Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

GLI EXTRA DELLE CASE PREFABBRICATE

L’ACQUISTO DI UNA CASA IN LEGNO ESCLUDE MOLTE VOCI, QUALI LE FIGURE TECNICHE E LA PLATEA DI FONDAZIONE, MA COMPRENDE NEL CONTRATTO COSTI E PRESTAZIONI DI UN CERTO RILIEVO.

“Sono interessato alle case prefabbricate in legno chiavi in mano, perché non vorrei rivolgermi a nessun’altro...”.
“Mi sembra di avere capito che il progetto è incluso e anche le fondazioni…”.
“Vitto alloggio dei montatori della casa sono a carico mio?”.
“La ditta di case in legno si può occupare degli esterni?”.

I costruttori di case di legno prefabbricate si occupano direttamente solo della produzione e del montaggio della casa.
Sul mercato sono reperibili alcune aziende che offrono la costruzione inclusa di platea e/o progettazione.
Queste ditte, quasi sempre piccole, non realizzano direttamente l’edificio, ma si limitano a “gestire” tutte le fasi, sino al chiavi in mano appoggiandosi a costruttori esteri e a subappalti (dall’impresa che realizza la platea, agli impianti ed alle finiture).
Si paga il servizio, anche se i prezzi sono generalmente interessanti e, tuttavia, non è la prassi comune.
Le principali aziende di case in legno costruiscono l’edificio “fuori terra” al livello di finitura desiderato dal cliente.  Punto.
Scegliendo un modello a catalogo la progettazione è (parzialmente) a carico della ditta, ma bisognerà rivolgersi in ogni caso ad un progettista esterno per la presentazione in comune e l’ottenimento dei permessi a costruire.

Riassumendo, sono esclusi dal contratto chiavi in mano:
  • OPERE DA IMPRESA (scavi, reinterri, fondazioni, interrati, platea, rampe, pavimentazioni esterne, allacciamenti, cancelli, recinzioni).
  • FIGURE TECNICHE (progettista, direttore lavori, coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, collaudo statico, geologo, progetto e direzione lavori dei cementi armati, accatastamenti).
Oltre alla casa in legno vera e propria, la ditta deve fornire:
  • Progetto statico della casa in legno.
  • Carichi statici gravanti sulle fondazioni.
  • Calcolo energetico (attestato di certificazione).
  • Calcolo acustico.
  • Ponteggi di sicurezza in elevazione.
  • Gru o autogru.
  • Vitto ed alloggio per i montatori e le squadre di lavoratori.
Non tutte le aziende di case prefabbricate inseriscono per contratto tutte queste prestazioni, che hanno un costo importante e che, se escluse, possono far lievitare i costi finali di parecchie migliaia di euro.

BLOCKHAUS O SISTEMI ISOLATI?

MOLTI LETTORI MI RICHIEDONO UN GIUDIZIO SU SISTEMI COSTRUTTIVI ENERGETICAMENTE POCO PERFORMANTI, ATTRATTI DAL BASSO PREZZO E DALLA VELOCITA’ DI COSTRUZIONE, GENERALMENTE POCO INDICATI PER USI ABITATIVI PERMANENTI. 

In attesa che mi arrivi il suo libro le chiedo delle delucidazioni:

70 mq in blockhouse con pannello da 9 cm rivestiti esternamente con piastrelle in pietra e internamente con del cartongesso per passare i cavi elettrici, su base in cemento per ancorare la struttura e pavimentare.
Ho molti dubbi riguardo questi sistemi di costruzione;  lei cosa ne pensa?

Posseggo un terreno dove vorrei posizionare un casa di legno di circa 70 mq, sono indeciso tra due proposte:

La prima pannelli con perlinato spessore 2 cm+6 cm lana minerale + 2 cm perlinato per una profondità totale di 10 cm (non si fa cenno alcuno a freno o barriera vapore).
La seconda invece è la classica casa sistema blockhouse con travi di spessore 7 cm.
Le chiedo se considera insufficiente la coibentazione del primo esempio e optando per il sistema blockhouse quale coibentazione e stratigrafia consiglia per il cappotto esterno.
Abito nel Lazio con temperature che difficilmente scendono sotto lo zero.


Le case in bioedilizia rivestite a cappotto sono edifici molto isolati
Gli edifici in legno prefabbricati rappresentano una soluzione costruttiva moderna e collaudata, con requisiti di tutto rispetto in tema di:
-      Sostenibilità ambientale
-      Efficienza energetica
-      Durata nel tempo
-      Solidità strutturale
-      Sicurezza
Possono sostituire efficacemente i sistemi tradizionali in muratura e cemento armato, per gran parte delle tipologie edilizie, non solo in ambito residenziale, come peraltro avviene in molti paesi d’Europa.

Le strutture blockhaus prevedono che il legno resti “a vista” e sono poco indicate per la costruzione nelle città a causa delle condizioni ambientali molto stressanti, come le notevoli differenze di temperatura stagionali (che possono arrivare a 40-50°), gli alti tassi di inquinamento, la forte caratterizzazione architettonica (non sempre compatibile con i regolamenti edilizi).
Richiedono inoltre frequenti manutenzioni, in quanto il legno è un materiale “vivo”, soggetto a dilatazioni e fenomeni di deperimento se non correttamente utilizzato.
Le prestazioni energetiche di una parete massiccia non isolata dipendono dagli spessori, che generalmente sono abbastanza ridotti nelle costruzioni economiche (soprattutto quelle delle aziende di case in legno di paesi dell’est).
Questi edifici andrebbero sempre isolati a cappotto per raggiungere buoni valori di isolamento termico e limitare la necessità di interventi manutentivi.
Le case di legno blockhaus di alto livello hanno costi di gran lunga superiori alle casette lituane, notevoli spessori di parete e certificazioni adeguate, rispondendo in pieno ai requisiti suddetti, pur restando consigliabili per la costruzione di edifici in zone montane e pedemontane.

ISOLARE UNA VECCHIA CASA IN LEGNO

GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA POSSONO RISULTARE ESTREMAMENTE EFFICACI ANCHE SUGLI EDIFICI IN LEGNO, AMPIAMENTE DIFFUSI NELLE ZONE MONTANE DEL NORD ITALIA, MA ANCHE DEGLI APPENNINI. 

Sto facendo ristrutturare e migliorare dal punto di vista energetico una casa prefabbricata in legno realizzata nel 1958.
Il prossimo mese inizieremo a montare il cappotto, prevedendo lastre di sughero da 8 cm agganciate alla parete, su cui verrà poi montata la perlinatura di larice a doghe orizzontali.
I quesiti che Le pongo sono: 
Il sughero è quello definito "tostato", scelto per la minore densità (120Kg/m3 contro 170 di quello "biondo") onde non appesantire troppo le pareti della casa.
Ho qualche difficoltà a reperirlo ad un prezzo ragionevole (20 euro/mq iva esclusa).
Lei ha qualche fornitore da segnalarmi nei dintorni di Torino? 
In alternativa al sughero si potrebbe valutare la fibra di legno a bassa densità (per i soliti problemi di peso)? 
L'ultima chance eventuale potrebbe essere il polistirene espanso sinterizzato (a bassissima densità) a basso costo e alta capacità di isolamento ma, temo, poca capacità di lasciare traspirare la parete di legno della casa e quindi possibilità di formazione di muffe/umido sulla parete esterna o addirittura interna (fatto finora mai successo, essendo la casa esposta ai 4 venti, ad una quota di circa 560m slm).
Ha senso? La ringrazio se avrà la cortesia di dare risposta ai miei dubbi e Le segnalo che il Suo testo "Guida alle case di legno" ha trovato in me un lettore entusiasta.


Le case di legno si possono ristrutturare e riqualificare energeticamente
Grazie per l’entusiasmo, spero che il libro possa essere utile ai tanti lettori che l’hanno acquistato.
L’isolamento a cappotto delle case in legno a parete massiccia è un’eccellente soluzione per migliorare il rendimento energetico di costruzioni in legno esistenti, costruite quasi sempre in zone climatiche caratterizzate da molti mesi di freddo intenso e temperature estremamente rigide.
Le costruzioni del tipo “blockhaus”, tipiche della fascia montana e pedemontana garantiscono un buon livello di isolamento termico grazie alle proprietà del legno che è un pessimo conduttore di calore e, pertanto, naturalmente isolato.
Nel corso degli anni questi edifici necessitano di frequenti interventi di manutenzione e può essere necessario effettuare lavori di vera e propria ristrutturazione edilizia, con la sostituzione degli elementi ammalorati e di parte delle strutture, il rifacimento degli impianti, di gronde e pluviali e della copertura.
La necessità di aprire un cantiere vero e proprio può consigliare di intervenire anche sulle facciate, sostituendo gli infissi con serramenti e vetri a basso consumo e isolando a cappotto le pareti esterne.
Ci si potrà avvalere, analogamente agli edifici tradizionali in laterocemento, degli incentivi fiscali per ristrutturazione e riqualificazione energetica, che, si spera, dovrebbero diventare permanenti in futuro, nonostante la perdurante crisi economica.
I cappotti termici per le case in legno blockhaus dovrebbero avere una bassa densità, anche per limitarne il carico sulle pareti.
Bene il sughero (ma i costi non sono bassissimi), così come la lana di roccia (traspirante e performante).
Meno indicato il polistirene, che crea una vera e propria barriera al passaggio del vapore dall’interno all’esterno, e poco affidabile la fibra di legno, che può essere soggetta a fenomeni di deperimento in caso di infiltrazioni di acqua nel cappotto.

“SCHELETRI” E CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

TRA LE MOLTE MAIL CHE RICEVO, HO RITENUTO UTILE LA PUBBLICAZIONE DI UNA UNA RICHIESTA PIUTTOSTO “SINGOLARE”, IN QUANTO PIUTTOSTO DISTANTE DALLA PRASSI OPERATIVA DELLA MIA ATTIVITA’ PROFESSIONALE. 

Le vorrei rivolgere una domanda...stupida, ma non sono un addetto ai lavori.
In un terreno di mia proprietà ho fatto costruire gli scheletri di due edifici in c.a., rispettivamente a due e tre piani, inclusi i piani seminterrati. 
Quello che ora mi domando è se mi conviene proseguire con la muratura tradizionale oppure, se possibile, ultimare gli scheletri (tamponature esterne, pareti divisorie, ecc.) in legno e se la mia idea è sbagliata. 

Ovviamente Halloween non c’entra (mi scuso con il lettore per l’ironia pre-carnevalizia).
La domanda non è stupida, ma fatico a comprendere l’iter autorizzativo di questo cantiere, in quanto il cliente dovrebbe aver presentato il calcolo energetico (ex Legge 10/91) in quanto facente parte della documentazione obbligatoria al fine di ottenere l’autorizzazione edilizia, sia in caso di D.I.A. che di permesso di costruzione.
le costruzioni in legno prefabbricate possono essere utilizzate per completare un cantiere tradizionale?
Tale calcolo comporta il dimensionamento progettuale dell’involucro edilizio, definendo gli spessori e i materiali per pareti, solai, copertura, infissi ed attacco al suolo, nonché gli impianti per il riscaldamento e l’eventuale raffrescamento estivo.
La sola costruzione di semplici scheletri in cemento armato, rimandando la scelta dei tamponamenti ad una fase successiva resta un autentico mistero, non conoscendo la storia di questi edifici.
Voglio comunque limitarmi a rispondere alla domanda in se, senza congetture o giudizi di alcun tipo.
Innanzitutto l’utilizzo di tamponamenti in legno a telaio o a pannelli è tecnicamente possibile, ma va identificata la fascia climatica per progettare il sandwich di materiali più idoneo che, come ripetuto spesso, deve essere studiato correttamente per la zona.
Un indubbio vantaggio è la velocità del montaggio a secco rispetto al completamento in muratura dell’edificio, che però deve essere eseguito con le dovute attenzioni, evitando ogni futuro rischio di infiltrazione d’acqua.
Il legno dei pannelli andrà poi adeguatamente protetto, rivestendo l’involucro con un isolamento a cappotto intonacato che avrà anche la funzione di limitare l’effetto dei ponti termici dovuti all’abbondante impiego di cemento armato per pilastri e, soprattutto, solai.
Le case prefabbricate in legno raggiungono alte prestazioni energetiche proprio per l’assenza di materiali ad alta conducibilità termica.In questo caso i valori di isolamento saranno inevitabilmente più bassi rispetto ad una struttura realizzata completamente in legno, ma si potranno comunque raggiungere buone prestazioni.
Chiaramente andranno curate tutte le partizioni esterne, montando infissi isolati (che andranno schermati all’esterno durante l’estate) ed una copertura (possibilmente in legno) che preveda una camera di ventilazione correttamente progettata e un buon pacchetto di isolamento ad alta densità.

DETRAZIONI FISCALI PER LA BIOEDILIZIA

COSTRUIRE UNA CASA IN LEGNO PREFABBRICATA A BASSO CONSUMO ENERGETICO E’ UN PICCOLO CONTRIBUTO ALL’AMBIENTE, POICHE’ BASSE SONO LE EMISSIONI DI CO2 IN ATMOSFERA E POCA L’ENERGIA NECESSARIA ALLA COSTRUZIONE DELL’EDIFICIO. 

Buonasera, prima di tutto volevo dirle che ho acquistato il suo libro e devo dire che l'ho trovato veramente interessante ed esaustivo. 

Sto trattando l'acquisto di un terreno dove è già presente un progetto approvato per la costruzione di una bifamiliare con sistema tradizionale. 
Io vorrei invece costruire un prefabbricato in legno. 
Le spese della casa che si riferiscono a infissi,pannelli solari e tutto quello che riguarda il risparmio energetico, sono detraibili al 55% come per le altre abitazioni? 

Il mio libro andrà a breve in ristampa, senza particolari modifiche a quello attualmente acquistabile in libreria o online, segno di un crescente interesse verso le costruzioni a basso consumo di energia come le case prefabbricate.La scelta del sistema costruttivo (tradizionale in laterizio o in legno) è (in parte) indipendente da incentivi, bonus, detrazioni fiscali eventualmente concessi.

case in legno prefabbricate incentiviLa normativa per la riqualificazione energetica fa riferimento a fabbricati esistenti e non di nuova costruzione.
E’ prevista tutta una serie di interventi che danno infatti diritto a una detrazione fiscale dall’imposta lorda pari al 55 % delle spese sostenute entro il 30 giugno 2013.
Dal 1° luglio 2013 questi incentivi saranno sostituiti con la detrazione Irpef del 36 per cento già prevista per le spese per ristrutturazioni edilizie. 
Non è questa la sede per trattare nel dettaglio questi lavori incentivati, ma mi limito a ricordare che si tratta di interventi su parti o interi edifici esistenti relativi a strutture opache verticali ed orizzontali, finestre comprensive di infissi, installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali, interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione o pompe di calore ad alta efficienza (come gli impianti geotermici).
Salvo casi specifici che prevedano la demolizione di un fabbricato e la sua fedele ricostruzione (con i dovuti distinguo, ci si riferisce a sagoma e volume, non necessariamente al rispetto dell’area di sedime), la maggior parte delle case in legno ricade nella categoria delle “nuove costruzioni”.

In questo caso non vi sono distinzioni con gli edifici in muratura e gli unici incentivi concessi possono riguardare bonus volumetrici (con scorporo delle murature esterne o maggiorazioni di cubatura) e/o sconti sugli oneri comunali.
Nulla di eclatante, ma si tratta comunque di opzioni interessanti, soprattutto qualora il volume disponibile sia scarso (in questi ultimi anni è un’eventualità tutt’altro che rara) o per alleggerire di qualche migliaio di euro i costi complessivi.
Attualmente mi sto avvalendo della possibilità di incrementare la cubatura per ben tre progetti, risolvendo in tale modo situazioni abbastanza delicate.
Oltretutto l’ingombro delle pareti delle case in legno risulta sempre assai ridotto, a fronte di prestazioni energetiche elevate, che permettono di usufruire del massimo degli incentivi.

L’ANCORAGGIO DELLE CASE PREFABBRICATE

LE PARETI DELLE CASE PREFABBRICATE VENGONO MONTATE SULLA PLATEA IN CEMENTO ARMATO E FISSATE AL SOLAIO MEDIANTE STAFFE DI ANCORAGGIO IN ACCIAIO, OPPORTUNAMENTE DIMENSIONATE IN BASE A PRECISI CALCOLI STATICI PER FORMA, UBICAZIONE E NUMERO.

Non ho ben compreso come le case prefabbricate vengano fissate a terra
Ho capito che vanno posate su di un solaio di fondazione, ma non come viene eseguito il collegamento.
Anche le pareti andranno giuntate tra loro, ma come? 
Non c’è il rischio che questi punti con il tempo perdano la tenuta?

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Le pareti delle case in legno (quelle realmente prefabbricate in senso lato) vengono realizzate in stabilimento, a prescindere dalla specifica stratificazione di materiali portanti, isolanti e di finitura. 
Nel limite del possibile e tenendo conto della logistica di cantiere, si cerca di limitare il numero di questi elementi, che raggiungono spesso dimensioni ragguardevoli, necessitando di conseguenza di mezzi di trasporto su strada adeguati.
Le pareti escono dalla fabbrica pressoché finite, con tanto di cappotto intonacato all’esterno, serramenti e cartongessi montati.
Una volta posizionate sulla platea si deve provvedere alla congiunzione degli elementi con tiranti in acciaio innestati su boccole filettate, secondo un sistema maschio - femmina.
Alcuni produttori di case prefabbricate prevedono un incastro tra le pareti per una migliore tenuta complessiva della giunzione.
La giunzione è ermetica e garantita, poiché si prevede un buon numero di tiranti posti a varie altezze.
L’ancoraggio al piano di fondazione utilizza invece delle staffe angolari ad “L” fissate sia alla parete che alla platea mediante viti e bulloni in acciaio zincato.
La dimensione, il numero e l’ubicazione di questi ancoraggi, come detto, viene stabilita in base al calcolo statico dell’edificio.
Queste staffe solitamente sono realizzate da specifici produttori in grado di fornire una certificazione e dei valori certi di tenuta.
Ne esistono infatti di varie forme e misure a seconda del loro impiego e della posizione prevista.
Le case in legno prefabbricate possiedono pertanto un’eccellente resistenza, sia alle forze di compressione (come i carichi verticali) che di trazione (come le spinte laterali dovute al vento o ai terremoti).
Tiranti e staffe hanno il compito di legare la struttura e di collegarla alle fondazioni, scaricando le suddette sollecitazioni al suolo in modo efficace.
La scelta di questi elementi non è pertanto scontata, poiché è fondamentale il corretto dimensionamento degli stessi e l’utilizzo di prodotti certificati e provvisti di schede tecniche rispondenti alle normative in vigore.
L’utilizzo di prodotti artigianali e la disposizione standard (in assenza di un calcolo preciso) degli stessi può pregiudicare la solidità dell’edificio ed è pertanto vivamente sconsigliabile.
Alcune ditte di case in legno prefabbricate non appaiono molto scrupolose in tal senso, impiegando una componentistica a buon mercato, non soggetta a controlli e pertanto non calcolabile strutturalmente.
Si tratta dell’ennesimo aspetto da non sottovalutare, che distingue le ditte serie di case prefabbricate dai soggetti improvvisati che si trovano sul mercato delle abitazioni in legno.