitura. In effetti il processo prevede un grande coinvolgimento del cliente, anche nelle questioni tecniche, poiché le scelte vanno necessariamente fatte a priori, evitando pressappochismi e decisioni dell’ultimo minuto. Niente più tracce degli impianti in opera, ipotesi di arredamento improvvisate in cantiere (tanto poi, al limite, la tramezza si può abbattere). Tutto va pianificato e deciso con scrupolo, limitando al massimo le possibilità di fare scelte sbagliate o di delegare le decisioni al tecnico o all’impresa.
Questione budget. In genere l’attenzione al risparmio è alta e si cerca di ottimizzare le scelte in funzione di un mutuo che non dovrà essere eccessivo. Da qui l’importanza di rapportarsi con un’operazione economica limpida e senza sorprese, pianificabile sino all’ultimo centesimo.

IL MONTAGGIO DELLE CASE PREFABBRICATE

UNO DEGLI ASPETTI DI MAGGIOR INTERESSE DELLE CASE PREFABBRICATE È SENZ’ALTRO LA FASE REALIZZATIVA.
SI TRATTA EVIDENTEMENTE DI UN CANTIERE ASSAI DIVERSO DA QUELLO DI UN’ABITAZIONE TRADIZIONALE.

La visita di case prefabbricate in costruzione è sempre estremamente istruttiva, soprattutto se si ha la fortuna di poter assistere al montaggio iniziale. 
Il consiglio, se siete interessati a realizzare una casa in legno prefabbricata è proprio di cercare di entrare in una di queste abitazioni in costruzione, per cogliere particolari altrimenti ben poco evidenti a lavori ultimati. 
Contattate la vostra ditta di case prefabbricate e richiedete di tenervi informati via mail sui prossimi interventi programmati nella vostra zona.
Il giorno del montaggio della struttura è ovviamente il più impressionante, dato che, con le dovute proporzioni, sembra di assistere più all’assemblaggio di un armadio o di una cucina che alla realizzazione di un manufatto edilizio.
Ma è nelle fasi successive che ci si può rendere conto delle raffinate soluzioni tecniche adottate, magari nascoste in seguito sotto le finiture e gli intonaci, che faranno la differenza e sapranno offrirci quel confort e benessere duraturo tipico delle abitazioni pienamente ecologiche. Cassonetti per gli avvolgibili altamente coibentati, contropareti per l’installazione dei sanitari, pareti interne isolate termicamente e acusticamente, eliminazione dei ponti termici, accoppiamenti e montaggi perfetti, materiali naturali di prima scelta. 
La filosofia spicciola del “tanto poi non si vedrà”, qui non viene nemmeno presa in considerazione.
case prefabbricate in legno
La classica figura romantica del muratore scompare dal cantiere, se si eccettua la realizzazione in opera della platea di fondazione in cemento armato a cui andrà ancorata la struttura in legno. 
La squadra di montatori altamente specializzati arriva direttamente dalla fabbrica ed è garanzia di esperienza, precisione e … pulizia. Un contrasto stridente con un mondo dell’edilizia in piena crisi qualitativa ed incapace di evolvere le proprie metodologie costruttive secondo standard moderni ed efficienti.
Ma anche gli impiantisti e gli artigiani che si occuperanno degli impianti e delle finiture forniscono un servizio professionale adeguato al livello dell’abitazione. 
In questo senso valutiamo con criterio se è davvero il caso di avvalerci di maestranze esterne , magari di nostra conoscenza, per risparmiare in fondo pochi euro o se sia più sensato affidarci ad un “chiavi in mano” a costo certo e garantito qualitativamente dalla manodopera di ditte di fiducia dell’azienda stessa. 
Purtroppo resta la constatazione che i cantieri sono ancora pochi e spesso scomodi da raggiungere, con l’ulteriore svantaggio per il visitatore della durata limitata dei lavori.
La costruzione delle case prefabbricate spesso attrae un notevole numero di persone spinte dalla comprensibile curiosità ed è naturale che, dopo una prima fase di orgoglio misto ad entusiasmo, i proprietari si stanchino ben presto di accogliere quotidianamente estranei in casa e decidano di chiudere le porte una volta per tutte al pellegrinaggio quotidiano.

IL SOGNO DI UNA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO

COSTRUZIONE ECOLOGICA, RISPARMIO ENERGETICO, TEMPI E COSTI CERTI.
LE CASE PREFABBRICATE RAPPRESENTANO IL PIU’ DELLE VOLTE IL SOGNO DI UNA VITA, CHE IL PROGETTISTA HA L’OBBLIGO DI AFFRONTARE CON IL MASSIMO RISPETTO.

Negli ultimi decenni le dottrine urbanistiche hanno imputato tutte le colpe possibili alle cosiddette “casette” che caratterizzano in maniera più o meno uniforme (o “informe”) il paesaggio urbano delle periferie delle nostre città.
Pur riconoscendo oggettivamente alle tipologie residenziali uni, bifamiliari, a schiera o condominiali un ruolo tutt’altro che caratterizzante e sostanzialmente “sordo” al circostante, sempre meno legato ai sistemi costruttivi tradizionali ed alla cultura locale (ma in questo caso le responsabilità andrebbero cercate altrove), una riflessione sul tema abitativo va ugualmente fatta.
case prefabbricate in legnoL’architetto ha l’ambizione di dare forma alla costruzione edilizia attraverso i propri strumenti compositivi, cadendo sovente nella tentazione di affrontare il piccolo fabbricato con l’approccio della grande opera o del monumento. Questo porta ad esiti profondamente distorti poiché una casa dovrebbe sottendere innanzitutto logiche urbanistiche, tipologiche e funzionali, prioritarie rispetto a forzati estetismi formali che mai hanno fatto parte in passato della costruzione del tessuto residenziale delle città. Pretendere di “fare architettura” rispetto al tema dell’abitazione porta inevitabilmente all’indifferenza urbana e ad un maggiore impatto ambientale.
Un approccio semplice, che tenga profondamente conto delle tipologie locali e basato sui principi della bioclimatica potrà inoltre accogliere al meglio le esigenze funzionali ed abitative dei propri clienti.
Spesso le aziende di case prefabbricate che realizzano case prefabbricate in legno utilizzano lo slogan “IL SOGNO DI UNA VITA”. Al di là delle logiche promozionali, si tratta tuttavia di un concetto più tangibile di quanto possa sembrare e a cui si deve il massimo del rispetto e non solo perché si viene pagati per le proprie competenze professionali.
Una casa, il più delle volte, da senso alla nostra esistenza, diviene il rifugio che ci protegge da tutti i problemi esterni, rappresenta una vita di lavoro e fatiche, il luogo dove crescere i nostri figli, amarsi, invecchiare. Una piccola casetta racchiude valori, aspettative, sofferenze, gioie, speranze. Un buon progetto deve tenerne conto, anteponendo tutto ciò alla propria affermazione come opera di architettura. Si tratta in definitiva di un processo chiaro, basato sul dialogo e l’ascolto reciproco, l’arricchimento e l’amicizia, che può portare molto lontano.
La vera gratificazione non è il vedere il proprio progetto pubblicato sulle riviste di architettura, ma nella gratitudine sincera dei propri clienti e nel sapere di avere reso delle persone felici.

NESSUNA TANGENTE SULLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

UN ALTRO SOLIDO ARGOMENTO A SOSTEGNO DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO ME LO FORNISCE UN COLLEGA ARCHITETTO CON UN SUO CONTRIBUTO “SPONTANEO” CHE PUBBLICO INTEGRALMENTE (MA FORSE NON ERA QUESTA LA SUA INTENZIONE).

Caro Architetto Crivellaro, in poche righe vorrei spiegarti perché non proporrò mai le case in legno ai miei clienti.
Come saprai bene la nostra professione subisce sempre più la concorrenza di giovani architetti neolaureati e di pseudo-progettisti disposti a tutto pur di lavorare, anche a svendersi per quattro soldi. A loro interessa farsi conoscere e gonfiare il curriculum senza scrupoli.
La battaglia quotidiana per riuscire ad aggiudicarsi qualche raro cliente è sempre più frustrante, fatta di umilianti ribassi e sconti sulla parcella, in concorrenza con mestieranti dell’architettura scorretti e senza dignità (a proposito, grazie Bersani!).
case prefabbricate in legnoEcco perché finchè la situazione non cambierà non posso non accordarmi con le imprese di costruzioni per arrotondare il mio misero compenso. Parli di etica e questo ti fa onore, ma dopo tanti anni so perfettamente valutare il mio lavoro e, in un modo o nell’altro, ritengo sia giusto far tornare i conti.
La responsabilità poi è degli stessi clienti, disposti a pagare tutti tranne noi tecnici. L’idraulico, l’elettricista? Architetto, tutti quei soldi per quattro disegni! La verità è che il lavoro intellettuale è sempre meno apprezzato e non si tiene conto delle enormi responsabilità che ci dobbiamo assumere. Altre strade personalmente non ne vedo.
Ho le mie forti perplessità sulle case in legno che sembrano fatte apposta per scavalcare i progettisti (già si lavora poco).

Ho provato comunque con sincero interesse a rivolgermi alla ****** Haus di turno, ricevendo risposte negative e nessuno sforzo a “gratificare” il progettista, per cui ringrazio sempre più le imprese tradizionali di cui parli tanto male. Saranno quello che saranno, ma almeno ci permettono di sopravvivere.

Devo aggiungere qualcosa?
Rovinerei la poesia contenuta in questi bei versi.

RISCALDAMENTO A RADIATORI O A PAVIMENTO NELLE CASE IN LEGNO?

NEGLI ULTIMI ANNI HANNO AVUTO UNA LARGHISSIMA DIFFUSIONE GLI IMPIANTI A PANNELLI RADIANTI ABBINATI SOLITAMENTE ALLE MODERNE CALDAIE A CONDENSAZIONE AL POSTO DEI TRADIZIONALI RADIATORI.

Il motivo del successo degli impianti a pavimento va ricercato nel superamento dei difetti che caratterizzavano in passato i vecchi impianti come la difficoltà di regolazione e i problemi di circolazione con sensazione di gonfiore e pesantezza agli arti inferiori. 
Si trattava solitamente di sistemi centralizzati ad alta temperatura installati nei condomini, del tutto diversi dai moderni ed efficienti impianti a bassa temperatura di esercizio dei nostri giorni che offrono elevati standard di confort abitativo, abbinabili oltretutto a impianti che utilizzano oltre al gas fonti di energia rinnovabile come caldaie a pellets, legna o pompe di calore.
Il calore è ceduto all'ambiente quasi interamente per irraggiamento, poiché l'intero pavimento diventa superficie riscaldante la cui ampiezza permette di abbassare la temperatura dell'acqua fino a 29°C (al massimo 35°C).
I vantaggi, e non solo nelle case prefabbricate, sono molteplici in quanto migliora il benessere termico riducendo i consumi, riscalda (e raffresca, se previsto) senza movimentare l'aria, aumenta la superficie utilizzabile degli ambienti senza il vincolo dei radiatori, non solleva polveri perché non movimenta aria per conduzione in quanto opera per effetto radiante con ottimizzazione dei flussi e distribuzione ottimale del calore in tutta l’abitazione.
Il concetto di riscaldare gli ambienti dal basso risale persino agli antichi romani che misero a punto una raffinata tecnica costruttiva costituita da un pavimento rialzato ed intercapedini murarie perimetrali nelle quali circolava l'aria calda prodotta da un focolare ubicato nei locali inferiori dell'edificio.
Il risparmio ottenibile con la bassa temperatura di esercizio è tuttavia compensato dai maggiori costi d’installazione e dalla difficoltà di intervento in caso di guasto alle serpentine o modifiche all’impianto.
case prefabbricate in legno
Vi sono altri aspetti di cui tenere conto e che sollevano più di un dubbio sull’efficace utilizzo dei pavimenti radianti nel caso delle abitazioni a basso consumo come le case prefabbricate in legno.
L’effetto radiante coinvolge tutto il pacchetto del solaio che viene attivato per inerzia termica, trattenendo e rilasciando gradualmente il calore. 
Questo significa che l’impianto funziona a bassa temperatura, ma praticamente SEMPRE.
I tradizionali radiatori (dotati però ASSOLUTAMENTE di valvola termostatica) si disattiveranno una volta raggiunta la temperatura desiderata. 
I locali maggiormente riscaldati dall’effetto del sole come le stanze ubicate a sud o in presenza di grandi vetrate possono non necessitare di essere riscaldate e l’impianto tradizionale potrebbe limitarsi nelle case prefabbricate ai picchi invernali, alle giornate di pioggia o nebbia o a funzionare per riscaldare i locali più freddi come quelli rivolti a nord.
In ogni caso il radiatore, non avendo il problema dell’inerzia termica, si attiva o disattiva immediatamente, utilizzando l’energia solo se strettamente necessario.
Il risparmio iniziale, dovuto al minor costo dell’impianto, rischia di essere rafforzato dalla minima richiesta di energia, dovuta all’ottimizzazione della risposta termica. Le case prefabbricate in legno richiedono poca energia e quel poco di calore verrà fornito efficacemente dai radiatori solo quando risulterà necessario. Al contrario un riscaldamento a pannelli radianti, pur funzionando a bassa temperatura, comporterà un funzionamento pressoché continuo con minori possibilità di termoregolazione. 
Il rischio nel caso delle case prefabbricate è inoltre, nelle giornate soleggiate, di un eccessivo riscaldamento degli ambienti, dovuto alla difficoltà di diminuire la temperatura in poco tempo, pur rimarcando tutti i vantaggi sopra descritti che fanno del riscaldamento a pavimento una alternativa da valutare con estrema attenzione, soppesando i pro e i contro tra le diverse soluzioni.
Non ultimo, andrà considerato lo stile di vita degli occupanti stessi dell’abitazione e l’utilizzo che verrà fatto dell’edificio. 
Se i proprietari vivono all’esterno la maggior parte del tempo o il fabbricato non viene utilizzato in modo continuativo, appare senz’altro consigliabile un impianto di tipo tradizionale, mentre se l’abitazione viene occupata la maggior parte del tempo, un impianto a pavimento potrà essere la soluzione più efficace. 
In quest’ultimo caso può essere interessante una soluzione con funzione di raffrescamento, pur considerando un ulteriore aggravio dei costi e la possibilità di formazione di condensa sul pavimento.

QUANDO LA CASA PREFABBRICATA E’ ANCHE “ECOLOGICA”

CHI INTENDE REALIZZARE UNA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO È ATTRATTO SOLITAMENTE DALL’ALTA EFFICIENZA ENERGETICA E DAL CONSEGUENTE RISPARMIO CHE QUESTO TIPO DI ABITAZIONI GARANTISCE.
SENZ’ALTRO NON SECONDARIO È IL FATTORE ECOLOGICO CHE PER LE CASE PREFABBRICATE DEVE ESSERE UNA CONDIZIONE PRIORITARIA.

Oggi sentiamo parlare sempre più spesso di “sostenibilità”, bioedilizia, ecocompatibilità. Termini molto efficaci sotto il profilo del marketing e giustamente sempre più presenti nella comunicazione di una società che deve necessariamente fare i conti con una popolazione in costante crescita e con la repentina industrializzazione dei paesi emergenti, soprattutto asiatici.
Il protocollo di Kyoto è il principale trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyoto nel 1997 da più di 160 paesi in occasione ed entrato in vigore nel 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia (gli USA non hanno purtroppo aderito).
Esso prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti, in particolare di CO2, almeno del 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990, nel periodo 2008-2012.
Il Protocollo di Kyoto tratta di problemi che investono la totalità dei settori delle attività umane, quindi il settore energetico, i processi industriali, l'utilizzo di solventi, l'agricoltura, i rifiuti ed ovviamente il settore delle costruzioni, responsabile di gran parte delle emissioni, sia per la produzione che per la gestione degli immobili e a cui si richiede un netto miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici e l’adozione di fonti energetiche rinnovabili.
case legno, case in legno, case di legno, case passive, case ecologicheLe case prefabbricate in legno, altamente isolate, riducono al massimo le dispersioni termiche e la necessità di ricorrere al massiccio utilizzo di energia per il riscaldamento e il raffrescamento, limitando di conseguenza le emissioni di sostanze nocive nell’ambiente.
Non solo. Il processo di produzione delle case prefabbricate è un’evoluzione, per quanto sofisticata e meccanizzata, della tradizionale carpenteria in legno e lo stesso materiale impiegato viene continuamente rinnovato con una rigorosa piantumazione di alberi, mantenendo inalterato l’equilibrio naturale delle aree di raccolta, in evidente contrasto con la deforestazione indiscriminata di molte altre zone del mondo.
Chi acquista una casa prefabbricata in legno deve pretendere inoltre l’utilizzo di materiali sani ed ecologici, dalle coibentazioni alle finiture, dai massetti alle vernici.
Il ricorso a prodotti derivati dalla sintesi petrolchimica dovrebbe essere ridotto al minimo nelle case prefabbricate e limitato a parti esterne all’edificio. Una casa naturale non produce esalazioni tossiche, responsabili di molte patologie degli ambienti chiusi, e dona un grande benessere ai propri occupanti.
Il cliente delle case prefabbricate in legno deve sapere che realizzare un’abitazione ecologica non deve rappresentare un extra-costo, ma lo standard minimo da pretendere.
Se la nostra abitazione in bioedilizia ci viene fatta pagare a caro prezzo come variante di pregio rispetto al capitolato base, è certamente il caso di valutare anche qualche ditta alternativa.
Le nostre case prefabbricate in legno rappresenteranno solo una piccola goccia nel mare, ma anche un grande gesto di rispetto verso l’ambiente e le future generazioni, perché realizzate con un processo costruttivo a basso impatto ecologico, con un limitato impiego di sostanze chimiche ed in grado di consumare poca energia derivata da fonti fossili (gas ed elettricità, a sua volta ottenuta dalla combustione di petrolio o carbone), soprattutto se dotate di impianti che impiegano energie rinnovabili (solare, biomasse).