Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

CASE DI LEGNO ED ALLAGAMENTI

L’ACQUA E’ IL PRINCIPALE NEMICO DEGLI EDIFICI IN LEGNO, DA NON SOTTOVALUTARE MAI, RICHIEDENDO UN’ATTENTA PROGETTAZIONE ESECUTIVA.
EVENTI ECCEZIONALI POSSONO ACCADERE E RAPPRESENTANO SICURAMENTE UNA PROBLEMATICA RILEVANTE PER QUESTE COSTRUZIONI.

Sto valutando la costruzione di una casa in legno, contattando diversi produttori.
Sto anche leggendo il suo libro, Guida alle case in legno.
Nel capitolo "Timori e pregiudizi..." parla del problema acqua, ma non affronta il tema delle inondazioni.
Visto che il terreno che ho acquistato si trova in zona di potenziale allagamento, volevo informazioni sull'argomento.

Questo blog è attivo da settembre 2008 e, con un po’ di pazienza, è possibile reperire articoli scritti nel passato, ma sempre attuali nei contenuti.
Questo sito non contiene news soggette a rapido invecchiamento, ma affronta temi e risponde a domande che mantengono inalterato l’interesse nel tempo.
La piccola casella di ricerca posizionata in alto a destra consente un’agevole ricerca attraverso parole chiave come “allagamento”, “inondazione”, “acqua”.
Verranno infatti visualizzati gli articoli più pertinenti, che generalmente hanno trattato gli argomenti in modo approfondito (grazie all’anzianità del blog) tra gli oltre 500 post pubblicati.
Se così non fosse, fatemelo sapere, utilizzando la form contatti e sarò ben lieto di colmare la lacuna.
L’argomento è certamente delicato e non può essere sottovalutato, proprio per le caratteristiche del legno che è un materiale che può deperire rapidamente a contatto con l’acqua.
L’allagamento è peraltro una delle condizioni peggiori in assoluto, trattandosi di acqua fangosa contenenti sostanze che accelerano il degrado delle strutture e che danneggiano gli isolamenti in modo irreversibile.
Va peraltro ricordato che si tratta di eventi eccezionali che possono colpire con effetti altrettanto gravi edifici in muratura.
La vicinanza a bacini fluviali o torrenti a rischio esondazione andrebbe considerata già in fase di acquisto del terreno, optando per siti più sicuri o in posizione leggermente sopraelevata.
Si tratta di un problema molto diffuso sul territorio italiano, con fenomeni ricorrenti nella stagione delle piogge, sempre meno sporadici negli ultimi anni.
L’unica possibilità di difenderci è di prevedere, già in fase di progettazione, una posizione della porzione in legno rialzata rispetto alla quota del terreno circostante.
Una casa in legno danneggiata non dovrebbe essere soggetta a demolizione integrale, ma è inevitabile un rifacimento pressoché completo delle pareti con sostituzione degli isolamenti, dei pannelli e dei cartongessi deteriorati, salvaguardando le strutture portanti.

RESIDENCE PREFABBRICATI IN LEGNO

IL PREZZO ELEVATO DEI TERRENI EDIFICABILI GRAVA PESANTEMENTE SUI COSTI TOTALI DELLE COSTRUZIONI, IN PARTICOLARE PER LE TIPOLOGIE RESIDENZIALI UNIFAMILIARI.

Da diversi anni cullo il sogno di poter realizzare una casa prefabbricata in legno.
Purtroppo la zona in cui vivo presenta gravi difficoltà soprattutto per il reperimento di un terreno adeguato (costo, posizione, edificabilità..).
Mi domandavo se non esista una ditta costruttrice o una immobiliare che possa essere interessata alla realizzazione di un "villaggio prefabbricato" simile, ad esempio, al Villaggio Brugherio" (che però è in edilizia tradizionale).
Immagino che il potere economico (e non solo) di una società siano nettamente superiori al singolo privato e quindi avrebbe la possibilità di acquistare un lotto più grande e magari in una posizione migliore.
Infatti, come privato, acquistare un fazzoletto da 500/700 mq potrebbe implicare il rischio di vedere la propria villetta immersa in mezzo a condomini o capannoni ovvero in mezzo ad una selva di cemento che vanificherebbe in parte il senso e il significato di una costruzione in legno.
Come avrà capito, la mia non è una vera e propria domanda, quanto uno spunto su cui riflettere e avere un suo commento.

Sono abbastanza d’accordo con il lettore.
I lotti edificabili, scarsi, costosi, quasi sempre di piccole dimensioni ed ubicati in luoghi urbani di scarso pregio paesaggistico, spesso adiacenti a zone artigianali o ad alto traffico, penalizzano fortemente le aspettative di chi sceglie di abitare una casa in legno a basso consumo in bioedilizia all’interno delle nostre città.
Una prima soluzione è di cercare un terreno distante dai centri urbani principali.
I prezzi al metro quadro sono molto più abbordabili ed è possibile vivere in mezzo al verde, in un luogo lontano dalle auto e dallo smog.
L’unico (indubbio) handicap è legato agli spostamenti quotidiani per raggiungere le scuole ed i luoghi di lavoro, ampiamente compensato dai suddetti vantaggi, non solo
economici.
I miei committenti si dividono equamente tra coloro che non vogliono allontanarsi dal centro abitato ed preferiscono rinunciare alla qualità del contesto urbano e quelli  disponibili ad utilizzare maggiormente l’auto pur di vivere in un ambiente naturale, lontano dalle città, anche per abbassare gli oneri di acquisto del lotto.
Consiglio spesso di ricercare un terreno idoneo per realizzare una villetta bifamiliare al fine di ripartire molti costi fissi e spendere complessivamente meno, ma è una soluzione semplice solo in apparenza, in quanto il reperimento di un socio disponibile e compatibile (in senso lato) non è affatto scontato.
Un villaggio prefabbricato è certamente una splendida soluzione, ma richiede un finanziatore solido, che può essere un’impresa di costruzioni, una società immobiliare o una cooperativa edilizia.
Si tratta di ipotesi realistiche ma, complice la congiuntura economica, ancora abbastanza sporadiche.
Io stesso ho tentato a più riprese di dare vita ad iniziative analoghe, senza successo.
La ripartizione dei costi in un cantiere di questa entità permette l’adozione di impianti centralizzati ad altissimo rendimento basati sullo sfruttamento di fonti rinnovabili come la geotermia, ma resta molto difficile per l’ammontare ingente dei costi da sostenere.

UN PICCOLO AMPLIAMENTO IN LEGNO

IL MONTAGGIO A SECCO RENDE MOLTO INDICATO IL SISTEMA COSTRUTTIVO DELLE CASE IN LEGNO PER REALIZZARE AMPLIAMENTI DI FABBRICATI ESISTENTI, MA NON SEMPRE I COSTRUTTORI SONO INTERESSATI AGLI INTERVENTI DI PICCOLE DIMENSIONI.

Le ho già scritto nel corso del 2012, dopo aver acquistato suo libro; da allora siamo andati molto avanti rispetto alle iniziali informazioni sul settore.
Vorrei per questo un suo parere, anche se il suo blog si occupa principalmente di case prefabbricate in toto.
Nel nostro specifico caso abbiamo un fabbricato di circa 45 mq netti (210 mc lordi), realizzato in muratura e in buono stato di conservazione, che ci sembrerebbe uno spreco demolire.
A questo proposito, stiamo valutando di eseguire una ristrutturazione con un cappotto esterno più un tetto ventilato e, poi raggiungere la superficie abitativa concessionabile dal Comune, attraverso un ampliamento da realizzare in legno, con le stesse caratteristiche costruttive dei prefabbricati.
Il quesito che le pongo é questo: nel caso di una superficie ridotta, come nel nostro caso, seppure debbano aggiungersi i volumi non computati nell' abitazione, quali il vano tecnico, il garage, la veranda e un eventuale seminterrato, le grandi ditte di case prefabbricate tedesche (delle quali ho tutti nomi delle più serie!) sembra che non possano realizzare costruzioni di questo tipo.
A chi quindi possiamo rivolgerci per avere simili standard qualitativi ma con una costruzione in opera?
In Toscana, attualmente ad eccezione di una sola ditta tedesca con propria agenzia a Lucca, non abbiamo alternative e sembrano non esserci studi progettazione specialisti nel settore, ahimè!!
Dovremmo rinunciare?

Il blog non si occupa esclusivamente di case prefabbricate, ovvero preassemblate in fabbrica e montate in cantiere, ma di costruzioni in legno a basso consumo energetico, anche realizzate in opera direttamente sul terreno.
Chi mi segue da tempo, sa che non mi occupo di casette in legno o costruzioni economiche non finalizzate ad un contenimento delle dispersioni energetiche, tanto sul sito, quanto professionalmente.
La richiesta rientra pertanto a pieno titolo nelle tematiche di interesse generalmente trattate.
I piccoli edifici, isolati o concepiti come ampliamento di fabbricati esistenti, non risultano particolarmente appetibili per le grandi aziende di case prefabbricate, tedesche ed austriache in particolare, ma chiedere è tuttavia legittimo.
Si tratta sicuramente di opere che possono interessare maggiormente i piccoli costruttori locali di case di legno, che possono offrire prezzi maggiormente competitivi per questa tipologia di strutture e che traggono vantaggio commerciale e visibilità sul territorio anche da lavori di piccole dimensioni.
Il problema, semmai, è la scarsa disponibilità di aziende costruttrici con tali caratteristiche  nel centro-sud Italia.
Al nord, al contrario, le nuove ditte di case in legno sono in continuo aumento, in netta controtendenza con le imprese di costruzioni tradizionali che subiscono una costante contrazione, senza grandi prospettive per gli anni futuri.
La Toscana, infine, è culturalmente terra di bioarchitetti e non dovrebbe essere difficile reperire un tecnico preparato ed adeguato all’incarico.

LA SCELTA DELL’ARCHITETTO PER UNA CASA ECOLOGICA

IL TECNICO PRINCIPALE A CUI AFFIDARE L’INTERO ITER PER LA REALIZZAZIONE DI UNA CASA IN LEGNO A BASSO CONSUMO RICOPRE L’IMPORTANTE COMPITO DI GESTIRE OGNI FASE E COORDINARE I VARI SOGGETTI (DITTE, TECNICI) COINVOLTI NEL LAVORO.

Gentile Architetto, mi trovo alle prese con la selezione della società da cui acquistare la mia casa prefabbricata.
Dopo aver letto il suo libro ne ho selezionate una decina scarsa fra quelle con maggior esperienza e con maggior preferenza verso le tecniche costruttive che intendo usare (in base ai suoi consigli).
Sto raccogliendo i dati tecnici per un confronto più preciso (a cominciare dalle ore di sfasamento dell'onda termica che, a differenza della trasmittanza, viene dichiarata solo una volta su due).
Non tutte però propongono case a catalogo (che, su suo consiglio, vorrei preferire) e potrebbe essere necessario un mio tecnico.

una casa di legno a basso consumo energetico
Ed ecco le domande:

E’ opportuno che la direzione dei lavori sia comunque affidata ad un tecnico esterno?
Se il compito è quello di verificare la corretta lavorazione, allora un dipendente della stessa società che lavora potrebbe avere un conflitto di interessi.

Come si sceglie un architetto?
Io ho cercato qualcuno con esperienza specifica in materia (pescando, fra l'altro, fra gli auditori e consulenti Casaclima) e poi richiedendo ad ognuno di ricevere un pò di documentazione sui lavori effettuati in bioedilizia.
Alcuni sono ingegneri.
Non mi è chiaro a quale categoria sia meglio rivolgersi per curare tutta la pratica dall'inizio alla fine.
Mi piacerebbe chiedere ad ognuno se è di quelli che alle 8 sono al cantiere o se i (minimo) 10.000€ che chiedono per i loro servizi li vedranno solo "supervisionare" di tanto in tanto.
E' una pretesa legittima?

Domanda più scomoda ed inelegante (ma parliamo di tanti soldi).
Qual'è il prezzo giusto per il lavoro di un architetto?

PS: Mi piacerebbe trovare in rete un pò di progetti standard energeticamente efficienti per poter chiedere un preventivo più preciso d diverse ditte e poter quindi fare un confronto sui prezzi applicati a parità di condizioni.
Ferma restando la redazione di un progetto ad hoc con quella che applica i prezzi migliori.

Tante domande, per cui vengo subito al dunque.

La direzione lavori, così come la progettazione, verrà “necessariamente” affidata ad un tecnico esterno che può essere reperito direttamente dal cliente o consigliato dal costruttore di case in legno scelto.
Sicuramente un tecnico collegato alla ditta conosce perfettamente il settore e le specifiche esecutive che verranno adottate, sarà facilitato nell’interfacciarsi con le varie figure di volta in volta coinvolte (tecnici, commerciali, capo cantiere….), ma non farà troppo “la voce grossa” nei momenti di difficoltà.
Un tecnico del tutto esterno può peccare (in Italia è molto probabile) di inesperienza.

L’esperienza nel settore delle case in legno sicuramente aiuta.
Non necessariamente deve essere un laureato in architettura, ma resto convinto che un bioarchitetto possieda “una marcia in più” in questo caso specifico.
I 10.000 € sono a mio avviso legittimi, considerando che comprendono le spese (solo parzialmente deducibili) e che vanno tassati pesantemente, così come è giusto pretendere presenza costante al proprio tecnico  in ogni fase del lavoro, non solo in cantiere.

Il prezzo giusto dipende dalle caratteristiche della casa, poiché una soluzione a catalogo non è ovviamente confrontabile con la progettazione di un’abitazione di lusso.
Bisogna poi chiarire se la parcella include, oltre al progetto con rilascio dei permessi, anche rilievi, render 3D, schemi impiantistici, direzione lavori, sicurezza, accatastamenti, nonché eventuali varianti in corso d’opera.
Attualmente non sono più in vigore i limiti tariffari imposti dagli ordini professionali rispetto ai minimi e massimi da applicare, ma ciò non toglie che la parcella del tecnico debba risultare congrua con le caratteristiche dell’incarico.

LA LEGGEREZZA DELLE CASE DI LEGNO

TRA GLI INDUBBI VANTAGGI DEGLI EDIFICI IN LEGNO E’ DA SOTTOLINEARE IL MINOR PESO RISPETTO ALLE STRUTTURE IN MURATURA, CHE RENDE MOLTO INDICATO QUESTO SISTEMA COSTRUTTIVO PER SOPRAELEVARE FABBRICATI ESISTENTI.

Sto valutando la ristrutturazione di una casa costruita 40 anni fa, per avere la possibilità di recuperare il sottotetto e quindi avere un piano in più mi trovo nella necessità di demolire la soletta che divide il box dall'appartamento ora esistente per un discorso di altezze.
A questo punto mi trovo quindi a dover mantenere i muri laterali dell'abitazione in quanto se demolissi il tutto dovrei adeguarmi alle distanze di confine cosa che non devo fare se mantengo questi muri, mi chiedevo se era possibile e vantaggioso (soprattutto a livelli di tempo in quanto vorrei approfittare dei recuperi fiscali attuali) utilizzare i moduli prefabbricati o se il "gioco non vale la candela".

Una sopraelevazione in legno può risultare estremamente vantaggiosa per alcuni semplici motivi:
Le case in legno sono edifici robusti ed elastici, solidi ed antisismici, ma il carico permanente trasferito alle strutture sottostanti sarà minore rispetto ad un piano in più realizzato in muratura o laterocemento.
La costruzione a secco limita le sollecitazioni dinamiche sull’edificio esistente.
Rispetto ad un cantiere tradizionale, vengono prodotte minime vibrazioni, con un basso rischio di generare forze di tipo dinamico che possono causare movimenti e fessurazioni sulla porzione del fabbricato esistente.
I tempi brevi per il montaggio limitano il disagio per gli occupanti.
Se l’edificio è abitato, un cantiere “sopra la testa” è inevitabile causa di disturbo, che può protrarsi per molti mesi.
Le case in legno (in particolare, se prefabbricate) possono essere installate in pochi giorni, considerando tralaltro che il montaggio di una casa in legno non produce praticamente rumore (fatta eccezione per la demolizione della copertura o della parte di edificio da rimuovere).
L’isolamento a cappotto intonacato rende indistinguibile la porzione in legno dagli edifici in muratura.
La convivenza tra un edificio in muratura ed una sopraelevazione in legno è del tutto naturale dal punto di vista costruttivo.
Le case prefabbricate non possiedono una forma e non vincolano la progettazione, permettendo la realizzazione di architetture coerenti e ben inserite nel contesto urbano.
Dal punto di vista fiscale, una sopraelevazione comporta l’edificazione di un volume di nuova costruzione, fatti salvi i casi rientranti nella definizione di fedele ricostruzione con mantenimento della sagoma e della cubatura originaria.
In ogni caso i vantaggi saranno ragguardevoli, soprattutto sotto l’aspetto del risparmio energetico, grazie all’elevato isolamento termico dell’involucro.

VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA O CLIMATIZZAZIONE

LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA E’ UN IMPIANTO DI GRANDE UTILITA’ NEGLI EDIFICI A BASSO CONSUMO ENERGETICO A TENUTA D’ARIA, CHE CONSENTE IL MIGLIORAMENTO DEL COMFORT CLIMATICO ED EVITA LA NECESSITA’ DEI RICAMBI D’ARIA MANUALI.

Gentile Architetto, innanzitutto la ringrazio per il servizio che offre con questo suo blog, è molto preciso, esaustivo, completo, la seguo oramai da 2 anni, da quando iniziai la mia avventura che mi ha portato a realizzare il sogno di una vita, realizzare la mia casa in legno, con struttura a telaio.
Vengo al dunque.  La casa è bene collocata rispetto al movimento del sole, gli ombreggi sono giusti, le finestre bene dimensionate e posizionate.
Il mio architetto, molto professionalmente, quando eravamo ancora in via progettuale, mi consigliò di predisporre anche un impianto di raffrescamento, io stupidamente non gli diedi ascolto.
Nulla di grave che sia ben inteso, la temperatura in casa con l'afa estiva (fuori c'erano 40 gradi), è sempre compresa tra i 25 ed i 28 gradi.
La temperatura sale maggiormente la sera (da affrontare meglio in altra domanda anche lo sfasamento di 11 ore della struttura a telaio della mia casa, secondo me sono troppe), quando si cucina e le mura rilasciano il caldo delle ore più calde del mattino.
Nulla è stato fatto quindi per ospitare un sistema di raffrescamento, mi chiedevo se ora fosse il caso e se fosse possibile, montare una ventilazione meccanica di tipo puntuale, in modo da garantire sempre aria fresca e pulita, di far scendere di un paio di gradi la temperatura dentro casa.
Oggi alla sera, apriamo porte e finestre, la temperatura scende dai 28 gradi sino ai 24 non senza fatica (grazie allo sfasamento e all'afa direi), per poi rimanere sino al giorno dopo sui 25/26, alla sera torna ai 28 o 28/28,5.
Ora quindi come accennato poco sopra, pensavo ad una ventilazione meccanica di tipo puntuale, o peggio, aria condizionata a split in 3 camere.

Il dubbio è quello di bucare, tagliare, compromettere la tenuta dell'aria, tagliare la barriera vapore, far decadere i 30 anni di garanzia, lavori eseguiti probabilmente da persone poco esperte con questo tipo di case.
Ammesso che ora sia possibile, resta il costo della manodopera della ditta che mi ha realizzato casa, che reputo eccessivo, solo per far venire a fare buchi o predisporre una ventilazione meccanica.
Riassumendo, è possibile ora una VMC puntuale?
Oppure devo considerare gli split?
Altezza 150 metri, distanza dal mare 4 km, comune con 1.442 gradi giorno, zona climatica D.
Tetto k termico 0.14, pareti 0.15, finestre 3 strati, cappotto esterno EPS da 8cm (che nulla serve allo sfasamento).

La domanda è molto estesa, ma ho ritenuto opportuno pubblicarla integralmente.
Il montaggio di un impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore in una casa in legno esistente è (teoricamente) possibile, ma risulta sicuramente un intervento costoso ed invasivo, in quanto le tubazioni devono attraversare orizzontalmente almeno un solaio e verticalmente molte pareti, in un lungo percorso che parte dalla macchina per giungere alle bocchette di estrazione ed immissione dell’aria.
La rilevante sezione dei tubi obbliga a progettare l’impianto contestualmente alla statica, anche per gli edifici di nuova costruzione.
A maggiore ragione, intervenire a posteriori su di un edificio esistente risulta un lavoro particolarmente impegnativo, poiché si deve necessariamente fresare cartongessi e pannelli (meglio evitare le pareti esterne, soprattutto in presenza di barriere al vapore) e mettere mano agli isolamenti.
Si tratta purtroppo di una decisione che va presa in sede di campionatura ed un lavoro che va eseguito contestualmente al montaggio del fabbricato, accettando un aggravio dei costi non indifferente.
La sola predisposizione è ovviamente possibile e permette di rimandare l’acquisto del macchinario a tempi migliori (ma la spesa resta comunque alta).
Se la temperatura degli ambienti appare eccessiva durante i mesi estivi, non resta che ripiegare su i classici impianti di aria condizionata, scegliendo possibilmente le soluzioni ad alto rendimento energetico.
Il buon isolamento dell’involucro permette peraltro un utilizzo molto limitato della climatizzazione estiva, garantendo una buona tenuta dell’aria raffrescata anche ad impianti spenti.