Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

IL PREVENTIVO PER UNA CASA IN LEGNO BIFAMILIARE

IL COSTO DI UNA CASA IN LEGNO PUO’ RISULTARE MOLTO DIFFERENTE TRA I VARI COSTRUTTORI, SOPRATTUTTO SE IL CAPITOLATO E’ LASCIATO A DISCREZIONE DELLE DITTE INTERPELLATE.

Sto cercando di costruire 2 abitazioni in legno, ma i preventivi che finora ho chiesto sono molto contrastanti e non ne capisco il perchè.
In certi casi il prezzo raddoppia da un costruttore all'altro per la stessa tipologia di casa.
Dovrei costruire 2 case abbinate, tutte a piano terra di circa 110 mq.
Potrebbe farmi lei un preventivo?
Cosa devo guardare in un preventivo per essere sicura che non sia una fregatura?

Ci sono alcune regole generali per farsi redigere un preventivo puntuale ed attendibile, così come è abbastanza inevitabile che indicazioni vaghe da parte del potenziale acquirente portino a notevoli oscillazioni importanti tra i vari prezzi.

bifamiliare in legno
IL PROGETTO
Il cliente desidera (giustamente) conoscere in anticipo la spesa a cui andrà incontro.
Spesso il progetto non esiste e ci si limita a semplici indicazioni come la metratura, la tipologia, la forma del tetto, ecc.
In questi casi è virtualmente impossibile preparare un preventivo, poiché il costruttore sarà costretto a fornire una stima di massima, possibilmente con un congruo margine di calcolo.
Peraltro questo genere di preventivi risulta quasi sempre una perdita di tempo per l’agente o l’ufficio tecnico che si occupa dei conteggi, in quanto non viene mai tramutato in contratto (al limite il cliente ritorna con un progetto dopo un po’ di tempo), per cui viene gestito molto frettolosamente.
Una valutazione corretta richiede inevitabilmente piante, sezioni e prospetti quotati.
Non necessariamente deve essere un progetto approvato, anzi.
Le ditte possono fornire preziosi consigli, anche per ottimizzare le soluzioni (statiche, funzionali, dimensionali), abbassando il prezzo.

IL CAPITOLATO
Fatta eccezione per il livello al grezzo (avanzato o non) è opportuno fornire al costruttore un elenco particolareggiato delle finiture e degli impianti desiderati, poiché non sempre gli standard delle ditte di case in legno coincidono con le singole scelte di campionatura.
Un capitolato di base può essere maggiorato per svariate decine di migliaia di euro, senza particolari pretese, soprattutto nei contratti chiavi in mano.
Qualche rapido esempio?
Tetti e solai lasciati a vista al posto di quelli finiti a cartongesso, coppi in laterizio in sostituzione delle tegole in cemento, pluviali in rame al posto di quelli in pvc, finestre rivestite in alluminio, tripli vetri, scuretti al posto degli avvolgibili, riscaldamento a pavimento in luogo dei radiatori, ventilazione meccanica, pompa di calore, pannelli solari, portefinestre scorrevoli, parquet massiccio al posto del laminato…..
Va poi ricordato che ciò che è “standard” per un costruttore, comporta un probabile sovrapprezzo per un'altra ditta, per cui risulterebbe estremamente difficile un confronto affidabile tra le diverse offerte.

EDIFICI IN LEGNO SENZA TERRENO

MOLTI POTENZIALI ACQUIRENTI SI AVVICINANO ALLE CASE PREFABBRICATE PRIMA ANCORA DI ESSERE ENTRATI IN POSSESSO DI UN LOTTO EDIFICABILE E NON DOPO AVERE PROGETTATO LA PROPRIA ABITAZIONE.

Non siamo i clienti ideali.
Non abbiamo la terra e avremmo bisogno di un mutuo per l'acquisto della casa, ma di una cosa siamo sicuri:  la nostra prima casa sarà di legno!
In principio pensavamo solamente ad un appartamento in città, ma  poi ci siamo detti: perche non una casa vecchia in campagna da ristrutturare?
E poi, ecco l'illuminazione: una casa di legno!
Più ci informavamo, più ci convincevamo.
Ma poi i dubbi. Ci concederanno un mutuo per una casa che non esiste ancora? (le banche in Italia ragionano senza fantasia).
Posso comprare una casa di campagna, demolirla e ricostruire sulla terra acquistata?
Posso usare le fondamenta della casa demolita per la costruzione della casa di legno?
Grazie comunque per il tempo che ci hai concesso!

EDIFICI-ECOLOGICI, CASE-ECOLOGICHE, CASE, ECOLOGICHE
Tante domande, idee chiare, ma anche un po’ di confusione.
Ogni potenziale cliente ha esigenze personali e non deve necessariamente avere tanti soldi ed essere proprietario di un terreno edificabile.
Una prima raccolta dati risulta sempre molto utile e costituisce una solida base di conoscenze che serviranno al momento di prendere le decisioni relativamente al progetto della casa ed alla scelta del costruttore.
In queste fasi iniziali è prematuro chiedere un finanziamento ad una banca, ma ci si può comunque informare contattando direttamente qualche istituto di credito o attraverso internet.
Si può partecipare alle fiere sulla bioedilizia e sul risparmio energetico (ma si possono incontrare molti stand di costruttori persino alle fiere campionarie), contattare telefonicamente o via mail aziende di case in legno alle quali richiedere depliant e la possibilità di visitare qualche costruzione realizzata in zona (meglio ancora se in fase di cantiere).
Il terreno deve essere edificabile.
Concetto banale, ma (a quanto pare) non abbastanza esplicito, considerando le molte richieste che continuo a ricevere da parte di chi vorrebbe montare una struttura in legno su terreni inedificabili, agricoli, vincolati, ecc….
In alternativa è possibile abbattere un fabbricato preesistente per ricostruirlo in bioedilizia, godendo peraltro delle agevolazioni fiscali attualmente in vigore per le ristrutturazioni edilizie e le riqualificazioni energetiche (abbassando parecchio l’importo della spesa).
E’ anche possibile demolire parzialmente l’immobile esistente, mantenendo la porzione interrata o seminterrata, ma anche ampliando e/o sopraelevando la cubatura mediante una struttura in legno.
I campi di applicazioni e le potenzialità progettuali delle case prefabbricate a basso consumo energetico sono molteplici e non andrebbero limitati alle semplici villette unifamiliari di nuova costruzione.

INTERPELLARE UN TECNICO PER UNA CASA IN LEGNO

NEL LIMITE DEL POSSIBILE, CERCO DI REPLICARE A TUTTE LE RICHIESTE CHE MI GIUNGONO ATTRAVERSO IL BLOG.
IN QUESTO ARTICOLO VENGONO RAGGRUPPATE ALCUNE BREVI RISPOSTE ALLE DOMANDE DI ALCUNI LETTORI, IL CUI TEMA COMUNE E’ LA NECESSITA’ DI AFFIDARE AD UN TECNICO LE INDAGINI PRELIMINARI.

Sto acquistando un terreno di 10 mila metri quadrati dove c'era un annesso di 50 mq.
Mi hanno detto che si può arrivare a 60 mq e addirittura fare due piani.
Avete soluzioni e consigli da darmi?

E’ possibile che tale ampliamento di cubatura sia previsto dal regolamento edilizio comunale o che si tratti di un bonus volumetrico raggiungibile attraverso l’applicazione del “Piano Casa”.
In ogni caso si deve incaricare un tecnico per analizzare gli aspetti urbani ed edilizi, al fine di determinare limiti e potenzialità edificatorie dell’intervento, oltre alle caratteristiche del progetto.
Successivamente, è comunque possibile affidarsi a qualche costruttore di case prefabbricate che offra soluzioni progettuali a catalogo o proseguire con il tecnico incaricato.

casa passiva in legno
Salve, ho una casa con un giardino di 400 mq e volevo fare una casa prefabbricata. Desidererei avere maggiori informazioni riguardo i requisiti necessari.
Attendo vostre notizie, spero presto.

Anche in questo caso, a fronte di una volumetria già sfruttata e di un giardino di metratura non troppo elevata, si deve individuare il potenziale residuo di cubatura, la sagoma limite del nuovo fabbricato che dovrà presumibilmente essere realizzata in aderenza con l’edificio preesistente e l’eventuale applicazione dei bonus volumetrici del “Piano Casa” e/o previsti dal Regolamento Edilizio comunale.
Come nel caso precedente, l’intervento (se possibile – andrà ovviamente incaricato un tecnico) può essere realizzato indifferentemente in muratura o in legno ed dovrà essere regolarmente autorizzato.

Voglio vendere un pezzo di terra di 1000 mq circa su un lotto complessivo di 10000 mq.
Il tutto fa parte di una grande lottizzazione di circa 80000 mq.
Tutta la lottizzazione è edificabile ma non urbanizzata!
Il potenziale acquirente vuole costruire su un lotto di 1000 mq un prefabbricato in legno (casetta in legno con ruote).
E' fattibile? Occorre l'autorizzazione del Comune?

Anche se il terreno è edificabile, difficilmente l’intervento è attualmente possibile.
Il lotto andrebbe stralciato dalla futura lottizzazione di cui attualmente fa parte e va verificata la presenza delle reti e dei sottoservizi.
Non è da escludere, considerando la dimensione complessiva abbastanza elevata, che si possa richiedere al Comune di suddividere ulteriormente il lotto da 10.000 mq in pià aree, ma è evidente che sarà necessaria una progettazione da parte di un tecnico incaricato di ottenere le necessarie autorizzazioni.
Temo peraltro che l’ipotesi della casetta in legno su ruote sottenda la volontà di aggirare tale percorso, sicuramente lungo ed impegnativo.

Vorrei sapere se fosse possibile montare una casa in legno sul mio terrazzo che si trova al quinto piano di un condominio, avendo una superficie abbastanza larga, diciamo sui 70mq.

Generalmente è possibile, ma vanno fatte le necessarie indagini strutturali, poiché le una sopraelevazione comporta necessariamente un carico maggiore sulle sottostanti strutture di fondazione che potrebbero risultare sottodimensionate, soprattutto se il condominio non è di recente costruzione.
La leggerezza delle case in legno è sicuramente un vantaggio, così come la costruzione a secco in tempi brevi, con minime sollecitazioni di tipo dinamico e assenza di vibrazioni sull’edificio esistente.

DEMOLIRE E RICOSTRUIRE IN LEGNO

CON LE CASE IN LEGNO E’ POSSIBILE INTERVENIRE ANCHE IN SOSTITUZIONE EDILIZIA, SENZA PARTICOLARI DIFFICOLTA’ E CON NOTEVOLI VANTAGGI SULLE TEMPISTICHE E RISPETTO AL MIGLIORAMENTO DEI VALORI TERMICI.

Ho una casa degli anni ‘50 con la cantina interrata che però fuoriesce dal terreno per circa 1 mt.
Stavamo valutando la ristrutturazione tradizionale, ma i costi risultano veramente alti,
quindi abbiamo iniziato ad interessarci alle case prefabbricate in legno.
Pensavamo alla demolizione della costruzione esistente, mantenendo lo zoccolo della cantina e appoggiandoci sopra la casa in legno.
Facendo un intervento del genere, mi saprebbe dire se è una cosa fattibile e se rientra in una ristrutturazione e quindi potrei usufruire della detrazione fiscale del 50%?
Sto valutando tutti i costi e mi piacerebbe capire anche questo aspetto.

EDIFICIO IN LEGNO
Premesso che, prima di dare giudizi di fattibilità sull’intervento, bisognerebbe attuare di persona un sopralluogo sul posto, effettuando possibilmente qualche sondaggio sulle murature per verificare le condizioni statiche della struttura dell’edificio, la mia opinione è che le case prefabbricate in legno possano in molti casi sostituire i sistemi costruttivi tradizionali in laterocemento anche per intervenire sull’esistente.
Non è da escludere che possa risultare maggiormente vantaggiosa una demolizione integrale, comprensiva della porzione interrata, considerando che siamo di fronte a strutture realizzate 60 anni fa, che potrebbero avere subito un certo degrado negli anni e comunque progettate secondo normative assai distanti dalla legislazione vigente in materia statica ed antisismica.
Le barre in acciaio (quasi sempre lisce e non nervate, come quelle attualmente utilizzate) potrebbero risultare ossidate, pregiudicando la propria capacità portante.
In ogni caso, l’intervento potrebbe risultare fattibile e presenterebbe peraltro parecchi vantaggi, in quanto le strutture in legno vengono montate a secco in tempi brevi, risultando più leggere di quelle in muratura e trasferendo pertanto un carico inferiore sulle fondazioni.
Non vanno chiaramente sottovalutati i benefici di una casa in legno sotto l’aspetto del benessere termoacustico indoor, così come il vantaggio dei costi certi, vero tallone d’Achille delle ristrutturazioni edilizie.
La demolizione dell’edificio esistente e la relativa sostituzione edilizia con una struttura prefabbricata in legno consente di raggiungere prestazioni energetiche assai elevate e sempre superiori alla semplice riqualificazione energetica, soprattutto per edifici realizzati nel dopoguerra, spesso realizzati in economia e carenti dal punto di vista termico.
Questo tipo di interventi, se vengono mantenuti volume e sagoma della costruzione originaria, gode dei vantaggi fiscali previsti sotto forma di bonus per le ristrutturazioni edilizie e le riqualificazioni energetiche, recentemente prorogate dal Governo.
Tale aspetto non è assolutamente trascurabile e permette di abbattere abbondantemente la spesa sostenuta per la ricostruzione dell’edificio, rendendo estremamente interessante quest’alternativa, a fronte di bollette energetiche future assai leggere.

UNA CASA DI LEGNO SENZA GRONDE

IL PROGETTO DI UNA CASA PREFABBRICATA DOVREBBE EVITARE SOLUZIONI ARCHITETTONICHE NON CONFORMI ALLE CARATTERISTICHE DI QUESTO SISTEMA COSTRUTTIVO CHE VA PRESERVATO DALLE POTENZIALI INFILTRAZIONI DI ACQUA.

Sto costruendo la mia casa in legno e, fortunatamente, i lavori in poco più di un mese vanno a gonfie vele, siamo già al tetto.
La casa ha uno stile molto moderno, con il tetto completamente a falda inclinata verso sud.
In tutti i lati della casa non sono state previste sporgenze di tetto oltre il muro.
Il tetto finisce a filo del muro e anche nel punto più basso della falda, la gronda verrà nascosta da un cornicione di 40cm.
Mi sto domandando se questo sistema non creerà problemi con la pioggia che bagnerà più facilmente tutti i muri.
Inoltre abitando in collina, dove d'inverno nevica e gela, mi chiedo se la gronda realizzata a vasca non possa essere un problema in caso di ghiaccio!!
Non vorrei che l'ultima parte del tetto si riempia di acqua per poi ghiacciarsi e infiltrare il muro.
Se le interessa sono disposto ad inviarle foto della mia casa in costruzione, sto fotografando tutto.

Approfitto dell’ultima riga scritta dal lettore per ribadire che non fornisco consulenze di alcun tipo, ma accetto solamente incarichi “minimi” di progettazione, per cui non chiedetemi consigli personali, ne mandatemi foto, poiché non ho tempo per rispondere e, francamente, non ho proprio il tempo materiale per occuparmene.
Le uniche risposte possibili sono quelle pubbliche, sotto forma di articolo sul blog, il che non credo sia poi così male.
Il principale problema delle case in legno è il contatto perdurante con l’acqua che può far marcire la struttura e gli isolamenti termici.
L’acqua può infiltrarsi dall’alto, sotto forma di precipitazioni o dal basso, per risalita di umidità dal terreno.
I costruttori di case prefabbricate sono generalmente molto attenti ad evitare qualsiasi rischio, prescrivendo accorgimenti costruttivi al progettista ed apportando eventualmente piccole modifiche in fase esecutiva all’edificio, qualora fossero presenti problematiche non risolte.
Qualche esempio?
Una copertura le cui falde siano inclinate verso l’interno non assicurerà un efficace smaltimento della pioggia o, peggio ancora, una loggia-terrazza piana delegherà a minime pendenze della pavimentazione ed all’efficacia delle guaine impermeabilizzanti la tenuta all’acqua.
Una casa in legno non deve essere (mai) a contatto diretto con il terreno, ma va previsto un piccolo rialzo di quota o una canaletta di drenaggio attorno al perimetro per evitare che le pareti si impregnino di umidità con il passare del tempo per capillarità.
Quanto alle sporgenze del tetto, queste sono utili per proteggere i muri esterni dalla pioggia e per evitare che l’acqua proveniente dal tetto scivoli parzialmente sulle facciate.
Pur essendo possibile un degrado precoce della tinteggiatura dell’edificio, questo problema non è particolarmente rilevante per le case prefabbricate, in quanto è limitato ad un fattore estetico e non pregiudica la salubrità dell’edificio.

UNA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO CONVIENE?

GLI EDIFICI IN LEGNO A BASSO CONSUMO RAPPRESENTANO UNA SEMPLICE MODA O POSSONO ESSERE CONSIDERATI UN INVESTIMENTO ANCHE ECONOMICO NEL TEMPO?
IL VALORE DI UNA CASA PREFABBRICATA E’ REALE O C’E’ IL RISCHIO DI UNA VELOCE SVALUTAZIONE DELL’IMMOBILE NEGLI ANNI?

Vorrei costruirmi una villetta come ce ne sono tante dalle mie parti, ma ecologica, silenziosa e con un giardino da curare, però ho dei dubbi sul valore economico e quindi a cambiare il mattone con il legno.
Se tra 15 anni la voglio rivendere, che succederà?
Mi potranno dire che il legno non si è rivalutato nel tempo come il mattone?

Ho letto gran parte degli articoli del blog (sono troppi Architetto!!!!......), ma mi resta il dubbio dell’effettivo valore delle case in legno rispetto a quelle in muratura tradizionale.
Dalle mie parti sarei probabilmente il primo a costruire una casa prefabbricata e non vorrei fosse un azzardo, se dovessi un giorno rivendere l’immobile.

Ho scelto solo un paio di richieste su questo argomento, ma ricevo continuamente mail che mi esprimono dubbi e perplessità sul valore di mercato delle case in legno.
Anche su questo tema mi sono espresso spesso e, come sempre, è possibile recuperare i vecchi post utilizzando il semplice motore di ricerca interno al blog, posto in alto a destra.
La scarsa diffusione di case prefabbricate in legno, soprattutto nel centro-sud Italia, rende poco significativo il riferimento a casi di compravendita isolati, anche per la recente storia di queste costruzioni nel nostro paese.
Premesso che il tema sono le costruzioni a basso consumo energetico e non casette in legno economiche, annessi, box fai da te, ovvero edifici veri e propri ancorati a platea di fondazione e formalmente autorizzati, mi limito comunque a due semplici considerazioni, che dovrebbero bastare (ed avanzare).
Nelle nazioni del nord Europa in cui le case prefabbricate sono ampiamente diffuse e conosciute, come Germania ed Austria (ma anche Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Croazia), non vi è alcuna differenza tra stabili in muratura ed edifici in legno ed il mercato immobiliare valorizza le soluzioni energeticamente efficienti, a prescindere dal sistema costruttivo adottato, in quanto dissipano meno calore e contengono i costi delle bollette.
In queste nazioni, le case in legno sono conosciute ed apprezzate, senza preoccupazione per la loro durata negli anni (timore peraltro dettato soprattutto dal pregiudizio e dalla malafede).
La crescente diffusione sul nostro territorio di queste costruzioni nei prossimi anni dovrebbe avvicinare alla massa la conoscenza degli edifici in legno, similmente ai paesi di origine.
Va inoltre ricordata l’importanza della classificazione energetica delle costruzioni al fine della valutazione economica, in quanto l’attestato di certificazione è un documento da allegare obbligatoriamente al contratto e da dichiarare ai potenziali acquirenti.
In Italia, a fronte di un patrimonio immobiliare esistente particolarmente dispersivo, anche di costruzione relativamente recente, gli edifici in legno a basso consumo si collocano ai vertici (classe B, A o A+) per la buona tenuta dell’involucro, a prescindere dai protocolli di calcolo adottati (nazionali, regionali, locali), acquisendo un consistente valore di mercato.